IL MERCATO

Giù la benzina di 50 centesimi. Con liberalizzazioni vere si può

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vignetta-caro-benzina1TORNA a crescere il prezzo della benzina. Dopo un periodo di tregua, sono arrivati infatti nuovi rincari dei carburanti anche se le compagnie sembrano muoversi in modo contrastato. Negli ultimi giorni Esso ha aumentato prima di 1 centesimo al litro il prezzo della benzina e poi lo ha ribassato di mezzo centesimo.

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Lo scandalo della benzina

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pistola_tempiaTutti colpevoli, nessun colpevole? Nella commedia delle parti che ogni volta fa da contorno all'aumento del prezzo della benzina non si riesce mai a trovare una «pistola fumante». Neppure quando, come ieri, si arriva al livello record di 1,84 euro al litro. Gli automobilisti se la prendono con i gestori degli impianti, i benzinai danno la colpa alle compagnie petrolifere, queste ultime la scaricano sullo Stato e sulle sue tasse.

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Calano i consumi di carburante ma aumenta la spesa di 8,8 mld (+16%)

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consumiNel 2011 i consumi in Italia di benzina e gasolio per autotrazione sono scesi dell'1,3%, ma la spesa complessiva è aumentata di ben il 15,8%, mentre il carico fiscale è aumentato del 9%. In particolare, da una elaborazione del Centro Studi Promotor GL events sulla base della banca dati sui consumi e sui

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La ricetta di Nomisma per ridurre il prezzo della benzina

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record-benzinaDimezzare accise e Iva. I fondi da immobili, beni di lusso, gioco e sigarette

L'Italia è un Paese che va a benzina. Nel 2011 la fattura petrolifera italiana ha sfiorato i 35 miliardi di euro: un esborso record, il maggiore dell'ultimo decennio e 6,5 miliardi più alto del 2010.

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Petrolio: Petrolplus respinge accuse di bancarotta fraudolenta

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petroplusLa svizzera Petroplus, il maggiore operatore indipendente di raffinerie europeo, ha respinto le accuse di bancarotta fraudolenta legate a un trasferimento di fondi operato da una sua sussidiaria francese, la Petroplus Marketing France. La magistratura transalpina ha messo sotto inchiesta la divisione dopo che Deutsche Bank, uno dei suoi creditori, aveva trasferito lo scorso 23 gennaio 122 milioni di euro e 59 milioni di dollari dai suoi conti bancari, lasciandovi appena 2 milioni di euro.

Il giorno successivo Petroplus avrebbe dichiarato insolvenza, con il conseguente effetto domino sulle sue controllate. "Nessuna entita' legale connessa a Petroplus ha dato istruzioni o preso iniziative per trasferire questi fondi da quei conti francesi". Il gruppo elvetico, gia' da tempo alle prese con problemi di liquidita', si e' dichiarato insolvente su 1,75 miliardi di debiti dopo settimane di infruttuose trattative con i creditori La vicenda e' un segnale della forte crisi che sta attraversando l'industria della raffinazione, colpita dalla riduzione dei margini e dal calo della domanda. "Abbiamo lavorato duro per scongiurare questo risultato ma non siamo riusciti a raggiungere un accordo in extremis con i nostri creditori" aveva spiegato l'ad del gruppo, Jean-Paul Vettier.  

Le cinque raffinerie operate da Petroplus hanno una capacita' complessiva di 667 mila barili al giorno. Nell'impossibilita' di pagare i fornitori di petrolio, la compagnia svizzera e' stata costretta a interrompere la produzione in tre stabilimenti e ridurre di oltre la meta' l'output delle altre due. Lo stabilimento francese di Petit-Couronne e' stato gia' messo in vendita. (AGI) Rme


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