In Nigeria, tutta la regione del delta del Niger, un tempo ricchissima di pesce e di coltivazioni agricole, e' stata appaltata alle attivita' di estrazione e ricerca di petrolio delle multinazionali straniere, dalla Shell all'Agip.Uno degli aspetti piu' controversi e' il ''gas flaring'', il gas che fuoriesce dai giacimenti di petrolio e che viene bruciato dalle compagnie perche' sarebbe costoso riutilizzarlo. Una pratica vietata in Nigeria e contrastata dalle Nazioni Unite perche' altamente inquinante.
Ma nonostante i divieti e le sentenze della Corte Federale Nigeriana, la pratica del gas flaring ancora oggi viene adottata anche perche' l'entita' delle multe che dovrebbero dissuadere le grandi aziende e'Â risibile. Alla fine anche i governanti africani sembrano tollerare e chiudere un occhio. Allora di chi e' la responsabilita' di un inquinamento che ha devastato il delicato ecosistema fluviale, distrutto la pesca e reso imbevibile l'acqua? E lo sfruttamento delle risorse alle spalle della popolazione locale? Negli anni la tensione e' degenerata in una vera e propria guerra. A confrontarsi i guerriglieri, l'esercito nigeriano e le polizie private che proteggono le strutture e i cantieri delle multinazionali.
Report ha inoltre preso in esame la concentrazione delle proprieta' terriere per l'allevamento di pecore da lana nella pampa argentina. Enormi estensioni di terra sono state comprate dalla Benetton: quasi un milione di ettari di territorio, pari al 10 per cento dell'intera Patagonia una volta abitata dagli Indios che ora vogliono indietro il loro territorio. Al loro posto allevamenti di pecore che forniscono lana pregiata mentre le comunita' originarie di indios Mapuche sono state escluse sempre di piu', confinate in riserve e relegate ad attivita' economiche di pura sussistenza. La famiglia indio Curinanco ha denunciato questa situazione rioccupando un piccolo fazzoletto di terra all'interno delle proprieta' della famiglia di Ponzano Veneto, rivendicando i propri diritti ancestrali e avviando una causa legale contro l'esproprio dei terreni agli indios e l'economia del latifondo.
La GOODNEWS di oggi s'intitola ''UN'AMICA DI NOME ILARIA'' di Giuliano Marrucci
Nel 1945 un gruppo di operai altamente specializzati da' vita alla Cooperativa Operaia Frigoristi. Nel giro di pochi anni conquistano il mondo, i loro banchi frigo si trovano dall'aeroporto dell'Havana a quello di New York. Un marchio che fa gola. Tant'e' che nel 2000 il gruppo Umbro fa un'offerta che non si puo' rifiutare. Passano meno di 5 anni e si scoprono gli altarini, ISA vuole chiudere lo storico stabilimento di Lucca per trasferire la produzione a Bastia Umbra. Gli operai non ci stanno, si apre una lunga e difficile vertenza, fino a quando gli operai decidono di percorrere un'altra strada. Nasce cosi' la cooperativa ILARIA, che oggi da' lavoro a circa una quindicina dei vecchi dipendenti ISA, e che nel 2006 e' riuscita a portare di nuovo i suoi prodotti fino a Shanghai, in Cina.
''L'ASTA DI REPORT''
Questa e' la storia di un gruppetto di ragazzi de L'Aquila che, pur colpiti dal terremoto, ha deciso tra mille difficolta', di mettere in piedi un giornalino che si occupa di cronaca locale. Report li ha incontrati e ha deciso di mettere all'asta il proprio patrimonio di premi giornalistici vinti nel corso dei 13 anni di trasmissioni, per destinare i proventi alla piccola redazione.Â
L'asta si terra' il 14 giugno a Bologna in Piazza delle Due Torri alle ore 19.00.
Vi informiamo inoltre che sono previste le repliche di questa puntata su Raisat Extra canale 121 piattaforma Sky nei seguenti giorni:
Lunedi'Â Â Â Â 08/06 alle 10.00 e alle 21.00
Giovedi'Â Â Â 11/06 alle 16.45
Venerdi'Â Â Â 12/06 alle 24.00
Vi ricordiamo che sul sito www.report.rai.it la trascrizione integrale dei testi ed i video delle nostre inchieste.
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