Secondo gli ultimi dati del ministero dell'Ambiente, i mezzi in regola con l'andata a regime di Sistri oggi sono 27mila su 8imila: solo per altri 43mila è già stato fissato l'appuntamento per l'installazione, mentre per la restante parte (11mila) il rischio di non stare nei termini è elevato.
Ai ritardi dell'amministrazione - che già avevano "suggerito" due proroghe in primavera e in estate - si somma anche la scarsa disponibilità di alcuni destinatari, che non si presentano agli appuntamenti per l'installazione nelle 1700 officine autorizzate (evidentemente confidando in una terza proroga, che il ministro Stefania Prestigiacomo ha però drasticamente smentito, si veda Il Sole 24 Ore del 2 ottobre scorso). «Molte imprese di autotrasporto non stanno rispettando gli appuntamenti programmati rinviando gli impegni assunti senza valide motivazioni - dicono fonti del ministero. Vale la pena ricordare che per il mancato rispetto si applicheranno a breve alle imprese inadempienti le sanzioni contenute nel decreto legislativo di recepimento della direttiva rifiuti, ormai di prossima approvazione».
Sanzioni che oscilleranno da i5mila a 90mila euro per tutte le situazioni che non consentono il rispetto degli obblighi previsti, ma che «comunque, nella prima fase di operatività del sistema, saranno applicate con gradualità» rassicurano all'Ambiente.
Ma i problemi per chi non si adegua potrebbero non finire qui: tra le varie misure allo studio del ministero si sta valutando anche la possibilità di prevedere la sospensione dall'iscrizione all'albo per gli automezzi non dotati di black box, in analogia a quanto già previsto dal decreto legislativo quando un mezzo risulta iscritto all'albo, ma non al Sistri.
Novità che rischiano, per usare un eufemismo, di non incontrare il gradimento delle imprese coinvolte nel ciclo dei rifiuti. «Non siamo in grado di "pesare" quanto incidono i comportamenti segnalati dal ministero - dice Paolo Cesco, segretario di Fise Assoambiente - però non vorremmo che diventi uno schermo per non affrontare altri problemi, più seri». Quali? «Di fatto la sperimentazione del sistema di tracciamento digitale, prevista fino al 31 dicembre, si sta dimostrando impossibile - aggiunge Cesco -. L'interoperabilità del software Sistri con quelli di gestione aziendale è molto più complessa del previsto, sia per l'omologazione dei programmi sia per il funzionamento. Il sistema chiuso previsto dalla normativa, inoltre, è bellissimo, ma se non funzionano insieme tutti i segmenti della filiera, come non funzionano oggi, è impossibile stabilire anche solo se è sostenibile o meno. E intanto il 1° gennaio è alle porte».
Fonte: il sole 24ore
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