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Rete & Extrarete. Prezzi giù!

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Gli impianti no-logo rendono l’Umbria un’isola felice, nuovi spazi si aprono al centro-sud
di Antonello Minciaroni

Roma, 8 luglio - Quotidiano Energia - Rete - Prezzi di benzina e diesel in diminuzione, invariati quelli di gpl e metano.

Dal nostro monitoraggio abbiamo rilevato prezzi, in modalità servito, tra 1,39 e 1,43 €/l per la verde e tra 1,23 e 1,27 €/l per il diesel. Gpl fra 0,64 e 0,68 €/l e metano fra 0,83 e 0,89 €/Kg. Gli impianti della Gdo hanno prezzi per la verde fra 1,25 e 1,31 €/l e per il diesel fra 1,10 e 1,17 €/l.

La nuova modalità adottata dal market leader di prezzi molto differenziati sul territorio produce disuguaglianze fra gli impianti della stessa compagnia che arrivano fino a 9 centesimi. Per esperienza personale posso riportare che tutti gli impianti di Perugia e zone limitrofe (non solo Eni, ma anche Esso e Api-Ip) praticano prezzi di 1,34 €/l per la benzina e 1,18 €/l per il diesel per l’intero arco della giornata e con la presenza del gestore.

La scelta è dettata dalla necessità di contrastare tre impianti no-logo e uno della Gdo che praticano prezzi di 1,31 €/l per la benzina e 1,15 €/l per il diesel.

La competizione, che prosegue da almeno tre anni, ha portato grande vantaggio ai clienti perugini delle compagnie e suscita la grande invidia, c’è da crederlo, di quelli sardi, calabresi, siciliani ma anche marchigiani, che pagano prezzi più cari di 8-10 centesimi.

La necessità di recuperare i costi per sostenere questa competizione, che riguarda aree sempre più estese del centro-nord, può spiegare la grande cautela con cui si sono abbassati i prezzi in questi ultimi tempi, pur in presenza di forti ribassi delle quotazioni internazionali dei prodotti.

Margini - Nel periodo in esame, verso la settimana precedente, i margini medi delle compagnie, calcolati per la modalità servito, risultano in salita di 1 cent per la benzina e di 1,2 cent per il diesel.

L’attuale livello in modalità servito, nel confronto con quello medio dei tre anni precedenti, è superiore di 3,6 cent per la benzina e 2,2 cent per il diesel. In modalità self risulta superiore di 2,4 cent per la verde e di 1,9 cent per il diesel.

Nel progressivo annuo, rispetto alla media dei tre anni precedenti è, in modalità servito, più alto di 1,5 cent per la benzina e di 0,7 per il diesel e in self più di 0,7 per la verde e inferiore di 0,4 cent per il diesel.

Mercato extrarete - I prezzi per gli operatori hanno avuto oscillazioni fra minimo e massimo di 1,2 cent per la benzina e di 1,3 cent per il diesel.

Per venerdì QE prevede i prezzi medi in tabella 1:

Sulla base degli attuali andamenti dei prodotti sul mercato internazionale e del cambio euro/dollaro possiamo prevedere che lunedì 12 i prezzi saranno poco mossi.

Differenza rete vs extrarete - Le differenze fra prezzo rete ed extrarete in tabella 2:

Lo spazio per nuove iniziative sulla rete si è ampliata in conseguenza della politica di “ prezzi frammentati” di Eni che, molto semplicemente, ha corrisposto a prezzi alla pompa molto più bassi al nord ed in alcune zone del centro, dove la competizione con la Gdo e le reti no-logo risulta sempre più accesa, con aumento degli stessi nelle zone a “bassa concorrenza”. In queste ultime, segnatamente al sud, sulle isole e in ampie zone della zona adriatica, i prezzi alla pompa risultano saliti. Di conseguenza la differenza fra il canale rete e quello extrarete si è fortemente ampliata scendendo lungo lo Stivale. La nostra analisi, fotografata dalla tabella differenza rete verso extrarete, ne è la conferma.

Per gli operatori indipendenti del centro-sud si possono aprire interessanti prospettiva di business.

Reti no-logo - La differenza di prezzi fra canale rete ed extrarete risulta salita di 1 cent sia per la benzina e che per il diesel.

Benzina: nord fra 1,31 e 1,34 e centro-sud fra 1,31 e 1,36 €/l.

Diesel: nord fra 1,15 e 1,19 €/l e centro-sud fra 1,15 e 1,20 €/l.

Mercato - La driving season ha tradizionalmente corrisposto ad una tensione dei prezzi internazionali della benzina. Quest’anno, invece, la situazione appare tranquilla se non addirittura in fase di stanca. L’aumentata capacità di raffinazione che si è avuta sul mercato nord-americano, di cui abbiamo trattato in questa rubrica, neppure utilizzata al massimo, ha smorzato tutte le tensioni.

Questa sembra la definitiva conferma che il mercato degli States, che era considerato la naturale destinazione del surplus di benzine prodotte in Europa, sembra oramai sempre più svanire, con le inevitabili ricadute che ciò avrà anche sulle raffinerie del nostro Paese, a prescindere dalle smentite.

In questo contesto la nostra previsione di breve-medio periodo continua a vedere il Brent oscillare nel range di 57-62 € a barile. La quotazione di oggi è 58,1 euro.

Commenti (11)
  • Marco

    Sono gestore da più di venti anni e se per ogni informazione che ho dato ai clienti avessi chiesto un euro sarei ricco.
    Come gestore eni ho sempre collaborato con aiscat, autostrade per l'italia alle informazioni sul traffico.
    Come iscritto Figisc ho un presidente che da i prezzi della settimana ( come un ortolano con la frutta).
    A quando le previsioni del tempo?
    Non vorrei che il nostro presidente dopo la carriera di dirigente d'azienda e di assessore volesse intramprendere quella di meteorina per Emilio Fede.
    Te lo immagini ? Ma perchè non si dimette. Preferisco Cantarelli che sarà sempre al telefono ma almeno ha un po' più di palle e ogni tanto si incazza.
    Oppure qualcun altro ma basta con questo Squeri non se ne può più.
    Gestore Figisc Milano che ha pagato la tessera ma che si è rotto.

  • Massimo  - Sfiduciamo Squeri


    Dobbiamo sfiduciare Squeri. che i dirigenti figisc che leggono questo sito
    aprano gli occhi. Il "nostro" presidente deve essere sfiduciato. Il
    doppio incarico e il conflitto di interessi non lo rendono affidabile.
    Io non so
    perchè continuiamo a tenercelo.
    Che schifo

  • Sandro  - Sono d'accordo con Massimo

    sono completamente d'accordo con Massimo

  • hardstone  - Come non essere d\'accordo con Massimo

    Anch'io in piena sintonia con Massimo.
    Sfiduciare il presidente della figisc è ormai nell'ordine delle cose, se questa sigla sindacale vuole avere una probabilità di futuro.
    Quando riconsidereremo gli eventi di oggi, che vedono i gestori ENI schiacciati dall'autarchia dei vertici aziendali, che - da ultimo - impongono il consenso sull'IPERSELF -10 contro ogni ragionevolezza per gli interessi dei gestori stessi, non potremo non
    ricondurre tutto ciò e quanto ancora verrà di nefasto per noi, a quell'atto di abdicazione che il "signore di cui sopra ha firmato il 28/07/2009, in virtù di una delega alla rappresentanza, che per aspetti così impegnativi della contrattualistica, non aveva allora, non ha oggi e non avrà mai più.

  • Massimo

    Davvero interessante!! Alcuni amici mi hanno chiamato manifestando la loro condivisione alle parole scritti da un altro Massimo, altri la loro preoccupazione.Ho dovuto smentire, ma ho comunque pensato a quanto basti un nome, in questo quello del sottoscritto, per dare maggior forza alle
    affermazioni, anche se nel pensiero di molti. Evidentemente l'azienda come sempre fa scuola ( leggi indicazione alla firma iperself). Mi spiace quindi deludere gli amici e gli estimatori di questo pensiero, anche solo per il fatto che non è il mio "presidente". Quindi nessun diritto a chiederne, da parte del sottoscritto, le dimissioni o altro. Tanto vi dovevo per correttezza.

  • Benzinaio

    Ci lamentiamo sempre, ci lamentiamo tutti.
    I GESTORI di una volta sono riusciti ad avere un contratto (il cosiddetto Co.do.) e tutti i diritti che davano
    dignità a questo lavoro, e credo che sarebbero pure riusciti a far rientrare il nostro lavoro nella lista dei lavori usuranti, come è giusto che sia.
    E noi?
    Noi stiamo a discutere di diritti che già sarebbero acquisiti. E già
    sarebbero. Perché ce li siamo fatti sfilare. Siamo tornati indietro e pure di tanto. Tutti i gestori, sia agip sia esso per non parlare di shell.
    Ci siamo arrivati perché siamo divisi: ammettiamolo almeno. Chi con il lavaggio, chi con il bar e chi con altro faceva dei buoni guadagni e se ne fregava se la collettività annaspava. Per poco o niente abbiamo barattato i nostri diritti. E perché mai pensate che le compagnie ci lasciavano fare? Perché sapevano che quello che stavamo barattando valeva oro.
    Chi è causa del suo mal pianga se stesso.
    A mio avviso si può recuperare, si può SEMPRE recuperare, a patto di
    ritrovare quell'unità che ha reso i nostri "nonni", ai miei occhi,
    degli eroi.

  • Massimo Piccolomini  - Mi scuso con l'altro Massimo

    Scusa altro Massimo, non so chi tu sia.
    Ma mamma mia mi ha dato il tuo stesso
    nome.
    Io comunque sono un iscritto Figisc e intendo sfiduciare il mio
    presidente.
    Non mi rappresenta più.
    Per dirla con parole più chiare: ha
    consegnato la categoria nelle mani delle petrolifere e del governo riducendo di
    fatto il nostro compito come quello del poveraccio dello Sri Lanka che tutte le
    notti sostava nel mio impianto e che oggi è stato cacciato da due rumeni visto
    l'incremento del fatturato notturno.
    Bella roba.

  • Mario Milano  - Squeri a casa

    Anche io sono della Figisc e se non mandano a casa Squeri l'anno prossimo non
    rinnovo la tessera.
    Mi dispiace per molti dei dirigenti Figisc, ma se l'uomo non
    ci rappresenta va cambiato

  • Alessandro Roma  - Squeri a casa

    Squeri a casa non ci rappresenta.
    Io non pago la quota Figisc quest'anno e me ne
    frego.
    Forse se altri facessero la stessa cosa Squeri capirebbe che è ora di
    cambiare aria.
    Alessandro gestore Eni Roma

  • Nico  - Squeri a casa

    io sono di Pisa e anche io dico Squeri a casa.
    Non ci rappresenta più.
    Che gli
    altri dirigenti Figisc capiscano e facciano un gesto di coraggio sfiduciando
    Squeri.

  • Luigi  - Io non sono d'accordo

    Io non sono d'accordo. Squeri ha dimostrato coerenza politica e ha sempre fatto
    gli interessi della categoria.
    Sfido chiunque a provare il contrario.
    Sempre
    Figisc

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