Riportiamo di seguito un articolo di Gabriele Masini, Staffetta Quotidiana, che calcola il maggiore gettito Iva dovuto all'aumento del prezzo dei carburanti. Un articolo datato 15 febbraio, quindi prima dei forti aumenti dovuti alla crisi libica, ma dall'attualità disarmante proprio in virtù di questi ultimi aumenti. Assolutmante da leggere.
Vi riproponiamo anche la stessa immagine riprodotta su Staffetta a corredo dell'articolo. Buona lettura, come sempre, si fa per dire..Nel corso del 2010 lo Stato avrebbe guadagnato, grazie all'aumento dei prezzi dei carburanti e al conseguente maggiore gettito Iva, circa 550 milioni in più rispetto al 2009. Contemporaneamente, il calo dei consumi avrebbe provocato un calo del gettito delle accise di poco meno di 310 milioni. Le minori entrate fiscali dovute al calo dei consumi sarebbero state dunque più che compensate dalle maggiori entrate Iva dovute all'aumento dei prezzi. In conclusione, grazie all'aumento dei prezzi dei carburanti, nel 2010 nelle casse dello Stato sarebbero entrati circa 240 milioni in più dalle imposte sui carburanti, rispetto al 2009.
Usiamo il condizionale perché purtroppo non si tratta di calcoli ufficiali del ministero dell'Economia, al quale abbiamo chiesto invano circa un mese fa se ci fosse un surplus di gettito da ridistribuire attraverso la sterilizzazione dell'Iva (v. Staffetta 18/01). Per far scattare la sterilizzazione (meccanismo reso automatico dalla manovra estiva 2008, legge 133/2008, articolo 9, comma 1) devono verificarsi due condizioni: la prima è che ci sia un determinato aumento del prezzo del petrolio rispetto al livello indicato nel Dfp, la seconda che ci sia effettivamente un surplus del gettito Iva da ridistribuire per ridurre le accise. Verificata l'occorrenza della prima condizione, abbiamo scritto a via XX Settembre per sapere se c'era un surplus da ridistribuire agli automobilisti o se il calo dei consumi avesse prosciugato il tesoretto alimentato dall'aumento dei prezzi e dal conseguente aumento del gettito Iva.
Chiedevamo, un mese fa, se non era il caso di fugare il dubbio che, con tutte le polemiche sull‘aumento dei prezzi dei carburanti e le geniali idee per punire i petrolieri che lucrano con la doppia velocità, non fosse alla fine lo Stato a guadagnarci con un aumento delle entrate.
Dal ministero, ad oggi, non è arrivata alcuna risposta.
Ci è toccato dunque prendere carta e penna e provare a calcolare l'eventuale surplus. Proponiamo all'inquilino di via XX Settembre i risultati di questo calcolo a spanne, dal quale ci sembra di poter dire, con un ragionevole margine di errore, che il gettito è aumentato e che le risorse da ridistribuire ci sono.
Abbiamo effettuato il calcolo moltiplicando i consumi mensili di benzina e gasolio autotrazione per il valore dell'Iva del relativo mese come riportato nelle medie mensili dei prezzi Italia pubblicate dal ministero dello Sviluppo economico (v. Staffetta 09/02). Ottenuto così il gettito mensile dell'Iva sui carburanti, abbiamo sottratto al totale 2010 (circa 6 miliardi di euro) il totale 2009 (circa 5,5 miliardi) e ottenuto il surplus del gettito Iva 2010 rispetto al 2009 (circa 550 milioni). Analogamente, abbiamo calcolato il gettito delle accise 2010 (circa 13,2 miliardi) e 2009 (circa 13,5 miliardi), verificando così una riduzione del gettito di circa 308 milioni, dovuta al calo dei consumi nel 2010. Abbiamo quindi sottratto quest'ultimo dato a quello relativo al surplus Iva, ottenendo il surplus al netto della riduzione delle entrate relative alle accise. Cioè, quanto lo Stato ha guadagnato dall'aumento dei prezzi dei carburanti, al netto della riduzione delle entrate dovuta al calo dei consumi.
L'ultima volta che scattò la sterilizzazione, nel marzo 2008 (v. Staffetta 20/03/08), il surplus da restituire era stato calcolato in 162 milioni di euro, maturato allora nei primi due mesi dell'anno. Con la manovra estiva la sterilizzazione è stata resa automatica, con grandi squilli di tromba. È una legge dello Stato, e andrebbe applicata.
Certo, è più facile strappare l'applauso facendo la faccia cattiva con i petrolieri.
Per gentile concessione di Staffetta Quotidiana
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Sono un ragazzo che vive a Siracusa una citta' circondata da ben 20 Km. di raffinerie che inquinano tutto cio' che ci circonda e subiamo le peggiori malattie al mondo.Non si puo' piu' sopportare questo caro carburanti, il governo e le compagnie petrolifere che speculano su questi prezzi non capiscono che l'unico guadagno concreto nel tempo sara' un impoverimento del potere di acquisto da parte di ogni singolo cittadino, costretto a spendere quei pochi soldi guadagnati in carburante per poter muoversi e andare a lavorare.tutto cio' si traduce in meno acquisti per tutti quindi negoziandi costretti a chiudere economia bloccata. spero che il governo rendedosi conto della gravita' del caso, provvedera' presto trovando delle soluzioni.