Eni torna a muovere i prezzi aumentando la benzina di 1 centesimo ed il diesel di 05. E mentre sulla rete tutti aspettano una nuova ondata di rialzi , divampa la polemica sul carocarburanti.
La prima ad animare il dibattito è Coldiretti la quale calcola per il pieno a un auto di media cilindrata un costa oltre i 77 euro, mentre la spesa programmata dalla maggioranza degli italiani per la notte di San Silvestro non supera i 75 euro.
''D'altra parte - sottolinea la Coldiretti - un litro di benzina è arrivato a toccare circa la metà del prezzo di una bottiglia di spumante e oltre un terzo di quello di un panettone, che sono i prodotti immancabili sulle tavole della festa. Si tratta dell'effetto più evidente dei cambiamenti in atto nella distribuzione della spesa degli italiani, con trasporti, combustibili ed energia elettrica che hanno superato alimentari e bevande". Inoltre, in un Paese come l’Italia, dove l’86% dei trasporti commerciali avviene su gomma, l’aumento dei carburanti rischia di determinare peraltro un effetto valanga sul prezzo finale di vendita dei prodotti con ogni pasto che - precisa la Coldiretti - percorre infatti in media quasi 2mila chilometri prima di giungere sulle tavole.
Sul piede di guerra anche i Consumatori con Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef, che afffermano come "il prezzo della benzina ha raggiunto ormai un livello insostenibile". "A gravare in maniera rilevante su questo andamento è l’incredibile aumento della tassazione, la più elevata in Europa per quanto riguarda la benzina. Non solo il Governo, a più riprese ha aumentato le accise sui carburanti, nonché l’IVA, ma anche molte Regioni, per far fronte ai tagli, hanno iniziato a far cassa aumentando le accise regionali" spiegano le due associazioni."Le ricadute di tali operazioni sulle tasche dei cittadini sono gravissime. Ricordiamo ancora una volta, infatti, che l’aumento dei carburanti non incide solo in maniera diretta sui costi per il rifornimento del proprio autoveicolo, ma ha importanti ripercussioni su tutti i prezzi dei beni di largo consumo trasportati su gomma. Nel dettaglio, esattamente un anno fa, la benzina costava ben 30 centesimi al litro in meno. Questo vuol dire che, rispetto ad allora, ogni pieno costa 15 Euro in più, pari a 360 Euro annui in più (calcolando una media di 2 pieni al mese)" sottolineano Federconsumatori e Adusbef. "A queste gravi ricadute si aggiungono, inoltre, quelle determinate in maniera indiretta dall’aumento dei carburanti, pari a circa 290 Euro annui. Insomma, anche un kg di mele costerà molto di più. Alla luce di questo gravissimo andamento è indispensabile intervenire prima di tutto sulla tassazione, a partire dall’annullamento del nuovo aumento dell’IVA prospettato da settembre, che avrebbe effetti a dir poco disastrosi. Inoltre bisogna agire in maniera determinata sul versante delle liberalizzazioni, aprendo la vendita anche attraverso il canale della grande distribuzione con importanti benefici sui prezzi, e sul versante delle speculazioni, avviando un serio piano di controlli e verifiche sul meccanismo della doppia velocità" concludono le due associazioni.
A rispondere è il presidente di Unione Petrolifera, Pasquale De Vita, affermando che "i prezzi italiani sono strettamente legati ai mercati internazionali. Non ci sono spazi di manovra per le compagnie''. Tuttavia, rileva De Vita, ''in Italia ci sono prezzi simili a quelli europei purché la gente li vada a cercare. Migliaia di impianti fanno gli stessi prezzi europei e non solo le pompe bianche ma anche gli impianti di marchio noto. Bisogna andare a cercarli''. Le compagnie, inoltre, ''recepiscono i movimenti legati ai mercati internazionali''. E le attuali tensioni tra gli Stati Uniti e l'Iran che ha minacciato di bloccare lo stretto di Hormuz, che è la vena giugulare del commercio globale di greggio, "si riflettono e riescono a creare difficoltà. Sui mercati -sottolinea De Vita- una notizia è sufficiente per fare alzare i prezzi. I mercati internazionali sono sensibilissimi. Se ci sarà una schiarita la situazione dovrebbe migliorare''.
Nella diatriba si inserisce anche la Figisc, l'associazione di categoria dei Gestori aderenti alla Confcommercio la quale afferma che siamo alprimo posto in Europa 'grazie' all'aumento delle imposte. Secondo Luca Squeri, presidente di Figisc,''se oggi il prezzo della benzina italiana e' il piu' alto nell'Europa comunitaria e quello del gasolio si attesta al secondo prezzo piu' alto, cio' e' solo dovuto all'aumento delle imposte che gravano su questi beni di prima necessita''.''Invece, esattamente un anno fa - precisa Squeri - l'Italia si collocava al decimo posto per la benzina ed al settimo per il gasolio. Gli aumenti delle imposte sui carburanti intervenuti nel 2011 sono stati pari mediamente a 20 centesimi al litro, tanto da essere addirittura superiori a quello che e' il margine operativo medio lordo (tutti i costi inclusi) del settore distributivo, che e' di 15,5 centesimi/litro, ossia il 10 % del prezzo, contro il 52 % delle imposte sul gasolio o il 58 % di quelle sulla benzina''. ''Si continuano a coltivare aleatorie aspettative su strane 'liberalizzazioni' di questo settore (che peraltro e' stato liberalizzato gia' tre volte dal 1998 ad oggi, da ultimo con la legge 111/2011) - sottolinea il presidente di Figisc - ma e' ora di dire chiaro e tondo che i miracoli esistono solo nella fantasia: non si puo' avere un prezzo piu' basso se le imposte sono diventate le piu' alte dell'Europa comunitaria, come non lo si puo' avere se la rete distributiva italiana e' due o tre volte piu' numerosa, e quindi piu' costosa, di altri Paesi di Eurolandia (vendendo la meta' od un terzo di quello che si vende in quegli altri Paesi) e nel contempo i punti vendita continuano a crescere in quanto non vi sono piu' vincoli alla loro apertura''. ''Chi promette - conclude Squeri - la botte piena e contemporaneamente la moglie ubriaca non aiutera' di certo a quadrare questo difficilissimo cerchio''.
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2011-12-30 10:06:49 | Alex
In Europa NON CI SONO CAMPAGNE PROMOZIONALI SUI CARBURANTI perchè considerati beni di prima necessità.
Una campagna promozionale incide minimo 10 centesimi litro.
1 - Manifesti sui cartelloni.
2 - Locandine.
3 - Cataloghi premi.
4 - Pubblicità TV
5 - Pubblicità Radio
6 - Allestimenti dei piazzali.
7 - Carte magnetiche con cip per accreditare i punti.
8 - Operatori a disposizione dei clienti per chiarire i problemi sulle campagne promozionali.
9 - Varie spese
PROBABILMENTE SONO STATO TROPPO BUONO AD AFFERMARE CHE INCIDE SOLO 10 centesimi litro
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2011-12-30 14:21:03 | Tigana
Premesso che parlo solo da automobilista (non lavoro in un distributore e non ho simpatia per gli iper)
Quando il De Vita afferma che "bisogna andare a cercarli" (gli impianti con prezzi europei) va rilevato che si fa strada in più (2 volte) per risparmiare un po' di spiccioli solo se si fa un rifornimento consistente; a questo "risparmio"
andrebbe sottratto il consumo di carburante aggiuntivo ed il tempo perso ...
Qui dalle mie parti (Marche) i distributori rispetto a 30 anni fa, suppergiù direi che sono la metà. Nelle frazioni in collina e in campagna se ne poteva trovare 1 o anche 2; oggi non esistono più.
Quando potrà ritenersi conclusa la "razionalizzazione"?
Quando rimarrà un distributore ogni 50 km?
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coldiretti difende i suoi associati che hanno tutti cisterne di gasolio a prezzo agevolato e tutte auto private stranamente diesel....