TORNA a crescere il prezzo della benzina. Dopo un periodo di tregua, sono arrivati infatti nuovi rincari dei carburanti anche se le compagnie sembrano muoversi in modo contrastato. Negli ultimi giorni Esso ha aumentato prima di 1 centesimo al litro il prezzo della benzina e poi lo ha ribassato di mezzo centesimo. IP ha fatto scattare un adeguamento di 3 cent sulla verde mentre ha ridotto di 1 centesimo il gasolio. Tamoil, invece, ha aumentato di 0,6 centesimi il prodotto leggero. Infine Q8 ha aumentato i prezzi della benzina di 2 centesimi. Con questa altalena di rincari, il prezzo medio della benzina oscilla da un minimo di 1,762 euro al litro a un massimo di 1,796 con il picco (1,857) delle Marche dove vige un’addizionale regionale di 9,17 centesimi. E sono proprio le tasse, più che i costi di distribuzione a pesare sul caro-pieno, come ha ricordato proprio ieri il vicedirettore generale della Banca d’Italia, Salvatore Rossi.
INSOMMA, il possibile risparmio dalla maggiore liberalizzazione del mercato diventa marginale rispetto a un settore, quello dei carburanti, stretto nella morsa di un greggio a 100 dollari al barile e di imposte sempre più alte. Un mix "insopportabile e dirompente" per i consumatori ma anche per le imprese e l’economia, avverte il segretario generale di Adiconsum, Pietro Giordano. Convinto che la benzina potrebbe costare 50 centesimi in meno al litro se si facessero vere liberalizzazioni (invocate anche dai gestori e non quelle, che mantengono la rendita dei petrolieri, decise con una frenata finale dal Governo) ma soprattutto se si riducessero le tasse. Un’esigenza espressa più volte sia a Mister Prezzi che al Governo Berlusconi prima e a quello Monti dopo. Tanto che con Cisl e Confesercenti, Adiconsum ha presentato una legge di iniziativa popolare per un taglio alle accise. Un proposta rimasta finora nel cassetto.
"Purtroppo Monti — aggiunge Giordano — ha continuato sulla vecchia linea: tartassare i carburanti che danno entrate certe. Ma i rincari di benzina e gasolio si scaricano sul paniere dell’inflazione, persino sui beni di prima necessità, e finiscono per colpire l’anello debole: i consumatori". Il problema, quindi, come ha sottolineato ieri anche Bankitalia, è l’eccessivo peso del Fisco sui carburanti, un vero e proprio record europeo per tassazione e quindi per prezzo finale. Non dimentichiamoci, ricorda il segretario generale di Adiconsum, che sui carburanti gravano una tassazione fissa (le accise) e una mobile (l’Iva). Ormai siamo oltre il 60% di tasse che determina un costo insopportabile per famiglie e imprese. Un centesimo in più di accise produce infatti un maggior costo di 10 euro all’anno per fare il pieno.
E PURTROPPO nei prossimi mesi aumenterà ancora l’Iva e ci sono previsioni anche di un rialzo del greggio. Quindi, diventa indispensabile un intervento in senso contrario del Governo. "Tassando per esempio i beni di lusso. Non trovo nemmeno scandaloso — conclude Giordano — che si aumentino le imposte sul fumo, sugli alcolici e su giochi e lotterie. Quello che è scandaloso è il prezzo della benzina".
Achille Perego
Quotidiano.net
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