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Rete & Extrarete. È il momento di tagliare

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prezzi_eniIntanto le vendite delle no-logo volano. Si amplia il gap nord-sud
di Antonello Minciaroni

Roma, 18 marzo - Rete - Prezzi di benzina, diesel, gpl e metano fermi.

Continuano a permanere margini alti per forti ribassi dei prezzi sia per la benzina che per il diesel.

Dal nostro monitoraggio abbiamo rilevato prezzi, in modalità servito, per la benzina fra 1,51 €/l al nord e 1,61 €/l al sud e per il diesel fra 1,42 e 1,48 €/l. 

Gpl fra 0,79 e 0,81 €/l e metano fra 0,89 e 0,96 €/Kg.

Gli impianti della Gdo hanno prezzi fra 1,40 e 1,46 €/l per la verde e 1,30 e 1,36 per il diesel.

Nella settimana, sul mercato Usa i prezzi dei carburanti hanno registrato nuovi aumenti di 1,2 cent al litro per la benzina e di 1 per il diesel.

Un’analisi delle decisioni assunte dalle petrolifere nelle ultime settimane, che hanno comportato solo ed esclusivamente aumenti (salvo Esso con un modesto ribasso), sembra portare a questa conclusione: quando si tratta di aumentare “pronti-via”, anche di sabato.

Quando si tratterebbe di abbassare, come da giorni sarebbe possibile per la benzina, si aspetta di “vedere” come evolverà la situazione in Giappone e poi in Libia e poi in Arabia Saudita e via aspettando.

Però il tutto non sembra senza conseguenze per chi applica questa politica, perché il consumatore continua a dare segnali di “impazienza”.

Dall’analisi dei dati mensili pubblicati dal Mse, relativi ai consumi di prodotti petroliferi di febbraio, possiamo ricavare interessantissime indicazioni. I volumi di benzina e diesel venduti sulla rete hanno mostrato una modesta riduzione di 10mila tonnellate.

A fronte di questo dato, certamente di buon auspicio tenuto conto degli andamenti sempre fortemente calanti degli ultimi anni, continua inarrestabile la crescita della presenza delle reti no-logo, che in questi due mesi hanno conseguito, rispetto ad un anno fa, una crescita della quota di mercato del 1,6%.

Questo, tradotto in volumi di prodotto venduto, corrisponde ad un incremento di 79 milioni di litri rispetto al 2010.

Per le compagnie petrolifere, viceversa, si registra una contrazione di 91 milioni.

Risulta facile spiegare il fenomeno: le no-logo hanno prezzi inferiori di 5-8 centesimi al litro, con punte in alcune province del nord che possono raggiungere anche i 12 centesimi.

Ed infatti dai nostri monitoraggi registriamo che le big, per cercare di arginare questa emorragia, tendono ulteriormente ad ampliare la differenza fra i loro prezzi al nord e quelli al sud, dove la concorrenza degli indipendenti e degli impianti della Gdo risulta minore.

L’Unità d’Italia per la vendita dei carburanti, e non solo, è ancora da realizzare.

Margini - Il margine rispetto alla settimana precedente è aumentato per la verde di 2,2 cent e di 0,8 cent per il diesel.

Il livello attuale, in modalità self, rispetto a quello medio dei tre anni precedenti, è superiore di 3,4 cent per la benzina e di 0,4 per il diesel.

Nel progressivo annuo, nel confronto con i tre anni precedenti, il margine self della benzina è più alto di 0,6 cent e pari per il diesel.

Mercato extrarete - I prezzi hanno avuto variazioni nel periodo di 3,9 cent per la benzina e di 1,4 cent per il diesel.

Per venerdì QE prevede i prezzi medi in tabella 1:

Sulla base dell’ attuale andamento dei prodotti sul mercato e della quotazione dell’euro per martedì 22 marzo i prezzi saranno in aumento.

Differenza rete vs extrarete - Le differenze fra prezzo rete ed extrarete in tabella 2:

Reti no-logo - La differenza dei prezzi fra rete ed extrarete è salita di 2,1 cent per la benzina e di 0,8 per il diesel toccando il massimo assoluto di sempre per la benzina.

Benzina: nord fra 1,43 e 1,49 e centro-sud fra 1,47 e 1,53 €/l.

Diesel: nord fra 1,35 e 1,40 €/l e centro-sud fra 1,36 e 1,44 €/l.

Mercato - Tanti e concomitanti gli avvenimenti ma non convergenti, che determinano l’andamento delle quotazioni del greggio e dei derivati. La riduzione delle capacità di raffinazione del Giappone ha impresso una decisiva spinta alle quotazioni della benzina.

Quanto durerà questa fiammata? I “venti di guerra” in Mediterraneo faranno infiammare le quotazioni del greggio oppure, come avvenne in occasione della prima guerra del Golfo, il primo colpo sparato corrispose ad un crollo delle quotazioni?

Non disponendo della sfera di cristallo sembra opportuno astenersi dalle previsioni limitandosi alla cronaca che ad oggi registra nel corso dell’anno il range di oscillazione del Brent fra 69 e 84,3 € a barile.

Oggi la quotazione del Brent risulta 81,5 € a barile, in diminuzione di 1,7 euro rispetto alla settimana precedente.

tabella_margini_marzo2011

I margini di benzina e diesel sono calcolati sulla base delle quotazioni di mercato e dei prezzi in modalità “servito” delle compagnie e delle reti no-logo, monitorati costantemente da QE. La linea di tendenza inserita all’interno di ciascun grafico mostra il trend per entrambi i prodotti nell’arco di tempo considerato.

tabella_diff_prezzi_marzo2011

I diritti di produzione e di adattamento totale o parziale del prodotto "Rete & Extrarete" sono riservati.

Per Gentile concessione di Quotidiano Energia

 

Commenti (5)
  • lory80

    extrarete, ovvero come fare concorrenza al proprio gestore da parte della compagnia petrolifera di cui lo stesso è uno schiavo servitore!!
    stesso identico discorso per quanto riguarda le ditte di autotrasporti che hanno le cisterne, a cui fanno degli sconti che tu ti puoi solo sognare la notte.
    mi sà tanto che fra poco guadagno di più vendendo i popcorn al cinema!!
    poveri noi,

  • Marco  - re:
    lory80 ha scritto:
    extrarete, ovvero come fare concorrenza al proprio gestore da parte della compagnia petrolifera di cui lo stesso è uno schiavo servitore!!
    stesso identico discorso per quanto riguarda le ditte di autotrasporti che hanno le cisterne, a cui fanno degli sconti che tu ti puoi solo sognare la notte.
    mi sà tanto che fra poco guadagno di più vendendo i popcorn al cinema!!
    poveri noi,


    Lori80 hai perfettamente ragione,le compagnie stanno perdendo volumi consapevolmente ed esclusivamente per abbassare i propri erogati sulla rete per gli impianti medio piccoli con servito(impianti sotto il milione di litri anche se hanno il lavaggio o gommista tanto l'affitto lo pagano indipendentemente dall'erogato)a favore delle pompe bianche,dove non hanno costi vivi ma solo guadagno puro litro.Il fine è ridurre facendo chiudere le gestioni antieconomiche trasformandole in gost,oppure tenere gli impianti grandi con bar/ristoranti mega lavaggi con contratti in partecipazione(aico-agip rete),vendendo poi impianti di proprietà a srl in modo da evitare spese per le bonifiche...

  • Anonimo

    Tra Gost e con gestore il prezzo alla pompa non può essere meno di 3 centesimi al litro finiti.
    Se ci sono i Gost è perché ci sono quelli come noi che portano guadagno coprendo i debiti di chi fa sconti.
    Noi portiamo soldi a tutta la rete e facciamo campare un'Immensità di persone futili, cosa che una pompa bianca non ha.
    E' inutile dare la colpa al gestore, è nella rete che debbono purgare, non noi gestori.
    Noi con i nostri 4 centesimi ivati paghiamo gli affitti del negozio, officina e lavaggio, tutte attività in perdita.
    La nostra fine non è essere buttati fuori, ma è cedere l'impianto per non fallire

  • mario da parma

    scusa anonimo,ma se ai delle attività in perdita cambia mestiere perchè sei un danno oltre che per tè anche per la società civile

  • Anonimo

    Tenedo conto:
    Le ore lavorate settimanali,
    le ore estra oltre l'orario lavorativo,
    la reperibilità,
    il trasporto valori,
    il rischio di furto,
    responsabilità d'impresa,
    responsabilità su dipendenti e persone,
    ferie lavorate,
    permessi lavorate,
    tredicesima,
    quattordicesima,
    requisiti vari....
    ......
    Ma te li prendi 35'000 euro l'anno PULITI?
    Se si, forse sbaglio io, altrimenti la tua attività non rende come dovrebbe rendere.

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