IL FIUTO per gli affari, a volte, è una questione di dna. Negli anni venti, Gino Gibertini, titolare di una drogheria e salumeria in Corso Fanti con la sorella Maria, iniziò a commercializzare olio per lampade.
Nella ditta Fratelli Gibertini non ci volle molto per passare dal combustibile alla installazione di una delle prime pompe di benzina della città.


La notizia del
Grazie al decreto legge sulle liberalizzazioni gli impianti di distribuzione di carburanti "no logo" saliranno da "1.600 a 5.000, pari quindi a oltre il 20% degli impianti". E in estrema sintesi quello che afferma Assopetroli-Assoenergia, in occasione dell'audizione al Senato. Assopetroli, che rappresenta 11.500 impianti di proprietà di indipendenti e piccoli imprenditori,
“Il decreto sulle Liberalizzazioni che contiene norme in materia di carburante, ha un suo punto qualificante nella liberta’ di rifornimento ma il punto centrale e’ che tale liberta’ da parte dei gestori/proprietari impatta su 3.500 impianti (dato desunto dai data base delle regioni) e non su 500 come erroneamente riportato da alcuni quotidiani” lo afferma in una nota Franco Ferrari Aggradi, presidente di Assopetroli Assoenergia, l’associazione che ha dato vita al fenomeno delle “pompe bianche” o “no logo”.
''Altro che agitazione intempestiva come dicono Faib e Fegica che di fatto sono contro le - pompe bianche - e quindi contro ogni possibilità di un abbassamento del costo dei carburanti al consumatore''. Lo afferma in una nota il presidente di Assopetroli, Franco Ferrari Aggradi che ha nuovamente sollecitato un incontro con il premier Mario Monti sulla liberalizzazione del settore della distribuzione dei carburanti.
“Mi domando se dobbiamo ricorrere anche noi a forme plateali di protesta e lasciare l’Italia senza carburante”. A chiederselo è Ferrari Aggradi, presidente di Assopetroli Assoenergia, che rappresenta più di 1000 imprese della distribuzione dei carburanti,quelle che hanno dato vita alle “pompe bianche”.
