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Dl liberalizzazioni: Assopetroli, impianti 'no logo' saliranno a 5mila

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Grazie al decreto legge sulle liberalizzazioni gli impianti di distribuzione di carburanti "no logo" saliranno da "1.600 a 5.000, pari quindi a oltre il 20% degli impianti". E in estrema sintesi quello che afferma Assopetroli-Assoenergia, in occasione dell'audizione al Senato. Assopetroli, che rappresenta 11.500 impianti di proprietà di indipendenti e piccoli imprenditori, spiega che il decreto "ha un suo punto qualificante nella libertà di rifornimento" prevista per i gestori che sono anche proprietari, "che impatta su circa 3.600 impianti gestiti direttamente dai rispettivi titolari".

Di seguito pubblichiamo il documento presentato in commissione industria del Senato da Assopetroli.

LIBERALIZZAZIONE DEI CARBURANTI: LA POSIZIONE DELL’ASSOCIAZIONE

Assopetroli-Assoenergia, fondata nel 1949, è la storica Associazione - di imprenditori italiani, in forma individuale e consortile, piccoli e medi - che rappresenta gli interessi di oltre mille aziende impegnate nel settore della distribuzione dei prodotti petroliferi ed energetici in rete ed in extrarete, nella trasformazione efficiente dei combustibili in energia e nella produzione avanzata delle energie rinnovabili.

LAssociazione, nel corso del 2011, ha partecipato alla riforma della rete di distribuzione carburanti scaturita dal Tavolo di concertazione tra tutti gli attori della filiera, le Istituzioni ed i Consumatori. Il nuovo assetto, che attende solo di essere implementato per dispiegare appieno gli effetti, pur operandouna mediazione tra le diverse esigenze degli operatori, traguarda ad una ulteriore modernizzazione del settore mantenendo le peculiarità - uniche in Europa -del modello distributivo italiano caratterizzato da una tale capillarità della rete da trovare la benzina “sotto casa” e che permette al Consumatore di scegliere nel medesimo impianto fra il rifornimento self, e quello servito e che, con lattuale ordinamento, ha raggiunto un grado di liberalizzazione tale da consentire, a chiunque, di entrare nel mercato ed il proliferare di iniziative quali le “pompe bianche”.

Gli Associati - operatori indipendenti rispetto alle compagnie petrolifere - sono proprietari di quasi il 50% delle stazioni di servizio. Sono coloro che garantiscono al mercato la pluralità dellofferta e che, con il ricordato fenomeno delle “pompe bianche”, rappresentano il principale fattore di dinamismo del Settore.

Riferendoci allattuale situazione della rete carburanti che è stata oggettogià di ben tre interventi normativi (D.lgs. 32 del 11/02/98- Legge 133 del 06/06/08 -Legge111 del 15/07/11 art. 28) aventi tutti lobiettivo della liberalizzazione della distribuzione dei carburanti, si illustra di seguito la posizione dell’Associazione sul recente decreto legge n. 1 del 24/01/2012 attualmente all’esame del Parlamento:

“Il decreto sulle Liberalizzazioni che contiene norme in materia di carburanti, ha un suo punto qualificante nella libertà di rifornimento che impatta su circa 3.600 impianti gestiti direttamente dai rispettivi Titolari (dato, desunto da specifiche indagini e valutazioni effettuate a livello territoriale - come specificato nella nota allegata - che corregge il numero di 500 impianti circolato in precedenza).

Ciò consentirà di portare potenzialmente le pompe no-logo ad oltre 5.000 (considerando le 1.600 già esistenti) pari quindi ad oltre il 20% del totale degli impianti.

Il decreto prevede inoltre:

-    lapertura delle relazioni contrattuali sul modello europeo, da negoziare con le organizzazioni sindacali dei gestori, che supera lattuale normativa che prevede obbligatoriamente il solo contratto di comodato gratuito;

-    una maggiore possibilità di realizzare impianti completamente automatizzati di tipo europeo;

-    un fondo, con contributi a carico del settore e nessun onere per lo Stato, per contribuire ai costi di bonifica delle aree e favorire in tal modo la chiusura di impianti marginali;

-    possibilità di sviluppo del non-oil a sostegno della redditività delle gestioni;

-    misure a favore dello sviluppo dei prodotti eco-compatibili;

-    disposizioni sulla cartellonistica di esposizione dei prezzi più semplice e più trasparente a tutela del consumatore.

Si tratta di una serie di misure di forte impatto che forse i media e lopinione pubblica non hanno sufficientemente approfondito.

E necessario inoltre sottolineare che il testo del decreto legge approvato ha giustamente ignorato alcune ipotesi, precedentemente fatte circolare, che prevedevano il parziale divieto del vincolo di esclusiva nelle forniture al gestore non proprietario, in misura del 20% del venduto, ed il diritto di riscatto “erga omnes” di un terzo degli asset aziendali a prezzi di saldo. Si trattava evidentemente di proposte tendenti ad un “esproprio senza indennizzo” con profili totalmente incostituzionali ed antieuropei.

Vogliamo evidenziare che la rimozione anche parziale dellesclusiva e la vendita forzosa di una consistente parte di assets aziendali avrebbero impattato in modo devastante in particolare sugli operatori indipendenti perché la loro unica fonte di redditività, a differenza delle compagnie petrolifere, è nella commercializzazione/distribuzione.

In pratica si cancellerebbero proprio quei soggetti che garantiscono la pluralità dellofferta conferendo dinamismo al mercato come ampiamente dimostrato dallo sviluppo del fenomeno delle “pompe bianche”.

Riteniamo, ma ci auguriamo che ciò non accada per la tenuta dellintero sistema, che alcuni esponenti politici potrebbero tentare,mediante emendamenti, di presentare, nel corso dei lavori alla 10a Commissione del Senato, le ipotesi soprarichiamate.

In tal caso infatti non potremmo che ribadire che la posizione di Assopetroli-Assoenergia è di piena condivisione con i contenuti della relazione al Governo ed al Parlamento comunicata il 5 gennaio scorso dalla Autorità Garante della Concorrenza, in particolare sulla libertà di automazione degli impianti e sulla libertà di stipulare contratti senza intermediazioni.

Ed unicamente perché ci rendiamo conto che il Governo ha operato una mediazione fra le istanze sostenute delle categorie, considerando giustamente anche le rilevanze di tipo sociale, che Assopetroli-Assoenergia si augura vivamente che il testo del decreto, nelle parti relative alla rete carburanti, venga approvato nella sua interezza senza modifiche nel corso dell’ iter parlamentare.

 

LE POMPE BIANCHE

Siamo gli imprenditori:

-    dei carburanti “no logo”, le “pompe bianche” identificate con i prezzi più bassi del mercato;

-    copriamo il 15% della domanda nazionale (con un totale di impianti pari al sette per cento della rete nazionale) e siamo il principale fattore di dinamismo del settore;

-    la nostra stessa sopravvivenza sarebbe minacciata dalla limitazione del diritto di rifornire in esclusiva i nostri distributori stradali;

-    come dimostrano i nostri prezzi, questo diritto non limita affatto la concorrenza ma, al contrario, è condizione necessaria per il suo pieno dispiegarsi;

-    i nostri impianti sono consegnati ai gestori gratuitamente per legge. Se ci si vieta, o anche solo limita, la possibilità di rifornirli in esclusiva, si nega il diritto a recuperare in qualche forma i nostri investimenti. Si tratta di un esproprio gravissimo e non giustificato da alcuna pubblica utilità;

-    misure così stravolgenti produrrebbero effetti opposti a quelli propagandati:


■    blocco degli investimenti sullautomazione e lammodernamento della rete;

■    perdita di controllo sulla qualità dei carburanti;

■    penalizzazione della competitività delle pompe bianche.


-    la questione del “pieno più caro dEuropa” non si affronta con misure dirigiste camuffate da liberalizzazioni;

-    lo Stato incamera il 60% del prezzo finale della benzina, contro il 32% della componente industriale, e “appena”l8% della distribuzione, che è la sola colpita dal provvedimento;

-    anche lipotetica riduzione del 10% di questo ultimo anello della filiera, consentirebbe di ridurre i costi complessivi, e (forse) i prezzi alla pompa, di un misero 1% ma a quale prezzo per il sistema;

la distribuzione italiana ha bisogno della riforma appena varata e ancora da attuare: l’art. 28 della manovra di luglio 2011, implementata dal Decreto Legge numero 1/2012 all’esame del Parlamento; è la modernizzazione possibile che garantisce di per sé prezzi di vendita (al netto delle tasse) in linea con quelli europei;

le nostre “pompe bianche” sono già 1600. Sono apprezzate da tutti i Consumatori italiani e possono ancora crescere: non chiediamo di essere aiutati ma certamente non penalizzati da norme che metterebbero a rischio la nostra sopravvivenza.


NUMERO DEI PUNTI VENDITA CON FACOLTÀ DI LIBERTÀ DI APPROVVIGIONAMENTO

Si divulgano i risultati di una indagine approfondita, relativa al numero dei punti vendita carburanti in cui il titolare dell’autorizzazione risulta essere anche gestore, effettuata attraverso una completa rilevazione di questa realtà presso i nostri associati, sparsi capillarmente su tutto il territorio nazionale, mediante acquisizione diretta dei dati presso gli archivi regionali, ove presenti, e con indagine sul territorio negli altri casi.

Ovviamente tale rilevazione risente anche della migliore stima effettuata in loco dai nostri associati a causa della scarsa disponibilità di dati ufficiali.

Il totale rilevato risulta pari a 3616 posizioni, che rappresenta il 15 per cento della rete italiana e che, a nostro avviso, non comprende le circa 1600pompe “no logo” sparse su tutto il territorio nazionale. Tale risultato è costituito per il 44 per cento di gestori titolari dei propri impianti situati nelle regioni del nord, 26 per cento nelle regioni del centro e 30 per cento nelle regioni del sud e delle isole maggiori.

L’analisi effettuata dall’Associazione, tesa ad individuare la coincidenza tra titolare del punto vendita e gestore, ha utilizzato una metodologia necessariamente semplificata rilevando esclusivamente i titolari di uno o due punti vendita, non considerando quindi,in quanto più difficilmente rilevabili, i titolari di un numero maggiore di punti vendita, che in molte centinaia di casi gestiscono direttamente una parte dei propri PPV per scelta aziendale.

Il totale dei PPV coinvolti direttamente nella “liberalizzazione” risulta essere pertanto costituito dai 3.600 PPV sopra menzionati ai quali vanno aggiunte 1600 pompe bianche. La somma di queste due nuove realtà rappresenta,potenzialmente, oltre il 20% della rete nazionale (dato riferito ai 23.800 PPV indicati dal MISE).

Commenti (4)
  • Guido

    perche scrivono balle....( l'apertura delle relazioni contrattuali sul modello europeo, da negoziare con le organizzazioni sindacali dei gestori, che supera lattuale normativa che prevede obbligatoriamente il solo contratto di comodato gratuito)...
    e i contratti capestro in partecipazione (LEGGI AICO,GESTIONI DIRETTE,ECC)che cosa sono?
    Disonesti,e bugiardi.....

  • Giampiero  - esproprio.....

    Gentili Signori di Assopetroli, "gestite" la parola esproprio con una tale disinvoltura quale fosse un termine che appartiene a Voi e non a qualche gestore che di fatto assumerà solo il ruolo di spettatore passivo di una riforma che lo confina a ruolo soccombente.
    Sicuramente rappresentate al meglio i vostri associati e che in un prossimo futuro sarete una realtà sempre crescente, spero però in una onestà dichiarata che tutto ciò sarà possibile grazie al concetto che il libero mercato non è consentito ai "gestori tradizionali", e che questi ultimi saranno quelli a dover pagare il prezzo maggiore perchè è il loro stesso ruolo a esser messo in discussione.

  • ANONIMO SICILIANO  - LIBERALIZZAZIONI: COMPAGNIE PETROLIFERE OSTAGGI DI

    :? E' vero, in Italia ci sono più ricchezze private che dello stato.
    Ecco come si spiega il tutto, un'associazione di pochi ha il potere di mettere un intero settore in ostaggio comprese le multinazionali del petrolio di cui Eni con partecipazione dello stato.
    Ma come si spiega tutto questo, è meritocrazia oppure è un sistema dove il dio denaro apre tutte le porte?
    Le compagnie Petrolifere in tutto questo si rendono conto che con queste liberalizzazioni cederanno un ulteriore quota di mercato a coloro che a piccoli passi prima con le cessioni ed ora con il 50% d'esclusiva domani gli faranno le scarpe.
    I dirigenti e i funzionari delle compagnie hanno preso coscienza, sul mantenimento del loro posto di lavoro e che anche loro saranno licenziati e pochi di loro saranno incorporati dai privati, oppure, riconoscono che quel poco di autonomia che oggi hanno nel predere decisioni commerciali saranno vincolate da questi signori che decidono in qualsiasi momento di approviggionarsi dove gli conviene.No non lo pensano.
    Il loro unico pensiero è allearsi con loro per far fuori coloro che fino ad oggi gli ha garantito lo stipendio e grandi successi I gestori.
    E vabbè, bravi bravi bravi.
    Con il tempo vedrete care multinazionali del petrolio.
    Un detto siciliano dice " cu cancia a vecchia ca nuova mali si truova"
    traduzione chi cambia il vecchio con il nuovo male si trova.
    Riflettete

  • Gigi

    8)

    Siamo sicuri che compagnie petrolifere e pompe bianche non abbiano fatto e non stiano facendo affari insieme?

    Un tempo su un barattolo di olio il gestore guadagnava 500 lire.

    Le compagnie imponevano un prezzo ai gestori per poi praticarne uno diverso ai commercianti di accessori per auto

    Poi vennero gli ipermercati e.................. il resto è noto a tutti.

    -------------------------------------------------- --------------------------------

    Oggi un chilo di 5W30 quanto costa?

    Ip dice € 25,80, Shell non vado neanche a vedere.

    Pompe bianche, mercato libero: prendo come esempio il Motorcraft, si tratta di olio che a livello qualitativo non ha niente da invidiare ai suoi omonimi "griffati", ebbene un Motorcraft 5W30, a noi gestori, costa circa 9 euro.

    Decidiamo noi se poi lucrare (come fanno le compagnie) o accontentarsi di 7/8 euro di margine al litro e rendere felice il cliente.

    Io sono dell'idea che il cliente NON deve essere spiumato e, purtroppo per le compagnie, i clienti NON vogliono più essere spiumati.

    Capito perchè le pompe bianche avanzano?

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