Mezzo miliardo di perdite. Per colpa dell'Inter di Massimo. Ma anche delle iniziative hi-tech di Gian Marco. E così i fratelli petrolieri pensano di vendere una fetta della Saras.
Non c'è solo la rimonta dell'Inter nel campionato di calcio. In queste settimane una questione più delicata per gli affari di famiglia costringe i Moratti a trattenere il fiato.



L'Eni stima che nel 2011 le attivita' di refining e marketing abbiano comportato una perdita operativa di 550 milioni di euro. Lo si legge in un documento consegnato in occasione di un'audizione in Commissione alla Camera di Leonardo Bellodi, vice presidente Affari istituzionali dell'Eni. Negli ultimi tre anni, si legge nella slide, "il gruppo energetico ha consuntivato una perdita accumulata di 1,2 miliardi di euro nelle attività di refining and marketing",
La proclamazione di sette giorni di sciopero da parte dei benzinai è "una manifestazione di preoccupazione" per l'impatto sul settore delle liberalizzazioni annunciate dal governo, una preoccupazione che è condivisa anche dalle aziende, sia pure per motivi diversi. E' quanto ha affermato il presidente dell'Unione Petrolifera, Pasquale De Vita, a margine di un'audizione, poi revocata, presso la Commissione Attività Produttive della Camera.
Ma lo sa il premier Monti (e quelli che lo hanno preceduto) che il petrolio lucano - se fosse venduto a prezzi di mercato, e non svenduto com'è adesso - ripianerebbe in breve gran parte nel nostro debito pubblico? Ad esempio, in un anno, i 70 miliardi frutto dei potenziali proventi dell'oro nero «made in Basilicata» già compenserebbero i 24 miliardi della manovra in corso e persino degli ulteriori 20 miliardi paventati per la primavera 2012.
"Non possiamo accettare l'esproprio delle nostre aree di servizio. Le proposte dell'Antitrust erano corrette ma aggiungere l'obbligo di cessione degli impianti per legge è inammissibile. Ma scherziamo?".
Comunicato stampa Unione Petrolifera - Roma, 12 gennaio 2012 - Le misure che il Governo intenderebbe assumere per la liberalizzazione della rete di distribuzione carburanti e per la separazione tra produzione e distribuzione anticipate dalla stampa, anche se prontamente smentite da Palazzo Chigi come “prive di fondamento”, trovano l’industria petrolifera totalmente contraria.

Con un messaggio inviato dall'ufficio stampa di Unione Petrolifera intitolato "La liberalizzazione della distribuzione dei carburanti" l'associazione delle compagnie petrolifere interviene "in relazione all'articolo pubblicato martedì 3 gennaio a pagina 16 del Il Sole 24Ore (



