Nella classifica stilata ogni anno da Mediobanca, relativa alle principali società italiane del 2009, Eni ed Enel la fanno da padrone. Il gruppo del cane a sei zampe si conferma al primo posto nei ricavi e nel fatturato, pari a 83,2 miliardi (in calo rispetto ai 108 del 2008), mentre Enel si aggiudica la prima piazza per gli utili, con 5,395 mld (grazie anche al consolidamento di Endesa) e un fatturato di 62,1 mld. Gli utili Eni si fermano invece a 4,367 mld.
Al terzo posto si conferma la Fiat, che precede Telecom Italia. Il gruppo guidato da Franco Bernabè ha superato il Gse (Gestore dei servizi energetici), che si mantiene davanti a Finmeccanica (sesta) e al gruppo Edizione, controllato dalla famiglia Benetton, il quale compie un bel salto passando dalla nona alla settima piazza. Poste italiane raggiunge l'ottavo posto dall'undicesimo (confermando la positiva gestione dell'Ad Sarmi), mentre escono dai primi dieci Erg e Riva Fire. In nona posizione sale invece Edison (dalla dodicesima), mentre Esso scende dal settimo al decimo posto.
Salite e discese nella classifica di Mediobanca sono spesso frutto di consolidamenti o cessioni, dal momento che la crisi ha generalmente frenato lo sviluppo. Solo tre gruppi, sui primi venti, hanno migliorato il loro fatturato: si tratta di Enel, Supermarkets Italiani (la catena Esselunga di proprietà della famiglia Caprotti) e Wind, al centro di un recente accordo russo egiziano. Le aziende dei settori petrolifero, siderurgico, come quello editoriale e degli elettrodomestici hanno invece segnato il passo nel 2009, venendo scavalcati di volta in volta da utilities, mezzi di trasporto, alimentari e le classiche aziende in cui lo Stato svolge ancora una funzione determinante di controllo come Poste, Ferrovie e la stessa Rai.
Fuori dalle prime 20 posizioni della classifica restano società di fama come Pirelli (che pure sale di tre posizioni dalla 26.ma alla 23.ma e le aziende del gruppo che fa capo a Carlo De Benedetti, che pure scala una posizione passando dalla 25.ma alla 24.ma. Da rilevare anche la ricomparsa di Alitalia al 37.mo posto e il generale peggioramento delle petrolifere: oltre a Erg (Garrone), tutte giù rispetto al 2008 Q8, Saras (Moratti), Total, Shell, Api e Tamoil.
E per la serie "in cauda venenum", il veleno nella coda, la banca d'affari milanese ha stilato anche la classifica dei gruppi più indebitati: la guida Enel con 66,3 miliardi, seguita da Telecom (40,2) e Fiat (28,6). Rispetto al patrimonio netto, i più indebitati risultano Wind (5,3 volte il patrimonio), seguito dalle branche italiane dei gruppi multinazionali Unilever (4,7) e Hewlett Packard (4,3). Fra le aziende che nel 2009 hanno assommato le perdite maggiori troviamo il gruppo Ferretti (yacht) con 1,145 miliardi, seguito da Fiat (838 milioni), gruppo Riva Fire (siderurgia, 548), Valentino Fashion Group (499 mln) ed Exor (389 mln), accomandita della famiglia Agnelli. Sono sette invece le aziende che nel 2009 hanno sommato perdite superiori al fatturato. Si tratta di ancora di Ferretti e VFG, seguiti da Tiscali (in rosso di 385 milioni), Nuova Pansac (-308), Saeco, Vdc Technologies ed Equipolymers.
Fonte: delleconomia.it
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