Potrebbero presto essere a rischio i rifornimenti di carburante alla Tamoli. Se, infatti, le quote della nota azienda petrolifera, considerata il braccio operativo libico in Europa nel settore della distribuzione del carburante, venissero congelate difficile diventerebbe poter assicurare continuità e regolarità nella fornitura di benzina e relativi derivati.
È l'effetto che potrebbe derivare dall'applicazione della risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite del 26 febbraio scorso con la quale è stata prevista l'adozione di misure di congelamento dei fondi e delle risorse economiche possedute, direttamente o indirettamente, da alcuni membri della famiglia di Muammar Gheddafì.Un successivo provvedimento dell'Unione europea ha, infatti, esteso le citate restrizioni anche ad altri soggetti e società considerate vicine al Colonnello. Tra queste figurano la Central bank of Lybia (che detiene il 7,5% di Unicredit Banca), la Lybian investment authority (titolare dell'1% di Eni, del 2% per cento di Finmeccanica e di quote minori in Olcese e Retelit, società attiva nella fornitura di servizi a banda larga a enti e aziende), la Lybian foreign bank (attraverso la quale il governo Libico detiene il 49,93% di banca Ubae Italia e il 7,5% della Juventus) nonché il signor Mustafa Zarti al quale verrebbe, invece, ricondotto il controllo della Tamoil.
Le quote detenute in Unicredit sono già state, secondo alcune fonti di stampa, congelate mentre la Banca Ubae nei giorni scorsi è stata sottoposta ad amministrazione straordinaria da parte della Banca d'Italia.
Il capitolo Mustafa Zarti, vicepresidente della Lybian investment authority (società attraverso la quale la Libia, come detto, detiene anche partecipazioni anche in Eni, Finmeccanica e altre società minori) è ancora in evoluzione e con esso anche i destini della Tamoil.
Da un lato, infatti, il signor Mustafa Zarti si è dimesso da tutte le cariche ma dall'altro agli intermediari è stato chiesto dalla Banca d'Italia (con comunicazione dell'I marzo) e dal ministero dell'economia e delle finanze (con comunicati del 5 e dell'I 1 marzo) di applicare con particolare attenzione la normativa antiriciclaggio e di valutare di segnalare le operazioni poste in essere con soggetti inclusi nella lista come sospette al fine di consentire alPUif l'eventuale esercizio del poter di sospensione di cui all'articolo 6, comma 7, lettera e) del dlgs 231 del 2007. La Tamoil, peraltro, risulterebbe ancora controllata, tramite la società olandese Oilinvest, dalla Lybian investment authority. Quest'ultima, come detto, è stato indicata prima dalla Uè e poi dal nostro ministero dell'economia e delle finanze tra i soggetti vicini al Colonnello e pertanto sottoposti a controlli rafforzati ai fini antiriciclaggio.
Alla luce di quanto sopra tutte le transazioni finanziarie riferibili, direttamente o indirettamente (come sarebbe nel caso della Tamoil) a tali soggetti dovranno essere oggetto di un'attenzione particolare e andranno prontamente segnalate eventuali operazioni anomale.
Fonte : Italia Oggi
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2011-03-26 19:18:47 | Francesco
Scusa se insisto.
Qui dici che ' hai le palle per non fare lo sconto'
Sotto dici che non te lo puoi permettere
Chiarisciti le idee, ripassa l' italiano, e torna pure a scrivere
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2011-03-25 20:52:19 | Anonimo
o0gnono è libero di fare quello che vuole se lui fa -10 lo puo fare se tu non lo vuoi fare non lo fai punto
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2011-03-26 12:48:58 | Jac
Scusa di chi?
Io sono in ENI, per fare lo sconto pago dei soldi...
Se vale la pena lo faccio, sennò no.
Libero arbitrio....
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2011-03-26 12:35:03 | Al - Pericoli
A parte il fenomeno che ha scritto sopra, per il quale mi auguro un repentino ed immediato fallimento con radiazione dalle attività commerciali per incapacità di utilizzare l intelligenza, resta il problema per 600 dipendenti , 2000 gestori ed i loro addetti.
Da dentro posso solo auspicare che il governo incarichi un commissario straordinario ( basta pescare in ENI) che garantisca la regolare operatività e traghetti la società verso una nuova proprietà. In azienda ci sono malumori e preoccupazioni legate al fatto che l informaZione è nulla. O non si rendono conto della situazione o ci considerano stupidi e ci raccontano le storielle ( tipo noi siamo autosufficienti e abbiamo sede in Italia) . Potrei capire un messaggio soft, ma negare l evidenza è veramente indisponente. Se è vero che siamo autosufficienti allora i bilanci sarebbero stati positivi e la raffineria sarebbe ancora aperta.... Sbaglio o non è così? Ci siamo sempre vantati di essere libici, e tale status ci ha garantito iniziative e opportunità altrimenti inspiegabili ( tipo dare milioni di euro alla juve per anni...)
Sta finendo un' epoca ma la società deve resistere. L impegno profuso in oltre 20 anni ha fatto sì che on Italia esista un gruppo petrolifero che ha dato fastidio alle 7 sorelle.... Rompendo il mercato e dando il via agli sconti al pubblico ( molti ricorderanno il meno cento lire del venerdi a fine anni 90).
Speriamo che il governo capisca questo e ci permetta di traghettare verso lidi più tranquilli...magari , attraverso ENI, cercando di offrire un' opportunità ai 300 lavoratori di Cremona che , in questo momento, con i problemi in raffineria aggiunti a quelli politici, fanno veramente fatica a dormire sonni sereni.
Per quel poco che può servire chiedo anche un aiuto a voi clienti. Se vi trovate in giro e vedete un benzinaio Tamoil, fermatevi... I vostri soldi non andranno in Libia, ma aiuteranno un gestore a tirare avanti in un momento difficile... Perdere anche vendite per colpe non nostre è veramente demotivante.
Grazie a chi ci vorrà aiutare, e agli altri auguro di non trovarsi mai nella nostra situazione.
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2011-03-26 14:37:16 | pablo - appello
grazie del fenomeno, ma non sono solo siamo 13 fenomeni.detto questo faccio un apello anchio ,signori automobilisti se nella vostra strada incapate in un impianto dove non abbia NESSUNA ATTIVITA' COLLATERALE e vive ESCUSIVAMENTE dalla vendita di benzina.sapiate che non puo' permetersi di fare sconti e limare ulteriormente il misero margine che ha.quindi vi prego venitebda noi a fare benzina perche' anche noi abbiamo famiglia. grazie
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2011-03-26 19:15:17 | Francesco
A parte che non credo che il collega volesse l'elemosina ma spiegava problemi che potrebbero essere di tutti, segnalo che sarai più credibile correggendo:
Appello
Incappate
Che non ha
SappiatePer il resto hai ragione.
No fare il permaloso, il primo a offendere gratuitamente sei stato tu.
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2011-03-26 20:26:49 | Alberto Stevanin - Bisogna ragionare e sbrigarsi
Bisogna ragionare e sbrigarsi: potrebbe essere che non potendo la Tamoil rifornire i Gestori Tamoil, a norma del 32/98 questi si potrebbero rifornirsi sul mercato, anticipando così uno dei punti cardine del proposto DDL popolare di Faib e Fegica ?
Faccio appello a tutti i Gestori Tamoil: telefonate subito al coordinamento locale di Faib e Fegica e date un campanello nelle orecchio loro.
Potrebbe che da un casino ne sorga una evoluzione.
Dateci dentro.
| < Prec. | Succ. > |
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se non arrivassero rifornimenti all'impianto tamoil distante 200 metri da me ,non potrei essere che FELICISSIMO visto che e da un anno che aplica il -10 e si e preso il 50% dei miei clienti.poi spero che il buon DIO prenda provedimenti nei confronti dei benzinari eni che aplicano sempre il -10 a danno dei colleghi che hanno le palle x non farlo.