Il manager saluta il 2011, "un anno straordinario", e spiega, in un'intervista al "Sole 24 Ore", che in Libia i problemi sono stati risolti, e che si tornera' cosi' "alla piena capacita' produttiva entro giugno 2012", che l'accordo con Gazprom dovrebbe avere un esito "entro i primi mesi dell'anno", e che l'Africa, e in particolare i giacimenti in Mozambico, Angola e Ghana, rappresentera' "un asse portante della nostra strategia per i prossimi 20 anni".
Nell'intervista, Scaroni ha spiegato cosi' che per quanto riguarda laLibia,"siamo gia' soddisfatti di aver recuperato l'80% della produzione, nessun altra compagnia c'e' riuscita.
E' un risultato importante per noi che siamo di gran lunga il primo gruppo internazionale in Libia ma anche per il Paese che con l'avvio delle esportazioni puo' contare su risorse fresche".
Quanto invece al negoziato con la Russia, Scaroni si e' detto convinto che "il negoziato con Gazprom non e' facile ma confido in un esito entro i primi mesi dell'anno. Poi - ha proseguito - apriremo la trattativa con la Norvegia in primavera. Il mercato del gas che non e' mai stato cosi' turbolento sia sul fronte dell'offerta, cresciuta per lo shale gas americano, sia sul fronte della domanda europea depressa dalla congiuntura economica e da un inverno caldo".
Quindi, l'ad si e' detto "convinto" che "nei prossimi 10 anni i prezzi convergeranno e noi non dobbiamo da un lato prepararci a questo evento e dall'altro a sfruttare le opportunita' che si creeranno. In quest'ottica le recenti scoperte di gas in Venezuela e Mozambico ci permetteranno di giocare la partita su tutti i mercati mondiali".
Scaroni e' inoltre "ottimista" in merito ai futuri sviluppi dopo le recenti tensioni tra Usa e Iran sullo stretto di Hormuz: "In primo luogo, non credo si voglia creare una crisi politica internazionale come non ne vediamo da qualche decennio. In secondo luogo per quanto riguarda Eni l'impatto sarebbe minimo in quanto solo una piccola parte del nostro greggio, quello proveniente dall'Iran e dall'Iraq, passa per lo stretto di Hormuz. Infine si verificherebbe un'impennata del prezzo del petrolio che certamente sarebbe l'ultima cosa di cui abbiamo bisogno in questo momento delicato dell'economia mondiale".
Per l'Africa e' stato "un anno eccezionale": "Siamo i primi produttori d'Africa - ha spiegato Scaroni - da li' viene il 60% della nostra produzione". Il manager ha ricordato che "in Angola con il blocco 15.06, in Ghana con Sankofa e Gye Nyame e in Mozambico con Mamba che rappresentera' un asse portante della nostra strategia per i prossimi 20 anni. La stima di 50 miliardi di dollari di investimenti e' assolutamente preliminare, l'esplorazione del blocco non e' ancora completata, mancano ancora quattro pozzi da esplorare e gia' si parla di 22 tcf (638 miliardi di metri cubi) paragonabili a due anni di importazioni per l'intera Europa.
A cio' si somma anche l'accordo sottoscritto in Venezuela. Sono stato li' il 23 dicembre per finalizzare gli accordi relativi al super giant Perla che e' una scoperta da 17 tcf, un terzo dei quali sono nostri. Questo progetto e Junin V nella fascia dell'Orinoco, faranno si' che il Venezuela nel 2018-2019 ci assicuri fino a 200 mila boe al giorno".
Puntando all'ambizioso target di 2 milioni di boe previsto per il 2014, Scaroni ha poi riferito che "le aree del mondo sulle quali il gruppo si concentrera' sono certamente l'Africa e il Kazakhstan, che resta per noi un paese cruciale dove con il recente accordo sui passati contenziosi, abbiamo la strada spianata per nuovi sviluppi sul campo di Karachaganak. Su Kashagan confermiamo l'avvio della produzione per il 2012. Poi c'e' la Russia e l'area del Pacifico, Australia e Indonesia, dove contiamo di arrivare per la fine del decennio a 200 mila boe al giorno".
Infine, sul gap tra compagnie europee e americane (le prime sono piu' penalizzate a causa della crisi economica), l'ad di Eni ha detto: "Confido che si tratti di un fenomeno che si aggiustera' con il tempo. Del resto l'unico settore del comparto oil che soffre per la congiuntura europea e' la raffinazione, sulla quale siamo meno esposti di altri. Nei prossimi anni verra' assorbito l'eccesso di capacita' produttiva, sono gia' state chiuse sette o otto raffinerie europee, e questo permettera' una risalita dei margini". Infine, sul titolo di Eni, Scaroni ha osservato che "oscilla all'interno della pattuglia del settore oil europea.
Per Snam "abbiamo portato a termine tutti gli ademplimenti relativi alla terza direttiva del gas", ora Eni puo' valutare "ogni opportunita' di valorizzazione dell'asset".
E questo nonostante Eni abbia sofferto piu' di altri nel 2011 per la vicenda Libia e in qualche modo abbia pagato anche le peripezie finanziarie dell'Italia. Quanto al dividendo - ha concluso - il prossimo annuncio sara' a meta' marzo in occasione della presentazione del nostro piano strategico per i prossimi quattro anni".
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2011-12-30 13:42:43 | Tigana
Definire il 2011 come "straordinario" per l'Eni lo trovo quantomeno inquietante
; a quella parola si possono attribuire tanti significati (ottimo / complicato / irripetibile / negativo ma è solo un'eccezione / ecc. ecc.) Per quanto riguarda la Libia, le ultime notizie parlano di "revisione e aggiornamento" dei vecchi contratti ...
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Chissà se le popolazioni di GHANA MOZANBICO e ANGOLA possono affermare la stessa cosa dato che l'estrazione selvaggia in NIGERIA ha portato morte distruzione tra gli abitanti delle rive del fiume NIGER il sig SCARONI sà che il suo stipendio annuale e pari alla somma del reddito pro capite di 500000 nigeriani il sig SCARONI è a conoscenza che i gestori della rete distribuitiva italiana fanno i salti mortali per pagare le tasse le spese di conduzione dei loro distributori cosa fa il sig SCARONI per meritare il suo stipendio oltre a dire la cazzata che il 2011 e stato un anno meraviglioso che lo vada a dire ai libici che sono morti in guerra per potersi liberare da un dittatore che ENI aveva fagocitato per anni il silenzio caro sig SCARONI oppure se vuol guardare in faccia la realtà scenda nei mercatini e guardi la gente cosa fa e cosa compra di quella povera gente noi gestori carburantine siamo una buona parte costretti a comprare poco e nei discount noi i cenoni non sappiamo cosa siano costretti a lavorare anche nei giorni di festa. AUGURI di un buon 2012 Sig. SCARONI