La proclamazione di sette giorni di sciopero da parte dei benzinai è "una manifestazione di preoccupazione" per l'impatto sul settore delle liberalizzazioni annunciate dal governo, una preoccupazione che è condivisa anche dalle aziende, sia pure per motivi diversi. E' quanto ha affermato il presidente dell'Unione Petrolifera, Pasquale De Vita, a margine di un'audizione, poi revocata, presso la Commissione Attività Produttive della Camera.
"I gestori temono che con una rottura dell'esclusiva le aziende recupererebbero la gestione degli impianti e, almeno per i più consistenti è un ragionevole timore - ha sottolineato De Vita - ma sono preoccupate anche le aziende, in quanto, togliendo il vincolo di esclusiva sugli impianti di proprieta' delle aziende, le societa' finirebbero per consegnare gratis impianti a un gestore che poi andrebbe a rifornirsi da un'altra parte, cosa che non avviene in nessun paese al mondo". Riguardo la spaccatura tra i sindacati, De Vita ha dichiarato che "alcuni sono piu' coraggiosi e ognuno vede le cose in modo diverso, pero' c'e' una componente piu' ragionevole dove il dubbio è più consistente".
"Se sette giorni sono troppi? - ha concluso il presidente dell'Up - Lo hanno solo preannunciato".
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