Un appuntamento, questo dell'assemblea, che cade proprio a pochi giorni da quello che lo stesso Palenzona ha definito il 'd-day' per il settore e, cioe', il primo maggio, giorno in cui potranno scattare gli aumenti tariffari, congelati per quattro mesi. Un forte impulso, dunque, come ha sottolineato Palenzona, potra' cosi' arrivare sul fronte degli investimenti delle concessionarie. ''Il primo maggio sara' il 'd-day'. Per il settore, dopo anni di stallo, lo sblocco c'e' stato e di questo diamo atto al Governo Con la fine della moratoria- ha detto Palenzona- ci sara' l'ultimo atto'', ha detto Palenzona.
''Non ho dubbi sulla moratoria- ha poi aggiunto- ma ci sono ancora funzionari che cercano di mettere i bastoni tra le ruote. La politica deve avere l'autorita' e l'autorevolezza di fare scelte strategiche che poi il sistema burocratico deve attuare. Questo sistema non puo' essere autorefenziale''. E il 'd-day' e' stato confermato anche dal ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Altero Matteoli, intervenuto all'assemblea: dal primo maggio ''ci sara' -ha detto-lo sblocco delle tariffe per tutte le concessionarie che hanno i requisiti''.
L'impegno assicurato da Palenzona sul fronte degli investimenti e' stata la prima immediata risposta alla richiesta avanzata dallo stesso ministro Matteoli. ''Vi chiedo oggi in modo palese di dare un appoggio concreto al piano infrastrutturale da 17,8 miliardi varato dal Cipe'', ha detto Matteoli rivolto alla platea dei rappresentanti delle societa' concessionarie. ''Voi- ha detto il titolare del dicastero di Porta Pia- avete cassa e competenza per attivare oltre 11 miliardi tra il secondo semestre del 2009 e il primo semestre del 2010 con un contributo al pil dello 0,9% e la garanzia di 140 mila posti di lavoro''. Un contributo fondamentale, quello che e' in grado di offrire il sistema autostradale, in un momento in cui sembra esserci ''un segnale di speranza molto forte'' per uscire dal tunnel della crisi.
Ma, oltre a questo, l'assemblea dell'Aiscat ha suggellato il nuovo clima positivo tra Governo e concessionarie autostradali, dopo lo scontro frontale sull'articolo 12 con l'ex ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro. Palenzona ha ringraziato ancora il ministro Matteoli per il lavoro svolto anche sul fronte normativo, dall'articolo 12 all'abolizione del divieto dei lavori 'in house' per le concessionarie. ''Con la sua azione decisa- ha sottolineato il presidente dell'Aiscat- Matteoli ha dimostrato di comprendere la gravita della situazione e delle conseguenze negative in termini di sviluppo per il sistema Paese da essa createsi''.
Brucia, pero', il tempo perso in questi anni. ''Non voglio fare polemiche ma il nostro Paese- ha denunciato con forza Palenzona- ha perso sei anni. Sei anni in polemiche e in chiacchiere''. E uno dei problemi, ha insistito Palenzona, e' dato dal fatto che ''quando il sistema burocratico non e' allineato alle scelte della politica, si ferma il Paese. E questo e' intollerabile''.
''Se gli investimenti li avessimo potuti attivare gia' quattro, tre anni, persino due anni fa, in una situazione economica migliore, sarebbe stato certamente piu' facile per l'accesso ai capitali'', ha detto Palenzona. ''Ma ora questo Governo ha avuto il merito di finirla con la strategia del dispetto e del danno della violazione delle regole. Ha il merito di aver favorito la ripresa del settore e l'incubo e' finito''.
Ma molte sono le insidie che si annidano per il sistema autostradale. Palenzona ha voluto mettere in guardia contro le ''latenti velleita' di ripublicizzazione '', insite ''in una certa declinazione del federalismo infrastrutturale''. Un'idea questa, di per se' condivisibile, ha tenuto a precisare Palenzona, laddove si preveda che ''le risorse vengano utilizzate nella stessa area che le ha prodotte'' con le Regioni ''soggetto politico attivo''.
Ma il sistema autostradale deve ormai guardare anche oltre. ''In un quadro in cui cambiano le regole, cambiano gli operatori e cambiano le condizioni per stare sul mercato, anche le strutture di rappresentanza- ha detto Palenzona-debbono cambiare: e' quasi banale dichiarare qui che l'Aiscat deve aprirsi. Abbiamo un sogno quello di riuscire a unificare tutti gli sforzi per un grande progetto di mobilita' integrata di cose e persone. Nel fare cio', riteniamo che un buon punto di partenza possa essere quello di cominciare a ragionare in termini associativi partendo da due realta', quella autostradale e quella aeroportuale che presentano problematiche comuni, a partire dalla stabilita' normativa, base per la ricerca dei capitali, il project financing e il partenariato pubblico-privato''.
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