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Il Veneto diviso in due per un incidente

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Quasi cinquantamila veicoli dirottati fuori dall'autostrada. Cinque ore di caos totale, con altre migliaia di automobilisti paralizzati sulle strade complementari, la tangenziale Sud di Vicenza, ma anche la Regionale 11 e una serie di snodi collegati. Ci sono volute otto ore prima di tornare alla normalità.
Non la dimenticheranno presto la data del 20 ottobre 2010 tutti gli automobilisti e camionisti impantanati nel traffico a causa della chiusura totale dell'autostrada A4, nel tratto Vicenza Est-Vicenza Ovest e in entrambe le direzioni. Una chiusura che ha spezzato in due il Veneto per mezza giornata e che è stata «imposta dal grave pericolo di espolosione», conseguente al tamponamento tra una cisterna di benzina della NoalOil e un camion bulgaro.
«C'erano quasi 800 litri di benzina sull'asfalto, transitavano auto e camion con i motori surriscaldati: lasciare aperta l'autostrada sarebbe stato un azzardo, per questo abbiamo bloccato il traffico finché non sono state ripristinate le condizioni di sicurezza». L'ingegner Paolo Maurizi, comandante dei vigili del fuoco di Vicenza spiega che non c'era alternativa allo stop totale della circolazione che ha riversato fiumi di veicoli sulla tangenziale e sulle altre strade principali.
L'INCIDENTE. E pensare che se non ci fosse stata di mezzo una cisterna di benzina il tamponamento tra tir sarebbe stato di quelli banali e tutto si sarebbe risolto in breve. L'incidente avviene alle 15.10 di mercoledì, in direzione Venezia, poco dopo le gallerie dei Berici. La cisterna della NoalOil con un carico di 38 mila litri di benzina va a tamponare un camion bulgaro della Transis. Nell'impatto, una parte della cisterna - che è suddivisa in quattro scomparti - rimane danneggiata e comincia a perdere il carburante sull'asfalto. Scatta l'allarme e arrivano i soccorsi: nove mezzi dei vigili del fuoco, compresa la squadra speciale da Mestre, una mezza dozzina di pattuglie della polstrada; e poi i tecnici dell'autostrada e quelli di Arpav e Provincia, per l'allarme ambientale. Ben presto si capisce che la situazione è a rischio.
LA CHIUSURA. I vigili del fuoco, compreso il grave pericolo di esplosioni, chiedono e ottengono che l'autostrada sia chiusa totalmente, in entrambe le direzioni. «I vapori della benzina - spiega Maurizi - a contatto con l'aria avrebbero potuto produrre una miscela esplosiva: la benzina ha una temperatura di infiammabilità molto bassa, bastava una scintilla per causare scoppi». Sarebbe stato ben meno grave uno sversamento di gasolio, «che ha una temepratura di infiammabilità a 65 gradi».
Per i vigili del fuoco l'intervento è molto delicato: agiscono tenendosi a debita distanza dalla cisterna, coprendo di schiuma il camion stesso e il manto d'asfalto interessato dallo sversamento. «Era necessario creare una "coperta" sulla benzina, per isolarla dall'aria», spiega Maurizi.
IL TRAVASO. Intanto l'Autostrada invia una cisterna di riserva per il travaso del carburante da quella danneggiata. Ma l'operazione non va in porto perché il carico su quel mezzo sarebbe considerato "rifiuto" e andrebbe perso. Si attende l'arrivo di una cisterna di una ditta convenzionata con la NoalOil che permette all'azienda di recuperare la benzina rimasta intatta. L'operazione di travaso si conlcude solo intorno alle 20. Dopo pochi minuti l'autostrada viene riaperta in direzione Milano. Tempo mezz'ora e una corsia è resa agibile anche in senso opposto. Nel frattempo si libera la carreggiata dai mezzi incidentati e si completa la pulizia dell'asfalto. Fine dell'incubo solo alle 23, otto ore dopo l'incidente.
50 MILA BLOCCATI. Nelle cinque ore e mezza di chiusura quasi 50 mila veicoli sono stati dirottati in tangenziale o comunque costretti ad uscire dall'autostrada ai caselli di Vicenza Est e Vicenza Ovest, ma anche a Montecchio Maggiore e Grisgnano, e in alcuni momenti pure a Soave e Padova Ovest.
Nel momento più critico la colonna in direzione Venezia ha raggiunto i 12 chilometri, nell'altro senso i 5 chilometri. Circa 400 veicoli che si trovavano nel tratto di autostrada chiuso sono stati fatti defluire in oltre un'ora, alcuni costretti a un'inversione di carreggiata, attraverso un varco ricavato nel guard-rail. Il traffico, riversatosi in tangenziale e in Regionale 11, ha paralizzato mezza provincia. Davvero una giornata da dimenticare.

Fonte: Il Giornale di Vicenza.it


Commenti (2)
  • Alberto Stevanin  - Roba da galera se ...

    :( Se non vedo male, il camion cisterna non è sulla corsia di destra, quindi andava oltre la velocità consentita, perciò una bomba in autostrada come se ne vedono molte.
    Chissà perchè non mi ricordo di avere mai visto "l'autorità" controllare tachigrafi e ore di quegli autisti, forse perchè sarebbe "inutile" contro quei colossi economici i cui AD magari potrebbero andare a cena con i loro Comandanti.
    E d'altronde, come si farebbe a cenare se hai appena appioppato una multa al tuo camion ?
    La barzelletta del camion cisterna rifiutato: per non rischiare di veder dirottare il carburante residuo si tiene chiusa l'autostrada - tanto i danni ulteriori resterebbero sul groppo dei cittadini normali - fino all'arrivo ore dopo di una cisterna chilolitrica per il recupero e questo per risparmiare alcune migliaia di euro si incasina di più tutto il Veneto.

  • Anonimo  - Vedi male.

    Il camion è nella corsia più a destra e lo spazio che si vede è una piazzola. Non sappiamo come è andata quindi è difficile giudicare, magari è il bulgaro che si è piantato in mezzo alla strada o ha frenato improvvisamente anche se questo non scagiona l'autista dell'autobotte. Per il resto mi sembra veramente incredibile che si sia prolungata l'attesa di migliaia di cittadini solo per non buttare via il prodotto.

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