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Roma, 10 feb. (Adnkronos) - ''Un anno fa il prezzo del petrolio era esattamente il doppio rispetto a quello attuale, tenendo conto, naturalmente, del cambio euro-dollaro. Infatti, tale costo si attestava, in tal modo, a 81 Dollari al barile, contro i 40-41 di queste ultime settimane. Ebbene, a fronte di questo calo vertiginoso, il prezzo industriale della benzina si e' ridotto del 30%, mentre quello alla vendita, comprensivo quindi delle tasse, si e' ridotto solo del 15%. Francamente, ci sembra troppo poco'' , dicono Rosario
Trefiletti ed Elio Lannutti, rispettivamente prisidenti di Federconsumatori e Adusbef. ''Quindi, ancora una volta, denunciamo il fatto che il prezzo dei carburanti, a partire dalla benzina, contiene qualche centesimo 'di troppo', almeno 6-7 centesimi al litro, che dovrebbero portare il prezzo di vendita ad almeno 1,08-1,09 euro al litro, con un risparmio, per gli automobilisti, di 84 euro l'anno -continua la nota- Ma vi e' di piu', continua, nella comparazione europea, a persistere un differenziale di 6 centesimi rispetto alla media dei prezzi della comunita', con punte che fanno gridare all'indignazione, di oltre 10 centesimi nel confronto con Inghilterra e Polonia''. ''A quando decisioni istituzionali di verifica e controllo di tale situazione? -si domandano Trefiletti e Lannutti- E a quando la realizzazione di promesse, mai mantenute, di un serio processo di liberalizzazione della vendita dei carburanti, anche nella grande distribuzione, cosi' come avviene in tutta Europa? Solo quest'ultimo processo potrebbe portare a riduzioni di 10-11 centesimi di euro al litro di carburante, con risparmi di 120 euro l'anno. risparmi che poi sarebbero amplificati dalle ricadute che i costi di tali prodotti hanno per il trasporto delle merci e per la relativa determinazione dei prezzi dei beni sul mercato''.
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per tre quarti di articolo, stavo per dare ragione ai sigonri Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, quand'ecco che spunta fuori la polpetta avvelenata....
..,,la GRANDE DISTRIBUZIONE.....
aridaje.....
che ci sia uno scopo "politico" oltre che meramente commerciale nel comportamento delle compagnie petrolifere, che continuano anche oggi a ritoccare i prezzi di listino verso l'alto ?!?
ma come sono subdolo io, che faccio questi pensieri cattivi ....