Timpani: "Un anno fa era impensabile". Bubbico: il gestore libero al 50% dal vincolo di approvvigionamento, Pezzotta: “la contrattazione deve essere sempre collettiva”. Risaliti: serve “unione consortile paritetica tra gestore e indipendenti”
di Elena Veronelli
- Staffetta Quotidiana -In attesa dell'incontro di oggi pomeriggio alle 17 con il sottosegretario al ministero dello Sviluppo economico Saglia, Faib, Fegica e Figisc ribadiscono la loro contrarietà al ddl concorrenza e confermano i tre giorni di sciopero annunciato lo scorso luglio: se il ddl passa così com'è - fanno notare i sindacati questa volta all'unisono in una manifestazione aperta a stampa e parlamentari svoltasi in mattinata - si azzera la 32/98 “mandando tutti a casa”, viene messa a rischio la contrattazione collettiva che potrebbe diventare individuale, salta già dal prossimo anno il bonus fiscale, per il non oil il gestore non sarà più l'unico referente, si incentiveranno gli impianti ghost (“la negazione del gestore”), il fondo indennizzi (“risultato di storiche battaglie del gestore”) andrà anche a beneficio dei retisti, vi sarà l'obbligo di comunicazione dei prezzi al Mse a carico del gestore con relativa sanzione in caso di inadempienza. Tutto questo porterà oltre 100.000 fra gestori ed addetti a perdere il lavoro con i prezzi del carburante che non scenderanno e l'offerta del servizio si deteriorerà. Ed ai gestori che sopravvivono resta un margine lordo inferiore al 3% sul prezzo pubblico ed il peso del costo di sconti e campagne promozionali.I sindacati chiedono perciò di ripartire dal Protocollo Scajola del 20 giugno 2008, sollecitando l'intervento della presidenza del Consiglio, essendoci alcune parti, come il bonus fiscale, che richiedono il coinvolgimento di altri ministeri. E in platea c'è chi si spinge a sperare che già nell'incontro di oggi pomeriggio ci sia qualche rappresentate della presidenza del Consiglio.
Per questo ddl – ha esordito Roberto Di Vincenzo della Fegica che ha moderato gli interventi della manifestazione – “il Governo si è consultato solo con l'Unione Petrolifera, Consorzio Grandi Reti e Assopetroli”. “Sono 15 anni che il settore viene modificato senza alcun filo logico e ogni volta noi siamo chiamati a rincorrere queste superficialità”, ha chiosato Luca Squeri, presidente Figisc. “Il nostro margine non può essere assolutamente deteriorato”, ha aggiunto Martino Landi, presidente della Faib.
Dei parlamentari era presente solo Filippo Bubbico del Pd con il quale ai tempi del Governo Prodi i gestori si sono confrontati più volte, e Savino Pezzotta, ex segretario della Cisl e ora parlamentare dell'Udc. Nessun presente tra gli esponenti del Pdl.
Quanto a Bubbico, dopo aver sottolineato che “non può essere solo una parte a pagare (il gestore, ndr) ed una sola ad essere tutelata (compagnie petrolifere e retisti, ndr)”, ha proposto, con ovazione della numerosa platea, di liberare il gestore, almeno per il 50%, dal vincolo di approvvigionamento. Pezzotta ha invece ricordato che “la contrattazione deve essere sempre collettiva, altrimenti i deboli soccombono. Quella individuale esiste solo quando le parti sono alla pari”.
Tra un intervento e l'altro, sono intervenuti molti dirigenti comunali e regionali delle tre associazioni. Hanno chiesto di confermare lo sciopero, anche se Saglia nell'incontro di oggi pomeriggio dovesse fare qualche “promessa”: “Da oggi vogliamo fatti, non parole”, hanno ripetuto in molti. C'è chi poi arriva a chiedere il ritorno al prezzo amministrato, se proprio non si può fare altro. Nella manifestazione ha preso la parola anche Enrico Risaliti, ex presidente di Assopetroli, che ha ricevuto molti applausi dalla platea piena di gestori nel momento in cui ha proposto di “arrivare alla proprietà degli impianti” attraverso una ”unione consortile paritetica tra gestore e indipendenti, che si farà carico di ristrutturare la rete: il gestore ha la capacità di gestire i punti vendita, il retista di approvvigionarlo”. “Solo così – secondo Risaliti – si salveranno posti di lavoro e la categoria”.
Proposta a cui risponde, in chiusura dei lavori, Roberto Timpani, segretario nazionale della Fegica: “Farei l'accordo con Risaliti anche domani mattina. Tuttavia con i suoi colleghi, che vivono lucrando sul gestore, ci sono grandi difficoltà”. Timpani ha poi concluso i lavori ricordando i mille contrasti e scontri che fino a poco tempo fa hanno animato il “dialogo” tra Fegica da una parte e Faib e Figisc dall'altra a causa dell'accordo Eni R&M: “Un anno fa ci siamo dilaniati fino alle mani, un anno fa era impensabile una riunione come questa. Ora abbiamo una visione simile e la ritrovata unità deve darci forza”.
Per gentile concessione di Staffetta Quotidiana

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Facciamo come le primarie elettive.
Di primo acchito troverebbe terreno fertile seguire le indicazioni di una manifestazione di protesta dei Gestori italiani.
Ma ci sono, in concreto e dai fatti incontrovertibili anche recenti, elementi di forte contraddizione, vorrei aggiungere ... di spregevole malizia ... con cui i Gestori vengono considerati e indotti al suicidio politico / sindacale e quello che più conta oggi, quello economico.
Intanto il tur-over dei gestori è stato assordante: nulla più di quelli che erano i gestori di appena 10 anni orsono esiste.
I clienti non sono più clienti, sembrano cercatori d'oro in ricerca perenne dello sconto alla pompa, le campagne promozionali sembrano azioni di puro meretricio, altro che strumento di marketing, questo è un vero puttanaio incomprensibile ai gestori, ma sopratutto un insulto alla buona fede del consumatore, peggio di quello che succede nella telefonia.
E l'Antitrust sta a guardare il massacro degli operatori in attesa che le organizzazioni Gdo coprano tutto il mercato.
A mio parere siamo all'inizio di una nuova era in cui esisteranno il grande capitale e il mondo salariale le cui eventuali pretese saranno calmierate da "vigorose" introduzioni di manodopera estera, magari cinese.
Questo per tutto il settore servizi e commercio e piccola industria.
Altro che balle di "nicchie di eccellenza".
Sono belle seghe mentali mentre i disoccupati - clienti che non hanno un soldo in più da spendere - ingrosseranno il malcontento che prima o poi, sarà sulle piazze !
Il nostro settore della distribuzione carburanti è sulla stessa battigia, come nel D-Day della Normandia, sulla spiaggia si crepa o si vince.
Ma la battaglia non è quella dello sciopero indetto contro le compagnie colle quali, ieri o giù di lì ci si è fatto offrire il pranzo durante le trattative / inciucio / sadomaso.
Il confronto è sul piano politico col Governo di Berlusconi a cui vien detto: siamo pronti a tutto sul confronto per essere lavoratori autonomi di diritto, accordi legislativi regionali, numerosità delle pompe commisurate ai reali consumi eziologicamente come commisurate sono le superfici del commercio al minuto regionali,
ammodernamento delle strutture, superamento dei vincoli di esclusiva, ammissione alle trattative dei rappresentanti degli utenti con dimostrazione delle loro tessere di rappresentanza regionale,
commissione regionale per la programmazione della distribuzione commerciale con poteri di veto.
Lo sciopero è un alibi per la Triade sindacale che ha lo scopo di creare fumogeni agli accordi... "perpetrati prima" e che voi gestori avete, bene o male, subito sulle vostre natiche.
Come disse il Duce dal balcone di Piazza Venezia: ... lo volete voi
( la guerra ) ?
Il popolo di allora disse ... SI !
E si cuccò 5 anni di sangue.
Oggi la Triade è sullo stesso balcone di guerra.
Volete ripetere quella storia ?
E allora fate lo sciopero dopo aver firmato accordi di meretricio, poi rinnegate tutto come si usa fare tra malavitosi, ma non venite a piangere poi quando le SS delle Compagnie arriveranno poi sui vostri piazzali al grido di ...achtung banditen... perchè loro gli accordi firmati gli vogliono rispettati, a ragione.
Torno all'inizio:
Se lo sciopero ottiene il risultato di cambiare il nostro destino, allora lunga vita alla Triade sindacale, mentre se invece verrà rinviato come solito o non salverà niente, cominciate ad allenare i piede giusto per i calci in culo.