Nel corso della presentazione del Preconsuntivo 2011 il presidente dell'Unione Petrolifera, Pasquale De Vita, si è soffermato anche sulle problematiche inerenti la rete carburanti. Le compagnie petrolifere - ha affermato - sono pronte a discutere di una completa liberalizzazione del settore applicando in Italia le regole europee. Secondo De Vita ''va affrontato il problema della distribuzione'' , senza scorciatoie come quella di ''eliminare l'escusiva negli impianti dati dalle aziende ai gestori gratuitamente con il loro marchio sopra''.
''Abbiamo fatto anni fa un accordo per chiudere 3.000 impianti - ha ricordato - e i distributori continuano ad aumentare anche se qualcuno continua a parlare di barriere all'entrata nel settore''. Allora, ha aggiunto, ''dobbiamo incontrare il governo, perche' i problemi si risolvono intorno ad un tavolo e affrontare il problema. Ci spiegassero quali sono queste barriere all'entrata. Noi siamo per avere tutto libero. Prendiamo le regole europee e le applichiamo qui''. ''Liberiamo tutto - ha aggiunto - vincoli contrattuali, orari, vendita di prodotti 'non oil'''.
La rete carburanti nel preconsuntivo petrolifero 2011
Nel corso del 2011 la rete carburanti è stata oggetto di un nuovo intervento legislativo (il precedente è stato la Legge 133/2008), giunto al termine di un lungo confronto tra il Ministero dello Sviluppo Economico e tutti gli attori della filiera, consumatori compresi. Buona parte delle proposte emerse in sede di confronto sono state recepite nella Legge 111/11, che all’articolo 28 prevede l’installazione di sistemi di self-service in tutti gli impianti, criteri di incompatiblità, sviluppo del non-oil e rafforzamento del fondo indennizzi.
In questi ultimi mesi il Ministero dello Sviluppo Economico ha avviato il percorso di attuazione previsto dalla legge con particolare riferimento all’individuazione dei cosiddetti impianti incompatibili e delle procedure relative al Fondo indennizzi.
Lo sforzo comune è quello di rendere la nostra rete di distribuzione più efficiente, con minori costi strutturali che possano permettere di liberare risorse per gli investimenti e un maggior reddito per singolo impianto, nonché più vicina alle esigenze del consumatore di oggi particolarmente attento all’impianto più conveniente.
Sotto questo profilo va rilevato come su almeno 10.000 impianti tradizionali l’offerta commerciale sia molto ampia con differenze di prezzo anche di 10 centesimi e un risparmio per il consumatore di diverse centinaia di milioni di euro.
Le nuove norme rendono pertanto il comparto della distribuzione uno dei più aperti e concorrenziali tra i diversi settori economici, che lascia ampia libertà di iniziativa e che non presenta affatto quelle barriere all’entrata lamentate dalla grande distribuzione. Lo dimostra il fatto che dal 2008 ad oggi sono stati aperti non meno di 1.500 impianti da parte di operatori diversi, perlopiù indipendenti.
Anche il continuo richiamo all’eliminazione dell’esclusiva, è un falso problema che serve solo a illudere sui benefici. In primo luogo perché chiunque si costruisce un proprio impianto e mette un suo marchio può già liberamente rifornirsi sul cosiddetto mercato all’ingrosso accollandosi poi tutti i costi connessi al trasporto, alla logistica e alla distribuzione.
Diverso è il discorso quando l’impianto espone il marchio di qualcun altro, che rappresenta già un valore di per sé, che ha investito per costruirlo, concede le attrezzature in comodato d’uso gratuito, porta il prodotto e provvede alla manutenzione. È naturale che si preveda un’esclusiva di vendita per una garanzia di qualità e di responsabilità. Il contrario non avrebbe ragione né giuridica né economica.
Ulteriori interventi legislativi non possono dunque non tenere conto di questa realtà senza andare a sovrapporsi e vanificare le novità positive introdotte recentemente.
I datiemersi dal preconsuntivo 2011 attestano la bolletta energetica a 61,9 miliardi di euro, 8,9 miliardi in piu' rispetto al 2010. Questo valore rappresenta il maggiore degli ultimi 10 anni in termini nominali.
Per quanto riguarda la fattura petrolifera, questa si attesta a 34,9 miliardi di euro, 6,5 miliardi in piu' rispetto all'anno passato; anche in questo caso si tratta del maggior esborso dell'ultimo decennio.
Tra le fonti tradizionali, il petrolio ha segnato un calo dell'1,8%, mentre il gas del 5%; in contro tendenza le fonti rinnovabili, +6,1%, in particolare il fotovoltaico che ha superato anche la produzione eolica. Il petrolio continua a essere la prima fonte di energia.
Per quanto riguarda la fattura energetica nel 2012 si potrebbe attestare sui 65,3 miliardi di euro, 4,4 miliardi in piu' rispetto all'anno in corso, rappresentando cosi' un record storico.
Nel 2011, il gettito fiscale degli oli minerali e' stato superiore ai 37 miliardi. L'aumento del carico fiscale osservato nel 2011 ha comportato un maggior introito di Iva di 1,5 miliardi di euro.
Preconsuntivo 2011 - testo
Preconsuntivo 2011-Tavole
Sintesi Preconsuntivo 2011
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2011-12-13 11:31:33 | anonimo
Le parole di De Vita:
Noi siamo per avere tutto libero. Prendiamo le regole europee e le applichiamo qui''. ''Liberiamo tutto - ha aggiunto - vincoli contrattuali, orari, vendita di prodotti 'non oil'''.
Diverso è il discorso quando l’impianto espone il marchio di qualcun altro, che rappresenta già un valore di per sé, che ha investito per costruirlo, concede le attrezzature in comodato d’uso gratuito, porta il prodotto e provvede alla manutenzione. È naturale che si preveda un’esclusiva di vendita per una garanzia di qualità e di responsabilità. Il contrario non avrebbe ragione né giuridica né economica.
Ulteriori interventi legislativi non possono dunque non tenere conto di questa realtà senza andare a sovrapporsi e vanificare le novità positive introdotte recentemente.Allora Contratti di commissioni ed esclusiva questa è la soluzione di Up Assopetroli e Figisc
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2011-12-13 21:22:32 | Alex
Finalmente qualcuno dice una cosa giusta!?!?
Prendiamo le regole Europee, ...ma non dimentichiamo di prendere anche gli utili, i trattamenti e le attenzioni di cui godono i gestori Europei , ... attenzioni anche da parte dello stato, e poi... sia lodato il Signore
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ma come è possibile che una federazione di "gestori" anticipa il preconsuntivo dell'Up.
C'è qualcosa che non mi torna, ma da chi siamo rappresentati.
A voi l'ardua sentenza.