GestoriCarburanti

Venerdì, Oct 31st

Last update:08:04:39 AM GMT

DL liberalizzazioni alla partita carburanti

E-mail Stampa

Il compromesso raggiunto trova il settore diviso tra spinta a conferme e modifiche. Il convegno di QE sulla riforma

di s.d.c.

Roma, 8 febbraio - Quotidiano Energia - Alla vigilia della scadenza del termine emendamenti sul DL liberalizzazioni (venerdì prossimo), lapartita sul testo attuale del provvedimento per la parte carburanti, faticoso compromesso frutto dello scontro andato in onda fino alla vigilia del Cdm del 20 gennaio, è ancora tutta da giocare.

Questo il messaggio che esce dal convegno sulla riforma del settore (“Cambiare per crescere, contributo al dibattito tra incertezze e volontà di fare”), che si è tenuto oggi al Senato, al quale hanno partecipato le autorità, istituzioni, operatori e associazioni (QE 2/2), in uno scenario che si conferma in divenire, sulla base degli spunti introduttivi focalizzati negli interventi di Roberto Degl’Innocenti (Check-Up Prezzi QE, Oil & Energy C.), Antonello Minciaroni (QE) e Carlo Stagnaro (Istituto Bruno Leoni) sui quali torneremo a parte prossimamente.

Riforma, dunque, ben stimolata dal pacchetto di norme contenuta nel DL? Non proprio, quantomeno non per tutti. Anzi. Il sottosegretario all’Ambiente, Tullio Fanelli, già Autorità e Mse, spariglia le carte proprio alla fine sottolineando la grande insoddisfazione (consumatori, gestori, compagnie) per lo status quo. Spiega, Fanelli, che se questo appare indubitabile anche se per interessi a volte opposti (ma che vanno interpretati alla luce di una crisi che è un leitmotiv generalizzato), allora di riforma vera si dovrebbe parlare e di qui agire. Come, però non completamente, si è fin qui proposto. Andando poi oltre. Una rete di distribuzione “ricca” affatto dimessa, ecco l’obiettivo. Con nuovi investimenti. E per farlo, specie di questi tempi, non c’è che facilitare gli impieghi puntando sulla segmentazione della filiera petrolifera regolandone e remunerandone una parte. Nuovi e vecchi operatori saranno finalmente messi in grado di “respirare” e svilupparsi. “Bisogna avere coraggio”, confida, come lo si è avuto nel mercato elettrico. Altrimenti, l’insoddisfazione resterà, assieme alla scarsa concorrenza. Come nel gas.

Liberalizzare è togliere i vincoli, non separare verticalmente le attività. Alessandro Noce, direttore Energia Antitrust, poche ore prima dell’audizione del presidente, Pitruzzella, al Senato si sbilancia quel tanto che basta per dare un giudizio al più positivo delle norme anche se possono essere migliorate, lascia capire, sull’onda della segnalazione a Governo e Parlamento. Abolire le barriere all’uscita e all’ingresso del mercato (leggi resistenza e ritardi di Regioni e Comuni), allargare il servizio automat (perché solo fuori dei centri abitati?), precisare che il nodo esclusiva non è il vero problema (convenzionare o meno l’impianto, una libera scelta imprenditoriale) come si vedrà, forse, dalla mancata corsa agli sportelli della scadenza fissata, per ora, al giugno 2012...

E gli operatori? A Unione Petrolifera (Pietro De Simone) e Assopetroli (Mario Vincenzi) ma non è novità, questo compromesso sta bene così. Le compagnie hanno ancora negli occhi la sorpresa e l’irritazione per quelle che si presentavano come “bozze” irricevibili e che parlavano di ampio superamento dell’esclusiva e riscatto forzoso degli impianti. La concorrenza c’è a cercarla e volerla, si afferma. Quantomeno fin dove (ben poco invero) il Fisco consente che ci sia. Le no logo si avvalgono (fin che dura perché, Vincenti, prevede prima o poi un “tappo” fisiologico) solo della riduzione dei costi. Punto. Qui, sulla riduzione dei costi, occorre agire per abbassare un poco prezzi che, lungi dalle tesi ricorrenti, sono trasparenti.

Grandi Reti (Giuseppe Gatti) invita a non guardare alla soluzione extra-rete per riformare il mercato nel segno della competizione. Il vero salto qualitativo del Dl? La fine dell’obbligo di comodato gratuito, la liberalizzazione dei contratti (anche se rimane la mediazione sindacale). E, comunque, il problema poi resta quello di dove rifornirsi. In uno scenario, sottolinea, di prezzi affatto disallineati verso l’Europa come dimostra (numeri alla mano) il massiccio export di prodotti dalle raffinerie nazionali a fronte di una scarsa convenienza ad importare. Gdo, rappresentata dal responsabile legale ANCD, Pietro Cardile, auspica azioni “più coraggiose” e boccia senza se e senza ma la norma che cambia il calcolo del Prezzo Italia basandolo sul self (“comunicazione ingannevole”).

Le “tre” associazioni dei gestori esprimono, tuttora, “due” voci con un comun denominatore (la critica a questo testo) però arrivando a diverse conclusioni. Per Faib-Fegica (Roberto Di VincenzoMartino Landi) DL insufficiente, settore destinato a restare ingessato, una finta riforma che non riassorbirà mai lo stacco con l’Europa. E poi, concordi, non è nemmeno una questione di prezzo. Piuttosto di equilibri, di costi di mercato e di esclusiva. Altrimenti, con queste norme, non si fa altro che difendere e mantenere interessi già consolidati. Con il comodato impensabile togliere l’esclusiva, rafforza invece Figisc (Luca Squeri). Che poi critica duramente la marcia indietro governativa sulla gratuità dei rifornimenti con carta.

Confronto vero, a tratti perfino senza troppi peli sulla lingua, quello moderato da Diego Gavagnin. Di tutt’altro spirito il saluto istituzionale del presidente dell’Autorità per l’Energia, Guido Bortoni. Ma con due messaggi concreti. La necessità anche per l’oil di segnali di prezzo e dei fondamentali più trasparenti assieme alla scarsa possibilità di agire nel segno della competizione quando il Fisco assorbe gli spazi a disposizione. Velato ma non troppo riferimento alla situazione elettricità-gas dove gli oneri generali di sistema ostacolano e non poco gli sforzi di mitigazione in termini di costo della materia prima. E quindi di prezzi finali al consumatore. Questo sì, carburanti o tariffe poco cambia, sempre più all'angolo.

Per gentile concessione di Quotidiano Energia 

Commenti (3)
  • Anonimo

    RIFORMA CARBURANTI :
    CAMBIARE PER CRESCERE.

    E' un invito ?

    Una constatazione ?

  • Anonimo  - re:
    Anonimo ha scritto:
    RIFORMA CARBURANTI :
    CAMBIARE PER CRESCERE.

    E' un invito ?

    Una constatazione ?

    .Cedere tutto per non mangiarsi la casa..... :eek

  • Giancarlo TV  - X Anonimo

    Tuo: CEDERE TUTTO PER NON MANGIARSI LA CASA ? ?

    Ma se l' impianto ti è dato in comodato d' uso GRATUITO ? ?

    Cosa vuoi cedere ? ?

    E caso mai la Compagnia è interessata ha quanto vorresti cedere ? ?

    RITENGO MOLTO INTERESSANTE UNA TUA RISPOSTA AD OGNI PUNTO Grazie.

Commenta
I tuoi dettagli:
Commento:
[b] [i] [u] [s] [url] [quote] [code] [img]   
:):grin;)8):p:roll:eek:upset:zzz:sigh:?:cry
:(:x
SECURITY
Inserisci il codice anti-spam che vedi nell\immagine.
Commentando dichiari di aver preso visione e di accettare i termini e condizioni di utilizzo di questo sito.
Per mantenere un livello civile della conversazione, verranno eliminati tutti i commenti che contengono: turpiloquio, offese, violazioni della privacy, off topic, istigazioni alla violenza o al razzismo, minacce ecc. Gli utenti che violeranno ripetutamente la nostra policy verranno bloccati/bannati. La Redazione.

Articoli correlati:
Articoli più recenti:
Articoli meno recenti: