Piccato botta e risposta con Roberto Di Vincenzo. Ancd-Conad contro i nuovi "prezzi Italia" self del Mse: “sarebbe comunicazione ingannevole”. Bortoni: per il 60% sul prezzo incidono le tasse. Fanelli: compagnie non investono sulla rete
di Elena Veronelli
- Staffetta Quotidiana - Il dl liberalizzazioni riprende in gran parte la segnalazione di gennaio dell'Antitrust inviata a Governo e Parlamento sul settore carburanti (v. Staffetta 09/01). Ben vengano in particolare le nuove norme relative alle “barriere di uscita” dal mercato (fondo indennizzi e impianti incompatibili) e a quelle di entrata (obbligo impianti ecocompatibili), la parte sulla liberalizzazione dei rapporti contrattuali e quella sulla pubblicizzazione dei prezzi. “Poco senso” ha invece la norma sugli impianti ghost, per lo meno così come è formulata al momento. E' questo il pensiero di Alessandro Noce, direttore Energia Antitrust, espresso in occasione del convegno di oggi, “Riforma dei carburanti, cambiare per crescere”, organizzato da Quotidiano Energia.
Per quel che riguarda l'obbligo di Gpl o metano, secondo Noce, è giusto che sia stato eliminato in quanto la normativa precedente era “asimmetrica” perché valeva solo per i nuovi impianti. Tuttavia, lamenta Noce, ci sono alcune Regioni che stanno emanando le proprie normative riproponendo l'obbligo: “Questo è un problema. Le Regioni si devono adeguare alla normativa nazionale”. Bene anche la parte sugli impianti incompatibili, anche se “o si danno sanzioni ai Comuni o non ha senso”, e quella sulle forme contrattuali: “l'esclusiva si può eliminare solo a fronte di un cambiamento delle norme contrattuali, ad esempio se il gestore diventa affittuario del ramo“, ha detto Noce, che ha aggiunto che “le norme nel dl in questo senso sono buone”.
Negativa invece la parte sugli impianti ghost. Noce lamenta infatti il fatto che questa tipologia di pv si possa ora realizzare solo fuori i centri urbani, quando andrebbero invece fatti in città.
Rivolgendosi poi al presidente della Fegica, Roberto di Vincenzo, che nel suo intervento aveva adombrato l'ipotesi di una tutela degli interessi delle compagnie da parte dell'Antitrust, Noce ha detto alquanto piccato: “secondo me il progetto di cui lei si fa portatore (“Libera la benzina”, ndr) è sbagliato”. E parlando in particolare sulla proposta di un unbundling anche per la rete carburanti, Noce ha risposto “il settore non ha bisogno di questo”. Molto contrariato anche sulle affermazioni, sempre di Di Vincenzo, sull'ingiustizia dei prezzi differenziati sia per quel che riguarda i cluster Eni sia per il mercato rete/extrarete, Noce ha sottolineato come “si tratti di una legittima politica commerciale, non posso obbligare la compagnia a fare lo stesso prezzo. Mettere la camicia di forza a queste cose è l'esatto contrario della liberalizzazione”.
Abbastanza soddisfatta del dl liberalizzazioni, anche se contiene “luce e ombre”, anche Ancd-Conad. Tra le luci - ha detto il responsabile legale Pietro Cardile - l'eliminazione dell'obbligo di impianti ecocompatibili, come sostiene l'Antitrust. Tra le ombre, la comunicazione del prezzo self al Mse per i “Prezzi Italia”. “All'estero – ha detto Cardile - c'è questo riferimento perché la maggior parte degli impianti è self. In Italia non è così e quindi sarebbe una comunicazione ingannevole”.
Al convegno era presente anche Guido Bortoni, presidente dell'Aeeg che ha comunque sottolineato come alla fine tutti gli interventi su cui si sta lavorando agiscano sul prezzo finale solo per un 40-45% in quanto in resto è tasse; quindi Tullio Fanelli, sottosegretario al ministero dell'Ambiente, ha detto di auspicare una “rete ricca” che vada oltre anche la possibilità di vendere giornali o tabacchi, anche se purtroppo le “compagnie investono solo nell'upstream. Quindi vanno cercati nuovi investitori”. Poi c'erano gli operatori del settore, dai gestori, ai retisti fino all'Unione Petrolifera che hanno ribadito le loro posizioni, già rese note nelle rispettive audizioni.
Per gentile concessione di Staffetta Quotidiana
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2012-02-09 13:46:03 | gabriele - ritorno alla realtà
Io non sono un gestore ma seguo da qualche anno il settore. A volte è vero che se si hanno tutti contro e ci si ritrova ad avere posizioni di minoranza, è perché si è realmente anticonformisti o si va contro "poteri forti" o interessi consolidati.
A volte però, questo accade perché si propongono cose inattuabili e non per colpa dei poteri forti, ma perché le proposte sono sbagliate, dal punto di vista del diritto e della realizzabilità concreta, per esempio.
Insomma, una situazione che ricorda un po' quell'uomo che imbocca l'autostrada contromano e sente alla radio l'avviso che un'auto sta andando contromano a tutta velocità, e pensa tra sé: "uno? ma qui vanno tutti contromano!".
Serve realismo per essere efficaci e cambiare le cose. Le illusioni sono sempre destinate a creare disillusioni. E servono proposte. E proposte concrete.
I consumi andranno ancora calando, molti impianti dovranno comunque chiudere. Vogliamo prepararci per tempo e iniziare a trattare col coltello tra i denti sulle buonuscita? Vogliamo trattare con con le unghie e con i denti sui nuovi contratti?
Grazie
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2012-02-09 17:01:51 | Max
Dispiace che lei non conosca bene il settore altrimenti saprebbe che proprio le associazioni dei Gestori nel lontano 2008, nel rispetto delle allora visioni conformistiche e non utopiche del sistema presentarono una proposta di riforma aperta al contributo dell'industria petrolifera. Poi arrivò il semplice avviso dell'Antitrust che ricordava che eventuali riforme dovevano comunque tenero conto del parere dell'Authority. Fu una scusa per far saltare ogni tentativo di riforma condivisa in tempi utili del settore.
Se gira tra le pagine di questo sito ne trova memoria. Magari la conoscenza la potrà meglio aiutare per il prossimo intervento.
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2012-02-13 19:41:37 | peppe - Liberalizzazioni fasulle, tabacchi sfumati....
avete letto il testo degli emendamenti? I tabacchi solo nelle aree di servizio più grandi di 1500 mq e SOLO AI SENSI DELL'ART. 23 DELLA LEGGE 22/12/1957 N. 1293, cioè un miserabile PATENTINO !!!! Praticamente un regalo alla lobbie dei tabaccai. Che non danno lavoro a nessuno. Io avrei assunto una person a per i tabacchi e una per i giochi, così si crea occupazione , non accumulando denaro negli stessi porti....
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Allora sfatiamo ogni dubbio anche per quelli poco propensi al ragionamento svolto per contrapposizione. Se Di Vincenzo ha fatto incazzare questo noce dell'antitrust siamo sicuri che Di Vincenzo ha fatto i nostri interessi e Noce quello delle compagnie petrolifere. Del resto basterebbe osservare lo stato della rete per rendersi conto dei frutti relativi agli interventi negli anni fatti dall'Antitrust.