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Carburanti, il fronte dei gestori

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pistoleincrociate450Staffetta Quotidiana - Gabriele Masini - Si è spesso parlato negli ultimi tempi del riassetto del dowstream petrolifero italiano, prendendo spunto dalle grandi operazioni societarie che hanno caratterizzato l'ultimo anno, tra tutte Api-TotalErg ed Esso-EG.

Nell'ultima settimana si è aperto un ulteriore “fronte”, questa volta per iniziativa delle associazioni dei gestori, che hanno allargato il campo all'interessante questione dei prezzi (e del pricing). Un'iniziativa, quella dei gestori, che propone un'interessante lettura della fase attuale come soluzione di continuità rispetto ai “tempi bui” degli scontoni e del “trionfo” dell'extrarete.

L'analisi è stata proposta da Faib, Fegica e Figisc in una lettera indirizzata la scorsa settimana a tutte le maggiori società petrolifere in merito al tema del differenziale di prezzo tra la modalità self service e il servito. Sostanzialmente due i fattori di discontinuità individuati dai gestori: il recupero della marginalità da parte delle società petrolifere avvenuto in particolare nell'ultimo anno, il recupero di quote di mercato nei confronti delle “pompe bianche”.

Fenomeni che secondo i gestori sono stati possibili grazie agli accordi di colore firmati dal 2014 in poi, in cui le tre sigle hanno sostanzialmente avallato le politiche di differenziazione dei prezzi da parte delle compagnie, consentendo così di “marcare” in modo più stretto gli operatori indipendenti, riducendo il gap di prezzo.

Una considerazione che, fanno notare in tono minaccioso i gestori, chiama in causa la “reale” composizione dei “prezzi Italia” e cioè, fuor di metafora, la reale entità dei margini lordi, che vengono convenzionalmente calcolati a partire da questi prezzi che a loro volta sono da qualche anno a questa parte calcolati sulla base dei soli prezzi praticati in modalità self service.

Qui entra in campo a sua volta la questione dei volumi venduti in self service e in modalità servito, sulla cui suddivisione non ci sono dati certi ma che potrebbe vedere il servito attestarsi intorno al 30%. Poco più di un anno fa il senior vice president Business Fuel di Eni, Giovanni Maffei, disse in occasione della fiera Oil&nonOil che per il cane a sei zampe la quota del servito era al 35%, collegando il recupero rispetto al self proprio all'accordo con i gestori del dicembre 2014, che decretò tra l'altro il ripristino del servizio sui punti vendita full Iperself. “Certo – disse allora Maffei – il prezzo sul servito appare molto alto rispetto all'Iperself. Ma per competere sul self dobbiamo abbassare molto, è il prezzo self che è troppo basso per essere sostenibile”.

A quanto pare la risposta delle compagnie alla sollecitazione dei gestori non è stata unanime, ma pare abbia prevalso un certo fastidio. A breve dovrebbero comunque arrivare le prime convocazioni.

Il fronte del differenziale va ad aggiungersi ad altri dossier caldi per i gestori, primo fra tutti l'applicazione delle novità normative della legge di Bilancio. La lotta alle frodi ha comportato un aggravio in termini di adempimenti per tutta la filiera, a fronte del fatto che tutti gli operatori contano di recuperare volumi dal prosciugamento del bacino dell'illegalità e margini dal riassestamento dei prezzi su “normali” livelli di mercato (altro capitolo che andrebbe approfondito, anche in relazione alla responsabilità solidale dell'acquirente in caso di mancato versamento dell'Iva da parte del venditore).

Per i gestori c'è però un capitolo (e un onere) in più: la fatturazione elettronica. Nell'ultimo bollettino Figisc si riporta senza commento un'analisi del Sole24Ore secondo cui “l'obbligo imposto per legge di dover certificare i corrispettivi derivanti dalla cessione di carburante per autotrazione da parte dei singoli esercenti manderebbe in tilt il sistema”. Secondo l'analisi, diventerebbe “onere del benzinaio tutte le volte che effettua un rifornimento a un soggetto dotato di partita Iva emettere la fattura elettronica, anche per una sola operazione”. Un onere “sproporzionato se si considera che l'obiettivo della stretta sugli abusi nell'autocertificazione dei costi per carburanti è ampiamente garantito dall'obbligo imposto di pagamento con moneta elettronica”. A fronte di questo onere, i gestori hanno ottenuto il credito di imposta del 50% sulle commissioni addebitate per i rifornimenti con moneta elettronica. Un “bonus” che, a una lettura più attenta, si restringe ai soli pagamenti con carta di credito – e dunque non, ad esempio, con il bancomat.

Una serie di questioni cui si aggiunge il non facile dossier della trattativa con i retisti che hanno acquisito i pacchetti di punti vendita Esso.

Tanti dunque i fronti aperti per i gestori, che non vogliono perdere il treno di un settore pronto a una nuova partenza.

Per gentile concessione di Staffetta Quotidiana

Commenti (25)
  • Anonimo

    Egregio signor direttore di Staffetta Quotidiana, mi scusi, ma qual è questo treno che i Gestori non vorrebbero perdere? E dov'è questa nuova ripartenza del settore per i Gestori? Forse voleva dire i concessionari? Grazie, saluti.

  • fw14  - il treno


    SICURAMENTE INTENDEVA IL TRENO DI HARRY POTTER

  • Alex

    Sulle percentuali del servito ci sarebbe tanto da dire.
    Il servito sono percentuali forzate, dovute hai crediti che in passato i Gestori hanno offerto hai propri clienti.
    Oggi con i margini attuali assottigliati dalle compagnie, con le spese bancarie in aumento, con costi aggiuntivi di gestione, con anticipi di sconto per conto delle aziende,i Gestori non possono più permettersi di fare credito, quindi il servito è destinato a scomparire.
    Prima di parlare di numeri fantasiosi, bisogna definire la figura del Gestore,
    quel soggetto che nel ultimo accordo, l'azienda ha rispolverato mettendolo al centro del attenzione, dandogli il compito di offrire il servizio wireles, pulendo i vetri e chiedendo il controllo dei liquidi. Come avrebbe detto Totò " Ho preso un semplice stalliere e l'ho trasformato in rango di maggiordomo ". Quello non è un Gestore !
    Il Gestore è colui che ha la responsabilità di gestire un ramo di azienda.
    Oggi il Gestore è colui che per contratto offre dei servizi,
    pulisce i bagni, si occupa della cura del piazzale, pulisce i vetri in altre parole un benefattore. Queste regole erano state scritte quando si parlava di cliente, oggi si deve parlare di mercato e queste regole sono da riscrivere. Oggi questi servizi gratuiti non sono offerti più da nessuno perché hanno un costo insostenibile.
    Persino i supermercati che ti facevano pagare il sacchetto della frutta al prezzo della stessa, hanno aggiunto il costo, nonostante il loro margine è incalcolabile rispetto al nostro che offriamo dei guanti per servirsi dove siamo costretti oltre ad acquistarli anche a pagare lo smaltimento perché inquinati da prodotti contaminati.
    Se le aziende non possono adeguarci il margine ad una giusta ricompensa è anche corretto ridurre o eliminare i servizi gratuiti.
    I nostri piazzali vengono usati come aree di sosta senza regole dove chi ne usufruisce in ogni caso contribuisce ad aumentare le spese di gestione, più delle volte senza un ritorno economico.
    In una sosta di una vettura con 4 persone a bordo,
    se entrano al bar sono minimo 3 consumazioni ed un paio usufruiranno del bagno,
    la stessa vettura che si ferma a fare rifornimento la spesa è 1 rifornimento, meno di una consumazione con 4 persone che usufruiscono del bagno.
    Se immaginiamo tutto questo in iperself forse e meglio se vanno al prossimo distributore.
    Se dobbiamo dare una dignità a questa figura dobbiamo immaginare che tutto ciò che facciamo ha un costo e che nulla ci è dovuto.
    I piazzali devono essere messi a norma con segnaletica orizzontale e verticale, il servito deve essere distinto dal iperself con una colorazione diversa dalla pavimentazione, come le delimitazioni che vengono effettuate nel interno delle grandi aziende ,
    l'iperself non deve avere nessun servizio gratuito, altrimenti il Gestore non avrebbe motivo di esserci.
    In qualunque fai da te si va ad acquistare qualunque articolo, non esiste un commesso che viene ad aiutarti o a portarti un secchio o se sporchi il pavimento a pulire. Nei lavaggi automatici ogni servizio bisogna inserire il gettone, non c'é nulla gratis.
    I pulman che per comodità usano i nostri piazzali anche fuori orario riscuotono i biglietti dai loro clienti senza lasciarci nulla oltre allo sporco.
    Un tempo i camionisti erano clienti appetibili, oggi con le cisterne in azienda, il gasolio di contrabbando e tutte le sfumature varie è meglio perderli.
    Quindi per non farla troppo lunga i nostri impianti hanno necessità di essere adeguati alle nuove necessità del mercato,
    mentre per quanto riguarda il margine, visto che per legge non si può fatturare sottocosto, il prezzo fi acquisto del Gestore deve essere estirpato dal prezzo più basso di vendita del impianto.
    Se l'azienda anche in questo trova il modo di ricattare aggirare il Gestore, come nella differenza fra servito ed iperself significa che visto il ruolo del azienda che è solo da palo, mentre il Gestore ruba il cliente, la parte del palo deve essere il 30% del furto, dopotutto chi sopporta il cliente siamo noi.

  • Anonimo

    Sostengo da anni che, per quello che prendiamo, qualsiasi servizio extra deve essere a pagamento.
    Ma ci sono troppi Gestori che non esitano a mettersi a 90° pur di avere la speranza di strappare il cliente (ammesso che questa parola abbia ancora un senso in questo settore) al collega 100 metri più in là.
    Ci sono ancora troppi Gestori che al massimo avrebbero dovuto fare i pompisti.

  • mario da parma

    condivido quello che a scritto alex,solo una cosa ,chi fa l'imprenditore deve avere le possibilità economiche

  • Anonimo

    Cosa caxxo c'entra con quello che ha scritto Alex lo hai capito solo tu. Essere ricchi significa regalare servizi? Se si ferma una auto con 4 persone, mi fa 20 euro, magari paga con bancomat, e vanno in 4 al wc, ci ho RIMESSO.
    Fino al giorno in cui lo metterò a pagamento (e non manca molto), il mio gabinetto sarà sempre guasto.

  • Anonimo

    Non possiamo "pretendere" dai clienti quello che non ci danno le compagnie!!
    Una volta, tanti anni fa, i servizi accessori, controllo livelli, gomme, pulizia vetri, bagni ecc. erano inclusi, si fa per dire.. sui ricavi, e per convenzione culturale nessuno mai si sarebbe sognato di farli pagare.
    Oggi ogni passo che fai sul piazzale ha un costo, direi perfino quello del consumo delle scarpe di sicurezza :) . Nessuno di noi, credo, faccia sperperi di spese sulla propria azienda e non c'è più nessun costo da tagliare, eventualmente da aggiungere. Detto questo che fare? Saluti.

  • Anonimo

    Una volta i prezzi erano identici e un cliente era un cliente.
    La concorrenza si giocava proprio sui servizi accessori gratuiti, ma i margini erano degni e permettevano di pagare chi li dava.
    Il mondo è cambiato e cambiano anche le abitudini "culturali".
    Chissà se quelli che hanno coccolato il loro clienti per anni e li hanno visti sparire verso la GDO che non dà nessun servizio, avranno sentito la sveglia.

  • Anonimo

    Questo è tutto vero, resta il fatto che facendo pagare i servizi non credo si vada lontano e ci sarà sempre qualcuno che non li fa pagare. Abbiamo l'esempio del servito.. la stronzata del secolo, solo in Italia, sai quante discussioni ho dovuto fare con i turisti stranieri che non capivano perchè il prezzo era maggiore di quello esposto sull'insegna?(sono in zona turistica), è veramente diventato un "mestiere" penoso.

  • anonimo

    Un'informazione nuova,almeno per me, l'articolista ce al fornisce:il bonus relativo al credito d'imposta si restringe al pagamento con carte di credito e NON CON BANCOMAT che sono i più preponderanti.
    CON UNA FAVA AFFOSSANO ANCORA IL Gestore E FAVORISCONO LE BANCHE.
    Con buona pace di chi l'aveva fatta passare per una vittoria per il Gestore.

  • Anonimo

    Mi è arrivata una " proposta di modifica unilaterale del contratto..." da parte di Carta Si. Per tutte le carte visa, maestro, credito debito, dal prossimo 22 marzo, la commissione passerà da un minimo di 0,99% al 1,96% a seconda dei tipi di carta.. a voi è arrivata? mi viene da ridere :)

  • anonimo

    Il bonus relativo al credito d'imposta sulle commisioni bancarie si restringe alle sole transazioni con carte di credito e non con i bancomat.

    CON LA SOLITA FAVA COLPISCONO IL Gestore E FAVORISCONO LE BANCHE.
    A MO'?
    Con buona pace di chi aveva anticipato la vittoria del Gestore.

  • Anonimo  - re:
    Anonimo ha scritto:
    Mi è arrivata una " proposta di modifica unilaterale del contratto..." da parte di Carta Si. Per tutte le carte visa, maestro, credito debito, dal prossimo 22 marzo, la commissione passerà da un minimo di 0,99% al 1,96% a seconda dei tipi di carta.. a voi è arrivata? mi viene da ridere :)


    bene...aumento la benza di 2 cent litro

  • massimo IP  - pagamenti con carte

    non fasciamoci la testa prima di essersela rotta: la legge parla di carte di debito, quindi è compreso anche il bancomat. Bancomat è un marchio registrato quindi CREDO (correggetemi se sbaglio) che non potessero usarlo. cmq, queste m...e della nexi da marzo mi applicheranno su tutte le carte l'uno percento (quindi il doppio) di commissioni e sulle carte aziendali/business e quella extra europee addirittura il 2,79% quindi quasi il triplo.... ringraziamo Gentiloni che ha trovato l'escamotage di finanziare ulteriormente le banche senza troppo clamore! vedi MPS ed Etruria

  • Moreno Parin  - massimo IP

    forse faresti bene a leggere bene che dice la legge in merito al credito di imposta

  • massimo IP

    ... che figli di.....

  • massimo IP

    rimane sempre il fatto che cmq possono pagare col bancomat....

  • massimo IP

    cmq sia,,, non c'è nessun problema: si cambia mestiere,,, ma le "chiavi" me le tengo fino allo scadere del contratto.... buona serata a tutti da un futuro EX....

  • Anonimo

    se dovra andare in porto st' altra cag.ta del pagamento obbligatorio con carta di credito ... un domani aumenteranno le commissioni ? tipo al 2% ..
    c'e' bisogno di continuare a vendere carburante ?

  • massimo IP

    non per deluderti, ma hanno già provveduto, da marzo pagherò quasi il 3% sulle carte aziendali

  • determinato

    Volevo ricordare a tutti voi che in Italia c'è una legge che limita allo 0.2% le commissioni con carta di debito e al 0.3% le commissioni con carte di credito.
    Se qualcuno davvero chiede di più perché non li denunciate?

  • Alex

    Credo che questi valori sono quelli stabiliti fra la banca e la società intermediaria che gestisce le operazioni e non fra il cliente (noi) e la banca.
    Anche se per i bancomat, dove non è gestito da società intermediarie dovrebbe valere il tuo discorso...
    Cercano di fare confusione proprio per non far valere questo diritto

  • Gigi x determinato

    8)

    Ma cosa dici!?

    Commissioni 0,2/0,3? :grin :grin :grin

    Tu vivi nel mondo dei sogni.

    Forse le Compagnie, nei loro Ghost, in accordo con i loro "soci in affari" Stato/Banche.......forse loro si.... :upset

    Ma noi (anche te), pagheremo:

    - 0,6/0,8 su circuito bancomat
    - 1,00/1,50 su circuito carte di credito/debito
    - 2,50/3,00 su carte di credito aziendali

    Possibile che nessuno comprenda che è stato tutto studiato al tavolino?

    - Eliminazione schede petrolifere/obbligo pagamento con carte aziendali/aumento commissioni su carte aziendali -

    Compreso?

  • determinato

    Se non mi credi leggi tu stesso su https://www.democratica.com/focus/commissioni- carte-di-credito/

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