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Controdistribuzione edizione FLASH n. 17 - 20 Luglio 2010

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E’ “IMPOSSIBILE VERIFICARE LA CONVENIENZA DELL’OFFERTA” DI ENI

MISE: “PERPLESSITA’ SU PUBBLICITA’ IPERSELF”

Lettera da inviare via fax per richiedere di conoscere il prezzo di riferimento depositato al Ministero

200 fax in 15 giorni inviati da “semplici cittadini” chiedono di conoscere il “prezzo consigliato depositato presso il Mise” di 200 impianti Agip differenti, in tutta Italia, per misurare il valore effettivo del -6 dell’Eni. Il Ministero, infine, risponde al primo di quei fax, inviato dal “cittadino” Roberto Timpani -Segretario Generale della Fegica - convenendo sulle “perplessitá in ordine alla correttezza del messaggio pubblicitario”.  Chiaro come il sole. Il re é finalmente nudo. Ora il Ministero inibisca l’impiego del proprio nome ad Eni e ai molti altri che si fanno scudo dell’autorevolezza della sua funzione pubblica, confondendo i consumatori. 

Si conviene che le modalitá utilizzate possano suscitare perplessitá in ordine alla completezza ed alla correttezza del messaggio pubblicitario: la compagnia [Eni, ndr] infatti, nell’evidenziare la misura dello sconto [quello dell’Iperself, ndr] applicato sui carburanti, non espone il prezzo "depositato presso il Ministero dello Sviluppo Economico", sul quale tale sconto andrebbe calcolato, rendendo di fatto impossibile per l'automobilista  verificare la convenienza dell'offerta.

Questo il giudizio tranchant del Ministero dello sviluppo economico e, per esso, della Direzione Generale per il Mercato, la Concorrenza, il Consumatore, la Vigilanza e la Normativa Tecnica, contenuto in una comunicazione del 12 luglio scorso, inviata all’Antitrust, al Sottosegretario Saglia, al Dipartimento per l’Impresa e l’Internazionalizzazione, al Dipartimento per l’Energia, alla Direzione per la Sicurezza dell’Approvvigionamento del Mise stesso e all’Eni S.p.A.

Si tratta di una risposta al primo dei circa 200 fax con i quali, dal 1° luglio ad oggi, altrettanti “privati cittadini” hanno cominciato a chiedere “cortesemente a questa Amministrazione di sapere tempestivamente, allo scopo di poter verificare la rispondenza del messaggio pubblicitario alla realtá ed eventualmente usufruire del beneficio dichiarato, con quale strumento attualmente il Ministero dello Sviluppo Economico renda pubblico e facilmente fruibile ai consumatori il “prezzo del servito depositato” [presso il Mise, ndr] e le sue variazioni, per il suddetto impianto Agip di Via …omissis…, a Roma, e di tutti gli altri impianti (anche di altre compagnie petrolifere) che pubblicizzano i medesimi sconti o similari”.

E’ bene chiarire subito che il primo dei “privati cittadini” al quale é stata recapitata la risposta é Roberto Timpani, Segretario Generale della Fegica, cosa non sfuggita al Ministero che ha tenuto a precisarlo.

D’altra parte, che contemporaneamente alla “chiave privata” -peraltro assolutamente pertinente- intendesse essere palese anche quella “politica”, é confermato dal fatto che la prima decina di fax giunti a Mise e, per conoscenza, ad Antitrust sono stati sottoscritti dai componenti della Segreteria Nazionale.

Ció premesso, per dovere di informazione e trasparenza, la notizia é lí, sotto gli occhi di tutti.

Il Ministero dice finalmente una parola chiara ed inequivocabile, avvalorando una “perplessitá” neanche apertamente manifestata nella richiesta: una sorta di excusatio non petita per conto terzi.

In ogni caso, un contributo importante alla chiarezza ed un colpo durissimo (forse con un pizzico di ritardo?) a quanti -compagnie (non solo Eni) e retisti indipendenti, “bianchi” o “colorati”- si nascondono dietro le formule ipocrite e fuorvianti di listini e prezzi consigliati “depositati presso il Ministero”.

Formule che hanno trasformato una rete di vendita che da quarant’anni in tanti hanno annunciato -inutilmente- di voler ammodernare, in un inestricabile guazzabuglio di cartelli che pubblicizzano sconti di tutti i tipi: di giorno, di notte, a giorni alterni o nelle ore dispari, nere e manque, come avrebbero detto in un casino(’).

Tutti sconti, senza sostanziali eccezioni, che nessuno -meno che mai un automobilista- saprebbe o potrebbe dire rispetto a quale prezzo di riferimento viene concesso.

A questo proposito, partendo dalla posizione di Eni, il Mise tiene a far sapere al “cittadino” Timpani anche altro.

Attualmente l'AGIP fornisce a questo Ministero -D.G.M.C.C.V.N.T.-Div. V "Monitoraggio dei prezzi"- il proprio listino dei "prezzi consigliati per punto vendita", con il dettaglio dei prezzi per i propri 4996 gestori, in modalitá "fai da te" e "servito", per i seguenti prodotti: benzina super s.p., blue super, gasolio, blue diesel, gpl auto e metano auto.

Il suddetto listino viene trasmesso ad ogni variazione del prezzo e, come i listini di tutte le altre compagnie petrolifere, viene utilizzato solo per alimentare la banca dati della Div. V e per elaborazioni statistiche che non vengono diffuse all'esterno dell’ufficio stesso, …omissis….

Tutto ció in quanto, com'é noto, a seguito dell'intervento dell'Autoritá garante della concorrenza e del mercato (Procedimento Istruttoria I681) e degli impegni assunti con la stessa Autoritá antitrust dalle compagnie petrolifere, é stato richiesto al Ministero dello Sviluppo Economico di garantire la riservatezza dei dati comunicati, e di conseguenza non é piú possibile pubblicare sul sito web del MISE i listini dei prezzi "consigliati" dalle compagnie ai propri gestori, come avvenuto dal maggio 2000 al gennaio 2008.

Piú chiaro di cosí!

Lasciamo andare il palese “conflitto di attribuzioni” qui sottinteso: solo in Italia puó avvenire che un Potere costituzionale -il Governo- venga individuato come il “mezzo” -seppure inconsapevole (anche peggio!)- attraverso il quale si realizzerebbero “accordi di cartello” e, per questo, (accetti di essere) impedito dal pubblicare i listini dei prezzi consigliati dalle compagnie petrolifere.

Il comprensibile imbarazzo che ci sembra di cogliere, con il quale il Mise ammette di avere 5000 prezzi Agip (ma gli impianti a marchio Eni non sono solo 4300? e non avrebbero dovuti essere suddivisi in una trentina di “cluster” dal 1° giugno di quest’anno?), ma di non poterne dare pubblicitá, non sposta la questione principale: al consumatore, al cittadino, all’automobilista, poco importa se ricopra o meno il ruolo di Segretario Generale della Fegica, non é dato poter conoscere, né presso il punto vendita, né dal Mise, il prezzo di riferimento rispetto al quale calcolare lo sconto annunciato.

Una istituzione che ha tra le sue competenze il mercato, la concorrenza, il consumatore e la vigilanza non puó omettere il suo autorevole intervento.

Né puó esimersi da assumere una iniziativa che, allo stato delle cose, appare dovuta: inibire formalmente chiunque dall’utilizzare il nome del Ministero all’interno di messaggi pubblicitari sulla correttezza dei quali il Ministero stesso fa’ sapere di dubitare.

Delle due, l’una: o il “prezzo depositato” é pubblico e facilmente rinvenibile dal consumatore (in altri tempi l’Antitrust si sarebbe espressa parlando di “messaggio transit” e di “prezzo immediatamente comparabile”), o il Ministero non deve prestarsi.

E non deve prestarsi, tanto piú in un “mercato” che, anche grazie alle scelte -recenti e meno recenti- compiute dal market leader, assiste ad una concorrenza sempre piú virtuale e giocata su opachi messaggi pubblicitari (oltreché su costosissimi spot televisivi), anziché sulla reale offerta.

Non é un caso che, con l’avvento del “listino personalizzato” di Eni, é del tutto possibile che il prezzo “scontato” di Iperself praticato da un impianto, sia persino superiore al prezzo “servito” di un altro impianto Agip, magari nelle stesse vicinanze.

Quali argomenti potrebbe ragionevolmente opporre il Mise a quel “cittadino” che, caduto nel “tranello” dei colori di un cartello con un bel “meno” davanti e la “garanzia del timbro tondo” del Ministero a fianco, si accorgesse di avere dovuto pagare il carburante piú caro che altrove e decidesse di chiedergli spiegazioni (o, peggio, di chiamarlo a rispondere)?

Il Ministero non si presti.

E, per una volta, senza la necessitá di annunciare alla stampa sensazionali provvedimenti, per quanto dalla praticabilitá e dagli esiti improbabili, faccia questo passo per il consumatore e per la chiarezza della concorrenza.

Giá togliere se stesso dalla pubblicitá di sconti incomprensibili, costringerebbe molti a maggiore trasparenza nei comportamenti, oltreché nelle promesse.

E’ questo il terreno sul quale invitare il settore.

Di sicuro non é questo un tema che puó essere risolto all’interno di un “tavolo”, al quale pure non ci sottrarremmo, cosí come indica il Mise in un altro passaggio della sua comunicazione.

Né puó valere il rinvio ad una nuova, prossima, eventuale legislazione per la “piena attuazione” di un’altra varata appena l’anno scorso.

Le norme esistenti e la ragionevolezza che dovrebbe giá essere stata utilizzata, impongono un atto immediato.

I Cittadini, in quanto tali, non hanno bisogno di cariche.

Questo é il testo della comunicazione inviata dal “cittadino” Roberto Timpani, giá riadattata ed utilizzata da altre 200 persone. Chiunque lo ritenga utile, é libero di adoperarla per una propria richiesta.

 

Spett.le Ministero dello sviluppo economico

Direzione generale per il mercato, la concorrenza, il consumatore, la vigilanza e la normativa tecnica

Fax  064821706

Direzione generale per la sicurezza dell'approvvigionamento e le infrastrutture energetiche

Fax 0647052036

e, p.c., Autoritá di Garanzia per la Concorrenza ed il Mercato

Fax  0685821256

Oggetto: PREZZO CARBURANTI AGIP SERVITO DEPOSITATO PRESSO IL MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO.

Nella giornata di ieri, 1° luglio, mi sono recato presso l’impianto Agip di Via Laurentina 453, a Roma, per effettuare rifornimento alla mia autovettura.

All’interno dell’impianto ho potuto notare diversi cartelli pubblicitari che informavano, letteralmente, di uno “sconto di 6 centesimi/litro rispetto al prezzo del Servito depositato presso il Ministero Sviluppo Economico”.

Malgrado tutti i miei sforzi, non sono in alcun modo riuscito a trovare quale fosse l’importo del prezzo del Servito depositato presso il Ministero Sviluppo Economico, né all’interno dell’impianto, né sul sito web dello stesso Ministero.

Ció premesso, chiedo cortesemente a questa Amministrazione di sapere tempestivamente, allo scopo di poter verificare la rispondenza del messaggio pubblicitario alla realtá ed eventualmente usufruire del beneficio dichiarato, con quale strumento attualmente il Ministero dello Sviluppo Economico renda pubblico e facilmente fruibile ai consumatori il “prezzo del servito depositato” e le sue variazioni, per il suddetto impianto Agip di Via Laurentina 453, a Roma, e di tutti gli altri impianti (anche di altre compagnie petrolifere) che pubblicizzano i medesimi sconti o similari.

Rimango in attesa di un Vostro sollecito riscontro presso i riferimenti lasciati a margine.

Distinti saluti.

F.to Roberto Timpani

Modello di lettera da inviare

Pubblichiamo, di seguito, alcune dichiarazioni di Timpani affidate al Comunicato stampa diffuso oggi dalla Fegica.

IL MISE SCRIVE ALL’AGCM: “PERPLESSITA’ SUI MESSAGGI PUBBLICITARI DEGLI SCONTI IPERSELF ENI”

FEGICA CHIEDE AL GOVERNO DI INIBIRE L’UTILIZZO DEL NOME DEL MISE SUI CARTELLI PUBBLICITARI DELLE COMPAGNIE PETROLIFERE

Dal 1° luglio, giá 200 fax di privati cittadini, dopo quello di Timpani, hanno raggiunto il Ministero chiedendo di conoscere quel prezzo “misterioso” di altrettanti impianti Agip di tutta Italia, che, secondo il messaggio pubblicitario dell’Eni, sarebbe “depositato presso il Ministero dello Sviluppo Economico”, rispetto al quale l’automobilista dovrebbe poter calcolare lo sconto sui carburanti promesso.

Un espediente -commenta Timpani- quello di coinvolgere “a garanzia” il Mise, utilizzato anche da altre compagnie e da retisti indipendenti anche “no logo”, che é alla radice di un fenomeno che finisce per privilegiare una concorrenza virtuale, fatta esclusivamente di cartelli pubblicitari che segnalano sconti di tutti i tipi: ma nessuno sa rispetto a quale prezzo reale di riferimento.

Stando cosí le cose -prosegue il Segretario Generale della Fegica- non é affatto impossibile che un automobilista, attratto da queste pubblicitá, faccia ad esempio rifornimento con l’Iperself dell’Eni, pagando il pieno persino piú caro di quanto avrebbe potuto farlo, a distanza di qualche centinaio di metri, presso un altro impianto sempre Agip e magari compreso del servizio. Ció esclusivamente a causa del perverso sistema di “prezzi personalizzati” attivato da Eni a far data dal 1° giugno scorso.

La segnalazione del Ministero -conclude Timpani- é un atto di chiarezza inequivocabile, in seguito al quale ora il Governo non puó esimersi dall’inibire formalmente chiunque dall’utilizzo dell’autorevole nome del Mise su messaggi di non specchiata correttezza verso il consumatore.

 

 

Faib, Fegica e Figisc hanno convocato la riunione unitaria dei

Gruppi Dirigenti per il giorno 21 luglio 2010 alle ore 10.30

presso la Confesercenti a Roma, in Nazionale 60

TELEFAX CONGIUNTO INVIATO ANCHE A LETTA ED AL PARLAMENTO

GESTORI A BERLUSCONI:

NO AD ACCELERAZIONI ESTIVE

Con una comunicazione a tre firme, dopo le indiscrezioni giornalistiche circa la predisposizione di un nuovo intervento legislativo, le Organizzazioni di categoria chiedono a Berlusconi, anche nella sua veste di Ministro ad interim, di evitare qualsiasi accelerazione verso soluzioni che provocherebbero una risposta immediata ed uno spostamento delle chiusure annunciate per ottobre, giá in coincidenza con gli esodi estivi.


Faib      Fegica    Figisc

 On.le Silvio Berlusconi

Presidente del Consiglio dei Ministri

Ministro ad interim dello Sviluppo Economico

Dott. Gianni Letta

Sottosegretario Presidenza CdM

Sen. Cesare Cursi

Presidente X Commissione Senato

On.le Manuela Dal Lago

Presidente X Commissione Camera

A tutti i Senatorie e Onorevoli

componenti la X Commissione

del Senato e della Camera

Roma, 16 luglio 2010

TELEFAX URGENTE

 

Oggetto: Distribuzione carburanti. Legge annuale per il mercato e la concorrenza”.

Egregio Presidente,

facendo seguito alla precedente comunicazione, datata 15 giugno 2010, con la quale le scriventi Federazioni Le segnalavano una serie di fortissime perplessitá e preoccupazioni che, in questa sede, teniamo a confermare, le medesime scriventi debbono con disappunto registrare che, in assenza dell’incontro richiesto e, comunque, di qualsiasi altro chiarimento o confronto, la stampa specializzata di settore pubblica, in queste ore e con dovizia di particolari, indiscrezioni circa uno schema di disegno di legge annuale per il mercato e la concorrenza, contenente numerose previsioni relative al settore della distribuzione carburanti, che il Governo intenderebbe licenziare in un prossimo Consiglio dei Ministri e presentare all’approvazione delle Camere.

Come noto, la scorsa settimana le scriventi Federazioni hanno giá provveduto a proclamare una chiusura nazionale di tre giorni degli impianti di rifornimento carburanti, avendo dovuto amaramente constatare come le ripetute disponibilitá al confronto, le numerose proposte operative avanzate e le reiterate sollecitazioni a mettere mano ad una riforma seria e complessiva del settore, fossero state lasciate cadere nel vuoto, sia dal Ministero competente, che dall’industria petrolifera, principale operatore del settore stesso. Ció, nonostante gli impegni che il Governo aveva formalmente assunto -il 20 giugno 2008- nei confronti della nostra Categoria, con la firma del Ministro Scajola in calce ad un Protocollo d’Intesa risultato propedeutico all’approvazione della Legge 133/2008.

Va precisato che la suddetta azione sindacale é stata volutamente posizionata a tre mesi di distanza -5, 6 e 7 ottobre- evitando accuratamente, tra l’altro, i periodi caratterizzati da esodi e rientri estivi, sia per limitare il disagio dei cittadini, sia per lasciare intatte tutte le possibilitá di un recupero negoziale della vertenza.

Tutto quanto sopra sinteticamente premesso, confermando l’urgente richiesta di incontro giá avanzata, le scriventi Federazioni confidano che possano essere riconosciute la legittimitá e la fondatezza delle ragioni che spingono una intera categoria, composta da decine di migliaia di piccole imprese, a chiedere di non accreditare nuovi strumenti legislativi, ingiustamente punitivi per la categoria stessa, e, in ogni caso, di posporre ogni decisione ad una piú attenta riflessione, se possibile, confrontata.

I Gestori sollecitano, da tempo, al Governo ed al Parlamento di promuovere iniziative che, all’interno di una riforma complessiva, possano rimuovere le condizioni discriminatorie ed anticoncorrenziali che li pongono, sempre piú spesso, incolpevolmente fuori mercato: lasciare inevase tali istanze e, al contrario, introdurre norme che ne peggiorano sensibilmente le prerogative, costringerebbe le scriventi Federazioni ad una risposta tempestiva di forte contrapposizione nell’immediato, con iniziative di sciopero da tenersi anche nei periodi di esodo estivo.

Confidando nella Sua attenzione ed in quella delle altre Autoritá a cui é destinata la presente comunicazione, le scriventi rimangono in attesa di un cortese riscontro.

Distinti saluti.

F.to: Martino Landi - Presidente Faib Confesercenti

Roberto Timpani - Segretario Generale Fegica Cisl

Luca Squeri - Presidente Figisc Confcommercio

Commenti (3)
  • silvano  - ipocrisia

    Speriamo solo che le previsioni che portano la fine del petrolio al 2040 si avverino.

  • stefano  - rivolgo a tutti i gestori di cominciare a pensare

    ECCOMI SONO 23 ANNI CHE ESERCITO QUESTO LAVORO. HO UN DISTRTIBUTORE DA MARCIAPIEDE SITO IN OSTIA,GESTORE EX TOTAL. PER NOI DA OTTOBRE QUANDO E' SUBBENTRATA LA ERG CI E' CASCATO IL MONDO ADDOSSO ,MA NON PER TUTTI .ECCO IL PUNTO .....NON SIAMO UNITI ,IN POCHI SI FA' POCO .COMINCIANDO DALLE PROMOZIONALI CHE SE NESSUNO ADERISSE ...VOGLIO VEDERE CHE SUCCEDEREBBE.POI GLI SCONTI AL SELF PAGATI DOPO VARI MESI ....E TANTE ALTRE COSE ...CALI CARBURANTI E BONUS.SVEGIAMOCI CHE SIAMO ANCORA IN TEMPO CIAO A TUTTI E BUON LAVORON

  • federico

    https://www.facebook.com/groups/281923241882864/

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