
ROMA, 21 MAGGIO 2009
Alla cortese attenzione del Presidente della X° Commissione Industria del Senato della Repubblica
sen. Cesare Cursi
e, p.c., a tutti i Componenti la Commissione
Oggetto: NOTA SULLE AUDIZIONI SVOLTE NELL'AMBITO DELLA"INDAGINE CONOSCITIVA SULLA DINAMICA DEI PREZZI DELLA FILIERA DEI PRODOTTI PETROLIFERI E SULLE RICADUTE DEI COSTI DELL'ENERGIA E DEL GAS SUI REDDITI DELLE FAMIGLIE E SULLA COMPETITIVITÀ DELLE IMPRESE" Illustre Presidente, egregi Senatori,le scriventi Federazioni, rappresentative dei Gestori degli impianti di rifornimento carburanti, avendo appreso la notizia che la Commissione da Ella presieduta ha ripreso le audizioni nell'ambito dell'Indagine conoscitiva evidenziata in oggetto, e con particolare riferimento alle dichiarazioni rilasciate il giorno 19 maggio u.s., proprio in tale ambito, dal Presidente dell'Unione Petrolifera, dr. Pasquale De Vita, desiderano anticiparLe alcune considerazioni che le medesime scriventi confidano poter essere più approfonditamente illustrate in una nuova audizione che, con l'occasione, sono a richiederLe formalmente.
Facendo esplicito riferimento alla documentazione consegnata alla Commissione in occasione dell'audizione del 12.11.2008, i cui contenuti, ovviamente, confermiamo integralmente in quanto non scalfiti minimamente dall'evoluzione dei fatti nel frattempo intervenuta, torniamo a ribadire con convinzione e consapevolezza che la distribuzione carburanti consolida quell'importanza strategica per il Paese che, da sempre, le è riconosciuta, in ragione del fatto che offre servizio, capillarità, sicurezza, professionalità e presidio, garantendo il diritto alla mobilità dei cittadini e la movimentazione delle merci.
Un servizio prestato da una Categoria, quella dei Gestori, che -ancorché maldestramente dipinta dai vertici dell'Unione Petrolifera come responsabile di tutti i mali, capace di tenere in scacco gli industriali del petrolio, di mantenere i prezzi dei carburanti più alti che nel resto della media dei europei e di condannare la rete distributiva nazionale a livelli ridicoli di modernizzazione e di integrazione di attività diverse - conserva, smentendo categoricamente le affermazioni fuorvianti rese a codesta Commissione, le seguenti caratteristiche:
1. i Gestori non sono proprietari né dei terreni, né delle autorizzazioni, né delle attrezzature dei punti vendita che gestiscono: i circa 25.000 impianti attualmente
esistenti lungo la rete viaria italiana sono direttamente di proprietà delle compagnie petrolifere per oltre il 60%, mentre sul rimanente 40% scarso, di proprietà di retisti indipendenti, le compagnie mantengono contratti di convenzionamento "colore";
2. i Gestori, nel quadro normativo vigente, sono tenuti ad acquistare i carburanti da un unico fornitore in esclusiva che coincide con la compagnia petrolifera proprietaria ovvero che "colora" il punto vendita;
3. i Gestori, che pure, ai sensi di legge, possono esercitare, se non altro in via teorica, la facoltà di fissazione del prezzo al pubblico, si sono imposti dal 2002 - unica categoria del commercio - un prezzo massimo invalicabile (pena la risoluzione del contratto di gestione) che si discosta in media di cinque millesimi al litro dal prezzo consigliato dalla compagnia petrolifera; ne consegue palesemente come i prezzi siano saldamente determinati dalle compagnie, come testimoniano le numerose campagne di marketing, veicolate su tutti i mass media, che promuovono i marchi appunto attraverso politiche di prezzo mirate;
4. i Gestori, in forza di tale situazione, possono "vantare" un margine lordo pari a meno di 4 eurocent/litro: un "costo" che fa' del Gestore, senza alcuna possibilità di smentita, il terminale di filiera della distribuzione di gran lunga più efficiente ed economico; ne sono ottime testimoni le stesse compagnie petrolifere, costrette a spendere fino a quattro volte di più, nei casi in cui gestiscano punti vendita con proprio personale dipendente o, in alternativa, a garantire dei "margini" cinque volte superiori a quelli riconosciuti ai propri Gestori, laddove riforniscano punti vendita della grande distribuzione o senza marchio (pompe "bianche"); a tutto ciò va aggiunto che i Gestori con il loro esiguo margine garantiscono, all'interno del prezzo di vendita, servizio e assistenza al Consumatore che nelle altre tipologie sono semplicemente cancellati;
5. i Gestori hanno il divieto assoluto di investire e/o esercitare attività diverse dalla distribuzione carburanti, pur se permesse dalla legge, in forza dei contratti che li legano alle compagnie petrolifere; premessa l'assoluta marginalità del cosiddetto "non oil" in Italia - determinata dalla scarsissima propensione agli investimenti delle compagnie, dalle resistenze delle Amministrazioni pubbliche e dalle pressioni esercitate dalle lobby commerciali - rimane anch'esso sotto il saldo controllo delle compagnie attraverso l'imposizione di formule di affiliazione ai propri format di diretta emanazione delle compagnie stesse che, in tal modo, impongono piani di ammortamento, affitti, fornitori e prezzi di rivendita anche per le attività diverse dai carburanti, sui pochi punti vendita dove sono presenti; ne consegue il rovesciamento completo della formula che voleva il "non oil" come soluzione per liberare risorse e permettere l'abbattimento dei prezzi dei carburanti: i Gestori, sempre più spesso, a causa delle "politiche di business" aziendali sono costretti a ripianare i bilanci delle attività "non oil" proprio con il margine sui carburanti;
6. i Gestori applicano, come ogni altra categoria del commercio, l'orario di apertura così come regolato dall'Amministrazione pubblica, regionale e comunale, anche alla luce del nuovo intervento legislativo statale (legge 133/2008); è proprio l'Unione Petrolifera, di cui è Presidente il dott. De Vita, e le compagnie ad essa associate che pretendono, al contrario, di forzare strumentalmente i profili normativi di regolazione del mercato, anche con particolare in riferimento agli orari; a questo proposito, però, non può non essere sottolineato come l'aumento indiscriminato degli orari e dei turni di servizio, invece che essere un elemento modernizzante e calmieratore del mercato, costituisce la premessa certa ad un fatale aumento dei prezzi al pubblico dei carburanti; infatti, in un mercato che, anche negli anni passati di "vacche grasse", veniva definito anelastico,
all'aumento di ulteriori ore di esercizio e di relativi oneri, non farebbe riscontro, per ciò stesso, un aumento dei consumi e delle vendite, quanto un inevitabile trasferimento degli oneri aggiuntivi sul prezzo al pubblico.
Illustrate queste necessarie precisazioni e ricondotte alla realtà effettuale delle cose le circostanze che attengono alla distribuzione carburanti, dopo le incaute e fuorvianti affermazione del Presidente degli industriali del petrolio, per il rispetto dovuto alle Istituzioni, alla collettività e anche alle decine di migliaia di lavoratori che quotidianamente prestano la loro opera professionale -pur nelle difficoltà sopra espresse e, troppo spesso, purtroppo esposti persino sotto il profilo della stessa incolumità personale- le scriventi Federazioni ricordano di avere, da tempo, avanzato diverse proposte concrete, riguardo al tema del contenimento dei prezzi dei carburanti, oggetto dell'Indagine conoscitiva.
Esse, perciò, confidano di poterle ulteriormente argomentare ai Componenti la Commissione parlamentare che Ella presiede, nel corso dell'audizione sopra richiesta e che ci auguriamo Ella voglia accordarci.
Vivissime cordialità.
Il Presidente Il Segretario Generale Il Presidente
Martino Landi Roberto Di Vincenzo Luca Squeri
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