Saranno mercoledi 08 e giovedi 09 luglio anzichè, come annunciato in precedenza, il 24 e 25 giugno i giorni dello sciopero. Una decisione avvenuta dopo che la commissione di garanzia dell'attuazione della legge sullo sciopero aveva comunicato che lo sciopero indetto per il 24 e 25 giugno avrebbe portato al mancato rispetto del periodo di franchigia per la consultazione referendaria che si svolgerà nei giorni 21 e 22 giugno.
Le tre Federazioni hanno segnalato alla Commissione “che la proclamazione era stata
fatta prima che venissero fissate le date del “Referendum”, e dunque avendo ritenuto che gli eventuali ballottaggi per le elezioni provinciali e/o comunali, non configurassero la fattispecie prevista dalla franchigia, vista l’esiguità del corpo elettorale chiamato ad esprimersi.” Nella nota di comunicazione alla Commissione di Garanzia le tre Federazioni hanno motivato la decisione di ricorrere allo sciopero generale per “la inesistente volontà di una parte consistente dell’industria petrolifera a procedere, contrattualmente, all’adeguamento del “margine pro-litro” dei Gestori fermo, in alcuni casi, da oltre tre anni a costi notevolmente crescenti…nonché per l’insistenza di richieste tese alla modifica unilaterale dei contratti di affidamento in uso gratuito” e per l’atteggiamento di inconcludenza del Ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, sul Protocollo d’intesa tra MSE e Associazioni di categoria, sul promesso intervento finalizzato all’introduzione del bonus fiscale in forma strutturale, sui diritti camerali e sull’obbligo inusitato di comunicazione dei prezzi praticati sulla rete.
Faib, Fegica e Figisc, rassicurando il Presidente della Commissione “che la chiusura degli impianti avverrà nel rispetto del codice di regolamentazione” preavvisano una valutazione politica sull’opportunità di ulteriori chiusure tanto nel mese di agosto quanto nel mese di settembre, qualora la situazione denunciata non trovasse sbocchi positivi.
Raccomandata Commissione di Garanzia