GestoriCarburanti

 

DOCUMENTO CONCLUSIVO DEI LAVORI DEI GRUPPI DIRIGENTI FAIB-FEGICA-FIGISC

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I gruppi dirigenti di Faib, Fegica e Figisc, riuniti oggi a Roma, hanno esaminato lo stato delle relazioni con il complesso dell’industria petrolifera ed i retisti privati, approfondendo, nel contempo, la situazione dei rapporti con il Ministero dello Sviluppo Economico.

Nel corso della discussione sono emerse le fortissime preoccupazioni della Categoria schiacciata dall’incapacità delle compagnie di mantenere, da una parte, corrette relazioni sindacali e, dall’altra, dall’ormai generalizzato rifiuto di mettere mano - con il pretesto dell’avversa congiuntura - al rinnovo dei rapporti economici già scaduti  ovvero in via di scadenza

Tale situazione sta aumentando il disagio e la sofferenza “economica” dei Gestori che si vedono costretti a partecipare, sempre più frequentemente, a politiche di sconto al pubblico e di pricing deciso dalle compagnie che non trovano alcuna rispondenza nei ricavi normali che dovrebbero essere appannaggio di qualsiasi impresa, ovvero a subire il ricorso a rapporti contrattuali che eludono e vìolano le norme vigenti.

In questo quadro i Gruppi dirigenti delle tre Organizzazioni hanno stigmatizzato la decisione già assunta od in via di assunzione da parte di aziende dell’industria petrolifera, -che attraverso il sistema di prezzi “personalizzato”, cui si somma un uso “disinvolto” e gravemente oneroso per il gestore del cosiddetto iperself- sta determinando un collasso dell’intero settore, un impoverimento della Categoria ed una progressiva riduzione degli spazi a disposizione delle singole gestioni per condurre gli impianti in maniera efficiente ed efficace. Ciò, indipendentemente dal marchio esposto sull’impianto.

Nello stesso modo il dibattito ha fatto emergere, con consapevolezza, il senso di sfiducia nell’operato del Governo che, dapprima ha incassato il 20 giugno 2008        - con la sottoscrizione del “protocollo Scajola” -, il via libera dei Gestori sulle modifiche normative che hanno condotto all’approvazione della Legge 133/08 e, quindi, ha disatteso tutti gli impegni convenuti.

Il Sottosegretario Saglia, unilateralmente, ignorando gli impegni assunti nei confronti della nostra Categoria dal Ministro Scajola, a nome del Governo, ha scelto, invece, di continuare a privilegiare qualsiasi altro interesse, purché diverso dalla tutela della categoria più debole – quella dei gestori -, tra cui quelli dell’industria petrolifera, dei retisti privati, piuttosto che degli operatori indipendenti e della GDO, costruendo ed inviando al Consiglio dei Ministri un disegno di legge con il quale, tra le altre cose:

  • si vanificano i contratti codificati con il D. Lgs. 32/98;
  • si cancella la Legge 496/99 sui contratti di fornitura/somministrazione;
  • si utilizza il Fondo Indennizzi per pagare le ristrutturazioni dei retisti privati;
  • si incoraggiano gli impianti ghost che possono essere realizzati fuori dal rispetto di ogni normativa anche regionale;
  • si da avvio ad una concorrenza, all’interno dello stesso impianto, durante le ore di apertura del servizio manuale, con l’installazione di una colonnina “a sconto” che, presumibilmente, rimarrà nelle mani della compagnia;
  • si prevede la cancellazione dei diritto dei Gestori, in quanto titolari della licenza UTF, ad ottenere le autorizzazioni per la somministrazione;
  • si obbligano i Gestori a comunicare i prezzi praticati, settimanalmente, al Ministero, sopportando le eventuali sanzioni che dovessero essere elevate per la mancata corrispondenza fra quanto comunicato e quanto dichiarato;
  • si azzerano le normative regionali che hanno previsto l’introduzione dei carburanti “ecologici” per la realizzazione di nuovi impianti;
  • si affida all’Antitrust il compito di “vigilanza” sulle Leggi Regionali.

Tutto ciò in nome della libertà di impresa ed invocando l’articolo 117 della Costituzione che regola la materia della concorrenza.

La sintesi di tali accelerazioni - quella delle compagnie e dei retisti e quella del Ministero - apparentemente diverse ma concomitanti per la negatività degli effetti, rischiano di condannare l’intera categoria all’obsolescenza, ad una stagione di diritti negati, ad una residualità economica e finanche ad un’incertezza sulla continuazione dei rapporti contrattuali in un clima di fattiva e costruttiva  collaborazione o, almeno, di corrette relazioni tra le parti.

Non è un caso, infatti, che mentre si continuano a scaricare tanto da parte di compagnie e retisti, quanto da parte del Governo sui Gestori oneri e costi che non trovano giustificazione (dall’aumento delle “tasse camerali” alla metrologia, dagli sconti a clausole commerciali vessatorie ed all’elusione delle corrette pratiche contrattuali), vi è un incessante sovrapporsi di iniziative che hanno come bersaglio terminale, nell’indifferenza pressoché totale, soltanto la nostra Categoria.

Quanto al rispetto del “protocollo Scajola” sulla trasformazione strutturale della “deduzione forfetaria dal reddito d’impresa” (cosiddetto “bonus”), va sottolineata la specifica ulteriore inadempienza: un’inadempienza, di importanza assolutamente vitale per il futuro delle piccole imprese del settore, che, al momento, non c’è alcuna certezza venga colmata (come del resto già accaduto in passato) dai provvedimenti in corso di adozione da parte del Ministro Tremonti e richiesti ripetutamente dalle  tre Organizzazioni di Categoria.

Di fronte a tale situazione gli spazi negoziali a disposizione della Categoria sono  ridotti al limite: per questo i Gruppi dirigenti ritengono indispensabile una mobilitazione straordinaria che faccia comprendere a compagnie petrolifere, operatori vecchi e nuovi del settore, Governo e Parlamento, la straordinarietà della situazione.

Una condizione giustificata in nome di un mercato - formalmente libero, ma in realtà portatore di gravi limitazioni e discriminazioni -, che ha come risultato quello della totale destabilizzazione del comparto, con rischi di non ritorno per la nostra Categoria che, una volta espulsa dal processo di distribuzione o messa ai margini dalle scelte effettuate dai titolari degli impianti, rischia di non rientrare più nei piani futuri di riassetto del settore ovvero di rientrarvi in posizione del tutto depotenziata e residuale.

Senza alcuna stabilizzazione delle dinamiche contrattuali e normative oggi sotto veemente attacco concentrico, la Categoria torna esattamente 40 anni indietro. A quel 1970, anno nel quale la straordinaria partecipazione dei Gestori, conquistò alla Categoria più forza, più dignità, più diritti.

Alla fine di lungo ed articolato dibattito i Gruppi dirigenti, all’unanimità, hanno scelto di anticipare la data dello sciopero di ottobre ed assumere, nel brevissimo periodo, alcune iniziative regionali e nazionali.

Su quelle regionali i gruppi dirigenti territoriali si attiveranno, unitariamente, fin dai prossimi giorni nei confronti di Regioni, forze politiche, Prefetture, parti sociali, ecc.; quelle nazionali consistono nella sospensione, a partire dal 1 agosto e fino a tutto il 30 settembre, degli effetti della parte degli accordi sottoscritti con le compagnie che regola il “prezzo massimo”.

Quindi dal prossimo 1° Agosto i Gestori eserciteranno liberamente ed in relazione alle singole situazioni gestionali la facoltà loro concessa dalla normativa europea in materia di fissazione dei prezzi,  nonché la responsabilità economica, civilistica e di impresa, di tendere all’equilibrio dei proprio bilanci, compromessi dal mancato adeguamento dei margini da parte delle compagnie e dei retisti e dall’adesione forzosa a sconti al pubblico.

Nel quadro delle iniziative nazionali, i Gruppi dirigenti hanno convocato a Roma, per Mercoledì 8 settembre una riunione delle strutture nazionali allargate ai responsabili territoriali con contemporanea manifestazione, in preparazione della chiusura degli impianti che viene anticipata, stante l’accelerazione impressa alla situazione, al 15, 16 e 17 Settembre.

Roma, 21 luglio 2010

Commenti (17)
  • Moreno Parin  - domandina...

    è un refuso o si sono persi per strada l'Eni?
    Nel documento non si trovano le
    scritte Eni o Agip quindi non si pensa più di disdire l'accordo Eni e carinerie
    del genere, e adesso tutti ad aumentare il prezzo dei carburanti che GDO e
    bianchi ringrazieranno... ah no, no, perchè siccome i gestori non aumenteranno
    il prezzo sarà colpa loro se la cosa non funzionerà.

  • Giampiero  - x Moreno

    scusa, ma se mai dovesse andar in porto questo scellerato disegno di legge
    vedrai che scempio tra i gestori. Anzi, leggila come una provocazione da
    benzinaio, quelli eni forse saranno quelli che si trovano in posizione di
    vantaggio rispetti gli altri e gli ultimi a subirlo. O almeno credo............

  • Moreno Parin  - x Giampiero

    Non pensi che l'aver lasciato fuori l'Eni dal comunicato e dalla protesta sia il
    frutto di un compromesso finalizzato alla unitarità? Con tutto quello che si è
    detto sull'Eni in questi giorni con minacce di battaglia campali ritrovarsi on
    questo documento vuol dire che oramai si sono arresi con tutto quello che ne
    consegue. E poi si può sapere che modifiche hanno proposto a Saglia? perchè lo
    sanno tutti che il documento è una bozza.

  • Anonimo  - fare proposte sensate

    perchè non chiedere che il prezzo del carburante sia fatto franco deposito ? e
    lasciare alle gestioni o ai gruppi di acquisto o alle compagnie di fare il
    prezzo partendo da quello franco deposito ? In tale maniera sia i privati che i
    gestori di marchio partirebbero a armi pari e il controllo del prezzo da parte
    degli organi preposti sarebbe alla fonte

  • Gestore ip

    Ragazzi e inutile fare sciopero se hanno deciso che il disegno legge deve essere
    approvato verra fatto e basta. Fino a che punto contano i sindacati se
    petrolieri e governo mangiano insieme?

  • benzinaio banchiere

    l'ho detto anche altre volte: paghiamole noi le tasse quando le risquotiamo dai
    clienti, basta fare da banca alle compagnie ed allo stato!
    politica dei
    prezzi? vorrei sapere chi lo fa, in eni l'altra volta era riuscito solo perchè
    c'era il calo di prezzo e, se l'agente chiedeva per quale motivo c'era il prezzo
    oltre al consigliato, tutti i gestori si vergognavano e dicendo che era colpa
    che non avevano finito la giacenza come da contratto.

  • Gestore tarantino

    Lo sciopero va proclamato per ferragosto!! mi dispiace per l'esodo estivo, ma
    qui si parla di futuro di una categoria!!!

  • Giampiero  - x Moreno

    Questo è il momento di cercare la massima unità sindacale possibile, non è
    solo un problema che riguarda i gestori Eni, lo è per tutti. Non si può
    pensare che il gestore si debba far carico di oneri e balzelli solo per far
    cassa ad altri, debba essere oggetto di contìnue vessazioni da parte di
    chiunque oltre accettare passivamente che protocolli di intesa siglati da un
    ministro della Repubblica valgano carta straccia. Per quanto riguarda le
    proposte perchè trascurare quelle presentate in data 15/01/2008 "Scenari
    alternativi e nuovi medelli per la rete" sono pur sempre "idee e spunti
    per la riflessione". Quello che non può sfuggire è che l'attuale governo,
    a nome del massimo esponente, ha dichiarato che nessuno in Italia perderà il
    proprio posto di lavoro. Non mi pare che ciò può essere percepito leggendo
    quella che definisci una "bozza", anzi le conseguenze paiono assai
    nefaste per la nostra categoria. Evidentemente per il Sig. Saglia ed il gruppo
    di lavoro che ruota intorno a quel ministero la ragionevolezza non è materia
    di studio comune.

  • Moreno Parin  - x Giampiero

    la massima unità sindacale possibile ha lasciato fuori l'Eni che è il
    "Market Leader" ovvero colui che condiziona il mercato, e scusami se è
    poco, mettici che si è volatizzato "l'affare Landi" e il pateracchio è
    fatto. Hai perfettamente ragione quando dici che non si può accettare che un
    protocollo siglato con un ministro diventi "carta straccia" ma non siamo
    forse stati noi, noi sindacati, a permettere alle compagnie petrolifere di fare
    carta straccia di accordi importantissimi, luglio 1997, luglio 1998 e la legge
    32/1998? Non sono forse diventati carta straccia nel momento in cui abbiamo
    firmato gli accordi "altamente innovativi" dal 2002 in avanti? Certo che
    quanto ipotizzato nel Workshop del gennaio 2008 andrebbe messo nero su bianco
    come proposta a Saglia, ma ti vorrei evidenziare questo passaggio relativo alle
    autostrade: "prevedere la creazione di isole di rifornimento carburanti self
    service pre pay (fast pay), sempre affidate all’attività del Gestore oil, che
    consentano di praticare un ulteriore livello di “prezzo scontato""
    Serve altro?

  • Paolo  - ma che ve ne frega delle compagnie?

    Buongiorno a tutti gestisco un impianto q8 in puglia e dai prezzi di acquisto mi
    carico 9 centesimi per me. l'impianto lavora ragazzi fatevi furbi;

  • fw14  - dopo 6 anni

    dopo 6 anni di sopprusi la montagna ha partorito il topolino.
    rattrappito
    striminzito e anoressico.
    in perfetto stile italia, nessuno si
    dimette anzi ,
    ci si irrigidisce a causa di discriminazioni.
    Cocchi e' una vita che sono
    discriminato

  • freschello

    Forse qua non si è capito che la rappresentanza sindacale
    HA FALLITO in questi
    anni tutta la politica sindacale attuata in difesa di questa categoria.
    Parin ha
    ragione che non si cita ENI perche il veto posto da squeri esiste eccome
    pena
    l'unità del comunicato.
    Non faccio di tutta l'erba un fascio e non entro in
    merito al lavoro svolto in questi anni da alcuni esponenti
    che hanno tutta la
    mia piu grande stima ma anch'essi sanno che da soli non
    si va da nessuna
    parte.
    FAIB si accorge adesso dello scempio con la minaccia del rigetto
    all'accordo
    la questione landi colpito di persona ha fatto alzare la voce e
    tremare le gambe a chi non
    dovrebbe farlo in rappresentanza della categoria,
    non è da ieri che landi è circondato
    da dirigenti faib gia piegati al volere
    delle compagnie.
    FIGISC resta a braccetto con eni perche gli interessi del
    massimo esponente sono troppo alti
    senza considerare la posizione politica dello
    stesso chiara e precisa nella linea governativa
    i sottoposti accettano tutto per
    l'amor di portafoglio personale vedi chi ha gia firmato
    per il -10 parliamo di
    rappresentanti nazionali e non dei poveri piccoli rappresentanti di
    quartiere
    che si adattano per il cattivo esempio.
    FEGICA aveva previsto tutto in
    anticipo ma è stata relegata in un angolo, non dimentichiamo
    le stoccate
    tramite i figisc news dove si accusava la fegica di non aver capito.
    Adesso si
    richiede ai gestori di lasciare il prezzo massimo quando voi stessi non potete
    farlo
    pena la disdetta di tutti i pricing che state a piangere quando non li
    avete o sotto minaccia di esclusione
    landi ne fa da esempio con il suo
    piagnisteo, oppure quando il FAMOSO extrafattura è stato messo
    in ballo con la
    sua traballanza è siete stati rimessi in riga piegati al privilegio.
    Sappiamo
    benissimo che il superamento del prezzo massimo è fallito prima di iniziare e
    lo sapete anche voi
    pronti a dare colpa ai gestori,
    gestori che hanno la loro
    piu grande colpa di non avere la forza
    di mandare a casa questi
    rappresentanti
    questi generali di armata dove l'esercito non ha piu voglia di
    combattere
    al comando di chi è stato troppo tempo a banchettare con il nemico.

  • Hardstone  - Le sirene dell'ENI

    Tanto sono d'accordo con la tua analisi, che te la giro in questo modo.
    Uno dei due nocchieri della sconquassata
    navicella dell’accordo sindacale con ENI del 28/07/09, ha sostanzialmente
    ammesso “coram populo”, che l’essersi avventurati sprovvedutamente oltre
    le colonne d’Ercole dell’oceano oscuro, infausto dominio ENI, ha significato
    soltanto essersi lasciati obnubilare da sirene infingarde e mentitrici, che
    fraudolentemente promettono ogni bene a coloro che vogliono farsi
    corrompere.
    Eppure la fama e l’esperienza hanno ben insegnato quanto
    perigliose sono quelle acque, quanto insidiosi sono gli scogli delle
    sirENI!
    Orbene, uno dei due nocchieri ha disvelato l’inganno e ne ha dato
    contezza; ma L’ALTRO!!!, quello con la dedizione al vaticinio – non a lui
    richiesto – dei prezzi petroliferi?
    L’altro cosa aspetta, finché il tempo
    gliene corre, a fare pubblica ammenda, ad ammettere il suo fallo, che tante
    sciagure indusse e tante ne indurrà, se rimedio non vi si pone?
    Eppure la
    rabbia della ciurma, attaccata agli ultimi legni del naviglio disfatto dalla
    tempesta, grida l’inganno subito, e diventa un fragore assordante.

  • Giampiero  - x Moreno

    Quello presentato nel gennaio 2008 sono ""idee e spunti per la
    riflessione", non ho detto di poterlo condividere per intero. Magari si
    prendessero come riferimento gli accordi del 29 luglio 1997 e quello del luglio
    1998, ma allora si parlava sia della trattativa diretta che di quella
    articolata, altri tempi ed altro contesto politico-sindacale che non penso oggi
    si possano riproporre. La proposta di Bersani mi pare interessante, peccato che
    quando era il ministro della razionalizzazione, lo stesso delle
    “lenzuolate”, non ci aveva mai pensato.

  • Moreno Parin  - x Giampiero

    Quegli accordi li abbiamo stracciati noi sindacati, scrivo noi perchè allora
    facevo parte della Figisc e anche se ho contestato alla morte gli accordi
    innovativi portavo tale marchietto. A Bresani avete fatto una guerra senza
    quartiere e senza alcuna contro proposta e adesso raccogliete i frutti di quanto
    avete seminato in questi anni, e poi il matto, il disgraziato rovinagestori era
    Parin? E la ciliegina è che si contesta quanto proposto un paio di anni fa!

  • Ajace  - LA COLPA E' SEMPRE DEGLI ALTRI

    Cari colleghi,
    forse bisognerebbe avere il gusto di guardare un po' al di là
    del proprio naso.
    Io penso che la risposta trovata -quella di aumentare il
    prezzo al pubblico- sia un primo interessante passo.
    Le battaglie si vincono
    con il contributo di tutti perchè nessuno ha la bacchetta magica con la quale
    risolve tutti i problemi.
    O noi gestori ci rendiamo conto di questo o non
    possiamo immaginare che la responsabilità sia solo del sindacato. Diventa
    troppo comodo scaricare sempre le colpe sugli altri.
    Il prezzo è uno strumento
    da usare con attenzione ma uno struimento efficace: il doppio del margine
    compenserebbe la metà dei litri. Se invece pensiamo di rincorrere, al ribasso,
    la GDO, allora siamo perdenti. Se sfiliamo dalle manoi delle compagnie il prezzo
    ve lo immaginate quali azioni di maketing potranno fare?
    La scelta del
    sindacato mi sembra quindi opportuna ed anche se nel documento unitario non c'è
    espressamente scritto eni o agip chi volesse lo troverebbe nell'evidenza che è
    stata data al prezzo personalizzato o all'iperself.
    Se ci fosse scritto
    direttamente cambierebbe qualcosa? Tutti sappiamo perchè non c'è scritto in
    maniera evidente ma dobbiamo imparare a guardare la sostanza.
    Io sono
    soddisfatto perchè mi sembra che si sia fatto un passo nin avanti. Timido ma in
    avanti. Ora dobbiamo tutti noi, querli che hanno criticato ed inveito un anno fa
    contro l'accordo eni -ed io tra questi- e anche tutti quelli che non si erano
    accorti del baratro che si apriva davanti ai gestori, rimboccarci le
    maniche.
    Dall'esito di questa iniziativa dipende una larga parte del futuro di
    questa categoria. C'è un tempo -come dicve la bibbia- per piangere ed un tenpo
    per essere lieti. Ed io vorrei cointinuare a fare questo mestiere, come mio
    padre, a testa alta. per questo chiedo ai colleghi di serrare le fila, avere il
    coraggio di mettere da parte le differenze e lottare tutti insieme. Il nostro
    primo dovere è salvarci -e salvare anche quei colleghi che sono meno attrezzati
    a comprendere i fenomeni che si determinano fuori dal singolo impianto-, poi
    verrà il tempo di discutere e tornare, se sarà il caso a dividerci.
    Dividerci
    ora o insistere sulle distinzioni mi sembra veramente incomprensibile anche
    perchè domani ciascuno di noi porterà la responsabilità di aver contribuito
    con il suo disimpegno ed il suo atteggiamento un po' snob a distruggere quello
    che si poteva, tutti insieme, salvare.
    Dobbiao almeno provarci e meglio se con
    il sindacato.

  • Moreno Parin  - x Ajace

    Il futuro lo hai sempre deciso nel passato...

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