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Gisc_Veneto: Si alle proposte, No allo sciopero

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Non aderiscono alla protesta i benzinai della Gisc_Veneto, il dialogo con il governo è l’unica via d’uscita per una categoria in balia dello strapotere delle sette sorelle.

In questi giorni le Federazioni Nazionali dei benzinai, Faib, Fegica e Figisc, stanno intensificando i preparativi per lo sciopero nazionale di categoria del 15,16 e 17 settembre, tra le varie motivazioni che hanno portato le OO.SS. a tale decisione le più importanti sono il Disegno di Legge  sulla Concorrenza predisposto dal Sottosegretario Saglia, la mancata applicazione dell’accordo Scajola del 2008 e il comportamento delle compagnie petrolifere che da una parte scaricano sempre più nuovi oneri sui gestori e dall’altra sono indifferenti alla mortale concorrenza delle “pompe bianche”.

Per un gestore disattento e disinformato sono tutte motivazioni apparentemente degne di una protesta, ma se appena appena si soffia dalla polvere sollevata emergono delle fortissime contraddizioni tra i motivi della protesta e i comportamenti reali sin qui tenuti dalle OO.SS nazionali, a cominciare dagli accordi, anche recentissimi, sottoscritti con le compagnie petrolifere.

Come si può protestare e scioperare contro le società petrolifere perché fanno pagare le campagne promozionali e gli sconti ai gestori quando le OO.SS. stesse con gli ultimi accordi hanno avvallato tali comportamenti? Si lamentano delle normative sui cali ma con i petrolieri hanno concordato macchinose e farraginose procedure per il rimborso dei cali ovvero la restituzione del maltolto? E appena un anno fa sempre le OO.SS. hanno pomposamente siglato l’accordo Eni, accordo che prevede la cacciata del gestore per colpe che non potrà mai avere! Ma soprattutto mai hanno inserito la clausola della concorrenza negli accordi siglati da dieci anni a questa parte.

Certo può anche essere che l’ex ministro Scajola non abbia mantenuto le promesse, ma che promesse erano? Quella della revisione delle norme sui cali fisici che erano, e sono tutt’ora, già sufficientemente chiare: è più che sufficiente applicare correttamente la normativa esistente! Quella sul cosiddetto “Bonus fiscale”? premesso che per il 2010 è ancora presente e per il prossimo non manca il tempo per riproporlo, ma perché si continua col mendicare soldi dal governo, soldi che invece ci devono garantire le compagnie petrolifere, perché si continua a chiedere un contributo che ti taglia pesantemente la futura pensione? Insistere con un Bonus di cui si avvantaggiano anche i nostri più temibili concorrenti quali pompe bianche e GDO! Certo c’è anche un problema sicurezza ma non riguarda solo i gestori e va risolto per tutte le categorie a rischio, tabaccai, orafi, ecc. Le “riserve indiane” creano solo ghetti.

Infine il DDL Concorrenza predisposto da Saglia, causa scatenante della protesta, tra vari aggiustamenti per il settore dei carburanti ve ne è uno di fondamentale importanza per le gestioni: la previsione di nuove tipologie contrattuali tra gestori e compagnie petrolifere che siano più moderne e adatte alle mutate condizioni di mercato, certo per il momento è una affermazione di principio da riempire di contenuti, ed è proprio su questo che le federazioni dimostrano di fare uno sciopero politico per nascondere le loro incapacità nei confronti delle compagnie petrolifere: su questa apertura al nuovo, alle pressanti richieste di proposte di modifica fatte dal sottosegretario, alla richiesta di presentare progetti contrattuali hanno risposto con la proclamazione di uno sciopero, hanno speso tempo e inchiostro contro il DDL senza aver presentato una sola virgola di proposta, solo un NO! secco fine a se stesso!

Prioritario per noi è “approfittare” del DDL Concorrenza per la possibilità di modificare i rapporti contrattuali in senso positivo per i gestori, fermo restando che non è più possibile immaginare una rete carburanti sovradimensionata qual è quella attuale, un “sacrificio remunerato” di pochi a fronte di un futuro migliore di tanti, ecco l’opportunità offerta da Saglia, opportunità alla quale la Gisc_Veneto ha già dato un contributo di osservazioni e proposte, non possiamo perdere l’opportunità della sponda governativa, noi non chiudiamo la porta in faccia al futuro, e sicuramente tantomeno chiuderemo gli impianti.

Commenti (5)
  • hellman

    Parole sacrosante...Bravo Parin!

  • Gestore Tarantino  - Giusto..

    non sempre mi trovo d'accordo con Parin, ma questa volta ha ragione. Lo sciopero è qualcosa di vecchio, non facciamo paura a nessuno restando chiusi. Come ho detto nell'articolo precedente, scioperare insieme a faib e figisc dopo che hanno aperto le porte all'accordo eni è proprio improponibile

  • fabio

    il solito paradosso sindacale per dimostrare ke hanno (i sindacati) ancora credibilità.
    Prima accettano un accordo ,da + parti proclamato assurdo e poi organizzano lo sciopero.
    Basta con gli sciopero, o prezzo massimo non serve a nn.
    Volete dimostrare di esistere e di fare gli interessi della categoria?
    Allora abbiate il coraggio di cambiare strategia e di organizzare scioperi di colore,ma probabilmente seguire questa strada .......LO SAPETE BENISSIMO:::::::::::::::: ..................................

  • Giampiero  - Bravi tutti,

    mentre alcuni, a torto o ragione, utilizzano tale strumento (che in altre situazioni qualcosa ha ottenuto) di "lotta" per difendersi da un DDL assolutamente indigeribile, altri si lavano la coscenza pur di vendicchiare qualche litro (a favore delle compagnie) con fiumi di accuse verso gli interlocutori sbagliati. Complimenti.........., ma sono cose che ho già avuto occasione di sentire e che evidentemente fanno parte del gioco al massacro che nella ricerìca continua del disunire a prescindere qualcuno trova soddisfazione personale.

  • claudio  - siamo in troppi

    i consumi di carburante sono notevolmente diminuiti per tutti colore o pompe bianche, la torta da dividere e sempre piu piccola, e i rivenditori aumentano. morale : senza un prezzo imposto dalle compagnie petrolifere moriremo dalla fame lavorando.

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