IN ASSENZA DI UNA VERA LIBERALIZZAZIONE, LA DIFFERENZA DALL’EUROPA RIMANE TRA 4 E 5 CENT
In questi anni il Sottosegretario Saglia ha abituato tutti ad annunci improvvidi, immancabilmente smentiti dai fatti, ma questa volta si rasenta il ridicolo, visto che la sconfessione arriva -praticamente in tempo reale- dall’interno dello stesso Governo di cui dovrebbe rappresentare la posizione.
L’esultanza -si legge in una nota del Coordinamento Nazionale Unitario di Faib e Fegica- per una pretesa riduzione del divario tra i prezzi dei carburanti in Italia verso il resto d’Europa è fuori luogo e immotivata, oltreché capace di indurre pubblica opinione e consumatori a farsi un’idea di quanto avviene falsa e mistificata.Secondo i dati pubblicati proprio sul sito del Ministero dello sviluppo economico (http://www.sviluppoeconomico.gov), infatti, il cosiddetto “stacco Italia” per la benzina super era pari a 4,6 centesimi all’inizio dell’anno ed è pari a 4,7 centesimi (+0,1) con la rilevazione del 17 di ottobre.
Stesso discorso vale per lo “stacco” sul gasolio che passa dai 3,3 ai 3,8 centesimi (+0,5) attuali.
Serietà vorrebbe -quella serietà che dovrebbe andare di pari passo con i ruoli di responsabilità assunti, specie se pubblici ed istituzionali- che quella riduzione di cui tenta di assumere il merito il Sottosegretario Saglia, fosse rappresentata come il risultato di un aumento precedente ed inusitato dello “stacco” verso l’Europa, peraltro registrato anche dall’ultima riunione della Commissione ministeriale prezzi.
Appena il 26 settembre scorso -sempre secondo i dati resi pubblici dal Mise- il gap che ci divide dalla media degli altri Paesi europei aveva raggiunto il livello record di 5,1 cent (+1,8) per il gasolio, mentre quello per la benzina toccava addirittura i 6 centesimi (+1,4).
Una situazione che, se da una parte può apparire come la prova manifesta per quanti contestano la famigerata “doppia velocità” di adeguamento dei prezzi dei petrolieri italiani, dall’altra risulta essere incontestabilmente il frutto di un sistema di mercato ancora non pienamente liberalizzato e sotto il rigido controllo di pochi potenti soggetti.
Proprio da quest’altro punto di vista poi, il Sottosegretario Saglia con la medesima dichiarazione incorre in un nuovo e plateale scivolone.
Quelle proposte di riforma -costituzione di un mercato all’ingrosso competitivo e trasparente dei carburanti; separazione delle reti (unbundling); fine dell’obbligatorietà delle forniture in esclusiva; divieto ai cartelli ingannevoli sugli sconti- che Saglia rigetta come “non aver riscontro in nessun altro Paese europeo” e che attribuisce dell’opposizione e che costituiscono gli elementi centrali del progetto “Libera la benzina!” promosso dal Coordinamento Nazionale Unitario di Faib e Fegica, hanno trovato una loro collocazione persino nella prima bozza di decreto sviluppo (art.48) di cui la stampa ha dato ampio conto e rilievo.
Se il Sottosegretario Saglia -conclude la nota del Coordinamento Nazionale Unitario di Faib e Fegica che, come è noto, ha proclamato 15 giorni di sciopero anche per sostenere la liberalizzazione del settore ed il contenimento dei prezzi- volesse sostenere di non saperne niente o, peggio, che il decreto sviluppo sia frutto dell’estensione di pericolosi esponenti dell’opposizione, sarebbe davvero troppo. Pure per lui.
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2011-10-22 08:13:13 | Carmen
Sono stanca di sentire str................... il vero fatto è che il carburante aumenta sempre di più e aprono distributori a più non posso alla faccia della vecchia ristrutturazione che mise con le spalle al muro molti gestori.........perchè gli impianti erano troppi allora e adesso ?
Se sono troppi e bisogna ridurli perchè continuano ad aprire impianti?
E oltetutto in zone già sature?
Allora è proprio il caso di dire ANDATE A LAVORARE, perchè il lavoro non sapete nemmeno dove sta di casa......................
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2011-10-22 09:07:57 | Lavoratore
Ma secondo te perchè aprono cosi tanti impianti??? Ti rispondo io tranqui. Aprono impianti perchè alcuni imprenditori (che poi magari sono ex o ancora funzionari di compagnie petrolifere) sanno che con le pompe bianche e sopratutto con questa disparità di prezzi e di vendite riusciranno nel brevissimo a recuperare il corposo investimento.
Forse se magari lavoriamo meno e ci informiamo di più certe cose non dovrebbero nemmeno essere ripetute.Un lavoratore..
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2011-10-22 10:19:48 | Anonimo
il vero problema è che alle pompe banche extrarete vende gasolio a 1,30 a noi la rete vende a 1,460, loro rivendono a 1,4 noi a 1,496 loro guadagnano 10 centesimi noi 3,6 il problema è tutto li fateci acquistare anche a noi a 1,30 poi se ne ridiscute
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2011-10-24 15:27:02 | Anonimo
provate anche a pagare l'affitto e le manutenzioni che poi alla fine dell'anno i conti non saranno così brillanti come dici
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2011-10-22 11:17:23 | Gestore shell
Pensa che qualcuno vende il gasolio a 1,567 e la benzina a 1,672
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2011-10-22 11:35:44 | Franco
Le aziende petrolifere accollano alla sola rete tutti gli oneri di distribuzione. Vendono all'extrarete a quei prezzi perchè gli oneri per raffinare e distribuire quel prodotto sono a carico della rete e dei gestori che sono il miglior lavoratore precario al momento nel mondo del lavoro.
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2011-10-22 14:54:07 | Moreno Parin - per Franco
Mi sembra di sentire le parole di Squeri, perchè credi alla barzelletta che gli oneri di raffinazione e distribuzione sono solo a carico della rete?
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2011-10-22 20:12:59 | Franco
Magari non proprio solo. Certonoi li abbiamo. Ma davvero squeri potrebbe aver detto una cosa così sensata??
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2011-10-24 09:47:22 | Giovanni - ma quale mercato all'ingrosso?
Colleghi il mercato dei carburanti viene gestito a LIVELLO MONDIALE dalle sette sorelle e dall' OPEC cosa dovrebbero fare i governanti di un paese emarginato a livello internazionale come l' ITALIETTA? Invece di fare battaglie già perse dall' inzio (mercato all'ingrosso, unbunding ecc.) mettete mano ai listini e dal prezzo di cessione ci caricate 10 cent come faccio io non fate gli schiavi delle compagnie e dello stato che ci ricava 0,70 cent al litro.
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Saglia prendi pala e piccone vai a lavorare. Già che ci sei portati pure Squeri.