di Alessandro Zavalloni
Ci risiamo.
La tentazione impellente di offrire ad un mondo ritenuto largamente distratto e inconsapevole, quale sia la (giusta) rotta per il Progresso, la Modernità e lo Sviluppo -in una parola, l’Evoluzione- riemerge periodicamente così forte da non poter essere contenuta da un minimo di riflessione più paziente ed attenta.



È previsto per domani l’incontro con la Presidenza dell’UNIONE Petrolifera richiesto dalle Organizzazioni di Categoria dei GeÂstori [si veda Figisc Anisa News N. 14 del 22 aprile 2013] «al fine di mettere sul tappeto, senza alcun velo, le problemaÂtiche che da almeno quattro anni rapÂpresentano un ostacolo al fluire di un chiaro sistema di relazioni industriali».
Poco più di un mese fa, l’ENI, coprendosi con motivazione tanto tendenziosa quanto indimostrata secondo cui «da verifiche effettuate dall’azienda si è evidenziato come solo una parte dei cali denunciati dai gestori dei punti vendita a marchio eni/Agip sottoposti a verifica sia attribuibile a fenomeni termici», comunicava alle Organizzazioni di Categoria la formale ed unilaterale disdetta dell’accordo sui cali, risalente al 14.11.2005 [si veda FIGISC ANISA NEWS N. 10 del 19. 03.2013].
Quello dell’obbligo della comunicazioÂne dei prezzi è un «pastrocchio», anÂche da un punto di vista del suo iter parlamentare, che risale al 2009.

