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Controdistribuzione edizione FLASH n. 19 - 28 Luglio 2010

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DAL 1 ° AGOSTO, PREZZI SENZA 'TETTO MASSIMO"

MEGLIO VENDERE LA META E GUADAGNARE IL DOPPIO

Una grande occasione per i Gestori per dare risposta ai propri problemi economici ed affidare ad una iniziativa sindacale collettiva un esplicito segnale politico per compagnie petrolifere e retisti indipendenti.

Per la normativa Europea, il prezzo al pubblico dei carburanti é, oggi, uno "strumento" nelle mani del Gestore. Uno strumento delicato che va usato con molta attenzione e con grande discernimento perché conservi la sua efficacia da un punto di vista economico e, soprattutto, politico. Come alcuni (non molti) Gestori ricorderanno, gli accordi sottoscritti con l'industria petrolifera a partire dal 2002 hanno introdotto -in applicazione del Regolamento comunitario 2790/99- il concetto di "prezzo massimo invalicabile" ma, nello stesso tempo, precisavano che ogni eventuale politica di "pricing" fosse a totale carico della compagnia: in sostanza il margine del Gestore non poteva essere ridotto. Tutti gli accordi contengono, più o meno esplicitamente, questa clausola perché, come recita la norma, il prezzo raccomandato non può corrispondere ad un prezzo imposto a seguito di incentivi concessi perché venga praticato. Rispetto a questa problematica, l'Antitrust italiana é stata, forse, un po' strabica: prima ha risposto in maniera sibillina alla denuncia fatta dalle Organizzazioni di Categoria dei Gestori relativamente ai 600 impianti sui quali Eni aveva preteso -carte alla mano- che il prezzo da praticare fosse quello "imposto" dall'Azienda; poi ha accettato che fossero realizzate comunicazioni su prezzi e sconti che, in altra epoca, avrebbe sanzionato come ingannevoli. A cominciare dalle comunicazioni che reclamizzano iperself e similari. Nel corso degli ultimi anni le compagnie, tutte le compagnie, hanno sostanzialmente disatteso quegli impegni, ribaltando al Gestore "partecipazioni" agli sconti ed oneri diversi che, contrattualmente, avrebbero dovuto sostenere direttamente per ingaggiare una concorrenza "fra marchi", senza coinvolgere i margini dei Gestori.

Le formule adottate per ottenere la partecipazione "spontanea" dei Gestori, invece, sono state le più ipocrite e vanno dalla presunta difesa "contro le aggressioni dei competitor" (anche per il market leader), all'accaparramento di maggiori quote di mercato (e di efficienza). E cosi via. Il tutto corroborato da un selva di "cartelli" che, anziché favorire la conoscenza, hanno finito per creare una grande confusione e un sistema di prezzi sostanzialmente incomprensibile. Soprattutto ai consumatori. Qualcuno sostiene che é tutta colpa dell'AGCM che ha proibito che i listini fossero noti, inviati al Ministero e redatti su base provinciale, per impedire il "cartello" dei petrolieri. Una posizione legittima, ma che dimostra quanto sia fragile l'alibi dietro il quale l'industria petrolifera tenta di nascondere, ancora una volta, le sue responsabilità. Nessuno che abbia un minimo di razionalità, infatti, può ritenere che sia sufficiente una "prescrizione" di questo tipo per impedire la nascita di un sistema di "osservazione" sull'andamento del prezzo sulla rete, diffuso capillarmente nel territorio: la verità é che nelle pieghe di tali pretese e presunte prescrizioni, le compagnie petrolifere, grazie all'esclusiva imposta ai Gestori, continuano a praticare prezzi differenti nello stesso stadio distributivo e nello stesso bacino di utenza. Una situazione che, se non sapremo invertire la tendenza, finirà per trascinare nel baratro i Gestori.

Di fronte a questo scenario preoccupante la Politica é stata miope e distratta, preoccupata più di "baloccarsi" -anche mediaticamente- con le panzane dei consumatori e con le proiezioni sullo "scarto Italia", piuttosto che assumere, coraggiosamente, decisioni di riforma del settore secondo parametri oggettivi, non clientelari e, sopratutto, condivisi (che, lo ricordiamo, non é una brutta parola). Questa nuova "epoca storica" ha preso avvio con l'ennesima istruttoria aperta dall'Antitrust, nel 2007, nei confronti delle compagnie petrolifere accusate "di fare cartello", attraverso la notizia data al Ministero e alla stampa la sera prima della modifica dei listini.

Una istruttoria palesemente fragile é stata scambiata a forza dalle compagnie petrolifere per un "giudizio divino". Meglio chiedere clemenza. Meglio assumere impegni come iperself, con il segreto (ma chiaro) convincimento che gli oneri sarebbero stati scaricati sui Gestori, come poi é avvenuto. E l'Antitrust, in nome degli impegni, ha preferito "modificare il proprio orientamento" sulla "pubblicità ingannevole", e "distrarsi" sull'"abuso di posizione dominante", ignorando l'evidenza del doppio mercato che esclude il Gestore da qualsiasi possibilità di competere.

L'arrendevolezza dell'industria petrolifere verso tutto il "mondo" (politica, antitrust, consumatori, stampa, opinione pubblica), ha costretto (e "autorizzato") le compagnie ha spingere sul pedale dell'acceleratore degli sconti presentando il conto ai Gestori. Ma anche a correre per tentare di accaparrarsi costosissimi contratti di convenzionamento o affitto di ramo d'azienda con restisti indipendenti, i quali, in queste circostanze, mettono in tasca fino a 100 euro per ogni 1000 litri, per conservare l'esposizione del marchio. Di fronte alla distruzione di quello che la nostra Categoria ha costruito in tutti questi anni, occorre una risposta forte e coesa che lasci sullo sfondo le differenze di analisi che pure non possono dirsi tutte superate. Avremo tempo. Oggi é necessario, vitale, cambiare passo: i Gestori devono considerare come loro veri nemici non i loro colleghi che espongono un altro marchio ma i litri: i traguardi quantitativi imposti dalle compagnie (e dai retisti) per raggiungere i quali sono costretti a rinunciare a buona parte dei loro margini. Meglio vendere la metà dei litri e guadagnare il doppio del margine, che vendere il doppio dei litri e guadagnare la meta del margine. Può sembrare un'affermazione ovvia, ma é esattamente come stanno le cose.

I Gestori smettano di guardare al feticcio del "litro", che ingrassa compagnie e retisti, e facciano più attenzione al margine unitario ed all'utile complessivo. Altro che sconto! Altro che Iperself! Ipersconto! mega sconto! happy hours! ed altre castronerie del genere. Dobbiamo smetterla di compiacere "l'aguzzino" che sta privando i Gestori del loro futuro.

Ecco perché le Organizzazioni di Categoria hanno scelto di dare, in vista dello sciopero di settembre, un messaggio politico chiaro ed inequivocabile ai signori delle compagnie e ai retisti: non ci faremo più ricattare con il prezzo pagando, sulla nostra pelle, una guerra che non abbiamo voluto. Senza controllo del prezzo -é ovvio- cade ogni politica commerciale di "catena" e, forse, torneranno a più miti consigli.

Nelle trincee di questa guerra vadano i "grandi manager" del settore, quelli che alla fine del mese incassano stipendi d'oro per "spiegartela", il più delle volte senza neanche sapere di che parlano. Quei dirigenti che hanno costretto una intera categoria di lavoratori (imprese solo quando fa' comodo) a credere che la loro vera missione é vendere qualche litro in più per la gloria del "capo" di turno. Magari agitando lo spettro della GDO o delle pompe bianche rifornite da loro stessi. Questa é l'idea che dobbiamo combattere e battere per mantenere un briciolo di speranza.

Riuscire a seguire, in maniera convinta, questa strada anche solo per qualche mese, potrà riuscire a far capire che l'arma del prezzo nelle mani dei petrolieri, da utilizzare come ricatto, é spuntata: un messaggio politico utile a far riflettere le compagnie e quei retisti schierati a difendere strenuamente i loro ricchi margini -inimmaginabili fino a solo a cinque anni fa'- che pretendono pure flessibilità nei contratti dei Gestori. Quando finalmente la nostra Categoria saprà dimostrare la propria indifferenza ai litri venduti, tutti cominceranno a comprendere che i Gestori hanno davvero iniziato a farsi i conti. Questo é il passaggio obbligato. Diversamente i Gestori continueranno ad essere nelle mani delle compagnie e dei retisti che potranno "strozzarli" a loro piacimento utilizzando i prezzi, violando sistematicamente accordi ed intese, obbligandoli a sottoscrivere i pezzi di carta più incredibili, sotto la "pressione" del prezzo più basso. In questo modo, non avremo alcuna speranza di futuro. La prova generale l'ha già avviata Eni con il prezzo "personalizzato" che divide ulteriormente la Categoria, crea un sistema "impermeabile" a qualsiasi comprensione (anche alla loro), si appropria dell'efficienza costata sacrifici al Gestore e rende indispensabile l'accettazione dei costi derivanti dal -10. Nella illusoria convinzione che serva a sopravvivere per poter mantenere quei litri da cui il Gestore, sulla scorta del contributo che deve pagare, non ha alcun utile. Alla nostra causa non servono eroi ma solo persone informate e coscienti che attuino, gomito a gomito, una iniziativa "sindacale" che consenta ad ogni singolo Gestore di "aggiustare" i suoi bilanci e di dire con orgoglio e dignità: io, insieme ai miei colleghi, mi batto per i miei diritti e quelli della mia famiglia. Una famiglia che sa capire i sacrifici e che, certamente sarà vicina a ciascuno nel momento delle decisioni importanti e della "lotta".

Se, invece di batterci, preferiremo "piagnucolare" e rifugiarci sotto le sottane della compagnia o del retista di turno, immaginando che non toccherà mai a noi (ma sempre a qualcun altro), allora vorrà dire che la Categoria si é arresa. Che non c'è più speranza. Che si é consumato il sogno che ha portato i Gestori ad essere, per una lunga, importante stagione, non più una sommatoria indistinta di individualità, ma una Categoria consapevole. Da qui inizia la parabola discendente fino alla sconfitta. E i vincitori, a chi si é arreso senza combattere (ma anche ai "collaborazionisti"), non hanno mai tributato l'onore delle armi. Roberto Di Vincenzo

Commenti (16)
  • Anonimo  - stabilite una %

    5 % in base al prezzo consigliato dalla compagnia, lascando a loro la FACOLTA' di rimanere nel mercato.

  • Gestore Tarantino  - Ancora una volta...

    Certo, ancora una volta "VIA IL PREZZO MAX". Se ti trovi vicino ad un
    distributore con prezzi bassi è ovvio che lavori di meno, ma comunque riesci ad andare avanti grazie ai clienti fissi, i quali, se il delta dei prezzi diventa un divario, non si presenteranno più. non è matematico il "lavora la metà e guadagna il doppio", caro Timpani, non è così!! aumentando i prezzi lavoreremo mooolto meno, anche a discapito di attività non-oil; successivamente, anche i clienti che non ritenevano conveniente spostarsi fino al centro commerciale comincieranno ad emigrare, e i litri non saranno la metà...saranno niente. solo quelli che consumeremo noi per andare da "lavoro-casa". non possiamo far ribaltare i problemi con le major sul
    consumatore. affrontiamo i problemi con chi ce li crea. anche perchè la situazione odierna è proprio deviata a causa del prezzo basso, automaticamente ci sono meno litri, e conseguentemente meno margini. RIPETO: AUMENTARE IL PREZZO SIGNIFICA SCAVARCI LA FOSSA VELOCEMENTE. I PROBLEMI VANNO AFFRONTATI CON CHI LI CREA: DOBBIAMO FERMARE LE CAMPAGNE A PREMI, I RID, I CANONI DI FITTO, L'ESCLUSIVA SULLA FORNITURA, BLOCCARE GLI ACQUISTI DA FORNITORI DEI FRANCHISORS E ALTRO ANCORA....
    SALUTI A TUTTI I COLLEGHI

  • Moreno Parin  - Vendere la metà

    Allora un gestore dal primo agosto dovrebbe aumentare il prezzo di 5 centesimi al litro in modo ma poter mantenere inalterato il guadagno anche se perde metà vendite, sicuramente la pompa bianca vicina ringrazierà e siccome non è stupida aumenterà il prezzo di un paio di centesimi tanto il differenziale con il gestore normale sarà sempre bello alto. Lo stesso faranno i vari centri commerciali e noi con il cerino in mano ad aspettare che la fiammella della nostra attività si spenga. Un consiglio: anticipiamo i tempi, soffiamo noi sulla fiammella e facciamola finita subito che almeno risparmiamo un po di costi fissi.

  • il porfessore Parin  - Il Prof. Parin

    Il preofessore Moreno Parin, dopo anni e anni passati ad insegnare ai vari " Righi, Bolognani,Bossi,Baduini,Bartolucci,Palmieri e molti altri" , di come si doveva vendere meno ma guadagnare di + , tanto la fine non era il litraggio ma il guadagno quello che contava per i proprio bilancio, oggi, che fa (...) pur di attaccare la triade, dice che non è cosi. Professore ci dica ma Lei, lo è o ci fà? Pensa veramente che i gestori imprenditori, come li chiamavate voi, sono cosi smemorati da non ricordare quello che voi predicavate e che oggi non vi va bene perchè dettato dalla triade???

  • alunno al Pre Offensore  - tempo sprecato

    ottimo questo ultimo intervento!!! il fatto è che è tempo sprecato ribattere
    al PRE OFFENSORE cioè a colui che sempre e solo prima offende i sindacati, ormai ha stufato basta ignorarlo. non sa fare di meglio lasciatelo che pre offenda che da insegnare ha niente

  • Moreno Parin  -  per l'alunno

    Come al solito il diritto di critica diventa offesa se critichi la tridae, brvo
    continua così.

  • Moreno Parin  -  All'anonimo con il mio nome

    Innanzitutto non offendere i colleghi nel dire che io ho passato anni ad insegnare ai vari ecc. perchè sono loro che mi hanno insegnato molto, Bossi a parte.
    Se poi vuoi buttare fumo neglio occhi dei gestori fai pure, anche se mi
    sembra che i commenti su questo sito non siano più cosi adulatori nei confronti della triade, certissimo che predicavo che si dovevano far quadrare i bilanci con la leva del prezzo, ma a quei tempi le 10 o 15 lire al litro le mettevamo un po tutti nel prezzo, poi sono arrivati gli accordi altamente innovativi e alè "ci siamo" bellamente autolimitati la possibilità di aumentarlo quel prezzo, possibilità che da qualche anno è diventata una chimera, tut pensi che se adesso io potessi aumentare di 5 centesimi al litro i carburanti non lo fare se fossi sicuro che perderei al massimo il 20% delle vendite? Sai quanti gestori lo farebbero? probabilmente tutti, tu escluso. Il nostro mondo è cambiato ma chi doveva prevederlo per tempo non lo ha fatto, sai per mantenere l'extrafattura non bisogna cambiare, la realtà non è come ci piacerebbe che fosse. E alla fine ti dico che sono convinto che si è puntato sul superamento del prezzo massimo perchè saranno molto pochi i gestori che lo faranno e allora sarà loro la colpa del fallimento della protesta, come al solito.

  • benzinaio  - CONCORDO

    HAI DETTO LA SACROSANTA VERITA'........ti manca un pezzo la triade è nervosa perchè extrafattura inizia a mancare a qualcono e a ridurre a
    qualqunaltro.....ALLORA PER FARSI VEDERE ANCORA FORTI CHIAMANO AIUTI.

  • benzinaio  - x genialoidi

    una sola cosa hanno fatto giusta negli ultimi 15 anni il MARGINE UNICO .il resto sono riusciti a farci passare sulla testa tutto.FAI DA TE PERSI 20£ ,aumenti pro litro che non coprono neache l'inflazione .PREZZO DI VENDITA BLOCCATO DA CONTRATTI PROPOSTI DA NOI "OVER-PRICE".
    ACCORDI SINGOLI SOLO PER ALCUNI "PRICING".ACCORDI PER ZONA "CLUSTER".IPERSELF.LIBERALIZZAZIONE DEL MERCATO ma non eravo troppi i benzinai italiani rispetto la media
    europea?......
    MORALE NON SI CAPISCE LA RETTA VIA , E ADESSO CHE SIAMO SENZA ARMI CHIDETE DI FARE LA GUERRA .....ma dove eravate prima quando chiedavamo aiuti ai dirigenti sindacali nazionali....".tranquilli sistemeremo
    tutto"....."non passerà niente".INVECE STIAMO ARRIVANDO ALLA RESA DEI CONTI...SI SONO IRRIGIDITI ANCHE VOI HANNO LA LORO RETE DI VENDITA NON GLI SERVITE PIU ADESSO CERCATE LA CATEGORIA....PURTROPPO è QUASI MORTA NEGLI ANNI E
    NON VE NE SIETE ACCORTI.

  • BENZINAIO  - X GENIALOIDI

    DIMENTICAVO IL MARGINE IN % E ANNI CHE LO PREDICHIAMO MA LA TRIADE DA QUELL ORECCHIO NON SENTE .

  • Anonimo

    Me che ce ne frega cambiamo mestiere

  • Anonimo  - Io lo farò.

    Il mio centesimo oltre all'over che già applico lo butto su, se poi i litri
    caleranno un pò, mi addolorerò per la compagnia e mi feliciterò con me stesso che, lavorando meno, guadagno uguale.

  • gestore tamoil  - wow

    N PRATICA CI STATE DICENDO-ARRANGIATEVI COI MARGINI CHE ABBIAMO ALTRO DA FARE?

  • fw14  - un inizio

    Se questo inizio di agitazione intende uscire dagli accordi siglati e un passo forte il significato e' entrare in conflitto,
    non voglio entrare nel merito delle adesioni perche' la categoria si gioca la sopravvivenza quindi la posta e' alta .
    ritengo opportuno sottolineare secondo la mia misera opinione che tutti avete detto cose sensate.
    ma non si puo intraprendere questa campagna senza
    fare pulizia. IL 1 AGOSTO 2010 TUTTI I RAPPRESENTANTI SINDACALI DOVRANNO USCIRE DAL PREZZO MASSIMO DI QUALUNQUE COMPAGNIA.
    pena l'espulsione dalla federazione!! poi pensimo a bloccare raffinerie e depositi .formare un cordinamento di blocchi territoriali, e i risultati si vedranno subito

  • gestore tamoil

    siamo 7 impianti in 5km....io alzo e il cliente si sposta...arriva l\'ispettore e trova il prezzo fuori cartello..gli dico che sto protestando?cosa pensate che mi risponde?

  • fw14  - la fine delle scuse

    questa e' una categoria che ha fatto delle scuse un cavallo di battaglia
    a trecentosessantagradi. il tempo delle scuse e' finito!!
    o fuori o dentro la distribuzione!!!
    mediate

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