Figisc Anisa News 43/2010

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I GRUPPI DIRIGENTI

FAIB, FEGICA, FIGISC ED ANISA CONVOCATI A ROMA L’8 SETTEMBRE

IN PREPARAZIONE DELLO SCIOPERO GENERALE

Nell’ambito delle iniziative di preparazione dello sciopero generale della Categoria previsto per le giornate del 15 – 17 settembre 2010,

mercoledì 8 settembre, alle ore 10,00 a Roma

Centro Conferenze Hotel Nazionale

Sala Capranichetta Piazza Montecitorio, 131

è convocata – con la presenza della stampa e di esponenti dei due rami del Parlamento - una riunione congiunta degli organismi dirigenti di FAIB Confesercenti, FEGICA CISL, FIGISC ed ANISA Confcommercio, per lanciare l’iniziativa dello sciopero, esporne le ragioni ed esplorare la possibilità di margini di trattativa sulla vertenza.

LE MOTIVAZIONI DELLO SCIOPERO GENERALE

La proclamazione dello sciopero generale è l’inevitabile risposta al gravissimo deterioramento della situazione in cui versano le piccole e medie imprese dei Gestori, diretta conseguenza - assai più che della generalizzata crisi economica e della contrazione dei consumi - dell’effetto combinato da un lato della inadeguatezza delle misure per il settore che il Governo insiste a rinnovare e sostenere e dall’altro delle politiche dell’industria petrolifera che - in un contesto sempre più incerto e privo di prospettive – moltiplica comportamenti ed iniziative tese a scaricare sempre maggiormente sui Gestori i devastanti costi delle contraddizioni del sistema.

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Tanto maggiormente è giustificata la netta reazione della Categoria quanto finora è stato altissimo il senso della responsabilità, dimostrato da anni dai Gestori e dalle loro rappresentanze con la presentazione di proposte innovative messe a disposizione del Governo e degli altri operatori del settore, cui sono solo state date risposte, peraltro largamente elusive, sistematicamente improntate sul piano comunicazionale e mediatico, piuttosto che sulla sostanza delle questioni, inseguendo facili banalizzazioni demagogiche piuttosto che affrontare i nodi strutturali del settore e della distribuzione.

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Se da un lato, infatti, non è stato dato seguito agli impegni assunti e sottoscritti in prima persona dal Ministro dello sviluppo economico già dal 20 giugno 2008 contenenti importanti obiettivi di riforma e modernizzazione del sistema, neppure sul fronte dei prezzi si sono conseguiti risultati apprezzabili.

Al contrario l’assenza di qualsiasi forma di controllo ha, col tempo, generato una giungla di messaggi pubblicitari –sempre più incomprensibili ed ingannevoli per i consumatori - sui prezzi, sconti e promozioni, ai quali l’intero “sistema” fa ormai spasmodicamente riferimento: una situazione che espone la stragrande maggioranza dei Gestori a pesantissime discriminazioni, stanti i vincoli contrattuali e commerciali in cui è costretta ad operare, e progressivamente sospinta fuori dal mercato.

FAIB, FEGICA, FIGISC ED ANISA SCRIVONO

A BERLUSCONI E LETTA

On.le Silvio BERLUSCONI

Presidente del Consiglio dei Ministri

Ministro ad interim dello Sviluppo Economico

ROMA

Dott. Gianni LETTA

Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio

ROMA

Oggetto: Richiesta convocazione urgente.

Egregio Presidente,

facciamo seguito alle precedenti comunicazioni datate 15 giugno e 16 luglio 2010 per informarLa che, nonostante le ripetute richieste di incontro e confronto sui temi legati alla vita ed alla “sopravvivenza” della Categoria dei Gestori degli impianti stradali ed autostradali di distribuzione carburanti per uso di autotrazione, non c’è stata data alcuna possibilità di avviare una riflessione costruttiva che rappresentasse un'alternativa accettabile rispetto al soccombere ad un provvedimento (ddl sulla concorrenza), peraltro neppure consegnatoci formalmente.

Di fronte a tale impossibilità le scriventi hanno deciso, in prima istanza, di procedere alla chiusura degli impianti all’inizio del mese di ottobre e, quindi, di fronte all’accelerazione impressa dal Mise, di anticipare la chiusura delle attività dei Gestori nei giorni 15, 16 e 17 Settembre prossimi.

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Tale accelerazione - impressa nonostante la nostra Categoria avesse sottoscritto, il 20 giugno 2008, con il Ministro Scajola, il protocollo propedeutico alla finalizzazione della Legge 133/08 (con la quale si è chiuso il procedimento di infrazione avviato dalla UE nei confronti del Governo italiano) - è giudicato dalla nostra Categoria incomprensibile ed addirittura punitivo perché scarica sulla parte finale della filiera petrolifera (quella più debole) una serie di gravami insopportabili e annulla, di fatto, le Leggi quadro all’interno delle quali il servizio di distribuzione è stato reso dai Gestori in tutte le condizioni ed a tutte le comunità: a cominciare da quelle più svantaggiate.

I Gestori sollecitano, da tempo, Governo e Parlamento a promuovere iniziative che, all’interno di una riforma non miope del settore, possano promuovere l'innovazione della rete e del servizio nonché rimuovere le contraddizioni e le storture che li pongono, sempre più spesso, incolpevolmente fuori mercato: lasciare inevase tali istanze e, al contrario, introdurre norme che ne peggiorano sensibilmente le prerogative, costringerebbe la Categoria alla marginalizzazione con riflessi negativi per l'intera comunità.

Le scriventi Federazioni, nel tentativo di trovare elementi che consentano la sospensione delle iniziative già proclamate, sono a richederLe, signor Presidente, la convocazione immediata di un tavolo, presso la Presidenza del Consiglio, per affrontare, compiutamente, i temi oggetto della vertenza (che investono anche le responsabilità e le competenze di altri Dicasteri) e riprendere le fila del ragionamento già avviato con il Ministro Scajola.

Per meglio chiarire le problematiche Le alleghiamo il documento approvato dai nostri gruppi dirigenti lo scorso 21 luglio e la copia del protocollo sottoscritto con il Ministro Scajola il 20 giugno 2010.

FAIB Confesercenti

FEGICA CISL

FIGISC – ANISA Confcommercio

berlusconi

Commenti (7)
  • Anonimo  - chi vivrà vedrà

    Io ho sempre aderito agli scioperi (compreso self chiuso) ma....

    siamo sicuri che non verrà revocato il giorno prima per una promessa che il governo farà e puntualmente non manterrà?

    oppure questa volta avremo le palle per andare fino in fondo, fino a quando non ci sarà nero su bianco?

    .... staremo a vedere ....

  • Gian Pietro  - ma cosa colete che glie ne freghi a tilpo?

    Ma cosa volete che glie ne freghi el tipo? Ha processi "economici"(?!?) ben superiori ai nostri a cui pensare, poverino...
    Comunque è ora di piantarla cari sindacati di vivere una lotta sui tavoli e succhiare il latte di mamma sotto. Siate onesti e difendete i lavoratori che si smazzano tutti i giorni e torneremo a credervi. (E spero che non sia il sistema marcio ma solo alcune mele marcie tra di voi, ma non copriteli per favore.)
    Sulla questione di fondo: fornitura in esclusiva occorre passare dal contratto di comodato ad un contratto per l'uso del marchio. tot al litro che le compagnie fatturano e basta. Poi ognuno abbia la possibilità di rifornirsi dove vuole tanto i rifornimenti arrivano da dove la compagnia spende di meno per il trasporto con tanto di nota in cui si evince che sono spesso permute di prodotto e dunque? le storie sulla qualità dei prodotti sono tutte manfrine, ma al cavaliere interessa solo la qualità delle signorine. Che ci vuoi fa, un bel teatrino.

  • Moreno Parin  - Sogni d'oro

    Gian Pietro non fare sogni impossibili, questi appena un anno fa, in pompa magna, hanno firmato l'accordo Eni con la clausola della cacciata del gestore e tu voui che parlino di esclusiva? Smetti di sognare che è meglio.

  • Gianni

    Dopo il fallimento epocale di questa classe sindacale colmata con il vergognoso accordo eni, sarebbe stato d'obbligo assistere alle dimissioni di questi cialtroni. Al contrario i vergognosi e VENDUTI Squeri e Landi sono ancora al suo posto. Ma è evidente che i colleghi si meritano questi buzzurri..... Teneteveli stretti mi raccomando

  • Commerciante???

    Tutte chiacchiere e distintivo

  • Anonimo

    Ma credete ancora i sindacati visto che hanno firmato l'accordo eni

  • Massimo

    “Quando il gusto per il benessere materiale si sviluppa più rapidamente della civiltà e dell’abitudine alla libertà, c’è un momento in cui gli uomini non sanno più cogliere lo stretto legame tra il benessere di ciascuno e la prosperità di tutti. In casi del genere, non sarà neanche necessario strappare loro i diritti di cui godono: saranno loro stessi a privarsene volentieri. Se un individuo abile e ambizioso riesce a impadronirsi del potere in un simile momento, troverà la porta aperta a qualsivoglia sopruso. Basterà che si preoccupi per un po’ di curare gli interessi materiali e nessuno lo chiamerà a rispondere del resto. Non è raro allora vedere pochi uomini che parlano in nome di una folla assente o disattenta, e agiscono in mezzo all’universale immobilità disponendo a capriccio di ogni cosa: cambiando leggi e tiranneggiando a loro piacimento sui costumi; non si può fare a meno di rimanere stupefatti nel vedere in che mani indegne e deboli possa cadere un grande popolo.”
    Alexis de Tocqueville (Verneuil-sur-Seine, 1805 – Cannes, 1859)

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