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Controdistribuzione edizione FLASH n. 21 - 15 Settembre 2010

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L’INTERVENTO DIRETTO DI LETTA, A NOME DEL GOVERNO, SBLOCCA

LA VERTENZA. “GIALLO” SULLA REVOCA ANTICIPATA DELLO SCIOPERO.

INTESA RAGGIUNTA. BONUS STRUTTURALE, CANCELLATE  LE NORME AMMAZZA GESTORI.

Il Ministero, costretto a riconoscere la fondatezza delle ragioni dei Gestori, riscrive il testo del “ddl concorrenza” in via di approvazione al Consiglio dei Ministri. Rovesciati gli articoli che avrebbero autorizzato ogni discrezionalitá e prevaricazione di compagnie e retisti in materia di contratti, impianti “ghost”, iperself e attivitá non oil. Strada sbarrata alla razzia del fondo indennizzi a favore dei proprietari degli impianti. Assunto dalla Presidenza del Consiglio l’impegno, lasciato inevaso dal Ministro Scajola, a rendere definitivo il provvedimento sul “bonus fiscale”, dall’anno di imposta 2011.

Rimane confermata la sospensione degli Accordi sul “prezzo massimo”, in attesa di un deciso passo in avanti dell’industria petrolifera chiamata ormai ad uscire dalla “latitanza” e a scegliere tra lo scontro cronico e la ricerca di un “nuovo patto per il futuro del settore”.

Lo sciopero nazionale dei Gestori, proclamato da Faib, Fegica e Figisc avanti la pausa estiva, é “riuscito” prima ancora che gli impianti sul “continente” fossero chiusi.

Una parte del merito del risultato raggiunto, infatti, va ascritto alle significative percentuali di adesione -quasi “bulgare”- fatte registrare in Sicilia, dove lo sciopero, come é ormai tradizione, ha preso avvio con 24 ore di anticipo.

Una terra difficile, la Sicilia, che fa’ ancor piú apprezzare, allo stesso tempo, la compattezza collettiva e le scelte

individuali di ogni singolo Gestore: l’una e le altre capaci di spazzare via qualche isolato dubbio sulla fondatezza delle ragioni della protesta -oltreché sul grado di comprensione e di risposta della Categoria- che pure era stato manifestato nelle settimane passate.

Certamente una occasione di ulteriore riflessione anche per il Governo al quale va riconosciuto, facendo di necessitá virtú, di avere avuto la forza di cambiare radicalmente rotta rispetto alle impostazioni che, fino a ieri sera, aveva inteso dare alla propria iniziativa.

L’intesa sottoscritta ricompone una vertenza che, con il passare dei mesi, aveva assunto risvolti particolarmente complessi e potenzialmente drammatici per la Categoria.

Quella che una certa parte dell’industria petrolifera e dei retisti indipendenti ha accarezzato come l’idea giusta per poter andare al redde rationem con i Gestori, é arrivata ad un passo da essere trasferita in un provvedimento di legge che originariamente prevedeva: 1) l’abrogazione delle norme vigenti tese ad equilibrare i rapporti tra proprietari e Gestori; 2) l’assoluta discrezionalitá sui contratti; 3) la completa deregolamentazione per gli impianti ghost e per l’utilizzo del self pre-pay anche di giorno ed anche a impianto aperto, mentre il Gestore -finché resiste- si “sbatte” un paio di metri piú in la’, per farsi dare del ladro nel confronto (la chiamano competizione) con la “macchinetta che fa’ lo sconto”; 4) il non oil sugli impianti finalmente allargato ai giornali, ai tabacchi e alla somministrazione di alimenti e bevande (i bar), ma sottratto ai Gestori e rimesso nelle mani dei petrolieri e dei retisti; 5) lo scippo del denaro contenuto nel fondo nato per indennizzare i Gestori i cui impianti vengono chiusi in nome della perenne “ristrutturazione della rete”, per rifondere i retisti privati dei costi sostenuti per la bonifica dei p.v.

Questo il pacchetto delle previsioni contenute nel ddl concorrenza elaborato dal Ministero dello sviluppo economico e depositato, giá da qualche mese, presso la Presidenza del Consiglio.

E proprio ad un intervento diretto del piú alto livello del Governo, attraverso il Sottosegretario Gianni Letta, si deve lo sblocco della vertenza, la riscrittura del testo del ddl con l’inserimento degli “emendamenti” allegati al Verbale d’incontro sottoscritto e l’impegno, stavolta assunto dal Governo nella sua collegialitá ed al massimo della sua autorevolezza, a dare una forma strutturale e definitiva alla deduzione forfetaria del reddito d’impresa -cosiddetto “bonus fiscale”- finora riconosciuto alla Categoria solo dopo lo stillicidio a cadenza annuale di estenuanti negoziazioni.

Il risultato finale risulta essere il seguente.

Primo, che le norme attuali vengono confermate.

Secondo, che il contratto di affidamento in uso gratuito -cosiddetto comodato- con tutte le sue necessarie tutele, rimane inalterato e che, in coerenza con le “aperture” proposte da anni, il contratto di somministrazione o fornitura, che sostanzia quello principale, puó essere sostituito da altre forme contrattuali, ma solo se “tipizzate” dalla contrattazione sindacale collettiva e dopo il suo deposito presso il Mise.

Terzo, che il non oil deve rimanere nella piena disponibilitá del “titolare della licenza UTF”, cioé il Gestore.

Quarto, che ghost e self service pre-pay rientrano all’interno dei confini giá a loro assegnati: chi dovesse essersi incautamente affrettato, nel frattempo, a riposizionare verso quella direzione le proprie politiche ed i budget ad esse assegnati, fa’ ancora in tempo a riallocarli a favore della contrattazione con i Gestori.

Quinto, che il denaro del fondo indennizzi finora depositato rimane utilizzabile solo per i Gestori, mentre i piccoli retisti proprietari fino a 10 impianti potranno accedere al fondo al massimo per il 25% dello stesso e solo per la parte rifinanziata dopo apposito Decreto Ministeriale.

Tutto questo, malgrado le solite piccole provocazioni abbiano messo, ad un certo punto della decisiva riunione di ieri, a rischio il buon esito dell’intera trattativa: l’indiscrezione, uscita chissá da quale corridoio ministeriale, che ha fatto battere alle agenzie di stampa la notizia con la revoca dello sciopero mentre si era ancora nel pieno della negoziazione, evidentemente allo scopo di mettere sotto pressione le delegazioni sindacali, non ha sortito l’effetto sperato.

Certo, come qualsiasi altra intesa, si apre ora la strada della concretizzazione dei suoi contenuti.

E, come la storia insegna, nessuno puó sentirsi autorizzato a pensare che sia una strada priva di difficoltá: sarebbe sufficiente riflettere sulle insidie che si nascondono nelle pieghe dell’iter parlamentare che il ddl dovrá percorrere.

Insidie che peró, per altro verso, il Sindacato ha saputo in numerose occasioni trasformare in opportunitá trovando la collaborazione trasversale di molti gruppi parlamentari.

In ogni caso, a noi pare che, nelle condizioni date ed al momento attuale, sia difficilmente confutabile il risultato che la Categoria ha saputo conquistare.

Prima di tutto il fatto di aver saputo scommettere -in modo calcolato- sulla sua capacitá di evocare e costringere a materializzarsi ad un tale livello, un interlocutore (il Governo) della cui “concretezza” autorevoli commentatori giustamente dubitavano.

In secondo luogo, di aver saputo offrire un tangibile segnale di vitalitá e capacitá di reazione a quanti avevano immaginato imprudentemente di essere riusciti a mettere i Gestori in un angolo, dopo averli isolati.

Una reazione -si badi- ancora responsabilmente misurata e che ha accuratamente voluto sottrarsi alla tentazione di prendere rivincite o di strabordare, cosí come pure avrebbe potuto comprensibilmente, per manifesta legittima difesa, tentare di fare.

Alla virulenza degli attacchi subiti la Categoria risponde, ancora una volta con fermezza, ma anche con coscienza.

Gli appelli sono peró esauriti.

Allo stato in cui siamo, é giunto ormai il momento indifferibile che i colpi di mano, le prove di forza, le furbizie senza prospettiva, lascino il posto al confronto, all’equilibrio, alla ricomposizione degli scenari.

Ciascuno, in altre parole, deve assumere senza piú alcun alibi, né tatticismi, la decisione se portare il settore all’esasperazione di una cronicizzazione dello scontro, senza esclusione di colpi, fino alle estreme conseguenze, o, in alternativa, come noi siamo convinti si possa e si debba fare, lavorare per costruire le ragioni di un “nuovo patto per il futuro del settore”.

Non si tratta di “pastette” o di tornare “a quel che é stato”.

Tuttavia il superamento dei vecchi equilibri deve essere finalizzato al raggiungimento di nuovi, adeguati alla evoluzione dei contesti. E, soprattutto, non puó prescindere dall’abbandono del sistematico tentativo di annichilire e marginalizzare l’interlocutore.

L’industria é chiamata ad abbandonare il suo stato di “latitanza” dalla gestione delle relazioni e dal buon governo della “casa” dentro cui tutti, a giusto titolo, abitiamo.

La Fegica é pronta ad offrire il suo fattivo contributo.

Commenti (2)
  • ex gestore  - falsi allarmi per soperi

    E possibile fare un incotro prima con il governo e poi se non si risolve nulla proclamare lo sciopero e mantenerlo onde evitare resse e problemi per i gestori .

  • gestore non ex  - è possibile

    è possibile che tu sappia fare meglio il lavoro attuale del tuo precedente lavoro cioà il gestore???

    NO!! non è possibile , ovunque tu vai con i ragionamenti che fai sarà un flop
    lo si capisce daiiiiiiiii
    TESTINAAAA

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