GestoriCarburanti

 

Controdistribuzione edizione FLASH n. 12 - 19 Luglio 2011

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ALL’INDOMANI DELLA CONVERSIONE IN LEGGE DEL DECRETO CHE CONSEGNA I GESTORI NELLE MANI DI COMPAGNIE E RETISTI
LE VERITA’ NEGATE SOSTANZIALMENTE

C’é una parola d’ordine che s’aggira per l’Italia petrolifera: minimizzare.

Minimizzare per poter, nello stesso tempo, rassicurare e cercare di emarginare le voci che “cantano fuori dal coro” ed evitare che si corra il rischio di perdere antiche certezze e sempiterni privilegi.

Ha cominciato il sottosegretario Saglia che si é anche sforzato -sul suo blog- di confermare che la norma approvata (per grazia ricevuta e sulla scorta di una violenta aggressione dei mercati) dal Parlamento a corollario della manovra economica, é sostanzialmente identica a quanto aveva convenuto lo scorso 14 settembre con le Organizzazioni di Categoria dei Gestori. Saglia mente, sapendo di mentire, come é ampiamente dimostrabile esponendo i testi ad un rapido confronto. D’altra parte, il sottosegretario ha infilato nel testo dell’articolo 28 -cosí come ha affermato rivendicandone il merito all’Assemblea annuale di Assopetroli- “tutte le richieste che i retisti avevano avanzato al Governo”. E, come si sa, i retisti non erano per niente favorevoli all’intesa del 14 settembre 2010, tanto da affidare la loro contrarietá ad una dura comunicazione al Governo. Su questa posizione di calma rassicurante e minimizzatrice, definendo fuori luogo le proteste dei Gestori sulla riforma, Saglia non é rimasto da solo. I petrolieri si sono affannati a sostenere che, in questo contesto, questa é la “migliore riforma possibile” e coglie, sostanzialmente, una parte dei ragionamenti avviati al Ministero dello Sviluppo Economico.

I retisti, che hanno ricuperato il “sorriso” dopo l’approvazione della manovra, continuano ad essere convinti di poter proseguire a lucrare verso le compagnie a monte e ai danni dei Gestori a valle. Gestori ai quali, diffusamente, si rifiutano di applicare gli accordi che, allo stesso tempo, insistono nel voler sottoscrivere con le Organizzazioni di Categoria, per rimanere al riparo in una sorta di “limbo” nel quale, a loro, tutto é concesso.

A questo scopo fanno di tutto con assoluta indifferenza, compreso prendere a prestito le dichiarazioni in Commissione della Senatrice Vicari, relatore al Senato del ddl De Vita/Cursi.

Peccato che, poi, omettono di ricordare che la stessa Senatrice aveva votato due volte -prima in Commissione e dopo in Aula- la Relazione conclusiva dei lavori della Commissione speciale prezzi (approvata all’unanimitá, il 18 maggio 2011, dal Senato), che qui riproduciamo a futura memoria: “Per quanto riguarda i carburanti, invece, si e` potuto notare come si tratti di un settore del tutto anomalo. Il prezzo del greggio e` controllato dai pochi produttori e fissato indipendentemente dalla domanda dall’offerta del momento. A tale anomalia se ne aggiunge poi un’altra: talvolta la stessa compagnia gestisce estrazione, trasporto, raffinazione, distribuzione e vendita al dettaglio dei combustibili. Una filiera cosí rigida, in cui si realizza una scarsa concorrenza, non produce sicuramente effetti positivi sui prezzi finali del prodotto.  Per ovviare a ció sono stati presentati i disegni di legge (Atto Senato n. 2283 e Atto Senato n. 2636) in materia di razionalizzazione del sistema di distribuzione dei carburanti, tesi a rendere piú autonoma la figura del gestore dell’impianto ed in grado di approvvigionarsi sul mercato ponendo in concorrenza le varie compagnie e realizzando cosí sensibili risparmi per gli acquirenti finali. La Commissione ha preso atto che molto spesso la dinamica dei prezzi, oltre che seguire ed essere risultato delle naturali dinamiche di mercato, dell’equilibrio sempre variabile tra domanda e offerta, é in numerosi settori sottoposta a fenomeni di alterazione della concorrenza, di costituzione di cartelli in grado di alterare il mercato, di pesanti e irragionevoli reti distributive sul versante dell’offerta, con effetto distorsivo sulle dinamiche dei prezzi. ”

Nonostante queste banali omissioni, anche i retisti si dichiarano stupiti della posizione espressa da Faib e Fegica, in quanto il testo approvato dal Parlamento, é sostanzialmente uguale a quello convenuto lo scorso autunno e “minacciano” di rivedere la loro posizione rispetto a queste due Organizzazioni. Nella corsa a dire che “tutto va bene, madama la Marchesa” e che il testo licenziato dalle aule parlamentari nascosto nella manovra economica é sostanzialmente quello concordato a settembre dello scorso anno, si aggiungono anche Figisc/Anisa ed alcuni commentatori della carta stampata, a dire il vero un po’ infastiditi delle voci dissenzienti che cercano di riportare il dibattito all’interno della realtá, piuttosto che scegliere di uniformarsi.

Insomma una schiera di “coreuti” -guidati da un “corifeo”- che hanno il compito di gridare in coro “sostanzialmente!” per saldare il linguaggio scenico della tragedia ed enfatizzare i passaggi dell’attore principale.

Allora facciamo uno sforzo di chiarezza ed andiamo a vedere, nel dettaglio, quali sono le differenze di sostanza ed a quale scopo sono state introdotte.

1.    Dal vecchio articolo 7 del testo concordato, sono state cancellate le parole: cosí come integrato e modificato dalle leggi 496/99 e 57/01”. Come é facile comprendere, il mancato richiamo a Leggi che costituiscono l’impianto normativo del settore, ne alterano il significato e ne indeboliscono il quadro. A tutto svantaggio dei Gestori che i diritti contenuti in quelle norme se li sono guadagnati sul campo.

2.       Al vecchio articolo 28 del testo concordato é stato aggiunto un secondo comma: “Non possono essere posti specifici vincoli all'utilizzo di apparecchiature per la modalitá di rifornimento senza servizio con pagamento anticipato, durante le ore in cui é contestualmente assicurata la possibilitá di rifornimento assistito dal personale, a condizione che venga effettivamente mantenuta e garantita la presenza del titolare della licenza di esercizio dell'impianto rilasciata dall'ufficio tecnico di finanza o di suoi dipendenti”. In buona sostanza, attraverso questo comma, che si insiste nel far passare come innocuo, si realizzeranno, diffusamente, gli impianti “ghost”. Di fatto il Gestore dovrá limitarsi a badare alle attrezzature del proprietario dell’impianto che, se lo riterrá, sará libero di vendere direttamente in pre pay, praticando un prezzo diverso -presumibilmente inferiore di 10 o 12 cent/lt.- da quello che sará imposto al Gestore per la sua attivitá. Come gli accadimenti di questi giorni stanno dimostrando, il Gestore, per le vendite effettuate attraverso il pre pay, percepirá -guardianía compresa-quello che le compagnie decideranno di riservargli: intorno ad 1 cent/lt., se é vero che la partecipazione richiesta dal leader del mercato per partecipare agli sconti si aggira, giá ora, intorno ai 2,5 cent/lt ed altri si avviano a candidarsi rapidamente. In altre parole il Gestore perderá, progressivamente il suo ruolo per assumere, al massimo, quello di preposto.

3.        Dal vecchio articolo 25 del testo concordato é stato cancellato il comma c) l’esercizio della rivendita di generi di monopolio di cui alla legge 22 dicembre 1957, n. 1293, e successive modificazioni” che “apriva” alla rivendita dei tabacchi. I generi di monopolio sono stati sostituiti con l’esercizio della vendita di pastigliaggi”, vale a dire gomme e caramelle. Un salto di qualitá straordinario per la diffusione del “non oil” nel settore. Senza contare che la cancellazione del rinvio alle norme contenute nelle Leggi 496/99 e 57/01 rischia concretamente di mettere in discussione tutte le attivitá in corso di realizzazione.

4.        Ancora al vecchio articolo 25 del testo concordato é stato aggiunto, dopo le parole “é sempre consentito su tali impianti l’esercizio di una molteplicitá di attivitá”, l’inciso fatti salvi i vincoli connessi a procedure competitive nelle aree autostradali in concessione”. Il che significa, é bene chiarirlo, avere messo la parola fine -ed una pietra tombale- sul diritto dei Gestori autostradali di far valere le leggi che consentono loro di esercitare attivitá “sottopensilina” e di “sosta veloce”, indipenden-temente dalle interpretazioni restrittive e forzate dei Concessionari. Tra l’altro la nuova norma va direttamente in contrasto con alcune Leggi regionali (non va dimenticato che la “concessione petrolifera” é emessa proprio dalle Regioni) che pure consentono ogni tipo di attivitá e prevedono persino una “riserva” di spazi commerciali per i Gestori medesimi.

5.        Sempre al vecchio articolo 25, é stato aggiunto un altro comma nel quale si chiarisce che, comunque, le attivitá non oil, finora riservate ai “titolari di licenza UTF”, vale a dire i Gestori, Possono essere gestite anche daaltri soggetti, nel caso tali attivitá si svolgano in locali diversi da quelli affidati al titolare della licenza di esercizio.”. Con il che viene inserito l’espediente tecnico grazie  al  quale  i   proprietari   -compagnie  e  retisti-possono sottrarre, unilateralmente e in ogni momento, le attivitá non oil ai Gestori, azzerando le facoltá concesse loro dalle Leggi 496/99 e 57/01 : ecco spiegato il motivo della modifica all’articolo 7 di cui sopra.

Grazie al combinato disposto di queste “lievi” differenze, sostanzialmente compagnie e restisti non hanno piú alcun     impedimento per sottrarre al Gestore, autostradale quanto di rete ordinaria, sia la distribuzione carburanti che ogni altra attivitá diversa.

Questo, solo per limitarci a “chiosare” le parti inserite nella manovra ed oggetto dell’accordo del 14 settembre, ma potremmo continuare.

Chiunque potrá continuare a sostenere qualunque cosa,ma a noi sembra evidente che i testi siano sostanzialmente differenti.

Soppressioni ed integrazioni vanno in un’unica direzione: quella di rafforzare il potere e l’arbitrio di retisti e petrolieri (ma anche di soggetti come Autostrade ed Autogrill) nei confronti dei Gestori che, lontano dal vedersi affidato un nuovo ruolo imprenditoriale, vengono declassati a meri prestatori d’opera.  Per giunta  a cottimo e con gli obblighi di un lavoratore a contratto.

Un   capolavoro   degno   di   uno   sbiadito   epigono   di “Tommasi di Lampedusa” che continua a vendere come vero ció che invece é appena verosimile e a sostenere che Faib e Fegica oggi attaccano quello che avevano salutato con favore lo scorso 14 settembre.

La menzogna é un arte difficile da praticare. Mentre -direbbe Camus- la veritá é come la luce che acceca, la menzogna é uno splendido crepuscolo che mette in risalto tutti gli oggetti.

Noi insisteremo per far emergere la veritá e, con questo, affermare i diritti della Categoria.

Non sappiamo se saremo isolati o se, alla fine, in un sussulto di onestá intellettuale, altri, oggi obnubilati da un risultato effimero, decideranno di raggiungerci.

Dall’inizio del 2008 (allora unitariamente) indicammo i rischi  di  una  perversione che cominciava appena a vedere la luce: anche allora fummo giudicati eretici e la nostra analisi fu liquidata con sufficienza.

Domani, quando questa sbronza passerá, lasciando solo un forte mal di testa, sará troppo tardi per dire: che abbiamo fatto!

E, a chi resterá, non rimarrá che raccogliere i cocci prodotti da quanti oggi pontificano sulla bontá di una riforma che, sostanzialmente, condanna il settore alla distruzione e i Gestori alla scomparsa. “Libera la benzina!” potrá anche essere considerata da qualcuno la risposta sbagliata, ma almeno si pone il problema giusto: la riforma del settore.

  coordinamento_faib_fegica

COMUNICATO STAMPA

del 13 luglio 2011

ESSO-GESTORI: ACCORDO VICINO

Si é svolto nella giornata del 12 luglio u.s. l’incontro tra la Esso e la rappresentanza dei gestori Faib, Fegica, Figisc per il rinnovo degli accordi economico-normativi tra le parti.

La rappresentanza dei gestori e la compagnia hanno sostanzialmente raggiunto una intesa che, con ogni probabilitá, dovrebbe portare a breve alla firma del nuovo Accordo che vedrá, tra l’altro, l’adeguamento della remunerazione economica del gestore e l’aggiornamento della contribuzione Cipreg.

Sotto il profilo generale l’intesa chiarisce che, nell’ambito dell’autonomia della sua politica commerciale, l’azienda esclude che le proprie politiche di pricing in generale e di sconto in particolare possano prevedere una partecipazione economica dei gestori ai relativi costi, confermando con questo quanto giá previsto dai precedenti accordi.

Soddisfazione é stata espressa del Coordinamento unitario Faib, Fegica, che sottolineano la correttezza del confronto tra le parti.

Commenti (4)
  • Gestore shell

    Basta diatribe basta divisioni basta ripicche stiamo affondando serve ' coesione unita' d'intenti e per quel che riguarda i gestori chiedo siete mai stati peggio di cosi''? traete voi i conseguenti comportamenti.

  • gattamelata  - mors tua vita mea

    Mai come adesso i sindacati ( certi ) sono ataccati dai loro stessi iscritti, nella confusione non si va per il sottile. chi lascia forse sara' il piu' fortunato perche il prossimo gestore avra' solo il compito di pulire le colonnine del distributore. pertanto non potra lamentarsi, sara' assunto come dipendente, o forse sara' data in gestione a qualche cooperativa la pulizia del tutto. o forse ci lascieranno morire di stenti.

  • mario da parma

    è ora di mettere da patre le beghe personali ed avere una classe sindacale unita

  • Max

    E io aggiungo :: chiù pilu pi tutti
    MA smettiamola di parlare per slogan e guardiamo in faccia la realtà. O se non la vogliamo vedere almento facciamo silenzio.

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