IN UNA COMUNICAZIONE DEL COORDINAMENTO UNITARIO
Alla cortese attenzione del Presidente del Consiglio dei Ministri On. SILVIO BERLUSCONI e, p.c., Sottosegretario PdC Dott. GIANNI LETTA Ministro economia e finanze On. GIULIO TREMONTI Ministro dello sviluppo economico
On. ROMANI
Oggetto: Abbattimento forfetario del reddito d’impresa a favore dei gestori impianti di rifornimento carburanti. Richiesta di incontro urgente.
Egregio Presidente,
le scriventi Federazioni -Faib Confesercenti e Fegica Cisl- che organizzano i Gestori degli impianti stradali ed autostradali di distribuzione carburanti, sono a richiamare la Sua attenzione sul provvedimento in oggetto, allo scopo di dare concreta attuazione agli impegni assunti, formalmente e ripetutamente, dal Governo da Ella presieduto.Desideriamo preliminarmente che quello che impropriamente viene solitamente definito “bonus fiscale” e che, nel tempo, ha assunto, sul piano tecnico, dapprima la forma del credito d’imposta e in seguito di deduzione forfetaria dal reddito d’impresa, é stato riconosciuto alla Categoria continuativamente dal 1992.
Questo provvedimento fiscale -il cui onere complessivo é stato stimato dalla Sogei in 21 milioni di euro- trae le sue profonde ed oggettive motivazioni sostanzialmente da due ordini di ragioni.
In primo luogo, la Pubblica Amministrazione non ha mai trovato una soluzione alternativa praticabile alla impossibilitá di classificare correttamente quali “sostituti di imposta”, i componenti di una Categoria di lavoratori autonomi e titolari di piccole imprese che, nello svolgimento quotidiano di un essenziale servizio pubblico, incassano per conto dell’Erario poco meno di 30 miliardi di euro/anno di imposte (accisa + iva) sui prodotti petroliferi per autotrazione esitati. Tutto ció, assumendone interamente su di sé tutti i rischi connessi, sia sul piano schiettamente economico che su quello della propria incolumitá fisica che tale movimentazione determina, cosí come é quotidianamente dimostrato dai tragici fatti di cronaca.In secondo luogo, Governo e Parlamento hanno ritenuto equo e ragionevole riconoscere alle imprese dei Gestori, l’oggettiva mancata documentabilitá di una lunga lista di costi insopprimibili, connaturata al regime “semplificato” di contabilitá, oltreché alla natura stessa dell’attivitá svolta.
Si tratta dell’oggettivo riconoscimento di un servizio svolto per lo Stato e la collettivitá che, in altre circostanze, lo Stato remunera direttamente e con corrispettivi certamente di miglior favore.
Anche per la ragioni appena sinteticamente illustrate, il Governo da Ella presieduto ha ritenuto di assumere impegni formali con la Categoria in almeno due circostanze nel corso della presente Legislatura.La prima risale al Protocollo d’Intesa del 20.6.08, sottoscritto dall’allora Ministro dello sviluppo economico, On. Claudio Scajola, che prevedeva, tra l’altro, la “trasformazione in intervento normativo strutturale del provvedimento di deduzione forfetaria del reddito d’impresa in favore degli esercenti impianti di distribuzione carburanti”. E’ appena il caso di accennare al fatto che, grazie al suddetto Protocollo d’Intesa, fu possibile collaborare attivamente alla redazione ed all’approvazione della Legge 133/08 che consentí la chiusura del Procedimento d’Infrazione avviato dalla Commissione Europea nei confronti dello Stato italiano.
La seconda riguarda il Verbale di Accordo del 14.9.10 con il quale “il Sottosegretario di Stato Stefano Saglia ha garantito l’impegno diretto della Presidenza del Consiglio dei Ministri, attraverso il Sottosegretario di Stato Gianni Letta in ordine al riconoscimento del cosiddetto “bonus fiscale”, cosí come previsto dallo stesso Protocollo del 20 giugno 2008 a partire dall’anno finanziario 2011”. Tale impegno alla trasformazione definitiva del provvedimento in questione, a conferma di quanto giá condiviso nel 2008 e rimasto inattuato, tanto solennemente garantito dal Sottosegretario Saglia, é stato inoltre confermato dalla comunicazione datata 5.10.10, protocollo n.s11/22301/2010, inoltrata dal Sottosegretario di Stato alla Presidente del Consiglio dei Ministri, dott. Gianni Letta, il quale, tra l’altro, assicurava che “ho condiviso il lavoro svolto e l’accordo sottoscritto, e vi confermo quanto giá comunicato dal Sottosegretario Saglia sulla mia presa d’atto dell’accordo da Voi sottoscritto il 14 settembre scorso. Ne é, infatti, subito scaturita la richiesta dell’allora Ministro ad interim, Silvio Berlusconi, al Ministro dell’Economia per la conferma del bonus fiscale per la categoria. Giá ieri sera, nel passaggio di consegne al nuovo Ministro, on. Paolo Romani, la vicenda é stata segnalata come una delle questioni da affrontare tempestivamente, cosa che é stata assicurata”.Nonostante tutto questo ed il livello di coinvolgimento diretto che richiama la Sua Responsabilitá, oltreché quella di tutti i destinatari della presente, le scriventi Federazioni lamentano di essere state costrette a minacciare un’azione di chiusura nazionale degli impianti che avrebbe interessato gli ultimi giorni dell’anno passato, prima che venisse inserito, all’ultimo momento e sotto la pressione dell’opinione pubblica, un comma al decreto “milleproroghe” n.225/2010, poi convertito in legge, il cui dispositivo, contrariamente agli impegni assunti, non solo nega la “strutturalitá” del provvedimento fiscale, ma ne mette seriamente a rischio la sua piena fruibilitá per l’anno 2011 e ne nega esplicitamente la conferma per il 2012.
A conferma di questo, il dl 98/2011 ha stabilito al 2011 il termine di vigenza del provvedimento fiscale a favore dei gestori.
Indipendentemente da ogni altra considerazione, le scriventi Federazioni ritengono di dover nuovamente fare appello alla Sua massima Responsabilitá politica ed istituzionale perché sia dato concretamente seguito a quanto contenuto nelle Intese sottoscritte sopra richiamate.Ció nell’urgenza di scongiurare effetti disastrosi -letteralmente fallimentari- verso le decine di migliaia di piccole imprese di gestione, per le quali il provvedimento in oggetto costituisce ormai un elemento vitale a cui é legata la sopravvivenza stessa, anche in forza dell’oppressivitá e dell’invadenza dell’oligopolio industriale petrolifero, a cui viene consentito il ferreo controllo dell’intero mercato -“dalla culla alla tomba”- attraverso la persistenza di regole e meccanismi anticoncorrenziali che negano a decine di migliaia di operatori ogni spazio competitivo ed ai consumatori di goderne i relativi benefici in termini di contenimento dei prezzi.
E’ infatti appena il caso di sottolineare come, nascosto probabilmente persino alla Sua attenzione rivolta a ben altre urgenti disposizioni, sia stato inserito nel recente decreto sulla “manovra finanziaria” un articolo sulla distribuzione carburanti che:- disconosce anche ogni ulteriore impegno assunto dal Governo con le Intese sopra richiamate, in ordine alla riforma del settore ed alla liberalizzazione del mercato;
- contraddice manifestamente le conclusioni contenute nella Relazione conclusiva della speciale Commissione istituita per la verifica ed il controllo dei prezzi, approvata all’unanimitá dal Senato in sede plenaria, nella seduta del 18 maggio scorso;
- rinuncia apertamente ad ogni ambizione riformatrice della distribuzione carburanti in senso concorrenziale -al contrario di quanto avvenuto positivamente in altri comparti energetici- lasciando inalterate posizioni di controllo dell’intera filiera e le relative rendite di posizione;
La categoria, infatti, viene ritenuta “colpevole” di aver osato proporre e sostenere l’unico progetto di legge per una vera riforma liberalizzatrice a “costo zero” per le Casse dello Stato -battezzata “Libera la benzina!”- che é all’esame delle competenti commissioni parlamentari, grazie alla sua sottoscrizione da parte di 100 tra Deputati e Senatori appartenenti a TUTTI i gruppi parlamentari.
Soprattutto in assenza di una tale riforma che consenta alle imprese di gestione di liberare la propria autonomia commerciale e di confrontarsi in modo pienamente concorrenziale sul mercato, il rispetto degli impegni assunti dal Suo Governo in ordine al provvedimento fiscale in oggetto diventa talmente essenziale che, ove non dovesse essere seguito da coerenti iniziative legislative, costringerebbe le scriventi Federazioni a riprendere, giá dal prossimo mese di settembre, le iniziative sindacali a sostegno recentemente sospese, rispondendo positivamente all’avvio del tentativo di conciliazione da parte della Commissione di Garanzia per lo sciopero nei pubblici servizi.Proprio a questo scopo, le scriventi sono a richiederLe un urgente incontro, per approfondire le tematiche in questa comunicazione illustrate e poter individuare le opportune soluzioni.
Con osservanza, cordialitá vivissime.
F.to Martino Landi e Roberto Di Vincenzo
DURO BOTTA E RISPOSTA TRA CISL E UP SU PREZZI E RIFORMA
BONANNI: GIU’ ACCISE E APPROVARE SUBITO IL DL “LIBERA LA BENZINA!”
IL SEGRETARIO GENERALE DELLA CISL, RAFFAELE BONANNI, “SCHIERA” LA CONFEDERAZIONE SULLA QUESTIONE DEGLI AUMENTI A RAFFICA DEI PREZZI DEI CARBURANTI E LA RIFORMA DEL SETTORE, RILANCIANDO IL PROGETTO DI LEGGE “LIBERA LA BENZINA!” E BOLLANDO ALLA STREGUA DI UNO “SPECCHIETTO PER LE ALLODOLE” L’ART.28 NASCOSTO NELLE PIEGHE DELLA MANOVRA FINANZIARIA.
NE NASCE UN ACCESO BOTTA E RISPOSTA DI COMUNICATI CON UNIONE PETROLIFERA DI CUI DIAMO, DI SEGUITO, INTEGRALMENTE CONTO.
Comunicato stampa del 27.7.11
BENZINA
Bonanni: "Pronti a consegnare 600 mila firme in Parlamento per diminuzione prezzo e liberalizzazione settore"
"Siamo pronti a consegnare ai Presidenti di Camera e Senato piú di 600 mila firme raccolte in tutta Italia per la diminuzione del prezzo della benzina e la liberalizzazione del settore ". Lo ha annunciato oggi il Segretario Generale della Cisl, Raffaele Bonanni.
"Il prezzo dei carburanti ha raggiunto in questi giorni livelli assurdi", sottolinea Bonanni. "Non é possibile continuare in questo modo, con le compagnie petrolifere che si ostinano indisturbate a fare cartello sui prezzi di benzina e gasolio senza alcuna concorrenza. E' un salasso insostenibile per i lavoratori e le imprese. L'articolo approvato con la recente manovra sulla distribuzione dei carburanti é stato solo uno specchietto per le allodole. Ben altro bisognerebbe fare per una vera concorrenza nel settore della distribuzione e della vendita della benzina. Il Governo aveva promesso che avrebbe sospeso le tasse sui carburanti quando il barile superava i 70 euro, ma invece ha aumentato le accise, con inevitabili ripercussioni sul livello di inflazione. Ora basta. Per questo noi chiediamo che il Parlamento discuta subito la nostra proposta di riforma del settore, che é l'unico modo per far diminuire i prezzi alla pompa, separando in maniera netta chi distribuisce la benzina dai grandi gruppi petroliferi."
Comunicato stampa del 28.7.11
Se qualcuno dispone di elementi atti a dimostrare presunti cartelli li denunci nelle sedi opportune altrimenti si risparmi dichiarazioni calunniose al fine esclusivo di un facile consenso mediatico.
La realtá, come dimostrano i numeri, é ben altra: le quotazioni internazionali della benzina dall’inizio del 2011 ad oggi sono cresciute di 9,2 cent/litro mentre il prezzo industriale Italia é cresciuto di 7,9 cent/litro.
Il prezzo alla pompa é cresciuto invece nel complesso di 15,3 cent/litro conseguenza, come é noto, dei 5,9 centesimi di aumento delle tasse.
Questi sono i numeri. Se qualcuno li vuole contestare si accomodi ma con dati altrettanto concreti e non con dichiarazioni deliranti.

Comunicato stampa del 29.7.11
BENZINA
Bonanni: "Situazione sempre piú intollerabile. Dall'inizio dell'anno aumenti dell'11 per cento. Una bastonata di oltre 6 miliardi di euro per il sistema Italia. Subito liberalizzazione mercato e taglio accise"
"Come volevasi dimostrare anche oggi tutte le piú importanti compagnie petrolifere hanno aumentato come un sol uomo i prezzi della benzina e del gasolio".
Lo dichiara il Segretario Generale della Cisl, Raffaele Bonanni.
"Una situazione sempre piú intollerabile che fa registrare, dall’inizio dell’anno, aumenti di oltre l’11%, dei prezzi, in parte imposti dal Governo con l'aumento delle accise. Vale a dire oltre 6 miliardi di euro di maggiori oneri, in ragione d’anno, per le famiglie, i lavoratori, le imprese, il “sistema Italia”: una bastonata tre volte superiore alla recente manovra finanziaria", aggiunge Bonanni.
"Di fronte a ció, a nulla puó valere la pretesa dei petrolieri di nascondersi, ancora una volta, dietro la foglia di fico dei mercati internazionali e delle quotazioni virtuali del cosiddetto “platt’s”, per giustificare i propri comportamenti e dimostrare una “verginitá” che ormai in pochissimi sono disponibili a riconoscere loro.
La veritá é che per le multinazionali del petrolio, integrate verticalmente e che mantengono sotto controllo il prodotto dall’estrazione alla distribuzione finale, la “quotazione internazionale” é un dato puramente indicativo e virtuale, che consente per un verso le speculazioni finanziarie che hanno messo in ginocchio il mondo produttivo e, per l’altro, di rendere del tutto opache le dinamiche dei prezzi al consumo e dei veri margini industriali.
Non é un caso che, dopo anni di silenzio, l’Antitrust e la Corte dei Conti abbiano avviato nuove indagini in Italia per indagare proprio sulla quotazione “platt’s” per verificarne la congruitá delle dinamiche e che la stessa cosa sia stata decisa lo scorso novembre anche dal G20 a livello internazionale.
D’altra parte, sui comportamenti dei prezzi imposti dalle compagnie petrolifere, noi ci limitiamo a osservare e ad esercitare un piú legittimo dubbio -insieme alla totalitá dei consumatori e degli automobilisti italiani- su quanto possa essere considerato “casuale” che, stando alle rilevazioni degli organi d’informazione del settore, i prezzi medi delle compagnie petrolifere siano sostanzialmente allineati, differenziandosi tra loro, ad oggi, nell’intorno di meno di un solo centesimo, meno dello 0,5% del prezzo alla pompa!
Cosí come é ben difficile poter sostenere che si tratti di una semplice coincidenza che gli aumenti siano decisi, nella stragrande maggioranza dei casi, nella stessa misura da tutte le compagnie nel giro di 24 ore o 48 al massimo: ció che é accaduto, per l’ennesima volta, anche in queste ore.
Ad ogni buon conto, per spazzare via ogni dubbio e restituire quella massa immensa di denaro che viene sottratta quotidianamente alle tasche degli italiani attraverso i carburanti, Governo e petrolieri hanno una grande opportunitá a portata di mano: aderire e dare immediato seguito alle richieste avanziate dalla Cisl, insieme a Confesercenti ed alle associazioni dei consumatori, con l’iniziativa “Libera la benzina!”.
Ció significherebbe prima di tutto un taglio netto delle accise, cosí come le leggi vigenti, imporrebbero al Governo, dopo che il “barile” ha superato stabilmente i 70 dollari.
E subito dopo, l’urgente approvazione della riforma della distribuzione carburanti giacente in Parlamento, sostenuta anche dalla firma di oltre 600.000 di cittadini, oltreché di 100 parlamentari di ogni forza politica e dal voto unanime dell’Aula del Senato sulla Relazione della “Commissione prezzi”, tesa a liberalizzare il mercato, rompere i monopoli petroliferi, aumentare la competitivitá e la concorrenza e finalmente abbattere i prezzi dei carburanti.Alla sfida della Cisl sulla liberalizzazione del mercato non si puó rispondere sfuggendo o agitando le acque. Né tantomeno, liquidare le nostre preoccupazioni come un puro esercizio demagogico.
Ci vogliono i fatti: o si vuole liberalizzare partecipando attivamente alla crescita del Paese, o si frena preferendo il pantano della mancata trasparenza e delle conservazione delle rendite di posizione parassitarie.
La Cisl ha giá fatto la sua scelta. Ora tocca a Governo, Parlamento e allo stesso sistema industriale".

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DOPO L’INIZIATIVA “SUONA IL CLACSON…”
NATO IL COMITATO 25 LUGLIO.
PRIMO ATTO: SOSTEGNO ALLA RIFORMA “LIBERA LA BENZINA!”Consumatori: Federconsumatori, Adiconsum; Trasporto merci e persone: CNA-Fita, Lega Coop Servizi, Anitrav, Transfrigoroute Italia Assotir; Automotive: CNA-Servizi alla comunitá Autoriparazione, Distribuzione carburante: Faib-Confesercenti, Fegica-Cisl; Consorzi: Consorzio Ecogas, Consorzio Fitalog, Consorzio Ruote sul Mare; Sindacati lavoratori settore trasporti: Fit-CISL, Uiltrasporti, Filt-CGIL; Informazione: Corriere dei Trasporti
Sono queste le sigle associative che hanno deciso di riunirsi in comitato permanente, aprirsi al confronto tra categorie e rilanciare l’iniziativa verso la politica. Con una significativa prima presa di posizione. Di seguito, il comunicato stampa diffuso dal Comitato.Caro prezzi: debutta il Comitato 25 Luglio rilanciando la proposta “Libera la benzina”
A 24 ore dalla mobilitazione nazionale promossa dalla CNA-Fita contro l’aumento del prelievo fiscale sul carburante si é registrata un’altissima adesione in tutta Italia. I numeri della mobilitazione parlano da soli, 18 conferenze stampa provinciali in 9 regioni, oltre 500 mila volantini distribuiti. Numerosi i caroselli di autotrasportatori, tassisti, noleggiatori che si sono ritrovati furori dai caselli autostradali, all’ingresso di alcuni scali portuali o in alcune piazze nel centro cittadino a suonare il clacson a mezzogiorno per 1 minuto in tutta Italia. Non un minuto di silenzio bensí di “rumore di clacson” com’é accaduto a Roma a piazza S. Silvestro. Numerose anche le delegazioni che hanno richiesto un incontro presso le prefetture per spiegare ai prefetti le ragioni della manifestazione che ha, di fatto, ricomposto un largo spaccato della societá civile e delle sue rappresentanze. Tante le sigle che hanno aderito fino al giorno prima creando un unico fronte coeso contro il caro carburante e l’aumento della tassazione.
Nella conferenza stampa nazionale che si é tenuta a Roma é stato ufficialmente presentato il Comitato 25 Luglio, un coordinamento contro il caro prezzi dove consumatori, autocarrozzerie, benzinai, autotrasportatori, tassisti e noleggiatori potranno condividere un approccio unitario a problematiche comuni. Il Comitato ha debuttato con il caro carburante rilanciando la proposta “Libera la benzina” che Faib-Confesercenti e Fegica-Cisl hanno portato in parlamento con il sostegno popolare di oltre 600 mila firme. Cinzia Franchini, in qualitá di presidente nazionale, ha garantito il sostegno della CNA-Fita considerando la liberalizzazione della distribuzione dei carburanti la via obbligata per ottenere anche in Italia un prezzo della benzina e del gasolio allineato al mercato europeo.
Roma, 27 luglio 2011
Alla cortese attenzione del
Presidente della X Commissione Industria
Sen. Cesare CURSI
Senato della Repubblica
ROMA
Oggetto: Avvio esame progetti di legge su distribuzione carburanti. Richiesta di audizione.
Egregio Presidente,
ci é particolarmente gradita l’occasione per poterLa informare della costituzione del “Comitato 25 luglio”, cui hanno inteso assicurare la propria adesione numerose sigle associative, in rappresentanza di consumatori, autocarrozzerie, benzinai, autotrasportatori, tassisti e noleggiatori.
Scopo del neo costituito Comitato, peraltro reso pubblico in una recentissima conferenza stampa, é quello avviare un confronto diretto tra tutti quei soggetti che, a diverso titolo, operano, offrono e/o usufruiscono dei servizi legati alla mobilitá in particolare stradale.
Ció, nella convinzione che da un tale confronto “di base” possano emergere proposte e stimoli utili alla soluzione di problemi di interesse generale, da sottoporre all’attenzione delle competenze politiche ed amministrative nel loro complesso ed al Legislatore in particolare.
Nello specifico, le sigle e le categorie che aderiscono al Comitato hanno immediatamente appuntato la loro attenzione alla distribuzione dei carburanti ed al loro prezzo, come uno degli elementi centrali da tenere sotto osservazione per il rispetto del diritto alla mobilitá ed al contenimento dei costi relativi, sia sotto il profilo del valore delle accise e della loro destinazione, che sotto quello delle regole generali che consentano di realizzare un mercato aperto e competitivo.
Proprio in tale ottica, alla luce dell’avvio dell’esame delle proposte di legge relative alla materia della distribuzione carburanti depositate e assegnate alla Commissione da Ella presieduta, sono a richiederLe, a nome del “Comitato 25 luglio”, la possibilitá di essere auditi dal Comitato ristretto, nell’ambito delle audizioni previste alla ripresa dei lavori parlamentari dopo la pausa estiva, nella convinzione di poter offrire il nostro fattivo contributo alla discussione.Fiduciosi nella Sua consueta attenzione, rimaniamo in attesa in un cortese riscontro.
Cordialitá vivissime.
F.to Cinzia Franchini
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- 19/07/2011 09:04 - FAIB Informa 28 del 15/07/11
- 19/07/2011 00:16 - Figisc Anisa News 29/2011
- 11/07/2011 17:38 - Figisc Anisa News 28/2011




La verità provate e che le aziende petrolifere hanno preso degli impegni per evitare di essere accusate di fare cartello promettendo all'antitrast che tramite quel tipo di impegni avrebbero aumentato la concorrenza. L'antitrust da quel momento ha deciso di essere complice di tutto il meccanismo di sconti fasulli che oggi sono l'unico strumento di concorrenza fasulla fatto dalle compagnie petrolifere fatto anche con il contributo dei gestori. L'up affermando che occorrerebbe denunciare eventuali sospetti di cartello e ben consapevole della copertura di cui gode grazie alla complicità dell'antitrust.