All’indifferenza dell’Eni - continua il comunicato - i gestori hanno risposto con una protesta che evidenzia tutto il malessere di una categoria bistrattata da tutti, gestori messi in ginocchio dalla compagnia di bandiera che da una parte li spreme come non mai e dall’altra favorisce la concorrenza degli indipendenti, le cosiddette pompe bianche.
Un comportamento, quello dell’Eni a dir poco schizofrenico, ma come è possibile che Eni distrugga l’economia di quelli che sono i suoi outlet? Semplicemente non abbiamo la risposta ad un quesito che non dovrebbe nemmeno esistere, forse la risposta sta nel simbolo dell’Eni, il cane a sei zampe, e il vecchio detto popolare: Chi non ha testa ha gambe!
Alla pacifica manifestazione di Padova l’Eni ha risposto con la richiesta di non far entrare in sede nessuno dei manifestanti, di questo ci ha informato il funzionario di polizia responsabile, neanche il coraggio di un no hanno avuto, si sono nascosti dietro le forze dell’ordine tra l’altro presenti in forze, ma che paura avevano all’Eni dei propri gestori. Comunque i gestori hanno dato una prova di rara civiltà, nessuna minaccia ne alle persone ne alle cose, per l’ordine pubblico sarebbe bastato un bambino.
E anche questa volta, come tre anni fa, - conclue il comunicato - il capoarea è scappato di fronte ai propri gestori, ha pensato bene di andarsene a Roma o chissà dove, e se ne usciranno con la solita scusa di un impegno precedente peccato che già da un mese sapessero della data della manifestazione, se questi sono i dirigenti allora si capisce perché i gestori Agip siano destinati alla morte economica, Ma non importa adesso Eni sa di che sono capaci i Gestori Veneti, che nel frattempo si apprestano a formalizzare la loro proposta di riforma dei rapporti contrattuali, a settembre la presenteranno al sottosegretario allo sviluppo economico e alle compagnie petrolifere. Davanti a una ulteriore miopia di queste ultime la protesta si sposterà direttamente a Roma.
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2011-08-01 17:58:07 | giovanni BS
non eccitiamoci, tutto tempo perso, io ho paura che il bello debba ancora venire.
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2011-08-01 18:32:46 | mario da parma
sicuramente il bello deve ancora venire,ma se ci organiziamo territorialmente sarà più facile combattere
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2011-08-01 18:42:39 | Moreno Parin
nel 99 o 2000 un presidente nazionale ebbe l'idea di fare scioperi di colore a macchia di leopardo, siccome si era reso conto che ormai si doveva operare per marchio e che gli scioperi nazionali potevano ancora valere solamente per problemi comuni a tutti i gestori, sapeva anche che lo sciopero di colore era molto più difficile da attuare primo perchè mancava l'effetto vendite ovvero un giorno di chiusura era un giorno di lavoro perso poi per la difficoltà organizzativa territoriale necessaria allo sciopero di colore, lui pensava che sarebbe bastato chiudere gli impianti nelle province organizzate, dal Trentino alla Sicilia, con ciò lo sciopero avrebbe avuto comunque successo e portare a dei risultati, purtroppo in troppi non gli hanno creduto. E molti di loro sono tutt'ora presidenti provinciali e regionali, non chiedetemi a quale federazione apparteneva quel presidente, dovreste averlo capito. Ecco il valore territoriale pensato da Mario.wQa
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2011-08-01 23:05:44 | Stevanin Alberto - Era il tempo dei sindacalisti
Era il tempo dei sindacalisti: se non erro con la memoria avrebbe dovuto trattarsi di Giuseppe Genivi, presidente nazionale Faib, immolatosi poi nelle diatribe interne Confesercenti con il segretario nazionale e a seguito di ciò, approdato in altre sponde.
Ci venne a mancare poco tempo dopo e tuttora la sua perdita è considerata catastrofica per i benzinai di ogni colore e sindacato con l'anagrafica di allora.
Venne sepolto in una triste e piovosa giornata nel cimitero di Dicomano, FI se qualche gestore passasse da quelle parti per un deferente saluto.
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2011-08-02 08:16:58 | Moreno Parin - Errore
Spiacente per Mario e Alberto ma non era Genivi, quando ho detto che avreste capito di quale federazione era mi riferivo alla mia ex federazione, la Figisc, e il presidente era Millo, che, tolto l'ultimo anno di presidenza (quello che ha spianato la strada a Squeri), era un gran presidente e molte cose le ho imparate anche da lui. Su Genivi non ho nulla da dire, non lo ho conosciuto di persona, ma un amico da sempre mi parla molto bene di lui.
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2011-08-02 09:09:24 | mario da parma
il male cari colleghi è la divisione sindacale in tre sigle,i capi si conoscono molte volte solo per il malcontento che provocano,Genevi fù silurato perchè voleva un sindacato unito, autonomo,economicamente solido con i proventi delle rojalti che provengono dalCiprieg,vi siete mai chiesti quanti denari sono e dove finiscono? ci dobbiamo svegliare e chiedere la massima trasparenza
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2011-08-02 21:35:55 | giusy
in toscana non va meglio ... ci stanno togliendo l'ultimo pezzetto di pelle , possibile che tutti accettano le condizioni che gli vengano proposte con il solo guadagno di chi la propone ... facendo bella faccia davanti e gran lamentere dietro... chi ci deve rappresentare non sa fare uno più due , per lui fa quattro lo abbiamo solo per fare numero ... tutti insieme si ottengano le cose l'unione fa la forza estendete anche fuori da padova queste manifestazioni se ci sino persone valide per far si che le cose vadano meglio !!!!!!!! basta gestori come a detta di un capo area che sono solo dei scimpanzé senza cervello con braccie tolte all'agricoltura che possono spremerci fino al'ultimo e quando il succo e finito sotto un'altro!!!
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ancora una volta congratulazioni per la riuscita manifestazione,vorrei tanto esportare la vs.organizzazione anche a parma mi insegate come si fa,a chi debbo rivolgermi