NUOVO LUTTO PER LA CATEGORIA: UCCISO BENZINAIO IN LAZIO
Mario CUOMO, Gestore della ERG, è stato ucciso nel giorno del suo sessantaduesimo compleanno nel corso di una rapina, nel suo distributore, al chilometro 43,400 della via Aurelia, alle porte di Roma. Nel corso della rapina è stato ferito gravemente anche il fratello Giancarlo.
Secondo le notizie di stampa, poco dopo le 12,30, due rapinatori in moto hanno fatto irruzione nella stazione di servizio, chiusa da qualche minuto, mentre il Gestore, con il fratello ed il figlio stavano controllando l’incasso. All’intimazione, a mano armata, di consegnare il denaro, è stato opposto un rifiuto.
Nel corso della violenta colluttazione che ne è seguita, i rapinatori, hanno aperto il fuoco dapprima sul fratello Giancarlo, che è stato centrato a una spalla, e poi su Mario Cuomo, chinatosi per soccorrere il fratello, e colpito a sua volta alla testa da un altro proiettile esploso dalla stessa arma. I rapinatori si sono appropriati delle banconote -qualche migliaio di euro - e sono fuggiti a tutta velocità, così come erano arrivati.
Mario Cuomo è purtroppo spirato subito dopo il suo arrivo al Policlinico Gemelli della Capitale.
SQUERI: PERDERE LA VITA PER FARE GLI ESATTORI DELLO STATO
“Sconcerto e dolore per l’ennesimo episodio di inaudita violenza che colpisce la nostra Categoria. Non si può perdere la vita in questo modo nello svolgimento di un servizio ai cittadini. Esprimiamo i più sinceri sentimenti di cordoglio alla famiglia del collega ucciso”. Questo il commento del Presidente della Figisc-Confcommercio, Luca SQUERI, sull’uccisione del benzinaio in provincia di Roma.
“I gestori sono quotidianamente esposti agli attacchi della criminalità organizzata e della criminalità diffusa. E continuano -sottolinea Squeri - a rischiare e a perdere la vita di fatto per fare gli esattori dello Stato dato che la quota più rilevante dell’incasso sui carburanti è costituita da accise ed Iva.”
“Alle forze dell’ordine chiediamo con forza di intensificare e rafforzare gli strumenti necessari per il presidio del territorio e per la prevenzione perché la sicurezza per i gestori è il primo presupposto per poter esercitare liberamente e serenamente la propria attività. Il nostro consiglio di fronte ad una rapina – conclude il presidente di Figisc-Confcommercio - è sempre quello di non reagire e di non mettere a repentaglio la propria vita o quella degli altri”.
FIGISC ROMA, MICHELI: PRONTI A SCIOPERARE PER LA SICUREZZA
I benzinai di Roma e provincia sono pronti a scioperare per chiedere più sicurezza e un cambio nella concezione dei distributori, dopo l'uccisione ieri di un loro collega in una rapina a 40 chilometri dalla capitale.
''L'ennesima rapina ai danni di un impianto di carburante, questa volta conclusasi tragicamente con l'uccisione di un collega, alla famiglia del quale va tutta la nostra affettuosa vicinanza, deve far seriamente riflettere - si legge in una nota del Presidente della FIGISC di Roma e Provincia, aderente a Confcommercio, e Vicepresidente nazionale, Maurizio MICHELI - Non è più possibile rimandare, infatti, ciò che noi gestori chiediamo da tempo: ossia una ristrutturazione delle pompe di benzina. Non possiamo più tollerare che un tragico avvenimento, come quello accaduto ieri, resti solamente un fatto di cronaca. Le istituzioni e le compagnie petrolifere devono farsi carico del problema dotando gli impianti di sistema di sicurezza come telecamere e box blindati. Siamo stanchi di questa situazione più volte denunciata e mai ascoltata. Ecco perchè siamo pronti a indire uno sciopero per rivendicare il nostro diritto a lavorare in sicurezza''.
“La cosa che ferisce di più - afferma Micheli - è che il gestore ucciso ieri è morto per difendere un incasso la maggior parte del quale va proprio allo Stato e alle compagnie petrolifere. Tutti si devono rendere conto che oramai siamo diventati i luoghi più appetibili per i criminali. Qui, infatti, la maggior parte degli incassi sono ancora in contanti e la sicurezza totalmente insufficiente. Più volte abbiamo fatto incontri con le banche e con il Ministero interessato, per chiedere adeguamenti sui costi di transazione dei bancomat e delle carte di credito, ritenuti troppo elevati dalla nostra categoria. Riunioni terminate sempre con promesse a cui non si è mai dato seguito con i fatti''.
''Un sentito appello - conclude Micheli - lo rivolgiamo anche alle forze dell'Ordine alle quali chiediamo un maggior controllo del territorio soprattutto negli orari di chiusura degli impianti. Nelle periferie ci sono gestori che lavorano nel terrore di ciò che potrebbe accadergli. Non è più possibile che onesti lavorati rischino la propria vita per dei guadagni che alla fine sono davvero marginali. Il fatto tragico di ieri non può e soprattutto non deve più accadere''.
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