Sistri: Rete Imprese Italia, necessaria revisione profonda e strutturale
Rete Imprese Italia, nel corso dell’audizione del 29 settembre u.s. alla Camera dei Deputati, ha sostenuto la necessità di procedere ad una revisione del sistema, da realizzare d’intesa con le organizzazioni imprenditoriali, “per semplificare il quadro normativo e le procedure, modificare la piattaforma hardware e software, escludere dall’applicazione categorie di micro imprese,
ridurre i costi per gli imprenditori, recuperare i contributi versati per gli anni 2010 e 2011. Tutto ciò con l’obiettivo di rendere il Sistri uno strumento di semplice utilizzo, realmente efficace per contrastare le ecomafie, fondato su criteri di trasparenza ed efficienza”.
L’applicazione del Sistri alle micro imprese dovrà avvenire non prima del 31 dicembre 2012, e comunque dopo che saranno completate alcune procedure tecniche e dopo che saranno state individuate le tipologie di imprese escluse dal Sistri in base alla quantità o alla qualità dei rifiuti prodotti.
Quanto ai contributi già versati dagli imprenditori per il biennio 2010-2011, RII chiede che vengano recuperati destinandoli a copertura degli anni di effettivo funzionamento del Sistri.
Sicurezza, oltre la metà degli italiani non si sente al sicuro. I commercianti tra i più esposti. I risultati di un'indagine di Mannheimer, l’intervento del Presidente Faib
Si conferma una percezione di insicurezza degli italiani che non si sentono al sicuro all’interno delle proprie case ma anche sul posto di lavoro, in particolare se commercianti. Il dato emerge da un’indagine Ispo condotta da Renato Mannheimer, che ha presentato a Milano un Osservatorio Sicurezza al quale è intervenuto il Presidente Faib Martino Landi.
Più della metà degli intervistati, infatti, dichiara di non sentirsi completamente al sicuro all’interno delle mura domestiche. Un dato confermato anche dalle risposte dei commercianti i quali delineano un quadro di insicurezza diffusa e dall’indagine emerge preoccupazione soprattutto per quanto riguarda proprio coloro che gestiscono un esercizio pubblico.
Il 35% degli intervistati rivela di aver subito, in passato, almeno un furto. E un commerciante su dieci confessa di possedere un'arma.
I momenti di apertura e di chiusura degli esercizi sono quelli che preoccupano di più.
Nella vita quotidiana gli italiani che hanno risposto alle domande dell’indagine non mostrano tranquillità. Il 55% degli intervistati confessa di non sentirsi sicuro nella propria abitazione. Va peggio alla domanda relativa alla percezione di sicurezza nella propria città che aumenta esponenzialmente, fino al 76%.
I promotori per monitorare con costanza la situazione della sicurezza hanno fondato un Osservatorio che “vuole rappresentare uno strumento di conoscenza utile a contrastare allarmismi e, allo stesso tempo, a individuare modalità di intervento e soluzioni efficaci”.
Alla presentazione è intervenuto il Presidente della Faib, Martino Landi che ha testimoniato la difficoltà degli operatori sulla rete e le problematiche della sicurezza sugli impianti carburanti. Landi ha reso noto uno stato di malessere che riguarda tutti i gestori carburanti in Italia - circa 24.500 operatori - che nella loro carriera, nella quasi totalità, hanno subito episodi di violenza. Landi ha precisato che da stime effettuate dall’Associazione, sulla scorta delle denunce rilevate dalla categoria, si calcolano - annualmente - oltre 2 mila episodi malavitosi sugli impianti stradali di distribuzione carburanti, episodi sollecitati dall’enorme mole di denaro che passa dalle stazioni di servizio.
I dati presentati - ha detto il Presidente Faib - dimostrano che i gestori, con i tabaccai, rappresentano la categoria che si sente più insicura all'interno della propria attività, soffendo una percezione del rischio più alta di altre categorie come gioiellieri, ristoratori, farmacisti… L’elemento che maggiormente preoccupa, in caso di rapine ed atti malavitosi, vede al primo posto (37,6%) il furto del denaro nella cassa,e poi a seguire il pericolo personale… Le ragioni per le quali i gestori mettono al primo posto la difesa del denaro, addirittura dopo quella della persona, sono da ricercarsi nel fatto che il gestore è chiamato a risarcire le cifre rilevanti di contanti, che rappresentano per oltre il 50% Accise ed Iva, dello Stato e delle compagnie. In caso di rapina il gestore deve rifondere tutto l'incasso. Quello che si trova a difendere a volte vale il guadagno di un intero anno di lavoro.
E’ - ha concluso Landi - appurato che i distributori di carburanti sono il bersaglio preferito della delinquenza organizzata, della micro-criminalità, di tutti gli sbandati.
L’attività di vendita carburanti, in questo senso, si caratterizza come una vera esposizione al pericolo, che aumenta in determinate circostanze, come quelle che si realizzano sugli impianti lungo le grandi arterie e sulla viabilità veloce, o nei punti isolati e nelle aree disagiate e in certe fasce orarie. Una situazione che richiede un intervento teso a diffondere maggiormente la moneta elettronica che però ad oggi costa troppo, sia per i gestori che per i consumatori.
Rincari energia per tutti, ma non per i Consorziati Innova Energia
Continua l'escalation delle quotazioni dell'energia: il prezzo di acquisto dell'energia elettrica nella borsa italiana (PUN) ha registrato, nel corso del 2011 aumenti consistenti legati principalmente ai crescenti costi di produzione.
Anche il gas naturale mantiene un trend ascendente di prezzi rendendo, quindi, le bollette sempre più pesanti per le imprese.
Pericolo scongiurato, invece, per coloro che hanno aderito al Consorzio Nazionale Innova Energia, costituito da Confesercenti per offrire una valida opportunità di risparmio sulle bollette dell'energia.Per i soci Faib sono tuttora in vigore particolari tariffe agevolative.
I consorziati stanno, infatti, usufruendo di PREZZI FISSI particolarmente vantaggiosi perl'energia elettrica e per il gas metano contrattati ad ottobre del 2010 e validi fino al 31/12/2011.
In costante crescita le adesioni al Consorzio che registra un +21% da gennaio 2011 in termini di siti consorziati e di volumi di energia elettrica contrattati.
Si ricorda infine a chi punta sull'utilizzo delle fonti di energia alternativa che Innova Energia ha partecipato alla costituzione di E.S.Co. Romagna scrl, società che offre servizi energetici finalizzati all'incremento dell'efficienza energetica e all'utilizzo delle fonti di energia alternativa. E.S.Co. Romagna affianca le imprese anche per l'individuazione di contributi e la partecipazione a bandi di finanziamento. Al risparmio in bolletta e all'assistenza gratuita per i consorziati si affianca un servizio di consulenza sulle fonti di energia alternativa: fotovoltaico e mini eolico sono solo alcuni esempi di come sia possibile produrre energia in modo pulito, sicuro ed economicamente conveniente.
Per ulteriori informazioni rivolgersi al Consorzio Innova Energia (tel. 0547 75621 - Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. - www.innovaenergia.it) .
Prezzi, il Garante avvia controlli con Gdf e Mise. Faib: le tensioni sono conseguenti alla politica di inasprimento fiscale del Governo, dalle accise all’Iva
Il responsabile governativo per la sorveglianza dei prezzi, ha avviato, d’intesa con la Guardia di Finanza e gli uffici preposti del Ministero dello Sviluppo Economico, delle azioni ispettive sulla rete vendita per contrastare eventuali comportamenti speculativi a seguito dell’ aumento dell'Iva al 21%.
Secondo Mister Prezzi "Vanno tenute sotto controllo le dinamiche di prezzo che stanno interessando beni, prodotti e servizi dopo l`aumento dell`Iva. L'attenzione è massima in un momento di particolare tensione per la nostra economia. Tutelare i consumi è essenziale per la ripresa. L'attività di controllo ha l`obiettivo di individuare i settori nei quali i prezzi crescono in misura anomala o eccessiva rispetto al resto della distribuzione.” Sambuco annuncia che “Su tali settori partiranno subito le indagini in coordinamento con la Guardia di Finanza".
Il Garante anche annunciato un tavolo anti-speculazione al quale saranno invitati i rappresentanti delle principali Associazioni
di categoria interessate.
Nella nota - che giunge dopo mesi di silenzio e denunce delle associazioni dei gestori, che lamentano l’innalzamento dei prezzi dei prodotti petroliferi - non si fa nessun cenno - a proposito di dinamiche prezzi - all’aumento delle accise, 6 centesimi/lt, e al generale inasprimento fiscale che ha visto crescere la pressione sulle famiglie e sulle imprese al 45%. Così come si omette di dire che gli Enti Locali per compensare i maggiori tagli operati con la manovra di agosto opereranno verosimilmente inasprimenti dei tributi locali (dall’occupazione del suolo pubblico, a quelle sulle insegne, a quella sui rifiuti…) fino alle acque reflue, ai rifiuti speciali, ai diritti camerali pagati su un giro d’affari viziato dall’enorme peso della fiscalità…. Elementi che costruiscono “correttamente” il prezzo in quanto voci di costo che gravano direttamente sulle imprese di distribuzione carburanti.
Il tavolo ministeriale sarà per le associazioni dei gestori - una volta di più - l’occasione per rilanciare le proposte di liberalizzazioni del settore, da tutti giudicato oligopolistico e verticalmente integrato e ripresentare la proposta di libera la benzina.
La Faib Campania presente alla seconda edizione della Fiera OilNonOil - Sud
Si è conclusa con grande soddisfazione degli addetti ai lavori la fiera “OilNonOil” tenutasi a Napoli il 25 e 26 Settembre scorsi. E’ stata una due giorni fieristica ricca di eventi e con una buona presenza di visitatori. Hanno preso parte all’appuntamento il Presidente Nazionale Faib Dott. Martino Landi ed il Direttore Faib Dott. Gaetano Pergamo, invece per la Faib Campania il Direttore Confesercenti Campania Dott. Pasquale Giglio ed il collaboratore Dott. Antonio Ingenito.
L’edizione fieristica del 2011 è stata caratterizzata dal passaggio da uno a due padiglioni e da 70 a oltre 100 espositori: numeri che testimoniano il successo dell’evento e a detta della Tandem Comunicazione Srl (società organizzatrice della fiera) “rappresenta un passaggio importante a dimostrazione dell’esattezza della scelta, compiuta due anni fa”.
Durante i due giorni fieristici, presso lo stand 28 del padiglione 6, i responsabili Faib hanno incontrato diversi gestori i quali hanno chiesto, in particolare, informazioni di carattere tecnico, riguardo all’art. 28 inserito nella manovra del Governo.
Domenica 25 settembre si è svolto il seminario dal titolo “Il punto sulla riforma della rete”, a cui ha partecipato il Presidente Nazionale Faib Martino Landi insieme alle altre OO.SS. Dal dibattito degli addetti ai lavori è emerso un giudizio non certo positivo sull’art. 28 inserito nella Legge 111/2011.
In particolare il Presidente Landi ha posto l’accento sull’uso del self pre-pay e sull’attività non-oil manifestando la propria preoccupazione in merito.
Invece il giorno 26 l’evento fieristico di settore ha registrato la partecipazione di una tipologia di visitatori specialistica interessata ai prodotti, agli impianti ed alle attrezzature esposte dalle numerose aziende presenti.
L’articolo 28 al centro del dibattito alla fiera Oil&NonOil
L’articolo 28 della manovra è stato al centro, ieri, della giornata d’apertura di Oil&NonOil, la fiera in programma fino ad oggi alla Mostra D’oltremare di Napoli.
A confrontarsi sull’argomento gestori e retisti moderati dal direttore di Staffetta Quotidiana Goffredo Galeazzi. Al confronto sono mancate due importanti voci l’Unione petrolifera e il Governo che ha mancato l’occasione per spiegare agli operatori presenti in Fiera le ragioni che hanno originato il recente intervento che i gestori hanno ribattezzato “ controriforma”
Dal confronto è emerso un giudizio poco lusinghiero per la norma varata con l’art 28 della legge 111/2011, che a commento unanime non può essere definito una “riforma” e si caratterizza per la poca trasparenza.
Dal dibattito è emersa la convinzione che il settore deve saper guardare avanti ma nel rispetto di norme che possano garantire uguali opportunità per tutti. E poi, la consapevolezza che, se gli operatori non iniziano a guardare nel lungo termine, prima o poi andranno “tutti alla deriva”.
Tra gli interventi che si sono susseguiti al tavolo, quello di apertura del presidente della Faib, Martino Landi che ha espresso particolare preoccupazione per la parte relativa al self pre-pay e al non-oil. Nel suo intervento Landi ha osservato che “Innanzitutto l’utilizzo del sel pre pay durante l’orario di apertura è una contraddizione in termine con il concetto stesso di area di servizio. Il 14 settembre 2010 avevamo revocato lo sciopero perché venne riformulato l'articolo 28 (Principi in materia di rete distributiva di carburanti) e soppresso il comma 2 che di fatto apriva incondizionatamente ai ghost puri sia per i nuovi impianti che per quelli esistenti. Nella nuova versione questo aspetto viene ulteriormente peggiorato perchè l'uso del self pre-pay durante l'orario di apertura è consentito solo se è garantita la presenza del gestore, aprendo di fatto ad una terza modalità di vendita dove le compagnie, con le loro politiche commerciali, applicheranno dei prezzi civetta che metteranno in concorrenza il gestore con se stesso, riducendolo a mero guardiano dell'impianto, ma con a carico tutti gli oneri della distribuzione (diritti camerali, costi metrici, smaltimento rifiuti, adeguamenti normativi per sicurezza sanitaria e anti incendi, responsabilità civile per i prodotti, obbligo comunicazione prezzi, oneri di approvvigionamento…). E’ un aspetto inaccettabile che contrasteremo in tutti i modo possibili.” Landi ha poi continuato dicendo che “Altro aspetto negativo, la possibilità di gestire il non oil da parte dei titolari di autorizzazioni (salvo rinuncia del titolare della licenza UTF) o se tali attività sono collocate in locali separati. Tenuto conto della disparità contrattuale dei soggetti interessati, non rimane difficile alle compagnie e ai retisti accaparrarsi la titolarità del non oil che doveva essere il polmone imprenditoriale del gestore per garantire reddito a compensazione di una contrazione sui ricavi dei carburanti derivante dalla concorrenza che privati e compagnie stesse fanno al gestore. Addirittura tutto questo rimane a rischio per i gestori autostradali, senza poi contare sulla possibilità di poter vendere tabacchi, sostituiti con i pastigliaggi. Una liberalizzazione negata e tradita.”
Al dibattito è poi intervenuto il presidente Fegica Roberto di Vincenzo, che ha apportato al dibattito molteplici elementi di riflessione ricordando la complessa situazione della rete carburanti, la crisi della raffinazione, lo strapotere dei soggetti forti- compagnie e retisti- e ribadendo che l’articolo 28 “interviene su una materia che è stata trasferita in via esclusiva alle Regioni”.
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2011-10-03 08:53:43 | Massimo
Sfido chiunque ad impugnare quella clausola. Quello è solo un modo come tanti altri per costringere un soggetto, che dovrebbe essere un piccolo imprenditore, a rispondere e sottostare a regole presenti nel lavoratore dipendente. La differenza sta a quale di queste due categorie ti senti di appartenere.
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2011-10-03 09:08:39 | ipstation
Personalmente non mi ritengo appartenente a nessuna delle 2,l'impianto è di un retista che ovviamente fà i suoi interessi,l'Ip da quando ho abbandonato tutte le promozioni con costi a mio carico mi ha definito " perla nera" (e son contento di esserlo,non mi pento di nulla),purtroppo sono un "succube" del sistema,io DEVO lavorare x mantenere la mia famiglia,il lavoro mi piace ma non posso svolgerlo come vorrei a causa delle decine di clausole imposte dal retista,mando curriculum a ogni annuncio che trovo ma di lavoro in giro non se ne trova.Se mi è permesso aggiungere una categoria a quelle che hai nominato a cui sento di appartenere sarebbe questa : imprenditore precario da oltre 12 anni(nel senso che appena trovo altro me ne vado).
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2011-10-03 09:37:02 | Giank
I retisti ci provano sempre ad inserire certe clausole palesemente "contra legem", salvo poi ritirarle frettolosamente quando trovano il gestore cazzuto che non si fa intimorire. Capisco però la tua posizione delicata che ti ha portato a firmare per il quieto vivere.
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2011-10-03 10:15:55 | Massimo
Capisco perfettamente la posizione di chi si ritrova a dover sottoscrivere un contratto sotto scadenza. Quello che deve succedere appena dopo è la capacità di ribaltare tale situazione grazie anche alla possibilità data da uno stato di diritto e dalla legge. Perchè con tutti i distinguo del nostro lavoro, noi siamo e restiamo piccoli imprenditori. Cerchiamo di ricordarlo anche alla nostra controparte.
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- 25/10/2011 15:41 - Figisc Anisa News 37/2011
- 24/10/2011 16:29 - Figisc Anisa News 36/2011
- 11/10/2011 15:40 - Controdistribuzione edizione FLASH n. 18 - 11 Ottobre 2011
- 06/10/2011 16:32 - Controdistribuzione edizione FLASH n. 17 - 06 Ottobre 2011
- 06/10/2011 12:03 - Non ci sono più alibi. Per nessuno.
- 22/09/2011 15:36 - Figisc Anisa News 35/2011
- 21/09/2011 14:08 - Controdistribuzione edizione FLASH n. 16 - 21 Settembre 2011
- 15/09/2011 15:26 - Controdistribuzione edizione FLASH n. 15 - 15 Settembre 2011
- 15/09/2011 08:34 - FAIB Informa 33 del 14/09/11
- 13/09/2011 15:55 - Figisc Anisa News 34/2011




Un esempio ? a fine anno mi scadeva il contratto ,mi è stato rinnovato per altri 6+6(anni) con l'obbligo di apertura anche nei giorni festivi almeno al mattino,è una clausola risolutiva con tanto di penale,quindi ora mi ritrovo a fare dalle 70 alle 75 ore settimanali : E POI DITEMI CHE LA SCHIAVITU' è STATA ABOLITA !!!! pero' potevo scegliere ,o cosi o consegna delle chiavi dell'impianto il 31/12(con mutuo e 2 figli voi che avreste fatto?)