GestoriCarburanti

 

FAIB Informa 40 del 28/10/11

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Il Governo presenta all’UE i provvedimenti per superare la crisi. Ma sulla distribuzione carburanti indica soluzioni inadeguate che peggiorano le condizioni della concorrenza per gestori ed automobilisti.

Il Governo italiano ha inviato all’UE, dopo lunghe mediazioni, le soluzioni adottate per superare la crisi. E’ una lettera articolata su diversi punti tesa a dimostrare che “Quest'estate il Parlamento italiano ha approvato manovre di stabilizzazione finanziaria con un effetto correttivo sui saldi di bilancio al 2014 pari a 60 miliardi di euro. Sono state così create le condizioni per raggiungere il pareggio di bilancio nel 2013, con un anno di anticipo rispetto a quanto richiesto dalle istituzioni europee. Dal 2012, grazie all'aumentato avanzo primario, il nostro debito scenderà”.
Il documento del governo italiano indica diversi punti sui quali l’esecutivo è intervenuto. Tra questi anche la distribuzione carburanti.
Ma su questo punto la lettera lascia spazi a dubbi e perplessità perché da un lato dice che “i provvedimenti presi in tema di apertura dei mercati in chiave concorrenziale sono disposizioni contenute nella bozza di disegno di legge sulla concorrenza (che) riguardano i settori della distribuzione dei carburanti e (…)” per poi dopo qualche riga dire “ Le misure concernenti i mercati della distribuzione carburanti sono state integralmente inserite nel Decreto Legge n.98/2011 e pertanto sono già in vigore. Si è preferito adottare uno strumento legislativo quale il decreto che garantisce l'immediata efficacia degli interventi. nel medesimo decreto legge sono state inserite anche altre disposizioni di apertura dei mercati e liberalizzazioni… ”
Quindi da un lato si fa riferimento ad una proposta di provvedimento presente nel Disegno di legge sulla concorrenza e dall’altro si fa riferimento all’art. 28 della legge 111/2011 di conversione del citato DL 98/2011.
Come tutti sanno, le due soluzioni prospettate sono diverse e delineano strutture di mercato differenziate, sebbene insufficienti ad incidere sulla reale conformazione del mercato dei carburanti in Italia.
A prescindere dagli altri punti indicati della lettera all’UE, e sui quali ci auguriamo che il governo sia stato meno incerto, la nota governativa lascia spazi ancora a soluzioni nella disponibilità della maggioranza di governo.

Come è noto le associazioni dei gestori, e molti atri soggetti economici e sociali, hanno chiaramente bocciato l’art 28 del DL 98/2011 perché blocca il processo di liberalizzazioni e scarica sui soggetti più deboli della filiera le contraddizioni di un sistema oligopolistico incentrato su 7 compagnie verticalmente integrate che determinano le politiche e i prezzi in tutte le fasi del processo produttivo-distributivo. Contro quell’articolo le associazione dei gestori hanno persino fatto uno sciopero generale, perché indica soluzioni inadeguate e tutt’altro che liberalizzatici, che peggiorano le condizioni per gestori ed automobilisti. La norma indicata appesantisce le condizioni contrattuali e nega la modernizzazione sulle attività collaterali confermando monopoli ed esclusive e favorisce i poteri forti del settore con interventi ad hoc. Una riforma senza disegni di sviluppo, senza alcun effetto sulla struttura portante e sui prezzi praticati, come dimostrano gli ultimi dati dell’inflazione e le immancabili polemiche sul caro benzina.

Altra cosa è invece la norma inserita dal governo nell’art 48- misteriosamente stralciata- del decreto legge sviluppo che prevede(va) una vera liberalizzazione e una vera riforma che rilancerebbe la distribuzione carburanti, qualificherebbe la funzione e il ruolo dei gestori come veri imprenditori, calmierebbe il mercato superando il balletto tra platt’s e brent, realizzando lo sviluppo del non oil e diminuendo lo stress sui prezzi dei prodotti petroliferi, superando il vincolo d’esclusiva, dando luogo alla costituzione di un acquirente unico finalizzato a calmierare il mercato e introducendo nuova concorrenza tra i vari soggetti ai diversi livelli della filiera.
Ma il governo naviga a vista…

Sciopero generale dei gestori, comunicate le modalità operative alla commissione di garanzia.

Con una nota congiunta il coordinamento Faib Fegica ha comunicato alla Commissione di Garanzia dell’attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici, le ragioni dello sciopero generale della categoria dei gestori carburanti, indetto per l’8, il 9 e il 10 novembre.
Lo sciopero è rivolto verso “gli atti assunti dal governo che sta ripetutamente violando le intese e gli accordi sottoscritti”, compromettendo “la competitività e la sopravvivenza della categoria dei gestori degli imputanti di carburanti stretti tra la morsa delle compagnie petrolifere ed un futuro reso incerto dall’azzeramento del riconoscimento del ruolo di esattori per conto dello stato.”
A difesa dei legittimi interessi della categoria Faib e Fegica hanno proclamato lo sciopero generale della categoria dalle 19.30 dell’8 novembre alle 7.00 dell’11 novembre per la rete ordinaria e dalle 22.00 dell’8 novembre alle 6.00 dell’11 novembre per la rete autostradale.

A Latina la stampa spara nel mucchio. Ma era un caso isolato

La Faib interviene nel capoluogo pontino per condannare in generale gli episodi di scorrettezza e soprattutto per evidenziare che nella vicenda specifica si trattava di un caso isolato.
La Faib ha condannato l’uso strumentale della notizia fatto dai media che non hanno esitato a chiamare sul banco dei responsabili tutti i gestori.
“Era nostro dovere chiarire la vicenda - ha dichiarato Gianni Crecco, Presidente Faib di Latina - che aveva colpito il settore nella nostra Provincia. Con l’occasione abbiamo invitato i colleghi a non abbassare mai la guardia, vigilando..!!!!! per non permettere ai disonesti di infangarci e mettere in cattiva luce chi lavora e lavora per crescere, non per distruggere.”
I fatti di Latina rilanciati dai media televisivi e della carta stampata hanno suscitato allarme e rabbia tra gli operatori dell’intera provincia che sono estranei ai fatti.
E’ un pessimo esempio di cattiva cronaca che fa male al giornalismo e fa crescere la cultura del sospetto e del così fan tutti, favorendo processi di facile generalizzazioni da una parte e di deresponsabilizzazione dall’altra, in un momento in cui occorre riscoprire l’etica della responsabilità.

COORDINAMENTO UNITARIO

FAIB FEGICA

COMUNICATO STAMPA

DEL 21 OTTOBRE

Prezzi carburanti: l’esultanza di Sagli fuori luogo e smentita dallo stesso mise in assenza di una vera liberalizzazione, la differenza dall’europa rimane tra 4 E 5 CENT

In questi anni il Sottosegretario Saglia ha abituato tutti ad annunci improvvidi, immancabilmente smentiti dai fatti, ma questa volta si rasenta il ridicolo, visto che la sconfessione arriva -praticamente in tempo realedall’interno dello stesso Governo di cui dovrebbe rappresentare la posizione.

L’esultanza -si legge in una nota del Coordinamento Nazionale Unitario di Faib e Fegica- per una pretesa

riduzione del divario tra i prezzi dei carburanti in Italia verso il resto d’Europa è fuori luogo e immotivata, oltreché capace di indurre pubblica opinione e consumatori a farsi un’idea di quanto avviene falsa e mistificata.

Secondo i dati pubblicati proprio sul sito del Ministero dello sviluppo economico (http://www.sviluppoeconomico.gov.it/images/stories/prezzi/Tabelle_dei_prezzi_industriali_2011/Tabelle_dei_prezzi_industriali_17_10_2011.pdf), infatti, il cosiddetto “stacco Italia” per la benzina super era pari a 4,6 centesimi all’inizio dell’anno ed è pari a 4,7 centesimi (+0,1) con la rilevazione del 17 di ottobre.

Stesso discorso vale per lo “stacco” sul gasolio che passa dai 3,3 ai 3,8 centesimi (+0,5) attuali.

Serietà vorrebbe -quella serietà che dovrebbe andare di pari passo con i ruoli di responsabilità assunti, specie se pubblici ed istituzionali- che quella riduzione di cui tenta di assumere il merito il Sottosegretario Saglia, fosse rappresentata come il risultato di un aumento precedente ed inusitato dello “stacco” verso l’Europa, peraltro registrato anche dall’ultima riunione della Commissione ministeriale prezzi.

Appena il 26 settembre scorso -sempre secondo i dati resi pubblici dal Mise- il gap che ci divide dalla media degli altri Paesi europei aveva raggiunto il livello record di 5,1 cent (+1,8) per il gasolio, mentre quello per la benzina toccava addirittura i 6 centesimi (+1,4).

Una situazione che, se da una parte può apparire come la prova manifesta per quanti contestano la

famigerata “doppia velocità” di adeguamento dei prezzi dei petrolieri italiani, dall’altra risulta essere incontestabilmente il frutto di un sistema di mercato ancora non pienamente liberalizzato e sotto il rigido controllo di pochi potenti soggetti.

Proprio da quest’altro punto di vista poi, il Sottosegretario Saglia con la medesima dichiarazione incorre in un nuovo e plateale scivolone.

Quelle proposte di riforma -costituzione di un mercato all’ingrosso competitivo e trasparente dei carburanti; separazione delle reti (unbundling); fine dell’obbligatorietà delle forniture in esclusiva; divieto ai cartelli ingannevoli sugli sconti- che Saglia rigetta come “non aver riscontro in nessun altro Paese europeo” e che attribuisce dell’opposizione e che costituiscono gli elementi centrali del progetto “Libera la benzina!” promosso dal Coordinamento Nazionale Unitario di Faib e Fegica, hanno trovato una loro

collocazione persino nella prima bozza di decreto sviluppo (art.48) di cui la stampa ha dato ampio conto e rilievo.

Se il Sottosegretario Saglia -conclude la nota del Coordinamento Nazionale Unitario di Faib e Fegica che, come è noto, ha proclamato 15 giorni di sciopero anche per sostenere la liberalizzazione del settore ed il contenimento dei prezzi- volesse sostenere di non saperne niente o, peggio, che il decreto sviluppo sia frutto dell’estensione di pericolosi esponenti dell’opposizione, sarebbe davvero troppo. Pure per lui.

Calabria, convocato il Coordinamento Regionale Faib

E’ stato convocato per il 27 Ottobre, presso il Grand Hotel a Lamezia Terme il Coordinamento Regionale della Faib per discutere della mobilitazione della categoria in vista dello sciopero generale di settore del 8 .9.10 Novembre 2011 e dell’ aggiornamento del tavolo con le compagnie petrolifere.

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