IL BONUS “FIGISC- ANISA” E LE CARTE GRATUITE SONO LEGGE DELLO STATO
Tra la giornata di venerdì e quella di sabato Senato e Camera hanno approvato la legge di stabilità 2012, nella quale è stato incluso il provvedimento del bonus fiscale dei Gestori (reintegro per il 2011 e strutturalità dal 2012).
Si tratta, senza alcuna esagerazione, di un risultato ECCEZIONALE, che si deve - qualunque altra panzana venga diffusa, qualunque improbabile merito venga rivendicato da altri - al lavoro ed alle scelte portate avanti da FIGISC ed ANISA.
Perché si tratti di un risultato eccezionale e per nulla scontato lo spiegheremo più innanzi, cominciando prima a spiegare perché sia inequivocabilmente un risultato di FIGISC ed ANISA, che hanno fatto i passi giusti nel momento giusto:
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il primo è stato la proclamazione il 21 ottobre dello sciopero “di ” FIGISC ed ANISA, incentrato sul bonus quale obiettivo irrinunciabile della Categoria, rifiutando e smascherando giochi di bussolotti e di mercanteggiamento tra bonus e “Libera la benzina”;
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il secondo è di essersi fatte carico di capire ed indicare dove e come si dovessero trovare i soldi per pagare la reintegrazione del bonus 2011 (ricordiamo che in bilancio c’erano solo 24 milioni, contro gli oltre 60 necessari) e dove e come trovare i soldi per finanziare nel tempo il bonus strutturale, mentre altri si sono sbracciati a respingere l’ipotesi di finanziare il bonus tramite “l’aumento delle accise”;
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il terzo è avere richiesto al Ministero che la questione bonus dovesse essere risolta in quel momento e non con provvedimenti a venire (che la crisi di governo che stava venendo avanti avrebbe rimandato nel tempo ed a interlocutori diversi), ma proprio con la legge di stabilità che era già depositata in Parlamento e che si doveva approvare entro la settimana sotto la spinta delle pressioni dell’Unione Europea;•
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con questi due elementi (individua zione del primo provvedimento legisla mtivo sul binario di partenza ed indivi duazione delle risorse finanziarie a copertura), FIGISC ed ANISA hanno contribuito in maniera determinante alla formazione del Protocollo d’Intesa che il Governo ha proposto martedì 8 novembre alle Associazioni di categoria dei Gestori;
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il quarto passo è stato è aver ritirato lo sciopero, pur da sole, di fronte all’impegno firmato da Romani, perché altrimenti non se ne sarebbe fatto più nulla, la disponibilità sarebbe rientrata e si sarebbe sprecata un’occasione altrimenti irripetibile per chissà quanto tempo: si è scelto, cioè, di lavorare per tutti i Gestori, a differenza di chi ha preferito annusarsi solo l’odore della giacchetta di appartenenza.
Hanno pesato anche – nonostante le gratuite ironie di qualcuno (che su questo tema non è in alcun modo vergine) sul cosìddetto “retrobottega del partito” -, nel difficile percorso verso una soluzione, i rapporti, le relazioni di conoscenza e la reciproca stima e fiducia tra le persone sulla base di una convergenza sulle giuste cose da fare.
Se questo andava detto in merito a chi si è fatto carico di conseguire il risultato, sul risultato in sé va detto quanto segue.
Si sbaglierebbe se si pensasse che, in fondo, non v’è nulla di eccezionale nell’aver riportato a casa un provvedimento che già c’era da diciassette anni, che era diventato quasi una “certezza” acquisita o un “diritto”, anche se doveva essere sempre oggetto di tira e molla per assicurarne la continuità (a volte proroghe di tre anni, di due anni, da ultimo di un solo anno).
Intanto, perché questi sono tempi in cui - la situazione sociale ed economica ce lo sta dicendo in maniera sempre più marcata, se non brutale - le “certezze” ed i “diritti” non sono più tali per nessuno, e per ogni giorno che passa se ne perdono pezzi e bocconi, in tutti i settori e non certo solo in questo, ovunque e per chiunque, non solo peri Gestori.
Inoltre, la “certezza” del bonus era finita a febbraio di quest’anno, quando ci si è ritrovati:
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con un bonus ridotto del 60 % (limite di spesa di soli 24 milioni, contro i 60 milioni di euro spesi per il 2010) dal decreto “Milleproroghe e legge 10/11;
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senza uno straccio di prospettiva di rinnovo, circostanza confermata anche dal decreto legge 98/2011 di luglio, dove si leggeva nero su bianco nelle tabelle allegate che il provvedimento era considerato esaurito con il 2011.
Con la legge di stabilità appena votata si sono conseguiti almeno quattro risultati eccezionali:
• riuscire a far sopravvivere il bonus - che secondo il nostro pensare è un “diritto”, ma che ci avevano abolito a partire dal 2012 - è un eccezionale risultato in difesa;
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avere rimediato il pasticcio del “Milleproroghe”, cioè aver reintegrato il valore del bonus del 2011 di quel 60 % che era già stato tagliato, è un altro eccezionale risultato in difesa;
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infine, sottrarre alla precarietà un “diritto” per renderlo stabile, cioè avere reso “strutturale” il provvedimento, dopo diciassette anni di precariato e proroga, è un eccezionale risultato in attacco;
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ottenere la gratuità delle transazioni con moneta elettronica fino all’importo di 100 euro, un risultato assolutamente eclatante, su cui avremo modo di ritornare sul prossimo numero di Figisc Anisa News per una valutazione sulle prospettive che da una simile svolta derivano alle gestioni.
Per capire se ottenere questi risultati sia stato facile, basti considerare quale è stato il contesto vissuto in questi mesi, settimane, giorni: due manovre economiche, la crisi finanziaria, infine, la crisi di governo aperta negli stessi giorni in cui la vertenza bonus era al culmine e l’Europa chiedeva (e chiede) di occuparsi di ben altre cose che i problemi di settore della distribuzione carburanti.
Se si pensa a questo contesto complessivo, alla eccezionalità delle circostanze, alla straordinaria avversità persino della situazione politica, del fatto che siamo ripartiti da un “punto zero”, si può valutare nel modo più serio se quel che si è riusciti a fare sul bonus poteva essere un risultato in fin dei conti semplice e scontato, oppure se si sia trattato davvero di un autentico risultato eccezionale.
I RINGRAZIAMENTI DEL PRESIDENTE
(di Luca SQUERI)
Non mi dilungo a sottolineare l’autentica eccezionalità di un risultato come quello raggiunto, eccezionale in quanto non avrebbe potuto essere conseguito in un momento più avverso, in una situazione più difficile e da un punto di partenza così basso, come in questa vicenda.
Ma un risultato così non accade mai per caso, ed è il frutto delle idee e proposte, del lavoro, della determinazione e, infine, della convergenza sulle cose da fare di persone reali, sia pure con ruoli e funzioni distinte e spesso distanti.
Perciò un doveroso, ma soprattutto sincero e cordiale, ringraziamento va al Ministro per lo sviluppo economico, Paolo ROMANI (che si è fatto interprete presso il Sottosegretario alla Presidenza del Con siglio, Gianni LETTA, delle proposte da noi avanzate), al Sottosegretario Stefano SAGLIA, unitamente alla struttura dirigente del Ministero per lo sviluppo economico, che, di concerto con quella del Ministero dell’economia e delle finanze, ha consentito che il Protocollo, siglato martedì 8, potesse essere già nel giro di pochissime ore inserito nella legge di stabilità in esame al Parlamento.
Un ringraziamento molto sentito va anche alle realtà associative ed alla struttura CONFCOMMERCIO, che – attraverso i suoi uffici per le relazioni con il Parlamento – si è spesa, in rinforzo al nostro lavoro propositivo, per il conseguimento dell’obiettivo del bonus.
Ed è ovviamente ai colleghi componenti degli organi dirigenti di FIGISC ed ANISA che va un fervido ringraziamento: dalle Presidenze alla Giunta, dai Consigli Direttivi alla Segreteria nazionale, per il sostegno e la fiducia con cui hanno supportato il lavoro di chi doveva valutare contenuti, rischi e scelte, spesso nel breve spazio di ore, nonché a quanti hanno partecipato alle fasi più salienti della vertenza negli incontri con i rappresentanti del Governo.
E, naturalmente, grazie a tutta la struttura di FIGISC CONFCOMMERCIO del territorio, ai Presidenti ed ai Segretari che hanno prima organizzato uno sciopero -che bisognava portare assolutamente in fondo se non fossero emersi fatti positivi – e che hanno dovuto all’ultimo momento revocare con indubbi disagi per tutti.
E, last but not least, grazie soprattutto a tutti i nostri Gestori, associati alla FIGISC ed ANISA, ma anche ai molti altri non associati alle nostre Federazioni, che hanno dimostrato nei fatti di aver compreso (nonostante la disinformazione, il disfattismo e l’allarmismo altrui) che avevamo fatto la scelta giusta per garantire loro l’opportunità della conferma di questo strumento.
Il Presidente Nazionale FIGISC
Luca SQUERI
L’ALTRA “FACCIA” DELLA VERTENZA BONUS
19 ottobre - SCÀMBIASI BONUS CON ARIA FRITTA
“…confermiamo che, ove il Governo decidesse di non adottare almeno uno dei due provvedimenti sopra richiamati (ossia rinnovo del bonus O adozione di “Libera la benzina” NdR) …. gli impianti di rifornimento carburanti della rete italiana si asterranno dalla propria attività...” (FAIB FEGICA, comunicato stampa).
4 novembre – CONTRORDINE COMPAGNI! È SOLO UNA PROVOCAZIONE !
In margine al primo incontro con il Sottosegretario Saglia, FEGICA se ne esce con questa affermazione: “Ma perché vi scandalizzate dello scambio tra bonus e ‘Libera la benzina’ ? È solo un’altra nostra provocazione !”
Alla faccia della chiarezza e dell’informazione!
7 novembre – FINANZIARE BONUS CON LE ACCISE? ORRORE !
“La proposta di rispettare gli impegni assunti a più riprese con la Categoria attraverso un ennesimo aumento dei prezzi dei carburanti è inaccettabile e dal vago sapore strumentale…….Immaginare di poter chiedere ad una Categoria che si batte strenuamente contro il caro-carburanti, i continui aumenti delle accise, per la liberalizzazione di un settore ingessato e sottratto alla concorrenza, di farsi complice e compartecipe dell’ennesimo intervento sui prezzi appare per quello che è: un pretesto per sottrarsi alle proprie gravissime responsabilità” (FAIB e FEGICA, Comunicato stampa)
Insomma, non interessano i soldi per i Gestori !
7 novembre – SIAM COSÌ “CORTESI” CHE NON CI FREGA DI TRATTARE
“…una ipotetica pressoché tombale (in italiano corrente vuol dire: “una cosa che mette una pietra sopra” NdR) sull’incontro convocato per domani stesso, al quale il Coordinamento Nazionale Unitario di Faib Confesercenti e Fegica Cisl fa sapere di
partecipare per mera cortesia istituzionale” (anche qui, in italiano corrente vuol dire: “abbiam già deciso, anche ci offriste la luna, di dirvi di no”) (FAIB e FEGICA, Comunicato stampa).
8 novembre – MAXIEMENDAMENTO? CHE ROBA È?
“La proposta del governo è irricevibile. Il governo ci ha detto che intende inserire una serie di impegni nel maxiemendamento al ddl Stabilità. Ma allo stato riteniamo la proposta insufficiente e non siamo nelle condizioni di revocare lo sciopero. Poi valuteremo.” (FEGICA, Comunicato stampa)
9 novembre – OTTO MILIONI DI BAIONETTE
“Alle 10.30 di questa mattina l'adesione allo sciopero di tre giorni dei benzinai è
attestata all'88% ............ Al di là delle punte
ben superiori al 90% fatte registrare in alcune grandi città italiane (Milano, Roma, Bologna, Bari, Napoli, Palermo) il dato medio che emerge rappresenta la dimostrazione solare di come non sia più consentito a nessuno esimersi dal dare risposte concrete o prendere in giro i cittadini a mezzo stampa”. (FAIB e FEGICA Comunicato stampa). Appunto, una presa in giro !
9 novembre – LO SPREAD
“La percentuale di adesione allo sciopero dei benzinai sulla rete ordinaria è pari al 10-15% in media nazionale. È quanto risulta dai dati raccolti presso le compagnie petrolifere…. Per quanto riguarda la rete autostradale l'adesione è stata trascu
rabile” (ANSA) – È una replica amplificata del dato sullo sciopero ENI del 14.07. 2011.
9 novembre – ARIDÀTECE ER “MILLE-PROROGHE” !
Si fa sapere che lo sciopero sarebbe stato ritirato se il Governo avesse presentato “un atto - questo sì concreto – ampiamente nelle facoltà ministeriali, senza dover rincorrere nessun provvedimento legislativo: un semplice ‘decreto dirigenziale’ di concerto tra il Ministero dell’Economia e quello dello sviluppo economico che, come previsto dal ‘mille-proroghe’ del Natale scorso, confermasse le percentuali finora utilizzate per il calcolo della deduzione forfetaria” (Controdistribuzione edizione flash, n. 19 del 9. 11.2011).
Qualcuno è ormai in palla, in quanto è proprio il così detto “Milleproroghe” (che è una legge!) ad imporre che con il decreto, di cui si ciancia a sproposito il 9 novembre, “sono stabiliti i nuovi importi della deduzione forfetaria in misura tale da rispettare il limite di spesa” di 24 milioni di euro: cioè questo miracolistico decreto non avrebbe potuto che, inchinandosi alla legge, tagliare il bonus e non confermarlo. Lucciole per lanterne, fischi per fiaschi, a scelta.
9 novembre – DISCORSI DA CUCINA: IL PESCE
Tenendosi ben lungi dal chiarire lo sputtanamento sui numeri dell’adesione allo sciopero, e probabilmente ancora ignorando che il Protocollo d’Intesa è GIÀ finito nella legge di stabilità, il pomeriggio, FEGICA preferisce parlare di cucina, e precisamente di pesce. Che sarebbe finito nella rete di Saglia: si riferisce, ovviamente (in mezzo anche ad una serie di allusioni “partitiche” ad personam) a FIGI-SC ed ANISA che sarebbero state “irretite” da false promesse che mai sarebbero state mantenute. (sempre Controdistribuzione edizione flash, n. 19 del 9.11. 2011).
10 novembre – L’EMENDAMENTO NON È IL4.2000, MA IL 5.0.1000 ! SCIOPERO !!!
11 secondo giorno dello sciopero si apprende che “Faib e Fegica hanno deciso di conti nuare lo sciopero sulla rete carburanti”. FEGICA infatti, contattata da Staffetta, spiega che l'emendamento in questione in realtà è fuori dal maxiemendamento e quindi “non è blindato”.
L’emendamento, infatti, concernente il bonus era il 5.0.1000: difficile che si potesse mischiarlo all’emendamento 4.2000, nel quale erano contenute le misure chieste all’Italia dall’Unione Europea. Entrambi in ogni caso stavano nella legge di stabilità.
Deve essere stata una consolazione per i Gestori che hanno deciso di scioperare anche nel secondo giorno sapere di aver scioperato per il 4.2000 invece che per il 5.0.1000 !
11 novembre – A NOI ! (IL MERITO !)
Su Controdistribuzione edizione flash, n. 20 dell’11.11.2011, sta scritto letteralmente: “C’é voluta tutta la pressione della Categoria fuori dal Parlamento, con l’alta adesione allo sciopero [come solo ‘alta’? ma non si parlava qualche giorno prima dell’88 %, cioè di percentuali ‘mai viste prima’? NdR], e gli insistiti contatti con tutte le forze parlamentari, di maggioranza e di opposizione, protrattisi per tutta la giornata di mercoledì e fino a tarda notte (sic!), per riuscire finalmente ad ottenere un emendamento al “decreto stabilità“.
Come dire “abbiamo fatto tutto noi”!
Come non bastasse, sempre su quel numero, si dice che la Categoria [leggi FAIB e FEGICA, NdR] “ha saputo trovare il modo di perseguire i propri obiettivi con perseveranza, anche a beneficio di quanti ora, in modo cinico e utilitaristico, vorrebbero scipparne il merito (leggi FIGISC ed ANISA, ovviamente, NdR)”.
Meno male che siamo noi le “facce di bronzo”.
E queste, voi come le chiamate?
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2011-11-14 19:48:09 | Loris - a Carlo
Non so se i tuoi conteggi sono giusti posso dirti che il Prof Monti ha detto chiaro e tondo BASTA PRIVILEGI e agli occhi di tutti il bonus è un privilegio
Io sono preoccupato per questo credimi, sempre sperando che i tuoi conti siano sbagliati, perchè se no chiudo prima
ciao
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2011-11-15 08:55:31 | Samuele - Firenze - COLLEGA...
Ciao collega, chiedi un rateizzo degli importi, paga la 1° rata e attendi che diventi legge, poi fai un conguaglio, con un po' di fortuna riesci ad anticipare non più di 500 euro, se sei sfortunato almeno lo dimezzi.
Ciao.
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2011-11-15 11:30:00 | Giampiero - x Carlo,
premesso che, almeno per l'esercizio finanziario 2012 tale "agevolazione fiscale" ci è stata consentita semplicemente perchè il Parlamento ha approvato la legge di stabilità 2012, questa ultima incide sotto forma non di detrazione bensì di deduzione forfettaria dal reddito di impresa. Tuttavia il "bonus", pur considerato un elemento che incide positivamente in termini economici, altrimenti senza il quale migliaia di colleghi correvano il rischio reale di chiusura, non può essere "elemento vitale", e le tue preoccupazioni, comunque comuni alla maggioranza delle gestioni, evidenziano che le criticità espresse debbano essere indirizzate all'esiguo margine "concesso" dalle aziende petrolifere ed ad una diminuzione di erogato in termini emorragici verso la GDO e le pompe bianche per delle regole di mercato inique verso la nostra categoria.
Per poter calcolare gli acconti dovuti, tenendo conto di quanto previsto già a suo tempo dal Dl "milleproroghe" 225/2010, bisogna considerare una serie di elementi oggettivi tra i quali i ricavi derivanti esclusivamente dalla cessione di carburanti sui quali dovrà essere calcolata la deduzione forfettaria, e non i litri erogati sul proprio p.v. Su questi dati, purtoppo, dovrà essere rideterminato l'acconto complessivo. Permettimi di offrire un suggerimento alla tua persona, non prendere come attendibili le discussionI di quel "qualcuno mi ha detto", si tratta di una materia un poco complessa che è meglio far interpretare ad consulente fiscale che si assume l'onere di dover tradurre secondo le disposizioni che la legge indica.
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2011-11-15 13:33:08 | Carlo - A Giampiero e al Sig Parin
innanzi tutto un grazie per la risposta anche se evasiva.
Quel qualcuno da me citato è il mio commercialista che su un incasso di 150.000 € mese pari a circa 1.800.000 annui mi ha fatto il calcolo che ho descritto.
Dato che Voi Figisc sapete meglio di chiunque altro fare i conti l'ho chiesto a voi e sempre dato che la tua rispossta non è esaustiva se non un turbinio di parole su cose note provo educatamente a girare la domanda al Sig PARIN il quale diverse volte si è espresso decisamente meglio e in modo più diretto e comprensibile di quello Figisc da te usato.
Fermo restando il mio rinnovato grazie a te Giampiero, educatamente chiedo a Moreno se a sommi capi il mio esposto conteggio è esatto, in altre parole l'anticipo di tassazione tenuto conto del mancato riconoscimento della detrazione incide nei parametri sopra descritti.
Voglio essere più chiaro , se così è, la mia economicità non me lo consente e dato che mi è stato proposto un lavoro diverso dal gestore vorrei fare una seria riflessione se accettare o meno. Premetto che con questi litri anche se in caduta libera le vendite, potrei farcelka, se invece ci devo anticipare migliaia di euro di tasse onestamente non ce la faccio ed allora prendo in seria considerazione l'altro lavoro.
Scusate se ho messo i fattacci miei in piazza ma non credo di essere lìunico in questo stato.
Grazie ancora
Carlo
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2011-11-15 17:40:37 | Anonimo
Se con 1,2 mln hai problemi a pagare le tasse credo sia meglio che accetti quella proposta. Questo mestiere non fa per te.
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2011-11-15 17:22:17 | freschello
egregio carlo ma lassa stè
stai a smarronare con sto bonus ma intanto qua
ti legge gente che ha 500/700 mc di erogato siamo alla frutta
e te ne arrivi te con i tuoi 1200 mc a farci la domandina
smetto o non smetto
ma smetti di trapanarci il cervello e paga le tasse come tutti.
1,1 % fino a 1080000,00
0,6% da 1080000,00 a 2 milioni e spiccioli
mettiti a contare
arvezze
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2011-11-15 17:41:18 | x Carlo - scusa Carlo,
ma la mia era l'unica risposta che potevo dare molto semplicemente perchè sono abituato a rispondere nel completo avendo sotto mano tutti i dati per poterla fornire esaustiva. Se "quel qualcuno" risulta essere il tuo consulente dovrebbe sapere che i litri nel conteggio non sono un elemento numerico corretto. Per fare il calcolo della deduzione forfettaria, per l'ulteriore dato che hai offerto, che consente un risparmio nel calcolo dell'imposta, devi anche fornire il reddito prodotto su cui dedurre i circa 15.960,00 di "bonus calcolato. Su tale differenza il tuo consulente calcolerà il totale imposta da pagare e gli eventuali acconti sicuramente meglio della mia persona e non della della Figisc per la quale non risulto essere il portavoce. Chiedo ulteriormente scusa per il "turbinio di parole su cose note" che ti pare aver letto e mi pareva aver percepito a te fossero poco chiare, ma su questo e su quant'altro hai continuato a scrivere penso di dover chiudere il disconso, aspetto di leggere l'intervento che su questo temapotrà sicuramente potrà meglio esplicitare Parin.
| < Prec. | Succ. > |
|---|
- 25/11/2011 15:56 - Figisc Anisa News 44/2011
- 23/11/2011 18:29 - FAIB Informa 44 del 23/10/11
- 22/11/2011 16:33 - Figisc Anisa News 43/2011
- 21/11/2011 17:51 - Figisc Anisa News 42/2011
- 21/11/2011 16:02 - Faib piange la tragica scomparsa di Francesco Zoppello, gestore vicentino, associato da lungo tempo
- 11/11/2011 16:25 - Controdistribuzione edizione FLASH n. 20 - 11 Novembre 2011
- 10/11/2011 18:26 - Figisc Anisa News 40/2011
- 09/11/2011 22:30 - Controdistribuzione edizione FLASH n. 19 - 09 Novembre 2011
- 07/11/2011 17:42 - Comunicato stampa Faib Fegica, confermato lo sciopero
- 03/01/2008 16:42 - A TUTTI I GESTORI ENI R&M (AGIP)




Senza polemica, aggiungo anche il mio grazie a chi ha lavorato per il bonus dei gestori.
Ma se per cortesia mi risponde il Sig Giampiero o un dirigente Figisc del come vado a provvedere l'anticipo di tasse che devo pagare allo stato visto che il calcolo del reddito lo si fa non tenendo presente la detrazione.
Senza nessuna polemica, mi si faccia capire io che vendo 800 mila litri di gasolio e 400 mila di benzina senza attività collaterali cosa devo anticipare allo stato , partecipo allo sconto nella misura di 1 cent al litro e sono in fai da te anche se servo tutti, il mio margine è sotto i 3 centesimi litro .
Se non a voi mi dite quanto vale la detrazione , qualche buona anima?
qualcuno mi ha detto che sono circa 4500 euro poi c'è l'acconto equivalemte in altre parole mi ha detto circa 8000 euro che devo anticipare sperando che non facciano un decreto che anuula l'agevolazione !
E' giusto??
un sincero grazie
Carlo
e-mail baciccia.c@libero.it