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FAIB Informa 44 del 23/10/11

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Convocata la Giunta Nazionale FAIB

La Giunta Nazionale Faib è stata convocata per  mercoledì 30 novembre alle ore 10.30 presso la Confesercenti Nazionale, via Nazionale 60, Roma, per discutere dell’ approvazione dell’art. 34 della legge di stabilità, bonus fiscale e  carte di credito; dell’esame del nuovo quadro politico e associativo; delle relazioni industriali e della scadenza degli accordi economici; delle iniziative legislative in atto.

Sicurezza sugli impianti, Faib e Fegica al Ministro dell’Interno Cancellieri: subito misure di protezione.

I recenti omicidi di Francesco Zoppello a Thiene, in provincia di Vicenza, venerdì 18 novembre u.s., e pochi mesi or sono di Mario Cuomo a Cerveteri, vicino Roma, hanno creato un clima di grave allarme sulle aree di servizio e riproposto drammaticamente la questione sicurezza.
Partendo da questo dato di grandissima preoccupazione che serpeggia nella categoria, il coordinamento unitario dei gestori carburanti italiani, Faib Fegica, ha inviato al Ministro dell’Interno, Dottoressa Anna Maria Cancellieri, una nota riassuntiva sullo stato della sicurezza sugli impianti di distribuzione carburanti, rappresentando l’urgenza di varare immediatamente misure di sorveglianza e protezione per i gestori.
Nella nota Faib e Fegica ricordano che “Le nostre Federazioni hanno già denunciato gli episodi di violenza che si verificano sulle aree di servizio, coinvolgendo spesso anche clienti e cittadini” e che “ stando ad una rilevazione interna - oltre il 65% dei gestori carburanti in Italia (circa 24.500 operatori), nel corso della loro attività, hanno subito episodi di violenza più o meno gravi con furti, rapine, estorsioni”.
La nota unitaria denuncia che

“L’attività di vendita carburanti, caratterizzata dalla circolazione di una grande quantità di danaro contante (è noto infatti che i gestori incassano per conto dello Stato oltre 40 miliardi di Euro/anno di imposta di fabbricazione) si rivela tra quelle più esposte al pericolo, che aumenta in determinate circostanze, come orari serali e fine turni, e località, come impianti lungo le grandi arterie e sulla viabilità veloce.”
Il coordinamento Faib Fegica rileva che si verificano - annualmente - circa 2 mila episodi malavitosi sulle aree di servizio, con un bottino stimato in oltre 10 milioni di Euro.
Si tratta di atti criminosi la cui frequenza pone problemi gravissimi di tutela di una categoria di lavoratori autonomi che svolgono un servizio per lo stato e la collettività. Una categoria che lo stato ha il dovere di tutelare.
Faib e Fegica hanno, dunque, sollecitato decisioni che consentano il varo di misure idonee a contrastare i fenomeni malavitosi e richiesto un incontro per esporre le proposte in materia di sicurezza delle aree di servizio a tutela degli operatori della rete vendita e dei consumatori.

Faib piange la tragica scomparsa di Francesco Zoppello,  gestore vicentino, associato da lungo tempo. Al governo Monte: necessari interventi per garantire sicurezza sugli impianti.

L’omicidio di Francesco Zoppello, 49 anni, gestore Esso, associato Faib da molti anni, ucciso venerdì sera durante un tentativo di rapina sull'impianto, a Thiene (Vicenza), ripropone drammaticamente la questione sicurezza sugli impianti.
Francesco Zoppello ha ricevuto, nel tentativo di difendere l’incasso, 9 coltellate inferte da un balordo che non è degno neppure di essere nominato, che voleva rapinarlo e che è stato arrestato dopo poche ore.
Francesco Zoppello era di un paese vicino, Zané (Vicenza), sposato e padre di due bimbi, una di 11 anni e l'altro di 9 mesi. Era un collega stimato, attaccato al suo lavoro, vicino al sindacato e alle problematiche della categoria.
La Faib di Vicenza e del Veneto hanno avviato una sottoscrizione tra i colleghi per sostenere la famiglia, che era monoreddito, in questo momento drammatico.
Una vita distrutta, una famiglia nella tragedia: per difendere i soldi dello stato e quelli della compagnia: per pochi centesimi al litro. Al momento della rapina aveva in tasca, perché senza cassaforte, 1.775 euro di cui suoi poche decine di euro.
Un nuovo omicidio, un collega morto sul lavoro che non può e non deve passare sotto silenzio e senza lasciare traccia. C’è bisogno di una presa di coscienza, della convinzione che non tutto è nella fatalità del caso, che non può esserci rassegnazione e bisogna reagire.
La sicurezza sugli impianti deve diventare - lo ripetiamo ancora una volta - la priorità dell’agenda sindacale.
“Ancora una vola - ha dichiarato Martino Landi, Presidente della Faib - viene colpito un collega mentre svolge il suo lavoro, onestamente, con dignità e dedizione. Ancora una volta la Faib piange un collega e un associato, un gestore lasciato solo dallo stato e dalla sua compagnia sull’impianto a difendere l’incasso, i loro soldi. Registriamo uno stillicidio di furti e rapine, a ritmo quasi quotidiano, nell’indifferenza di media e opinione pubblica, salvo quando ci scappa il morto. Adesso siamo a due morti in pochi mesi: non si può andare avanti così. Occorre mettere mano a misure che scoraggino atti di aggressione e violenza ma anche misure che servano a sostegno di “resistenze intelligenti”. Non si può continuare a rischiare la vita per pochi spiccioli. Faib rilancia il pacchetto sicurezza che aveva già inviato al precedente governo. Nel frattempo registriamo - ha continuato Landi - che alcune misure sono state varate, come l’azzeramento dei costi delle carte di pagamento, che certamente contribuiranno a far diminuire i contanti sulle aree di servizio e questo potrà contribuire a far desistere i malviventi; si sono estesi i sistemi di video-sorveglianza e questo è utile sia alla desistenza che alle indagini successive ai fatti criminosi; occorre però anche rafforzare la presenza delle forze dell’ordine: va in questa direzione la richiesta di estendere in tutt’Italia l’esperimento della questura di Roma del teleallarme. Infine, bisogna dotare tutte le aree obbligatoriamente di caveaux blindati temporizzati e di assicurazione obbligatoria contro furti e rapine a carico delle compagnie petrolifere. Chiediamo al nuovo governo di farsi carico di garantire la sicurezza sugli impianti. E’un obbligo civile e morale verso una categoria di lavoratori che svolge una funzione di sostituto d’imposta e dunque di servitori dello stato.”

Riunito il Coordinamento unitario FAIB – FEGICA. Storico risultato su bonus e carte di pagamento. Soddisfazione per adesioni da record allo sciopero. Ora avanti con le liberalizzazioni.

Il coordinamento unitario Faib Fegica si è riunito per esaminare il nuovo scenario politico e sindacale all’indomani dell’approvazione della legge di stabilità 183/2011 contenente, tra l’altro, lo storico riconoscimento del bonus fiscale in forma strutturale e l’azzeramento dei costi delle carte di pagamento.
Il coordinamento ha espresso grande soddisfazione per il conseguimento del bonus fiscale in forma strutturale ottenuto in seguito alla grande mobilitazione della categoria e alla successiva dichiarazione di sciopero generale dell’8, 9 e 10 novembre u.s., proclamata da Faib e Fegica.
Il coordinamento ha sottolineato come il grande successo della mobilitazione dei gestori abbia costretto il governo a convocare le parti sociali e a mettere mano all’inserimento, all’ultimo momento, del provvedimento legislativo di deduzione forfetaria all’interno del pacchetto emendativo alla legge di stabilità, fuori dal già confezionato maxiemendamento: a riprova del fatto che la partita era già chiusa e che lo sciopero l’ha riaperta.
Una convocazione in extremis, giunta alla vigilia della chiusura degli impianti, a testimonianza della lontananza dai problemi degli operatori della rete del governo Berlusconi che pure aveva già assunto formali impegni per ben 4 volte. Del bonus fiscale il governo aveva perso memoria. E’ stata decisiva l’azione sindacale del coordinamento Faib Fegica che ha rimesso al centro dell’agenda la questione bonus.
Determinante è stata infine la decisione di confermare la chiusura degli impianti, reclamando la piena attuazione di impegni già assunti e firmati, sottolineando all’opinione pubblica la latitanza del governo di fronte ai problemi degli operatori degli impianti carburanti.
La pretesa del governo di richiedere la rinuncia allo sciopero, per l’ennesima volta, è stata giustamente respinta, in considerazione dell’inaffidabilità dimostrata dall’esecutivo Berlusconi negli ultimi tre anni. L’inserimento all’ultimo istante, e dopo la dichiarazione di sciopero, ha semplicemente onorato i vecchi impegni sottoscritti in virtù dei quali è stata varata la legge 133/2008 e l’art 28 della legge 111/2011, peraltro duramente contestata dal coordinamento.
Il coordinamento ha confermato il rammarico per l’aumento ulteriore delle accise, anche se in maniera minimale.
Soddisfazione infine è stata espressa per l’azzeramento dei costi delle carte di pagamento che potrà ridurre i rischi di rapina e violenza sugli impianti, così come più volte richiesto all’interno del pacchetto sicurezza, oltre a ridurre i costi di gestione.
Il coordinamento ha poi svolto un’ampia panoramica sulle questioni che riguardano la distribuzione carburanti anche alla luce del nuovo scenario politico apertosi con le dimissioni forzose del governo Berlusconi.
Il coordinamento, rivolgendo un augurio di buon lavoro al nuovo esecutivo presieduto dal prof. Mario Monti, con l’auspicio che riesca a fronteggiare la grave crisi economica e finanziaria che sta attraversando il paese, ha valutato positivamente l’apertura della nuova fase politica, considerato che nell’ultimo triennio il settore ha subito l’aumento dell’imposizione fiscale, la perdita di volumi, polemiche inconcludenti a scapito dei gestori e registrato una controriforma che non ha prodotto né innovazione e modernizzazione né contenimento dei prezzi.
Rimangono sul tappeto le problematiche della rete, la contrazione dei consumi, l’inasprimento dei costi di gestione, l’impossibilità per i gestori di competere sul mercato, lo squilibrio rete extrarete, i vincoli d’esclusiva, la difficoltà dei rapporti con le aziende petrolifere, la preclusione di avviare attività non oil remunerative, le preoccupazioni per la gestione dell’art. 28: tutte questioni che il coordinamento ha assunto al centro dell’agenda di lavoro per i prossimi mesi e per il confronto con il nuovo governo.

La Camera dei Deputati dà il via libera al provvedimento di stabilità: il bonus è definitivamente legge

Doppia soddisfazione, Faib: risultato straordinario che rende strutturale la misura fiscale e azzera i costi della moneta elettronica. Determinante la mobilitazione della categoria. Si apre nuova fase politica.
La Camera dei deputati ha approvato - con tempi record, in considerazione delle note e fortissime difficoltà politiche - il decreto stabilità, così come era stato licenziato il giorno prima dall’aula del Senato. Con il provvedimento di stabilità diventa legge anche il bonus fiscale in forma strutturale, così come veniva richiesto dalle Associazioni dei gestori da quattro anni a questa parte, e azzera i costi delle transazioni elettroniche.
Si tratta di un doppio risultato, frutto di un lungo lavoro, che coglie le aspettative della categoria e incide significativamente sui conti delle gestioni, sempre più in difficoltà per la contrazione degli erogati.
Un risultato che fa seguito alla forte pressione e mobilitazione della categoria che in tutti questi anni non ha mai smesso di lottare e che era stato sollecitato dalla rappresentanza sindacale ripetutamente e da ultimo nei vari protocolli d’intesa con il Ministero dello Sviluppo Economico.
Il Bonus fiscale strutturale, varato cioè in forma definitiva e non più soggetto a reiterazioni, e l’azzeramento dei costi della moneta elettronica erano al centro della piattaforma sindacale alla base di tante agitazioni. La questione dei costi della monetica era anche parte integrante del pacchetto sicurezza inviato ai Ministri dell’Interno e dello Sviluppo economico un anno fa.
Dopo quasi 20 anni di battaglie politiche e sindacali, dunque, viene riconosciuto il ruolo dei gestori quali operatori che incassano, custodiscono e versano alle casse dello stato l’ammontare di accise ed iva, con un ruolo assimilabile al sostituto d’imposta, per un importo di oltre 30 miliardi di euro l’anno, a proprio rischio e pericolo.
Il riconoscimento arriva dopo l’ennesima proclamazione di agitazioni sindacali sulla rete carburanti, formalizzata dal Coordinamento unitario Faib Confesercenti e Fegica Cisl, con l’adesione di Figisc Confcommercio, corredata dalla previsione di 15 giorni di chiusura, e la proclamazione congiunta dei primi tre giorni di sciopero generale.
La grande prova di mobilitazione seguita e le forti pressioni politiche e mediatiche esercitate sul Governo ha prodotto come risultato la l’approvazione delle misure attese.
Rimane il rammarico per l’ulteriore aumento delle accise, una misura verso la quale Faib-Confesercenti ha sempre espresso contrarietà.
Si apre adesso una nuova fase politica caratterizzata da una più accentuata attenzione alle tematiche delle liberalizzazioni e del mercato.


Articolo 34 della legge di stabilità

Art. 34. (Deduzione forfetaria in favore degli esercenti impianti di distribuzione carburanti)

1. Per tenere conto dell’incidenza delle accise sul reddito di impresa degli esercenti impianti di distribuzione di carburante, il reddito stesso è ridotto, a titolo di deduzione forfetaria, di un importo pari alle seguenti percentuali dell’ammontare lordo dei ricavi di cui all’articolo 53, comma 1, lettera a), del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917:


a) 1,1 per cento dei ricavi fino a 1.032.000,00 euro;


b) 0,6 per cento dei ricavi oltre 1.032.000,00 euro e fino a 2.064.000,00 euro;

c) 0,4 per cento dei ricavi oltre 2.064.000,00 euro.

2. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2011. I soggetti di cui al comma 1 nella determinazione dell’acconto dovuto per ciascun periodo di imposta assumono quale imposta del periodo precedente quella che si sarebbe determinata senza tenere conto della deduzione forfetaria di cui al medesimo comma 1.


3. All’articolo 2, comma 5, del decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2011, n. 10, sono soppresse le parole da: «nel limite di spesa di 24 milioni di euro per l’anno 2012» fino alla fine del secondo periodo.


4. L’aliquota di accisa sulla benzina e sulla benzina con piombo nonché l’aliquota di accisa sul gasolio usato come carburante di cui all’allegato I del testo unico delle disposizioni legislative concernenti le imposte sulla produzione e sui consumi e relative sanzioni penali ed amministrative, di cui al decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, e successive modificazioni, sono rispettivamente fissate:

a) a decorrere dal 1º gennaio 2012, ad euro 614,20 e ad euro 473,20 per mille litri di prodotto;
b) a decorrere dal 1º gennaio 2013, ad euro 614,70 e ad euro 473,70 per mille litri di prodotto.
5. Agli aumenti di accisa sulle benzine disposti dal comma 4 non si applica l’articolo 1, comma 154, secondo periodo, della legge 23 dicembre 1996, n. 662. Il maggior onere conseguente agli aumenti, disposti con il comma 4, dell’aliquota di accisa sul gasolio usato come carburante è rimborsato, con le modalità previste dall’articolo 6, comma 2, primo e secondo periodo, del decreto legislativo 2 febbraio 2007, n. 26, nei confronti dei soggetti di cui all’articolo 5, comma 1, limitatamente agli esercenti le attività di trasporto merci con veicoli di massa massima complessiva pari o superiore a 7,5 tonnellate, e comma 2, del decreto-legge 28 dicembre 2001, n. 452, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2002, n. 16.
6. All’onere derivante dalle disposizioni dei commi da 1 a 3, valutato in 41 milioni di euro per l’anno 2012 ed in 65 milioni di euro a decorrere dall’anno 2013, si provvede mediante le maggiori entrate derivanti dalle disposizioni dei commi 4 e 5.
7. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge, le transazioni regolate con carte di pagamento presso gli impianti di distribuzione di carburanti, di importo inferiore ai 100 euro, sono gratuite sia per l’acquirente che per il venditore.

Ravenna: gestori-forze dell’ordine avviato un percorso di collaborazione per prevenire furti, rapine e atti vandalici

Si è svolto il 14 novembre  l’incontro tra i benzinai ravennati e le forze dell’ordine organizzato da Faib-Confesercenti per promuovere il dialogo e scambiarsi informazioni a proposito di sicurezza sugli impianti di distribuzione di carburante.
L’evento, ospitato nella sede di Confesercenti in Piazza Bernini 7, è stato accolto con grande interesse e partecipazione dalla Categoria che ha interagito con i relatori, molto disponibili, aperti al dialogo e consci della delicatezza della materia: il Dott. Oscar Ghetti, Direttore della Divisione Anticrimine della Questura di Ravenna, il Tenente Colonnello Antonio Sergi del Comando Provinciale dei Carabinieri, il Coordinatore Regionale Faib Michele Rosati ed il Presidente Nazionale Faib Martino Landi.

Gli interventi dei relatori hanno stimolato domande da parte dei gestori che hanno portato le proprie esperienze ed è così che si è avviato un percorso di confronto e collaborazione con lo scopo di prevenire episodi criminosi e tutelare la propria incolumità: dopo uno scambio di opinioni, testimonianze e suggerimenti utili, Martino Landi è intervenuto portando l’esempio delle proposte di Faib-Confesercenti avanzate alla Prefettura di Roma, a seguito dell’omicidio del collega benzinaio di Cerveteri non più tardi di pochi mesi fa, e dell’iniziativa della Questura di Roma che ha avviato il progetto teleallarme collegato al 113.

La parte pubblica dell’incontro si è dunque conclusa positivamente nell’intenzione da ambo le parti, categoria e forze dell’ordine, di avviare un percorso di collaborazione in materia di sicurezza nelle aree di servizio. In seguito si è passati ad un momento importante come l’Assemblea Provinciale Faib dove il Presidente Nazionale Martino Landi ha fatto il punto sui numeri e sui risultati dello sciopero indetto la scorsa settimana sottolineando in particolare i risultati storici ottenuti come l’approvazione di un emendamento da parte del Governo che recepisce due punti fondamentali della piattaforma sindacale: il bonus fiscale, a riconoscimento del lavoro e del rischio dei gestori sugli impianti, e l’azzeramento dei costi della moneta elettronica.
In conclusione della serata l’Assemblea ha votato ed eletto il nuovo Presidente Provinciale Faib individuando all’unanimità Gianluca Sassi (Ravegnana Carburanti) in sostituzione di Narciso Bedeschi che, dopo anni di impegno sindacale, con un sentito discorso di saluto ha deciso di lasciare la responsabilità ad un operatore giovane e motivato al quale sono andati i migliori auguri di buon lavoro nel sindacato dei gestori da parte di tutti i benzinai intervenuti.


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