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Controdistribuzione edizione FLASH n. 21 - 05 Dicembre 2011

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IL GOVERNO MONTI “CONGELA” LA LIMITAZIONE AL 50% DEL VINCOLO DI ESCLUSIVA SULLA FORNITURA DEI CARBURANTI
FIFTY-FIFTY

Probabilmente, mai come questa volta, é bene aggrapparsi alla metafora del bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto.

Il decreto “salva Italia” é talmente pesante che giá ora, senza averne neanche sofferto gli effetti concreti, se ne avverte tutta la sua drammatica portata. 

Solo l’idea, al momento del tutto teorica e da verificare, che possa contribuire ad impedire conseguenze ancor piú disastrose, puó servire a riequilibrare la sensazione di profondo disagio e di grande preoccupazione.

Comunque la si voglia pensare nel merito, rimane la sgradevolissima certezza che queste scelte siano del tutto indisponibili alla valutazione di chiunque e persino, di fatto, ai “meccanismi democratici” (nel senso che non ci sono alternative).

Ma riecheggia anche chiaro, per chi vuol sentire, il monito del Presidente del Consiglio, che suona come una sferzata a tutti quanti noi, prima che alla politica: i veri “costi della politica” che il nostro Paese é chiamato ora a pagare, prima ancora dei listini della mensa della Camera, sono nelle  scelte  di   “governo”   disastrose  e  senza  alcuna prospettiva compiute negli scorsi decenni.

Considerazione che non assolve nessuno: certamente non chi ha “esercitato la delega”; ma neanche chi quella delega non é stato capace di ritirarla o condizionarla con maggiore efficacia.

Magari trincerandosi dietro l’alibi che “tanto é tutto uguale” e che “niente cambia”. Ora sappiamo che cosí non é.

E’ un insegnamento importante, di cui sará bene fare tesoro per il futuro, qualunque esso sia.

D’altra parte il nostro settore, seppure decentrato rispetto al nocciolo duro del problema, non fa eccezione.

Il grande spiegamento di pressioni e risorse messo in moto dall’industria petrolifera e dai retisti ha ottenuto, sabato e domenica, l’effetto di un “congelamento” temporaneo di un provvedimento scarno e di poche righe, ma che riduce al 50% dei volumi ritirati, la possibilitá di imporre ai gestori il vincolo della fornitura in esclusiva.

Provvedimento inserito nel decreto fino a pochi minuti prima della riunione del Consiglio dei Ministri di ieri.

Sospendendo qualsiasi giudizio e tagliando - volutamente - ogni altra considerazione, appare evidente come tutto questo debba essere letto come un segnale (l’ennesimo e forse l’ultimo) che le questioni per troppo tempo lasciate macerare, non sono piú eludibili.

Fuori dalle reazioni indispettite e biliose, é tempo che le intelligenze che ancora in questo settore conservano professionalitá, competenza e visione di prospettiva assumano rapidamente l’iniziativa, mettendo tutto questo a disposizione per tentare di ridisegnare nuove regole e differenti equilibri per il settore stesso.

L’alternativa, quella che finora ha visto avvicendarsi lo scherno all’insulto, la sottovalutazione all’offesa per lesa maestá, la furbizia all’improvvisazione, ha prodotto la situazione attuale. Il settore ha ancora una possibilitá di concorrere alla propria autoriforma, sempreché ciascuno sappia abbandonare ciechi sentimenti di rivalsa e mettere in gioco un pezzetto delle proprie certezze, in nome di “soluzioni di sistema”.

Un “salto culturale” - al quale la categoria si deve comunque far trovare pronta - difficile per tutti, viste le premesse, ma necessario per provare a trasformare il problema in opportunitá e conservare l’ambizione a concorrere a scrivere, senza imposizioni, il proprio futuro.

Commenti (9)
  • Anonimo

    A mio parere con questa riforma la nostra categoria andrà ancora peggio

  • Max

    Peggio di cosi??? Se devo scegliere tra una morte certa (senza riforma) è una morte probabile (con la riforma) ho l'obbligo di scegliere la seconda almeno per spirito di sopravvivenza. E' poca roba, probabilmente più di quanto meritato o concesso...

  • Anonimo

    Vero se solo non ci fossero i seguenti problemi:

    1) la miriade di piccoli impianti con solo i carburanti che fine faranno? non potranno mai essere concorrenziali però danno da mangiare a molte persone
    2) quel 50% che saremo obbligati a comprare da loro a che prezzi la venderanno?
    3) e per il restante 50% la compagnia che affitto chiederà?
    4) e sulle transazione delle carte aziendali che commissioni ci metteranno?
    5) in quali condizioni di manutenzione verranno tenuti gli impianti

    Per me servirà solo ad accorciarci la vita

  • donato quaranta  - regalo di natale

    Ennesimo regalo alle compagnie da parte di governanti legati alle loro lobbies, più che libera la benzina hanno liberato le compagnie dai pochi vincoli che avevano nei confronti dei gestori, vedi in alcuni casi affitti, manutenzione,rimborso cali, eventuali danneggimenti auto per carburante inquinato, tutte le pratiche legali utili a tenere aperto un impianto vedi prevenzioni incendi, bastava fare una leggina che obbligava le compagnie a fare sugli impianti il miglior prezzo di mercato senza chiedere al gestore percentuali in partecipazione anche perchè è quello che fanno già attraverso l'extrarete.

  • EH EH!!!! FIGISC 46 XE' NON V  - IL TESTO DELLA MANOVRA

    “Prime misure urgenti per lo sviluppo economico, la concorrenza, la riduzione degli adempimenti amministrativi e la tutela dei consumatori”
    Articolo 7, comma 4
    In materia di sviluppo concorrenziale del settore della distribuzione dei carburanti, i gestori dei singoli punti di vendita di car-burante al dettaglio possono liberamente rifornirsi da qualunque produttore o riven-ditore nel rispetto della vigente normativa nazionale ed europea.

    A decorrere dal 1 gennaio 2012, le even-tuali clausole contrattuali che prevedono forme di esclusiva nell’approvvigionamen-to sono nulle per violazione di norma im-perativa di legge, per la parte eccedente il 50 % della fornitura complessivamente pattuita e comunque per la parte ecce-dente il 50 % di quanto erogato nel pre-cedente anno dal singolo punto di vendita.

    Sono ugualmente nulle le eventuali clau- sole contrattuali che prevedono la ces-sazione o il mutamento delle condizioni della gestione dell’impianto in relazione alle scelte consentite al gestore dal pre-sente articolo.

  • Anonimo

    Ma parliamoci chiaro, lo sato questa manovra non la fa di certo per cercare di abbasare i prezzi considerato che insieme verrano aumentati di 10 centesimi, quindi qual'è lo scopo se non quello di riuscire a sopprimere il gestore?
    Unico nostro modo per sopravvivere guadagnare in percentuale o con attività collaterali altrimenti tutti a cercarsi un lavoro e spazio a q8 easy, ip matic, ecc. ecc.

    P.s. vi rendete conto che una compagnia per l'affitto e la manuetzione di un impianto si e no di 800.000 litri anno arriverà a chiedere minimo 2500€ mese d'affitto e chi sopravvive poi?

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