IL COORDINAMENTO UNITARIO APPROVA L’ODG CHE RINNOVA L’APPELLO AL SETTORE PER L’AUTORIFORMA
FEGICA E FAIB: ORA I FATTI, DOPO LE BUONE INTENZIONI.
Alle sollecitazioni nuovamente avanzate dalla Fegica, affidate al commento contenuto nel numero di cd flash della scorsa settimana, alcuni segnali di nuova consapevolezza si sono manifestati, per quanto ancora da decifrare chiaramente e comunque limitati al’enunciazione teorica delle “buone intenzioni”. In particolare, l’industria petrolifera, attraverso le dichiarazioni raccolte dalla stampa del Presidente di Unione Petrolifera, Pasquale De Vita, avrebbe offerto una cauta “apertura” al confronto a tuttotondo e senza pregiudiziali che da tempo Faib e Fegica richiedono pressantemente. Dichiarazioni che hanno spinto il decano dei giornalisti di settore a considerarle “un ’occasione da non perdere per i gestori”. Il Coordinamento Nazionale Unitario raccoglie e rilancia l’appello, numerose volte andato deluso in passato, alla costruzione di un progetto di “autoriforma ” che prenda le mosse dal’interno stesso del settore, prima che le avvisaglie di un nuovo intervento governativo, divenute tanto tangibili negli ultimi tempi, si concretizzino unilateralmente. L’Ordine del Giorno approvato dalla riunione del Comitato di Presidenza e di Segreteria del Coordinamento -pubblicato di seguito- andando oltre il progetto di riforma di cui Faib e Fegica sono promotrici (e che, comunque la si pensi, rimane ancora l’unico ad essere stato manifestato con trasparenza ed esposto al dibattito), riassumono i contorni del vero nodo da sciogliere: la divaricazione forzata, immotivata ed iniqua tra le condizioni praticate su “rete” ed “extrarete”. Da qui discendono le discriminazioni anticoncorrenziali operate ai danni delle gestioni, spinte sistematicamente e forzosamente fuori mercato. Da qui discende la perdita di spazi economici per il settore, lamentata dalle stesse compagnie. E, sempre da qui, discende la perdita di valore degli assets (vale a dire degli impianti e delle reti) delle aziende. Da questa realtá attuale, qui ed ora, di cui sono esse stesse responsabili; non giá da mere ipotesi (la perdita dell’esclusiva) eventualmente solo futuribili. Farsi carico di immaginare soluzioni di sistema, non ulteriormente differibili, a questo problema puó avere l’ambizione di portare tutti utilmente lontano. Lasciando finalmente fuori della porta, a beneficio della sola polemica comunicazionale, i vecchi luoghi comuni.

COMITATO DI PRESIDENZA E SEGRETERIA
Ordine del giorno approvato - 13 dicembre 2011
Il Coordinamento Nazionale Unitario dei Gestori di Faib e Fegica conferma la propria piú grande preoccupazione per lo stato di fortissimo disagio che sta vivendo l’intera Categoria e rilancia le soluzioni strutturali e di sistema necessarie a restituire condizioni minime di competitivitá commerciale e di marginalitá alle imprese di gestione.
Ad un anno di distanza dalla sua nascita, il Coordinamento non puó che confermare tutte le ragioni per le quali é stato creato e, in particolare, la necessitá di adottare azioni decise per governare gli inevitabili cambiamenti a cui é sottoposto l’intero settore che, altrimenti, porterebbero fatalmente alla definitiva l’espulsione della Categoria stessa.
In premessa, il Coordinamento Faib/Fegica deve rimarcare come -seppure in un contesto che rende necessari anche altri provvedimenti di particolare gravitá per l’intero Paese- esprime netta contrarietá all’ennesimo ricorso all’aumento delle accise sui carburanti, sia nazionale che regionale, in quanto introduce ulteriori elementi di criticitá e sofferenza per i cittadini e i Gestori sotto il profilo dell’esposizione finanziaria e, soprattutto, delle contrazioni dei volumi di vendita.
Per decine di migliaia di piccole imprese che, loro malgrado e a dispetto delle false aspettative indotte anche dai piú recenti interventi normativi, sono costrette a vivere quasi esclusivamente sulla vendita dei carburanti, si tratta di un vero e proprio macigno.
In tutto questo le imprese di gestione che, senza colpa né responsabilitá alcuna, vengono costantemente escluse in modo forzoso ed iniquo da qualsiasi possibilitá di competere in un mercato dominato saldamente da altri soggetti, petrolieri e retisti, che dettano regole e condizioni di un “sistema” sottratto alle normali dinamiche della concorrenza e del mercato.
Il Coordinamento Nazionale Unitario ribadisce il carattere di estrema urgenza legato ad una profonda riforma del settore che consenta a tutti gli operatori attualmente attivi, come a quelli che intendono fare il loro ingresso, di competere e far valere il loro grado di efficienza e la loro qualitá professionale: solo chi si rifiuta di guardare in faccia la realtá puó negare che la principale emergenza del settore non sia la rimozione delle barriere all’ingresso -giá ampiamente eliminate- quanto l’estromissione dal mercato delle imprese di gestione, peraltro a tutto svantaggio dei milioni di automobilisti che da esse si riforniscono.
In questo senso, il principale meccanismo che, tra gli altri, determina questa vera e propria estromissione é quello determinato dalla strumentale divisione tra i canali di approvvigionamento rete ed extrarete, attraverso i quali i medesimi fornitori alimentano, a condizioni intollerabilmente differenti e violentemente penalizzanti per i Gestori, lo stesso livello distributivo ed impianti in concorrenza tra loro.
Il Coordinamento Nazionale Unitario ritiene, come ripetutamente nel corso degli ultimi mesi, che sia necessario e non piú differibile agire almeno sotto un doppio profilo allo scopo di sanare questa gravissima stortura: riformare profondamente il comparto industriale della raffinazione, a monte e nel medio/lungo termine; rivedere le condizioni di fornitura che legano i proprietari degli impianti ai Gestori, con particolare riferimento al vincolo di fornitura in esclusiva, a valle e nel breve periodo.
A questo proposito, il Coordinamento Faib/Fegica osserva con particolare interesse il preannuncio fatto dall’attuale Governo circa la volontá di adottare nuovi provvedimenti tesi a completare il processo di liberalizzazione del settore ed aumentare il grado di competitivitá tra gli operatori.
Ció nella consapevolezza che le imprese dei Gestori saprebbero, meglio e con maggiore efficienza di altri operatori, approfittare delle opportunitá che scaturirebbero dalla rimozione di vincoli anticoncorrenziali; e, non di meno, che gli stessi Gestori sarebbero condannati ad una inevitabile espulsione dal perdurare delle attuali condizioni in cui l’industria petrolifera nel suo complesso utilizza la propria posizione dominante per continuare ad erodere i loro giá esigui spazi economici e commerciali.
Il Coordinamento Faib/Fegica, perció, invita il Governo a percorrere rapidamente la strada annunciata ed é pronto ad offrire sostegno e collaborazione a questo scopo.
Ció non di meno, ritiene di rilanciare, nuovamente, l’invito rivolto al settore e a ciascuno dei suoi componenti, aziende petrolifera in testa, ad abbandonare posizioni di chiusura pregiudiziale e di partecipare attivamente alla definizione di una proposta condivisa di “autoriforma”, alla ricerca di nuovi equilibri e nuove regole, attraverso le quali restituire una visione di prospettiva e di rilancio ad un settore in profonda crisi, anche per proprie evidenti responsabilitá.
Il Coordinamento Nazionale Unitario, per parte sua, non si sottrarrebbe ad un concreto e leale tentativo, convinto com’é che si tratterebbe di una delle ultime possibilitá per il medesimo settore di avere un ruolo attivo e propositivo e, al tempo stesso, di scongiurare interventi impositivi.
Qualora, peró, tale invito dovesse essere nuovamente lasciato cadere nel vuoto o dovesse essere colto strumentalmente solo per rinnovare il consueto “canovaccio delle lamentazioni” intorno ad argomentazione vuote e generiche (orari, contratti, ecc.), all’unico scopo di frenare i necessari interventi e provare a rafforzare il proprio “incontrastabile primato”, tutto questo porterebbe con sé l’assunzione della gravissima responsabilitá di avere condotto la situazione alle estreme conseguenze ed alla contrapposizione piú aperta.
Una situazione assolutamente dannosa, quanto ancora evitabile, alla quale il Coordinamento Nazionale Unitario dei Gestori Faib e Fegica sarebbe, suo malgrado, indotto a fare fronte, forte della ragionevolezza delle questioni poste e della legittimitá degli interessi rappresentati per conto della Categoria.
A quest’ultimo proposito, infine, e a sostegno dell’iniziativa avviata in una tale delicatissima congiuntura, il Comitato di Presidenza e di Segreteria del Coordinamento proclama lo stato di massima attenzione della Categoria ed invita ciascuna delle strutture territoriali a promuovere incontri ed assemblee tra i Gestori.
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Egregi Dottori - Presidenti.
Sono un ex timido Gestore.
Ma avete mai pensato che prima di chiedere riforme magari dovreste riformare prima il vostro modo di essere SINDACATO.
Più al passo con i tempi un po di evoluzione anche per voi Parliamone.
Sto parlando a voi:
Dott. Di Vincenzo
Dott. Timpani
Dott. Landi
Dott. Squeri la ho classificata ultimo ma non per questo meno importante Anzi.
Non avrete mica paura.
Distinti Saluti Giancarlo Borsoi