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Figisc Anisa News 02 - 01/2012

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LA BENZINA È LIBERATA? IL GOVERNO VARA LA LIBERALIZZAZIONE “DAL” GESTORE (COME DISSE FANTOZZI DELLA CORAZZATA POTËMKIN: “È UNA BOIATA .PAZZESCA”)

Eccola, infine, la quarta liberalizzazione del settore (che è la liberalizzazione non “del”, ma “dal” Gestore): il Governo ha elaborato il testo che viene pubblicato in questo numero e che dobbiamo commentare senza troppi giri di parole o formule di cortesia fuori luogo.

Questo progetto di riforma – se proprio dovessimo definirlo in due parole – è una specie di compromesso tra la versione del “Salva Italia” di dicembre ed una versione molto annacquata di “Libera la benzina”: della prima, infatti, si porta dietro una riduzione del vincolo della fornitura in esclusiva (50 %, 20 %, è ancora un rebus), della seconda si porta dietro il titolo (solo il titolo!) della separazione  della  filiera.

Sulla prima questione (la storia dell’esclusiva) non c’è alcun motivo per esprimere un giudizio diverso da quello che abbiamo espresso a dicembre (si veda Figisc Anisa News N. 46 del 5 dicembre 2011): si tratta di una dolce e gioiosa EUTANASIA DEL GESTORE.

Non di altro si tratta, infatti, se si pensa che la pratica applicazione di questa parte della riforma significherà che la proprietà dell’impianto   NON   RINNOVERÀ   IL   CONTRATTO   all’atto della sua scadenza, che questa cada domattina (anzi, ieri è già successo), fra sei mesi o fra un anno, o quando sarà.Lo strepitoso risultato (su cui, a differenza di altri, non ci sentiamo certo di stappare la bottiglia di spumante) di questo provvedimento sarà quello di eliminare qualsiasi dubbio sugli strumenti contrattuali che dovranno regolare i rapporti tra Gestore e proprietà dell’impianto e di soffocare in culla ogni superflua discussione sui contenuti dell’articolo 28 della legge 111/2011: gli impianti avranno una conduzione diretta delle proprietà e l’unico contratto “tipizzato” sarà  l’associazione  in  partecipazione.

Esattamente il contrario di ciò che abbiamo sempre sostenuto, cioè che bisognava definire un ordine di priorità delle fasi di trasformazione dei rapporti interni al sistema; in due parole: trovare accordi e garanzie per la parte più debole (il Gestore) prima ed in vista del cambiamento delle regole del settore, e non dopo aver demolito l’edificio con l’esplosivo, senza curarsi di chi resta intrappolato tra le macerie (ancora il Gestore).

Sulla seconda questione (la storia della se-parazione della filiera), tutta la novità è che IL GESTORE POTRÀ COMPRARSI L’IMPIANTO DELLA COMPAGNIA (il testo dice “riscattare”, come fosse un’automobile in leasing), che la campagnia gli metterà (o sarà costretta a mettergli, non è così chiaro) a disposizione un terzo (33 %) degli impianti di proprietà….. PAGANDO,  s’intende.

Forse qualcuno ricorda una canzone di Lucio Dalla, che dice “Sarà due volte Natale/e festa tutto l’anno/anche i muti potranno parlare/  mentre  i  sordi  già  lo  fanno”.

Appunto, chi ha i soldi può comprarselo (da solo, in società, in cooperativa), l’impianto, anche ora, e non c’era bisogno di una norma del Governo per inventare questa opportunità    lapalissiana,    che    però    viene    contrabbandata oggi come una gentile concessione alla Categoria e che si intitola pomposamente (ma forse si sono dimenticati di controllare il titolo nel “copia-in-colla” dall’originale): “Separazione tra at-tività di produzione, importazione e vendita  all’ingrosso  e  attività  di distribuzione.Tra gli altri contenuti, segnaliamo la “tecnica” di elencare, come fossero un’autentica nuovissima concessione, tutta una serie di liberalizzazioni del non oil negli impianti: bar, giornali, pastigliaggi, tabacchi, attività commerciali. Per la verità – abbiamo detto che non usiamo giri di parole – i giornali erano già stati concessi con la legge 108/1999, le attività commerciali ed i bar con la legge 57/2001, i pastigliaggi con  la  legge  111/2011.

A onor del vero, mancavano i tabacchi, che dovevano già entrare l’anno scorso ed è questa un’utile novità (ma forse non così utile  ad  un  associato  in  partecipazione).

E ancora: nell’ultima versione (abbiam detto che ieri era scritto in un modo e oggi in un altro!) si scrive che NON C’È NESSUN VINCOLO ALL’USO DEL SELF 24 ORE SU 24,e viene tolto quello che era stato inserito con l’articolo  28      della legge  111/2011: che, almeno, l’impianto fosse presidiato dal Gestore.
Il che è come dire: l’impianto PUÒ FUNZIONARE COME UN  GHOST   !

Segnaliamo, infine, una cosa su cui vale la pena di mettere la massima attenzione a leggere “fra” le righe: a comprare (pardon, “riscattare”) il famoso 33 % degli impianti potranno essere non solo i Gestori “ricchi”, ma anche i Gestori aggregati con “soggetti imprenditoriali…… al fine di sviluppare la capacità di acquisto all’ingrosso di carburanti per uso di autotrazione, di servizi di stoccaggio  e  di  trasporto  dei  medesimi”.

Abbiamo un’impressione. Che questa nor-metta, per i suoi specifici contenuti, sia una traccia (tuttaltro che sottotraccia) di quanto  segue:

a)    che il pretesto di fare “aggregazione” coi Gestori rappresenti un cavallo di Troia per quei soggetti “imprenditoriali” che sono interessati fortemente ad avviare, coperti da una pelle di pecora, la corsa all’ingrosso ed alla logistica, ad esempio certa GDO local-nazionale (i nomi o le sigle se le inventi chi ne  ha tempo  e  voglia  !);
b)    che qualcuno abbia coltivato la tentazione di cambiar mestiere ed organizzarsi un business alle spalle dei Gestori (anche qui ognun  vada  dove  il pensier  lo  porta);
c)    entrambe le cose, tanto per essere sicuri (nel grande  sta  anche  il  piccolo).

Questa riforma, che introduce situazioni di diritto che normalmente sono inesistenti (o forse esistono sul pianeta Marte), che farà scomparire il Gestore con la dolce eutanasia e le ariette musicali che si suonano in Paradiso, farà almeno diminuire i prezzi [costituiti, così per inciso, al 60 % da imposte, al 30 % da i-drocarburi, al 10 % da costi – incomprimibili - di distribuzione)? Assolutamente  NO  !

In sintesi: siamo arrivati, dunque, alla Festa Nazionale della benzina “liberata”? Se per altri fosse così, a noi pare che questa liberalizzazione “dal” Gestore più che una festa sembri  la  veglia  di  un  funerale.
La “riforma” dovrà andare in Parlamento e, anche se è presumibile che non ci sarà molto spazio per discutere in aula (visti i tempi puramente “teorici” dell’esercizio delle prerogative delle Camere da qualche tempo in qua), non possiamo che augu-rarci che ci sia almeno un lume di consapevolezza prima di inghiottire codesta (oggi si chiamano così) “misura di sviluppo”.

IL TESTO DEL PROVVEDIMENTO (DA IERI AD OGGI GIÀ CAMBIATO)

(Liberalizzazione della distribuzione dei carburanti)

1. I gestori degli impianti di distribuzione dei carburanti che siano anche titolari degli impianti stessi si riforniscono liberamente da qualsiasi produttore o rivenditore nel rispetto della vigente normativa. Nei nuovi contratti eventuali clausole che prevedano forme di esclusiva nell’approv-vigionamento sono nulle per violazione di norma  imperativa  di  legge

Nei contratti in essere alla data di entrata in vigore della presente legge, il gestore può comunque avvalersi della libertà di approvvigionamento presso qualsiasi produttore o rivenditore nella misura del cinquanta per cento di quanto erogato nel precedente anno dal singolo punto vendita. In questo caso, le parti possono rinegoziare le condizioni economiche e l’uso del marchio.

2. I gestori degli impianti che non sono anche proprietari degli stessi hanno facotà di rifornirsi liberamente da qualsiasi produttore o rivenditore, nel rispetto della vigente normativa, per una percentuale non inferiore al venti per cento [ieri era “cinquanta”!] del proprio fabbisogno o di quanto     erogato     nel    precedente     anno  dal singolo punto vendita e secondo modalità contrattuali, anche diverse dal comodato d’uso, definite ai sensi dell’art. 19, comma 3 della legge 5 marzo 2001, n. 57, entro il 1° luglio 2012. In ogni caso, dall’entrata in vigore della legge, i gestori non proprietari dell’impianto hanno comunque facoltà di approvvigionarsi liberamente da qualsiasi produttore o rifornitore del venti per cento del proprio fabbisogno o di quanto erogato nel precedente anno dal singolo punto vendita.

3.    I comportamenti posti in essere dai titolari degli impianti allo scopo di ostacolare, impedire o limitare, in via di fatto o tramite previsioni contrattuali, le facoltà attribuite dal presente articolo al gestore integrano abuso di dipendenza economica, ai sensi e per gli effetti dell’art. 9 della legge 18 giugno  1998,  n.  192.

4.    Il comma 8 dell’art. 28 del dl 98/2011, come convertito dalla legge n. 111 del 2011 è sostituito dal seguente: “Al fine di incrementare la concorrenzialità, l’efficienza del mercato e la qualità dei servizi nel settore degli impianti di distribuzione dei carburanti, è  sempre  consentito  in  tali  impianti:


a)    l’esercizio dell’attività di somministrazione di alimenti e bevande di cui all’articolo 5, comma 1, lettera b), della legge 25 agosto 1991, n. 287, fermo restando il rispetto delle prescrizioni di cui all’articolo 64, commi 5 e 6, e il possesso dei requisiti di onorabilità e professionali di cui all’articolo 71 del decreto legislativo  26  marzo  2010,  n.  59;

b)    l’esercizio dell’attività di un punto vendita non esclusivo di quotidiani e periodici senza limiti di ampiezza delle superficie dell’impianto;

c)    l’esercizio  della  vendita  di  pastigliaggi;

d)    l’esercizio  della vendita  di  tabacchi;

e)    è comunque consentita la vendita di ogni bene e servizio, nel rispetto della vigente normativa relativa al bene e al servizio posto  in vendita.”

Il comma 10 dell’art. 28 del dl 98/2011, co-me convertito dalla legge n. 111 del 2011, è sostituito dal seguente: “Le attività di cui al comma 8, lettere a), b), c), d) ed e) di nuova realizzazione, anche se installate su impianti esistenti, sono esercitate dai soggetti titolari della licenza di esercizio dell’impianto di distribuzione di carburanti rilasciata dall’ufficio tecnico di finanza, salvo rinuncia del titolare dell’esercizio medesimo, che può consentire a terzi lo svolgimento delle predette attività”.

(Separazione  tra  attività di produzione, importazione e  vendita all’ingrosso  e  attività di distribuzione)
1. Al fine di favorire le dinamiche concorrenziali e l’efficienza della rete di distribuzione dei carburanti per uso di autotrazione, la proprietà degli impianti di distribuzione di carburanti può essere riscattata nei confronti degli attuali proprietari che operino in modo integrato, direttamente o indirettamente, nella ricerca e coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi, nella raffinazione o importazione o commercializzazione di prodotti finiti, nella produzione e commercializzazione di benzine, petroli, gasoli per usi correnti, ma anche diversi da quello di autotrazione, oli lubrificanti e residuati, gas di petrolio    liquefatto,   fino   al    limite    complessivo di 1/3 della rispettiva dotazione, accertata alla data del 30 ottobre 2012 dall’Autorità per l’energia ed il gas, dai seguenti soggetti:
a)    i gestori degli impianti di distribuzione da soli o in società o cooperative appositamente  costituite;
b)    ogni altro soggetto imprenditoriale, anche in associazione con i soggetti di cui alla lettera a) del presente comma, che non operi in maniera integrata, direttamente o indirettamente, nella ricerca e coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi, nella raffinazione o importazione o commercializzazione di prodotti finiti, nella produzione e commercializzazione di benzine, petroli, gasoli per usi correnti, ma anche diversi da quello di autotrazione, oli lubrificanti e residuati, gas di petrolio  liquefatto.

2.    Il diritto di riscatto di cui al comma 1 è subordinato al pagamento di un indennizzo che tenga conto degli investimenti fatti, degli ammortamenti in relazione ai canoni già pagati, dell’avviamento e degli andamenti del fatturato, secondo criteri definiti dall’Autorità  per  l’energia  elettrica  ed  il gas.
3.    Il diritto di riscatto si esercita nei confronti degli impianti individuati dal proprietario attuale, che abbiano un fatturato non inferiore a quello medio registrato nel 2011 sul totale degli impianti di cui il medesimo soggetto  dispone.
4.    In caso di disaccordo sull’entità dell’indennizzo di riscatto, decide, previo contradditorio l’Autorità per l’energia elettrica ed il gas.
5.    Sono fatti salvi i liberi accordi tra le parti, anche oltre il limite complessivo stabilito dal comma  1.
6.    Nel rispetto delle regole nazionali e comunitarie di concorrenza, sono consentite le aggregazioni fra gestori di impianti di distribuzione per autotrazione e i soggetti di cui alla lettera b) del comma 1 al fine di sviluppare la      capacità di acquisto all’ingrosso di carburanti per uso di autotrazione, di servizi di stoccaggio e di trasporto  dei medesimi.

(Liberalizzazione degli impianti completamente automatizzati)
 
1. All’articolo 28, comma 7, del decreto legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito con modificazioni dalla legge 15 luglio, n. 111, le parole “a condizione” fino a “dipendenti” sono soppresse. [è la norma sul self non presidiato]


Commenti (13)
  • Anonimo

    Per una volta concordo con Squeri, strano ma vera ha pienamente ragione è UNA BOIATA .PAZZESCA

  • Guido

    il diritto di riscatto mi piace moltissimo e secondo me è l'unica cosa decente.
    Per il sindacato in ogni caso è la fine

  • gian75

    il valore di un distributore è dato dai litri erogati nell'ultimo anno moltiplicato per una cifra che si aggira dai 30 agli 80 cent ( penso che il valore esatto varia dalle condizioni e la locazione ).
    esempio: se un distributore ha erogato 500000 litri e nelle migliori ipotesi lo valutano 30 cent, ci vorranno 150000 euro per acquistarlo, ma se dovessero acquistare le compagnie sicuramente vale 30, se devono vendere vale almeno 50.
    Tornando al lato pratico, i distributori che ci permetteranno di riscattare secondo me saranno quelli più vecchi al limite dell'obsoleto e/o quelli che non rendono come dovrebbe, dove nel primo caso si riscatta un impianto per che quanto "poco" si possa pagare è un impianto che richiede continua manutenzione ( che pagherà chi lo riscatta ovviamente ) o prossimo al rifacimento ( non penso che bastino 300000 euro per rifareun impianto ), e nel secondo, se non rende alle compagnie... figuriamoci al gestore !!!!! , chi concede un finanziamento al gestore di svariate migliaia di euro se ha un guadagno che gli permette di arrivare a fatica a fine mese ????
    io non glie lo concedo

  • santol

    Leggiamo...gli impianti riscattabili sono quelli aventi un erogato superiore all'erogato medio...l'impianto da 500000 litri te lo regalano purché gli togli la rogna di averlo nei cespiti!!! :grin

  • Franco

    Squeri solito servo dei petrolieri
    "Non di altro si tratta, infatti, se si pensa che la pratica applicazione di questa parte della riforma significherà che la proprietà dell’impianto NON RINNOVERÀ IL CONTRATTO all’atto della sua scadenza, che questa cada domattina (anzi, ieri è già successo), fra sei mesi o fra un anno, o quando sarà."

    E secondo voi la riforma permetterà una cosa simile, senza prevedere un effetto distorsivo ancora peggiore qual'ora succedesse. Ma poi quale sarebbe l'alternative all'attuale e comunque inevitabile estinzione proposta da squevi???

  • Anonimo

    Cosa vuoi che freghi a squevi della nostra estinzione visto che gestisce fior d'impianti, non ha mai toccato un erogatore ed è culo e camicia con le compagnie?

  • zipozapozozo'  - disdetta del contratto con questa liberalizzazione

    non c'è bisogno caro mio ex presidente Squeri, di questo decreto per la disdetta. Personalmente l'ho già ricevuta. Basta non seguire le politiche della comodataria di turno (sconti, campagne promo, 1, 2 o magari anche 3 dipendenti per "servire il cliente nel migliore dei modi" (tanto li paga il gestore) e il gioco è fatto. E' da un anno che sono stato trascinato in tribunale e ancora non è finita. Da politico Lei vive su marte come tutti i politici di questa disgraziata nazione. Credevo che almeno da "collega" ogni tanto venisse a trovarci sulla Terra. Cordiali saluti. P.S: da associato figisc ho chiesto la disponibilità di assistenza legale, mi è stato risposto "si trovi Lei un avvocato" noi non ne abbiamo.

  • Anonimo

    dubbi e perplessità.
    1. I gestori degli impianti di distribuzione dei carburanti che siano anche titolari degli impianti stessi si riforniscono liberamente da qualsiasi produttore o rivenditore nel rispetto della vigente normativa. Nei nuovi contratti eventuali clausole che prevedano forme di esclusiva nell’approv-vigionamento sono nulle per violazione di norma imperativa di legge.
    secondo me è rivolto ai convenzionati, e non a tutti i gestori. Cio permetterebbe ai proprietari e gestori di un impianto sotto contratto con una compagnia petrolifera, di annullare i suoi impegni e mettersi in proprio cioè diventare una pompa bianca.Quindi aumentare ancora di più un mercato concorrenziale indebolendo ulteriormente i gestori sotto cappella delle compagnie petrolifere.

  • Alex

    Mss. squeri, dopo l'ultimo rinnovo che hai firmato con l'eni, qualsiasi cosa accada per noi gestori di eni è una conquista. Negli ultimi due anni eni ci ha fatto un sedere paragonabile a al traforo dell'alta velocità , grazie alla tua firma ( sia a livello remunerativo poco più di 2 millesimi litro sia a livello di regole) NON SEI CAPACE DI FAR RISPETTARE UN SOLO ACCORDO DI QUELLE CARTE STRACIO CHE HAI FIRMATO PER LA SVENDITA DEI NOSTRI DIRITTI ed ora ti permetti di fare morali ? Il tuo comportamento significa che oltre ad averci danneggiato, non sei nemmeno coscente di quello che viviamo. S . . . . . O

  • Paolo  - Squeri prezzolato

    bravo il squeri con numerose pompe da milionie milioni di litri a mettere paura ai gestori. Sto personaggio vuole tutto per sè e comincia a tremare al pensiero di libera concorrenza. Squeri, inutili riflessioni e non capisco come faccia ad avere tanti associati.

  • gestore

    con questo decreto sembra proprio che la soluzione sia eliminare i gestori, mentre il vero problema sta qua:

    Ecco l’elenco delle accise su ogni litro di benzina
    0,0009 euro per il finanziamento della guerra di Etiopia (Abissinia) del 1935

    0,007 euro per il finanziamento della crisi di Suez del 1956

    0,005 euro per il finanziamento del disastro del Vajont del 1963

    0,005 euro per il finanziamento dell'alluvione di Firenze del 1966

    0,005 euro per il finanziamento del terremoto del Belice del 1968

    0,05 euro per il finanziamento del terremoto del Friuli del 1976

    0.03 euro per il finanziamento del terremoto dell'Irpinia del 1980

    0,10 euro per il finanziamento della guerra del Libano del 1983

    0,011 euro per il finanziamento della missione UNMIBH in Bosnia Erzegovina del 1996

    0,020 euro per il rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri del 2004

    0,0073 euro in attuazione del Decreto Legge 34/11 per il finanziamento della manutenzione e la conservazione dei beni culturali, di enti ed istituzioni culturali

    0.040 euro per far fronte all'emergenza immigrati dovuta alla crisi libica del 2011, ai sensi della Legge 225/92.
    Il tutto piu iva al 21%
    Accise complessive con il decreto salvaitalia euro 704,70 per mille litri cioè 0.7047 al litro piu iva


    0.7047+21%iva=0.852687 al litro ecco il guadagno dello stato
    Piu’ l’accisa regionale che varia da una regione all’altra

  • Giovanni  - a gestore che da i numeri

    oltre ai numeri che tu potevi risparmiare tempo a scriverli perchè li conosciamo bene sarebbe stato meglio una tua riflessione sulla cretinata che hai detto cioè la scomparsa dei gestori con questo decreto. Ossia: se le accise vengono tolte vengono tolte anche alle POMPE BIANCHEEEEEE Sveglione!! non saresti competitivo lo stesso e scompariresti lo stesso
    lo capisci o no??
    che cacchio centra il costo delle accise con il doppio mercato fatto dalle compagnie???

    povera categoria..... con gente così era inevitabile la situazione alla canna del gas in cui siamo.

    quello che è certo è che con la situazione attuale il gestore SCOMPARE con un qualsiasi cambiamento non si può escludere un margine maggiore di sopravvivenza ma non solo per il presidentissimo assessore filo petroliere tal squeri

  • santol

    Quanta ragione hai caro giovanni....
    Il brutto è che stiamo ancora qua a discutere sul sesso degli angeli!!
    Qualsiasi cambiamento dovrebbe essere visto come una speranza per cambiare qualcosa invece si è sempre qua a protestare e inveire contro tutto e tutti e il perchè è chiaro,compèagnie e associazioni di categoria hanno creato talmete tante "situazioni" che è difficile mettere tutti d'accordo.
    i tassisti hanno un obbiettivo comune perchè la loro è una situazione comune,noi tra sconti maxisconti contratti di comodato contratti di compartecipazione ecc. non siamo tutti nelle stesse condizioni e questo è la forza delle compagnie e la CAGATA che accetttano le associazioni di categoria che sono pagate da noi!! :grin
    Della chiusura degli impianti in eccesso non se ne parla??
    impianti che vendono 5/600mila litri con 2 erogatori senza lavaggio senza recupero acque piazzale,senza un compressore per gonfiare le ruote in mezzo al paese o inseriti in contesti di viabilità da far accapponare la pelle... :?
    La sudditanza psicologica non esiste solo nel calcio... :cry

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