FIGISC ED ANISA: NELLE PROSSIME SETTIMANE SCIOPERO DI SETTE GIORNI CONTRO LA “RIFORMA” DI MONTI
I contenuti della bozza della liberalizzazione del settore distribuzione carburanti che sono emersi la scorsa settimana costituiscono una RIFORMA INUTILE E DANNOSA: infatti NON PRODURRÀ RISULTATI SUI PREZZI (prezzi sui quali si è già fatto abbastanza, in peggio, per aggravare il problema), MA SICURAMENTE PORTERÀ AD UNA RAPIDA ESTINZIONE DELLA CATEGORIA DEI GESTORI.
La rottura del vincolo di esclusiva, prevista dalla bozza di decreto, determinerà NON LA TANTO SBANDIERATA “LIBERAZIONE” DEL GESTORE, MA IL MANCATO RINNOVO DEI CONTRATTI DI COMODATO ALLA PRIMA SCADENZA ED IL PEGGIORAMENTO DELLE GIÀ DIFFICILI CONDIZIONI DI ESERCIZIO DEI CONTRATTI IN ESSERE.
Se questo non bastasse, il funzionamento del self in modalità ghost (cioè TOTALMENTE SENZA IL GESTORE) – tema spinto dall’Antitrust – È UN ULTERIORE CHIODO PER PREPARARE LA BARA ALLA CATEGORIA.
Di questo genere di “regali” e di “riforme” la Categoria non ha certo bisogno e la sua risposta deve essere quella di RISPEDIRE ENERGICAMENTE QUESTI E QUELLE AL MITTENTE, ED AI SUOI VARI SUGGERITORI.
Proviamo a riassumere le ragioni per cui riteniamo fermamente inutili e dannosi i contenuti di questa liberalizzazione.
A PARTE L’EVIDENTE SFREGIO DEL GHOST, CHE NON HA BISOGNO DI ESSERE SPIEGATO, QUESTA (MA NON SOLO QUESTA) LIBERALIZZAZIONE NON “LIBERA” NÉ I PREZZI NÉ I GESTORI.
Infatti, dopo che i prezzi dei carburanti IN UN SOLO GIORNO SONO AUMENTATI DI UN +6,2 % PER QUELLO DELLA BENZINA E DI UN +8,5 % PER QUELLO DEL GASOLIO con la stangata sull’accisa, forse è ora di finirla con le demagogie sui prezzi.
Sui prezzi, l’obiettivo di questa manovra (o l’aspettativa) sarebbe che il Gestore, parzialmente liberato dall’esclusiva, metta spontaneamente a disposizione un margine che gli deriverebbe da un teorico più conveniente prezzo di acquisto del prodotto non già per equilibrare i suoi conti o riassestare il suo risultato economico già abbastanza dissestato, ma bensì per scontare il prezzo di vendita, ossia, detto chiaro e tondo, per competere di propria iniziativa contro i suoi colleghi, piuttosto che con le pompe bianche, le aziende petrolifere o la GDO (insomma altre 20.000 e passa “pompe bianche” a parziale servizio), e perfino che decida di comprarsi, con i suoi “lauti” guadagni, una parte della rete (o forse che la acquisti addirittura per conto terzi, a leggere ben bene tra le righe del provvedimento).
Questa è la motivazione autentica per cui si concede la limitata “libertà” al Gestore (libertà “supposta”, in tutti i sensi del termine).
Il calcolo che i prezzi scendano è una pia illusione: non solo i costi del sistema sono elevati a causa di una rete che si è andata ingrossando grazie alle liberalizzazioni anziché snellirsi, modernizzarsi e ristrutturarsi, mentre i margini si sono ridotti al lumicino, ma quanto più l’area del libero mercato andrà estendendosi, tanto più diminuirà la competitività di quelle che fino ad oggi sono state le “nicchie franche” della distribuzione, quelle che hanno contato su un vantaggio dato loro proprio dal fatto di stare fuori dai costi del sistema.
Tanto che oggi, paradossalmente, anche le pompe bianche temono ulteriori aperture del mercato, intuendo una perdita delle rendite di posizione, e ciò non perché troppi godranno dei vantaggi del libero mercato (se così fosse, sarebbe ora!), ma proprio perché non ne godrà più nessuno.
E che si inseguano simili chimere, quando il peso della tassazione sui carburanti ha raggiunto il 60 % del prezzo e i costi della distribuzione meno del 10 %, più che l’ingenuo frutto di una approssimazione culturale sembra una scelta tutta mediatica di confondere le vere carte del gioco.
Non ci saranno, dunque, alla lunga quegli effetti miracolosi sui prezzi che oggi molto ingenuamente (o per puro scopo mediatico) si pensa possano prodursi semplicemente “fotocopiando” in un infinito numero di copie quel che finora è accaduto (i prezzi delle “pompe bianche” o della gdo), solo grazie ad un’anomalia del mercato ed a una “nicchia” di favore.
A risultato zero per i prezzi, che cosa costa però questa “libertà” che alcuni hanno suggerito ed altri hanno raccolto in un’insensata corsa alla disintegrazione del sistema?
Intanto, SE QUESTO PROVVEDIMENTO PASSASSE COME STA SCRITTO COMUNQUE ALLA FINE DELLA CATEGORIA.
Sia che il Gestore possa rimanere sul suo impianto per ammazzarsi a lottare fra colleghi per un litro di carburante in più nella convinzione di poter giocare la libertà sul prezzo per il venti o cinquanta per cento del proprio tempo (no-logo e gdo ci giocano ogni giorno al 100 %), sia che, come sicuro, la proprietà dell’impianto (azienda petrolifera o retista convenzionato che sia) gli dia lo sfratto alla prima scadenza utile del contratto, considerandolo da subito un intruso da espellere al più presto dalla sua proprietà.
CHE IL DESTINO DI UNA CATEGORIA SI DECIDA IN QUESTO MODO E PER QUESTI OBIETTIVI, che lo si decida senza neppure degnarsi di consultarla (oggi la “concertazione” sembra diventata un impiccio e lo stesso Parlamento sembra relegato ad un ruolo notarile), NON PUÒ ESSERE SUBÌTO SENZA UNA GIUSTA REAZIONE.
E queste non sono “misure di sviluppo”, utili in qualche modo al Paese, ma autentici – involontari o meno che siano – interventi di macelleria sociale.
NEL TEMPO È STATO CHIESTO AI GESTORI DI SCIOPERARE PER MOTIVI GIUSTI (QUALCUNO LO HA CHIESTO ANCHE PER CHIMERE). MA ORA DAVVERO È IN GIOCO, DA SUBITO, IL LAVORO, L’ESISTENZA ED IL FUTURO DI CIASCUNO DI NOI: ADESSO SCIOPERARE BISOGNA !
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2012-01-16 23:43:20 | Anonimo
Il fatto che queste cose le scriva chi nel 2009 accettò allegramente una clausola di recesso per i gestori Eni, mi pare già un buon motivo per non scioperare.
Non bastasse questo, c'è una strana unità d'intenti con la U.P. e l'Assopetroli che suona quanto meno strana a chi, di queste due associazioni, è la prima vittima.
Se volete ancora un altro motivo, viene indetto uno sciopero sulla base di bozze e voci di corridoio e mi pare quantomeno frettoloso.
Cara Figisc, magari avrai anche ragione, ma chi ha dimezzato i suoi erogati nel giro di pochi anni, probabilmente non avrà bisogno di arrivare alla scadenza contrattuale perchè dovrà chiudere prima.
Concludendo, che abbiamo da perdere che non abbiamo già perso?
Lo sciopero, fatevelo da soli.
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2012-01-17 09:14:28 | Flavio
In un momento difficile come questo credo che scioperare sia una situazione che pochi di noi accetteranno. Chi può permettersi di chiudere 7 giorni?
A parte il fatto che tantissimi di noi non seguono questo sito e dunque non saranno informati dello sciopero, e non dite che è impossibile, io stesso non leggo i giornali e non guardo la tv, di conseguenza potrei tranquillamente venirlo a sapere solo dai clienti e fregarmene.........
Anni fa mi arrivavano le comunicazioni a casa adesso non più ( per fortuna)
Perciò molti saranno regolarmente aperti e lo sciopero sarà l'ennesimo flop.
E non ditemi che i tassisti sono uniti, avete guardato i classici filmatini delle tv dove vedevate centinaia di tassisti bloccare l'ignaro collega di turno? vi spostavate di 50 km ed erano tutti a lavoro ( ad Aosta ad esempio non ne hanno nemmeno parlato). I tabaccai uniti, perchè mai dovrebbero scioperare, prezzo uguale per tutti e 10 % di ricavo..... caz....0 sciopero....Se lo sciopero fosse indetto per ottenere questo risultato allora ne potremmo parlare e l'adesione sarebbe al 100%
Per il resto solo parole, chi come il mio impianto dovrà chiudere è già scritto al di là della liberalizzazione. Chiuderà per scarso venduto dovuto dall' uccisione del turismo ( visto che il mio impianto è situato in un paesino di 650 abitanti, una volta altamente turistico)......
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