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Controdistribuzione edizione FLASH n. 01 - 16 Gennaio 2012

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QUELLI IERI INERTI DI FRONTE ALLA DISTRUZIONE DEL SETTORE E CHE ORA SI STRACCIANO LE VESTI CONTRO LA LIBERALIZZAZIONE

MA DOVE ERAVATE?

di Roberto Di Vincenzo

Piú il ragionamento sulle liberalizzazioni va avanti e piú decine di corifei si affannano a sottolineare i “mali” che la liberalizzazione porterebbe al nostro settore. Si passa dall’esproprio proletario (ce lo vedete Monti nei panni di Lenin che guida l’assalto al “palazzo d’Inverno?), alla distruzione del lavoro di migliaia di lavoratori che sarebbero, colpiti mortalmente dal fatto che i Gestori, fino ad ora gli unici a tirare la cinta, potrebbero approvvigionarsi sul “libero mercato” a condizioni maggiormente competitive e soprattutto, al contrario di quel che succede ora, “eque e non discriminatorie”. Tutto questo coro di dotti cantori dimentica che la liberalizzazione del settore proposta (vedremo se e come varata dal Governo) non é che l’effetto di una situazione che, soprattutto negli ultimi tre anni, si é andata sempre piú deteriorando.

Nel silenzio piú totale. Nell’indifferenza di chi non si é mai posto il problema. Nel mutismo complice e colpevole di tutti coloro che, pur sapendo che il settore stava marciando verso l’esplosione delle contraddizioni, hanno preferito fingere che tutto fosse normale e nascondere la veritá dietro improbabili maquillage di bilancio. La veritá é che in questi anni, con la scusa del “lungo di raffinazione”, la rete é stata inondata di prodotto a prezzo basso, tanto da realizzare un ambiente nel quale retisti indipendenti e nuovi operatori “no logo” hanno potuto ottenere guadagni stratosferici ai danni dei Gestori della “rete ufficiale”, costretti a ridurre i giá esigui margini per inseguire inutilmente i “prezzi” che le compagnie petrolifere riservavano a questi operatori. E dire che le organizzazioni di Categoria dei Gestori, chi piú e chi meno, in funzione della propria sensibilitá alle tematiche di sviluppo del settore, non solo avevano visto in anticipo cosa sarebbe accaduto, ma anche chiesto piú e piú volte che il settore provasse ad autoriformarsi.

La Fegica e la Faib hanno addirittura fatto un passo in avanti costituendo un Coordinamento Nazionale Unitario per aiutare a   ricomporre  il  quadro,  con   l’intento  di esportare  l’esperienza  e  fornire  un   proprio  originale contributo alla semplificazione del panorama dei soggetti interessati allo sviluppo compatibile e condiviso del settore.

Ancora pochi ricordano che il 15 gennaio del 2008 le organizzazioni di Categoria, allora unitariamente, promossero un Workshop nel quale illustrarono lo stato del settore e le linee lungo le quali sarebbe stato opportuno muoversi  per riformare,  con  il consenso  di  tutti  gli operatori,  un settore che appariva appannato ed alla ricerca di una sua nuova identitá.

Ma ogni tentativo, ogni appello, ogni invito é stato snobbato e fatto cadere nel vuoto. Con un messaggio sottinteso: con voi, con la categoria, con i gestori non si dialoga!

E, infatti, dalla teoria alla prassi, al gestore é stata imposta ogni tipo di umiliazione, in nome di scelte inevitabili, compiute in nome del mercato.

Giá, il mercato! Ma chi puó con onestá definire “mercato” un luogo tanto “equivoco” da consentire ad un unico dominus (compagnie petrolifere) di fissare arbitrariamente prezzi diversi al dettagliante in funzione del canale di vendita che lo distribuirá al consumatore finale?
Con ogni evidenza si tratta di un imbroglio che, tra l’altro, ha consentito e ancora consente di fissare sulla rete tradizionale  un  prezzo  “gonfiato”  per le vendite  “con servizio”, per poi trasferire sui cartelli di sconto tutta la politica commerciale.

Uno sconto virtuale e solo sedicente, in nessun modo verificabile all’atto pratico, come ha dovuto sottolineare, non senza imbarazzo, anche il Mise quando l’abbiamo chiamato in causa.

Ma che razza di “libero mercato” é quando una compagnia petrolifera rifornisce con 16/18 centesimi di sconti l’impianto “no logo” a trecento metri di distanza da quello con il proprio marchio, al cui gestore “concede” un margine di meno di 4 eurocent lordi?

E in nome di quale tipo di mercato si puó giustificare che la stessa compagnia imponga prezzi differenti persino a due suoi gestori distanti poche decine di metri, decidendone alternativamente vita o morte?

Questo senza contare la “nuova frontiera” costituita dal self pre-pay aperto h24 utilizzato per mettere fuori mercato il gestore persino sul suo stesso impianto.

Insomma, troppo spesso  la parola “mercato” é stata piegata all’interesse di una parte, sempre la stessa.

Ora, fa un certo senso vedere come, sul tavolo della riforma, le posizioni siano cambiate: i Gestori difendono la possibilitá che, nel settore, finalmente il mercato dispieghi le ali; retisti e petrolieri a gridare allo scandalo ed a sostenere la necessitá di un “sistema protetto” che, in veritá, coincide con la perpetuazione dei loro privilegi e, quindi, con la discriminazione della Categoria.

Nessuno con un minimo di pudore, peró, puó negare che, dopo le anticipazione sul contenuto del primo decreto “Salva Italia”, avessimo nuovamente provato a sostenere che il settore era chiamato a ritrovare la capacitá di fare sintesi ed offrire un progetto di autoriforma ad un Governo che aveva giá fatto sapere che su questi argomenti sarebbe tornato: un appello al dialogo che non é mai venuto meno, neanche in queste ore.

Ma anche in questo caso, a conferma della scarsa capacitá di “vedere” avanti dell’industria petrolifera, l’appello alla razionalitá é stato segnosamente liquidato, nella convinzione che, intanto, nessuno avrebbe avuto l’ardire di “toccare gli intoccabili”.

Eppure quello che molti hanno creduto bene di ridicolizzare, sbeffeggiare, snobbare, sottovalutare -anche grazie a quel tipo di atteggiamento miope- fra pochi giorni potrebbe concretizzarsi.

Come e con quali modalitá ancora nessuno lo sa, ma le anticipazioni lasciano intendere l’intenzione di intervenire su alcune storture evidenti.
Allora perché gridare allo scandalo? Perché stracciarsi le vesti? Perché minacciare?

Non erano forse proprio petrolieri e retisti “quelli del mercato”, “quelli del tutto libero”?

Non sono loro che hanno chiesto, brigato e ottenuto quindici anni di interventi legislativi per poter comodamente “liberalizzare” a proprio uso e consumo (non é certamente un titolo di merito quello di aver ottenuto pure magri risultati) e tenere sempre piú saldamente in ostaggio un’intera Categoria.

Chi sapeva ed ha fatto finta di niente, avrebbe ora il dovere di chiedersi: dove siamo stati finora?


Commenti (21)
  • Flavio

    Il più bell'articolo che ho letto. Rispecchia in pieno il mio pensiero.
    Questa e solo questa è la verità. Il resto solo parole.....
    E la conferma è che le pompe bianche vogliono scioperare.......... Non ditemi che lo farebbero per difendere l'intera categoria....... Tuttalpiù non dovremmo rimanere aperti e urlare il nostro non sciopero.......

  • Flavio  - re:
    Flavio ha scritto:
    Il più bell'articolo che ho letto. Rispecchia in pieno il mio pensiero.
    Questa e solo questa è la verità. Il resto solo parole.....
    E la conferma è che le pompe bianche vogliono scioperare.......... Non ditemi che lo farebbero per difendere l'intera categoria....... Tuttalpiù non dovremmo rimanere aperti e urlare il nostro non sciopero.......

    Ho sbagliato, volevo dire NOI dovremmo riµanere aperti...

  • Antonio  - Dubbi

    Buongiorno, mi chiedo se non stiamo correndo un pò troppo, ammesso e non concesso che il provvedimento che sta per essere varato rispecchi la bozza qui pubblicata, siamo sicuri di aver valutato bene le possibili conseguenze per i gestori? Ad esempio, se "costringi" la compagnia a rinunciare all'esclusiva, a venir meno al contratto di Comodato GRATUITO, che succede? Succede che la compagnia potrebbe: 1) Cessare il contratto in essere, selfizzare l'impianto e mandare a casa il gestore. 2) Chiedere un "congruo" fitto per il piazzale e le attrezzature.3)farci pagare la manutenzione.4) i cali.5) non garantire più investimenti che non siano strettamente necessari per gli adeguamenti a norma...etc etc
    Senza considerare che potrebbe pensare di recuperare il proprio margine sul 50% delle forniture che OBBLIGATORIAMENTE dobbiamo assicurare!!!
    Ci sarebbero anche altre controindicazioni nel perseguire con questa bozza di legge. Ad esempio il fatto ke si costringano le compagnie a vendere un terzo degli assets.... a chi? Potremmo passare a retisti privati che non sono di certo meno tiranni delle compagnie, ad esempio...
    In sintesi io credo che ci sia il bisogno di riflettere per bene su cosa potrebbe portare in futuro questo nuovo provvedimento, ma prima di tutto credo che sia il caso che le cinque sigle sindacali mettano da parte ruggini e screzi del passato e del presente, il momento storico è troppo importante, bisogna arrivare ad un accordo unitario e alla coesione sindacale, c'è urgenza di una riunuone tra i vertici sindacali per trovare una strada COMUNE da seguire....divisi siamo nulla!!!
    P.s.: le sigle sono faib, fegica, figisc, anisa e figisc treviso...e chiunque altro faccia questro lavoro.
    ORA O MAI PIU'

    Saluti, Antonio

  • David  - Antonio

    io i dubbi li ho che tu sia un gestore con quello che scrivi!

    Le sigle UNICHE riconosciute sono tre FAIB FEGICA FIGISC

    il 50% è per i proprietari di impianti convenzionati
    Cessare il contratto bisogna modificare la legge 32/98 che sancisce la durata
    il congruo fitto è lo spauracchio che ti inventi dato che si parla di una percentuale del 20% per le gestioni da acquistare fuori esclusiva
    pagare la manutenzione in rapporto alla percentuale fuori esclusiva
    cali?? riguarda un piccolo numero di gestioni le quali avranno il riconoscimento in percentuale e poi non è detto che fuori esclusiva i cali CALINO.....
    Per il riflettere concordo poi se vuoi avere compattezza sindacale dillo a squeri quel supponente spocchioso personaggio pieno zeppo di conflitti di interesse e di incarichi politici REMUNERATI.

  • Anonimo

    Prima di tutto nn capisco perchè ti scaldi tanto!! Per le sigle sindacali? Ti faccio notare che ci ho messo anche "chiunque faccia questo lavoro". Era solo per sottolineare che nn importa di quale siglea si tratti, l'importante è che si trovi un accordo UNICO da presentare a governo e compagnie in modo coeso, così da essere coesi anche nelle eventuali iniziative di protesta!!!
    Il 50% era solo un esempio, che sia il 20 o il 30 o il 40 ancora non si sà, ma cmq resta il fatto che nessuno, secondo me, può garantirti la manutenzione di una attrezzatura data in comodato gratutito se usi il prodotto di un altro....non lo si fà per il caffè, figuriamoci per il carburante. Per quanto riguarda i cali, è un problema che riguarda per lo meno il 20-25% dei gestori....se sono pochi nn sta a me dirlo, ma se si potesse evitare sarebbe meglio.
    Infine ci tengo a sottolineare che non ho alcuna simpatia per Squeri, che ritengo un indegno rappresentante della categoria e una persona poco preparata sui reali problemi di coloro che rappresenta, detto questo la mia opinione credo di poterla esprimere senza curarmi di chi ha proposto questa o quella iniziativa, IO PARLAVO DEI CONTENUTI, me ne frego altamente se tu sei della fegica o figis o faib o pincopallino carburanti, e IO NN HO DUBBI CHE TU SIA UN SINDACALISTA visto ke te la prendi tanto xchè ho inserito quelli di treviso (io sono del sud, manco li conosco i parin etc....)!!! Invece di escludere a priori, provate ad ascoltare e discutere in maniera costruttiva, la poltrona non ve la tocca nessuno....purtroppo!
    Cordiali saluti
    Uno che fa parte della base...NON un sindacalista!

  • Giampiero  - mettiamola così,

    tanto allo stato attuale peggio di così penso che nessuna categoria si trovi, bene la possibilità che potrebbe essere offerta alle gestioni (si chiameranno così dopo?) di poter vendere prodotto non più legato ad un contratto di fornitura in esclusiva. Cerchiamo però di non mistificare gli effetti di una liberalizzazione del nostro settore perché si intenda che questa sia finalizzata ad una attenta analisi dei nostri problemi, quasi si voglia pensare che finalmente la nostra precarizzazione economica sia oggetto di discussione da parte dell’attuale Governo che con questi provvedimenti dovrebbe parzialmente risolvere. Lo scenario futuro sarà il confronto obbligato con le aziende petrolifere, con queste ultime che dichiarano a voce del loro rappresentante che la selfizzazione dei loro p.v., senza nessun vincolo imposto per tale tipologia come nelle intenzioni del Decreto, resta un punto integrante nella loro politica di ristrutturazione. Senza questo confronto, chiarificatore per la nostra esistenza, mi pare che si stia discutendo di un menù senza conoscere se sia compreso un boccone avvelenato.

  • Antonio

    Infatti il mio intento era semplicemente quello di evidenziare che se passasse così com'è la bozza in questione, non sarebbero tutte rose e fiori. Ci sono tantissimi punti che non dicono nulla, e che, a seconda dei modi in cui verrà attuata, potrebbero essere addirittura peggiorativi rispetto alla situazione attuale....come dire: non c'è mai fine al peggio!!!
    Resta comunque il fatto che ritengo di poter esprimere una mia opinione che qualcun altro può, civilmente, non condividere, possibilmente motivando le perplessità!
    Sono comunque convinto che ad oggi stiamo parlando di aria fritta, xchè la storia insegna che le bozze, solitamente vengono stravolte...speriamo che tolgano l'articolo che riguarda il self....ma sinceramente credo che sarà l'unico punto fermo di questa bozza!
    Saluti e buon lavoro

  • santol

    ammesso e non concesso...resta il fatto che siamo in troppi...se nel decreto ci sarà un fondo indennizzi io sono il primo a farmi da parte,quanti altri sono disponibili a seguire la mia strada???
    La comunione di intenti che chiedi alle sigle sindacali sono pura utopia,troppi interesse troppe cadreghe da salvare come per i politici,fosse gente seria,dopo anni di fallimenti nelle trattative e accettando l'uovo oggi piuttosto che la gallina domani,si sarebbero già dimessi ... :upset

  • Un gestore Agip

    Gran bella lettera il problema è che siamo benzinai e pensiamo solo al nostro orticello non capendo che ormai siamo finiti come categoria, dovevamo pensarci prima. Il buon Squeri dopo anni di prese per i fondelli ha il coraggio di proclamare una settimana di sciopero sapendo benissimo che non si farà mai. Auguri e tanti per tutti sperando di riciclarci da qualche parte nel prossimo futuro.

  • Max

    Tu scrivi " 1) Cessare il contratto in essere, selfizzare l'impianto e mandare a casa il gestore. 2) Chiedere un "congruo" fitto per il piazzale e le attrezzature.3)farci pagare la manutenzione.4) i cali.5) non garantire più investimenti che non siano strettamente necessari per gli adeguamenti a norma...etc etc"
    Ma ti chiedo ti guardi intorno??? Le compagnie da q8 ad altri già stanno da tempo procedendo in questa direzione. Con l'articolo 28 tanto caro ai rivoluzionari di oggi sarà permesso all'azienda di turno (retista o compagnia) ad accendere h24 il self con uno sconto che nel breve ripercorrerà la strada appena marcata dagli attuali sconti quando l'impianto è chiuso. Prova ad immaginare le conseguenze di questa ulteriore spinta. Prova ad immaginare la possibilità di avere una miriade di contratti che daranno come unico risultato la divisione ulteriore della nostra categoria senza che questo venga bilanciato da una contropartita che ci possa permettere quel minimo di autonimia da contrapporre all'attuale strapotere di tutti (retisti, compagnie e sindacalisti gialli).
    Anche per questo non ci potrà mai essere un ritorno ad una unità alle condizioni attuali, ovvero :appiattimento totale su posizioni di retisti e compagnie rappresentato dal sindacato giallo della figisc, anisa è autostradale e viene inserita per farne due. Figisc Treviso cos'è una uscita autostradale ???

  • Giancarlo TV  - X Max e Di Vincenzo

    Dai Max si chiama Gisc Tv scusa caso mai abbia interpretato male il tuo ultimo paragrafo.

    Dottor Di Vincenzo inanzitutto vorrei prendesse coscienza dell' importanza a livello sociale del suo lavoro per la carica che ricopre, lei stesso dice: ( SOPRA ) negli ultimi tre ( 3 ) hanni il peggioramento a picco ,Nel silenzio piú totale. Nell’indifferenza di chi non si é mai posto il problema. Nel mutismo complice e colpevole di tutti coloro che, pur sapendo che il settore stava marciando verso l’esplosione delle contraddizioni, hanno preferito fingere che tutto fosse normale e nascondere la veritá dietro improbabili maquillage di bilancio.

    Le Faccio presente che da ben otto ( 8 ) hanni noi di Treviso chiedavamo di prendere atto di quanto stava accadendo alla nostra provincia c'era bisogno di aspettare che uno si incateni e un' altro faccia un gesto da cui non c'è ritorno ( e non mi si dica cavolate goccia dopo goccia il vaso trabocca PURTROPPO ) di questo siete colpevoli voi in primis.

    Dottor Di Vincenzo non mi dica che non ha una video chat, che con le tessere non riesce a comprarsi una telecamerina e un microfonino, il collegamento a Skype glielo faccio io.

    Saluti Borsoi

  • Luigi  - X Giancarlo TV

    ma perchè non continui a guardare la televisione e lasci stare il computer .

    Usa la tua potenza mediatica con le TV (televisioni non Treviso....) .
    Tutta la tua verve indirizzala con giornali radio comunicati stampa ma non di certo con i gestori perchè quelli ti hanno matricolato. Hai impresso a fuoco sul tuo nome lo stampo di quello che hai saputo fare come benzinaio o gestore , lascio a te i termini opportuni
    Sai sicuramente fare meglio con chi non conosce il mestiere .
    Se non capisci almeno abbi l'umana decenza di non usare gli sfottò perchè sei patetico
    Dai rifletti e capirai che ho ragione

    Luigi Menichelli

  • santol-x luigi menichelli

    Spett.Menichelli...qui mi faccio paladino in difesa del Borsoi che tanto ha dedicato alla "professione" del gestore ma non quanto me...
    Borsoi ha tutto il diritto di scrivere quello che gli pare nel rispetto delle condizioni del forum e finchè parla di problematiche che ha dovuto affrontare e ci ricorda delle battaglie combattute da lui o da chi per lui,non vedo il motivo per il quale non possa farlo...
    Lei al contrario è intervenuto per zittirlo con non so quale diritto,precisando per l'ennesima volta con modi diversi la nomea che il nostro ex collega si porta sulle spalle,appellativo che persone con un "umana decenza" non starebbero li a ripetre all'infinito.
    Io da gestore ho riflettuto e capito...ho capito che sarebbe opportuno che gente come Lei sig. Menichelli si desse da fare per proporre qualcosa di serio oppure non perda il suo tempo con il computer ma neanche con la TV...scriva una poesia...un libro...dipinga un quadro...

  • Luigi  - Sig Santol

    Sig Santol, paladino del sig Borsoi, non venga a far la prosopopea dei diritti di scrivere, non li ho mai toccati . Ma, se mi consente, ho anch'io il diritto di dissentire sugli argomenti del sig Borsoi . Se legge bene vedrà che gli ho suggerito di guardare la tv , cosa tra l'altro che ha dichiarato di fare in un post su altro argomento.Poi sempre se legge bene, dato che i giornali letv , le radio hanno fatto da cassa diu risonanza sul problema che lo ha affllitto gli ho suggerito di argomentare con esse ma non con i gestori i quali sono ancora sui piazzali a prendere freddo e improperie dalla clientela per l'elevato prezzo dei carburanti.
    Detto ciò , visto che ti sei nominato paladino del Borsoi, ascoltiamo pure il Capitano della Costa Concordia di come si fanno le manovre per passare vicino alle isole, ascoltiamo pure quelli che investono i pedoni (e poi fuggono) sulle tecniche di primo soccorso, ascoltiamo pure Callisto Tanzi su come investire i soldi, ecc ecc siamo in un paese libero ...GIUSTO???

    ciao paladino alla Don Chisciotte

  • santol

    Visto che si è prodigato nel dispensare consigli a chi non ne ha chiesti,mi sono sentito in diritto di darle anche io (come fa lei con Borsoi) dei consigli per il bene della categoria,salvo che lei ne faccia parte.
    Detto ciò,visto che mi sono nominato paladino del Borsoi,potrei anche ascoltare tutti quelli che lei chiama in causa e con INTELLIGENZA capire che l'esperienza a volte deriva dagli sbagli...non per questo mi sento in DIRITTO di zittire le persone che cercano di mettere a disposizione di tutti i loro sbagli.
    Vorrei chiudere ringraziandola per tutti i consigli utili alla categoria che è riuscito ad esporre in questi 2 post senza per altro riuscire in nessun modo ad esssere inerente al titolo principale...un perfetto esempio di quello che si dovrebbe essere,un"collega" solidale che porta la sua esperienza al servizio di tutti per il bene comune...

    GRAZIE GRAZIE GRAZIE!!!

  • santol

    Basterebbe un comunissimo smartphone... ;)

  • Giancarlo TV  - X Luigi Menichelli

    Come mai è cosi innervosito, lei che accusa Santol di eregersi a mio paladino.

    A ME SEMBRA CHE SIG: DI VINCENZO SIA ABBASTANZA GRANDE E VACINATO PER DIFFENDERSI DA SOLO SENZA BISOGNO DI LEI.

    Visto che il mio commento era indirizzato a lui.

    Per la professione vistoil tuo intervento non ritengo di avere nulla da imparare da uno come tè.

    Ci tengo a Salutarti Distintamente Borsoi Giancarlo.

    P. S. spero per la Redazione di non essere stato troppo duro e arrogante ma la situazione . . . . . . . . . . . . . . . .

  • santol

    Mi sono auto-eretto paladino...perchè sono stanco di tutte queste sterili discussioni sulla sua sorte...che potrebbe essere quella di tanti di noi!
    Non ho seguito le sue vicissitudini perchè troppo preso dalle mie,ma si potrebbe cavalcare l'onda del momento per una svolta decisiva alle sorti della categoria...non ti preoccupare della redazione sono persone intelligenti....

  • Giancarlo TV  - X Santol e Menichelli

    Ti ringrazio comunque Santol se posso farti un augurio sincero spero propio non ti trovi nella mia situazione.

    Ora caro Sig. Menichelli ( Mi Permetta un pò di Opportunismo " Purtroppo), lei si sarebbe compiaciuto a vedermi fare quanto messo in atto dal collega di Biadene, vista l' occasione sono dispiaciuto per non aver partecipato alle esequie ne sono venuto ha conoscenza in ritardo.

    Le faccio presente che la vigilia di Pasqua 2011 Sabato mattina per dei disguidi occorsi sul piazzale ho preferito ritornare a casa a piedi 35 Km. per poter cosi essere solo e ragionare incaminatomi a un certo punto sono passato sopra un cavalcavia autostradale mi sono fermato parecchio tempo sopra ( le devo dire cosa mi passava per la testa ??), per farla corta dopo 6,30 ore di cammino e soste sono tornato a casa e ho raccontato tutto alla moglie, fratello, amico più stretto, per fortuna con il loro aiuto e quello di molti altri vedi protesta ho risolto LA MIA SITUAZIONE CON LA MIA FORZA.

    Da questo a darmi dell' incompetente e non solo lascia il tempo che trova, se poi subito dopo la firma del mio Accordo con la compagnia come da me richiesto in occasione della mia riconsegna impianto 12-10-2011 SI FOSSERO PRESENTATI ALCUNE CENTINAIA DI GESTORI QUELLA MATTINA AVREBBERO AVUTO IL CORRAGGIO DI RIPRENDERSI L' IMPIANTO ??

    COME VEDI CON I SE E I MA NON SI RISOLVE NIENTE.

    Distinti Saluti Sig. Luigi da Borsoi

  • santol

    Giancarlo...forse ci sono già nella tua situazione :cry
    Mi turba leggere della tua pasqua 2011 ma comprendo fino in fondo...
    anzi...nel pomeriggio ho scritto privatamente alla redazione perchè pubblichi la lettera che Il sig. Silvano Nandi fratello del compianto Franco ha scritto al gazzettino e spero vivamente che lo faccia...

  • Giancarlo TV  - X TUTTI segue da sopra

    Ci fosse stata coesione vera e partecipazione sareste ancora qui a piangere e/o rimpiangere ?

    Ribadisco l' unione fa la forza.

    Anche gli autotrasportatori hanno diverse forme contrattuali , conto terzi, conto propio, pagati a ore, pagati a chilometro, pagati a quintale trasportato, pagati a valore merce trasportata.

    Ciao a tutti

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