DECRETO MONTI: LE COSE DA CAMBIARE NEL CORSO DELL’ITER PARLAMENTARE
Comincerà nelle prossime settimane l’esame parlamentare del decreto Monti sulle liberalizzazioni (decreto legge 24 gennaio 2012, n. 1). È probabile, quindi, che, per il settore della distribuzione carburanti ci si dovranno attendere pressioni, da diverse parti e da diversi fronti, volte a cambiare se non a stravolgere i contenuti che in questo momento sono scritti nel testo del decreto.
Non staremo a discutere su chi cercherà, da un lato, magari di far guadagnare qualche punto ad un disegno di destabilizzazione del sistema per conto terzi e non nell’interesse dei Gestori (disegno da cui abbiamo preso abbondantemente le distanze), da un altro, invece per cercare di ridurre ancor più i già angusti spazi di manovra per la Categoria. In ogni caso, contrasteremo con chiarezza ciascuno di questi plausibili tentativi. La posizione di FIGISC ed ANISA sulle questioni che devono trovare una definizione soddisfacente dal decreto Monti è definita e molto netta e si base su tre punti di fondo.
Il primo è la modificazione della norma sul self 24h senza assistenza: un dispositivo che aggira le norme regionali sugli impianti ghost e che è assolutamente inutile dopo che l’articolo 28 della legge 111/2011 ha previsto la presenza obbligatoria di un self prepay in tutta la rete. Ancora una volta si interviene su un problema – la selfizzazione della rete – che non solo non risolve affatto il problema della eccessiva consistenza della nostra rete distributiva (numero altissimo di impianti, erogati per impianto bassissimi, costi maggiori derivanti dalla sua dimensione), ma che rischia di essere superata da una realtà che è già più avanti e che contava già negli anni scorsi circa 14.000 impianti dotati di self prepay e 8.000 impianti dotati di postpay.
In questo contesto, l’impuntatura sulla vicenda del self che non deve essere assistito ha il carattere di una disposizione ad personam (riguarda evidentemente qualche operatore), incartata nella consueta tiritera sulla rimozione dei vincoli in un libero mercato.
Il secondo è che la norma che azzera la gratuità delle carte di pagamento va rimossa immediatamente, in quanto pessima traccia della rivalsa dei poteri forti del sistema bancario per cancellare una disposizione che, introdotta con la legge 183 /2011, aveva la sua ragion d’essere in tutta una serie di questioni (diffusione dell’uso della moneta elettronica, deterrente agli episodi di criminalità che interessano il settore), e costituiva un indubbio vantaggio anche per il Consumatore.
Il terzo punto riguarda i contratti. Premesso che si tratta di respingere ogni possibile tentativo di mettere in discussione la rappresentanza della Categoria e, quindi, il concetto di contrattazione collettiva, ci attendiamo che nel decreto vengano introdotte norme che rendano stringenti i tempi per la definizione delle nuove formule contrattuali e costringano il settore a doversi confrontare rapidamente e concretamente sui contenuti, affidando altresì al Ministero dello sviluppo economico compiti di controllo e monitoraggio dello stato di attuazione della parte contrattuale.
Su contratti ed accordi – l’abbiamo già rilevato più volte – si è già perso infruttuosamente tempo sin dall’emanazione dell’articolo 28 della legge 111/2011, in luogo della cui attuazione si è, invece, preferito andare avanti a perseguire, da fronti opposti, progetti di rivincita totale e di totale belligeranza. Che questo sia servito ai Gestori, ci vuol coraggio a sostenerlo, per certo è solo servito a perdere tempo e far peggiorare la situazione.
DATI CONSUMI 2011: L’ELEVATA FISCALITÀ DÀ UNA SPINTA AL TRACOLLO DELLA RETE
Dicembre è stato, con luglio, uno dei due mesi peggiori dell’anno per i consumi sulla rete; secondo i dati del Ministero dello sviluppo economico, infatti, si tratta delle due punte negative dell’intero esercizio 2011: a luglio -8,57 % sullo stesso mese del 2010, a dicembre -8,34 % rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, due bòtte che valgono insieme oltre mezzo miliardo di litri, ossia il 41 % dell’intera perdita dell’anno.
Dicembre ha accentuato il trend negativo del terzo quadrimestre, nel quale si sono accumulate rispetto al medesimo periodo dell’anno antecedente quasi 600 milioni di litri di perdite.
A dicembre 2011, a parità di giorni festivi con il dicembre 2010, la rete registra minori vendite per 242 milioni di litri, con una flessione della benzina di 9,2 punti percentuali (-103 milioni di litri) e 7,8 punti percentuali per il gasolio (-139 milioni di litri). Neppure il segmento extrarete riesce a pareggiare il conto delle perdite della rete, pur recuperando su dicembre 2010 circa 91 milioni di litri e 9,3 punti percentuali, ed i consumi complessivi del mese di benzina e gasolio marcano un -3,9 % sull’ultimo mese dell’anno precedente.
La progressività delle perdite nel 2011 sul 2010 (milioni di litri)

In tutto il 2011 rispetto al 2010, i consumi complessivi calano di 0,3 punti percentuali e di circa 158 milioni di litri: mentre l’extra-rete avanza di un + 9,2 % (ben 1,081 miliardi di litri in più), la rete perde 1,239 miliardi di litri e altri 3,7 punti in percentuale, con una caduta della benzina di 5,6punti percentuali e di 732 milioni di litri ed una flessione del gasolio del 2,5 % e di 507 milioni di litri. Circa 87 milioni di litri sono recuperati dai consumi di gpl (+3,9 %), che rappresentano nel 2011 il 4,9 % della somma dei consumi dei tre prodotti, contro il 4,7 % del 2010.
È significativo che nel 2011 le due punte più accentuate delle perdite di erogato sulla rete si registrino nei due mesi in cui si sono avuti i due più consistenti aumenti di imposte dell’anno: a luglio, infatti, si era appena avuto un aumento delle imposte che pesò per oltre 4 centesimi/litro (i consumi calarono di 8,6 punti percentuali rispetto al luglio 2010, a fronte di un incremento medio della fiscalità del 13 % rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente); in dicembre si è avuto un aumento delle imposte di 10 centesimi/litro per la benzina e di 14 per il gasolio: un aumento della fiscalità media pari 29,6 punti percentuali, cui è corrisposta una perdita delle vendite di 8,4 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno 2010.
Variazioni percentuali delle vendite e delle imposte sullo stesso periodo dell’anno precedente

In sei anni (2005 – 2011), le vendite complessive di benzina e gasolio hanno marcato una flessione di 5,7 punti percentuali ed una perdita di 2,7 miliardi di litri. Ma è la rete ad avere subito il vero tracollo di questa emorragia di consumi, con quasi 3,5 miliardi di litri in meno, pari ad un -9,8 %.
Sulla rete, i consumi di benzina sono diminuiti di quasi 5,2 miliardi di litri (-29,5 %) e quelli di gasolio, pur avendo guadagnato un +9,3 % e circa 1,7 miliardi di litri, hanno marcato nel 2011 una inversione di tendenza significativa.
Le vendite sulla rete e complessive dal 2005 al 2011 (miliardi di litri)

La contrazione delle vendite si è accompagnata in questi sei anni ad una crescita della già pletorica rete distributiva italiana: le conseguenze dei minori consumi per quasi 3,5 miliardi di litri sono state amplificate dal contemporaneo aumento del numero dei punti vendita (dal 2005 da 500 ad 800 impianti in più).
L’erogato medio per impianto, per dare un dato di sintesi, è passato da circa 1,560 milioni di litri nel 2005 a 1,370 milioni di litri nel 2011, con una flessione pari ad un -12,2 %.
ALTRO CHE 10/12 CENT: LA REALTÀ SULLA DIFFERENZA DI PREZZO TRA RETE “COLORATA” E “NOLOGO”
In realtà, si tratta di un paragone fasullo tra prezzi comparati con incredibile approssimazione, se non scientemente in malafede.
Ciò che, infatti, viene comparato è una sorta di listino medio nazionale di ciascuna compagnia petrolifera, basato sulla modalità “servito” (e di solito si cita il prezzo più alto di quel giorno e non già una media), e su questa pietra di paragone si confrontano i prezzi delle “pompe bianche” o della GDO per evidenziare il vantaggio con la rete tradizionale “colorata” dei marchi petroliferi.
Realtà, quella della rete “colorata”, che è di straordinaria variabilità e tutt’altro che monolitica rispetto alle solite iconografie di comodo che ne vengono rappresentate: dalla modalità del “fai da te”, ai prezzi sel-fizzati, agli sconti, ecc., tutto contribuisce a restituire un quadro comparativo che dovrebbe essere preso seriamente in esame per non continuare a discutere del delicato tema dei prezzi con più serietà che non sia il parlarne semplicemente per arieggiare i denti.
La spesso (ed ingenerosamente) negletta rilevazione settimanale dei prezzi, effettuata dal Ministero dello sviluppo economico – DGREM –offre non pochi spunti di riflessione per rendere giustizia al reale quadro dei prezzi e delle reciproche comparazioni.
Intanto, il dato ministeriale (“prezzo Italia”) rivela un prezzo che è stato – mediamente nel 2011 - inferiore tra 3,6 e 4,1 (a seconda dei prodotti) centesimi/litro a quello della media dei listini della modalità “servito”, e che nel primo mese del 2012 è inferiore a quella media tra i 4,3 ed i 4,9 centesimi/litro (insomma, sembra aumentare lo spread tra listini e prezzi reali).
Nella rilevazione ministeriale è inclusa una gamma di prezzi rappresentativa dell’intera realtà della rete; sulla base del “prezzo Italia”, partendo dai listini della rete “colorata” e dalle rilevazioni sugli impianti no-logo e sulla loro presenza sulla rete, è possibile interpolare quello che è il prezzo “reale” della rete a marchio petrolifero, al fine di abbandonare ogni fuorviante confronto con il listino.
Esaminando le mensilità del periodo gennaio 2011 - gennaio 2012, ad esempio, se per la benzina la differenza di prezzo tra il listino medio della rete colorata ed i no-logo è risultata nominalmente di 9,3 centesimi/ litro (tra un minimo di 7,9 ed un massimo di 10,4), la reale differenza tra il prezzo praticato nella rete colorata e quello dei no-logo è di circa 6,1 centesimi/litro (tra un minimo di 4,5 ed un massimo di 7,1). In media, la differenza è in realtà inferiore del 35 % rispetto a quella che risulterebbe da un semplicistico confronto sul listino.
Prezzi e comparazioni tra rete colorata e no logo – Benzina (euro/litro)

Sempre esaminando le mensilità del periodo gennaio 2011 - gennaio 2012, se per il gasolio la differenza di prezzo tra il listino medio della rete colorata ed i no-logo è risultata nominalmente di 9,2 centesimi/ litro (tra un minimo di 7,0 ed un massimo di 10,8), la reale differenza tra il prezzo praticato nella rete colorata e quello dei no-logo è di circa 5,5 centesimi/litro (tra un minimo di 2,7 ed un massimo di 6,9). In media, la differenza è in realtà inferiore del 40 % rispetto a quella che risulterebbe da un semplicistico confronto sul listino.
E quando si favoleggia di 10/12 centesimi in meno (e rispetto a quale prezzo, di grazia?) si raddoppia – per non conoscenza o per propaganda – quella che è la reale differenza che c’è ogni giorno sul mercato dei prezzi
Prezzi e comparazioni tra rete colorata e no logo – Gasolio (euro/litro)

IL FAMOSO “STACCO” CON L’EUROPA: PER LA BENZINA NON ESISTE PIÙ
Ma oggi questo slogan rischia di essere obsoleto e almeno per due ragioni: non solo lo “stacco” si va riducendo in sé, ma l’incremento delle imposte italiane sulla benzina, ad esempio, lo hanno già azzerato.
Le ragioni del maggiore costo della rete distributiva italiana (con un riflesso diretto su quella parte del prezzo che residua dopo le imposte ed il costo del prodotto raffinato) rispetto a quello di altri Paesi comunitari stanno nel grandissimo numero di impianti della nostra rete: una moltiplicazione di centri di costo, investimenti, logistica, presidio, ecc. che non ha l’equivalente negli altri Paesi europei con cui confrontiamo il famoso “stacco”, ma anche, per contrappeso, che ha un livello di servizio e presidio territoriale neppure lontanamente replicato in quegli stessi Paesi.Insomma, la rete italiana ha molti più impianti, un erogato per impianto molto più basso, ed il maggior costo di queste caratteristiche (appunto, lo “stacco”) è comunque inferiore al livello di servizio erogato al territorio.
Ma quanto vale effettivamente lo “stacco”?
Nella media del 2011 le rilevazioni hanno dato un valore di 0,042 euro/litro per la benzina e di 0,035 euro/litro per il gasolio. Ma, per la benzina, non si tratta di un valore esatto: le addizionali regionali di accisa già vigenti nel 2011 influivano in media per circa 1,0 centesimi/litro (IVA compresa) in maggiorazione delle imposte gravanti su un litro di benzina; ai fini del calcolo del prezzo industriale è un centesimo in meno sullo stacco della benzina, che da 0,042 euro/litro dovrebbe essere ritarato per l’intero anno 2011 su 0,032 euro/litro.
Una situazione analoga sta avvenendo per il 2012. Nelle prime tre rilevazioni comunitarie dei prezzi del gennaio 2011, lo “stacco” Italia è mediamente sceso a 0,016 euro/litro per la benzina ed a 0,020 euro/litro per il gasolio.
Ma dal 1° gennaio 2012, l’incremento delle addizionali regionali di accisa sulla benzina (che ormai coinvolgono quasi il 50 % dei consumi nazionali di questo prodotto) stanno influendo in media per circa 2,1 centesimi/litro (IVA compresa) in maggiorazione delle imposte gravanti su un litro di prodotto.
Che significa? Che lo “stacco” si calcola sottraendo al prezzo al consumo rilevato dal Ministero ogni lunedì l’ammontare delle imposte, ma se invece di sottrarre l’accisa realmente gravante sul prodotto (mediamente 0,721 euro/litro+IVA), se ne sottrae solo l’accisa base dello Stato (0,704 euro /litro+IVA) il gioco vale 2,1 centesimi/litro di differenza, ossia……….lo “stacco” sulla benzina non solo non esiste più, ma il valore si è addirittura invertito
Stacco reale e stacco rilevato del prezzo industriale Italia-Europa area euro
(euro/litro)

Per dirla tutta, il 2012 è cominciato in un modo per cui il prezzo industriale italiano è inferiore a quello della media dei Paesi euro. E questo proprio quando il prezzo ed il carico fiscale su questo prodotto sono i più alti d’Europa. Sembrerà paradossale, ma è vero, e questo testimonia semmai una volta di più di quanto si straparla di questo settore senza neppure sapere di che si parla.
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2012-01-31 01:08:36 | Giancarlo TV - R. E. C.
Ragazzi uno scambio di convenievoli " fra ( AMICI ) " e tutti si accucciano sotto al tavolo impauriti, pensa se fosse stata una discussione di più alto livello, adesso si chiarisce tutto, dal Pavimento, fino all' ultimo scalino in cima, tutti opportunisti, le persone si usano finche servono, poi si gettano, ecco perchè siamo a questi livelli.
Sinceramente tanta Salute e serenità a tutti rispettive Famiglie in Particolar modo alla Amministrazione e/o Redazione di questo sito che mi ha dato l' opportunità di capire, scusate tanto se vi ho rotto.
Tante Grazie Saluto Borsoi Giancarlo
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- 17/02/2012 17:06 - Controdistribuzione edizione FLASH n. 02 - 16 Febbraio 2012
- 13/02/2012 23:26 - Figisc Anisa News 07/2012
- 10/02/2012 14:39 - FAIB Informa 03/12
- 07/02/2012 14:49 - Figisc Anisa News 06/2012
- 06/02/2012 14:41 - FAIB Informa 02
- 25/01/2012 12:54 - Figisc Anisa News 04 - 2012
- 19/01/2012 16:17 - Faib e Fegica pronti allo sciopero
- 16/01/2012 23:08 - Controdistribuzione edizione FLASH n. 01 - 16 Gennaio 2012
- 16/01/2012 22:17 - Figisc Anisa News 03 - 2012
- 16/01/2012 17:34 - Comunicato Stampa del 16 gennaio




sono giochi che sanno fare i politici e petrolieri soci in affari. come si fa ad annullare la gratuita delle carte gia leggiferate in fase di operare, la riduzione degli impianti che erogavano poco, anche questo era stato accordato negli anni scorsi,si fa tutto aal contrario gratuita via(interessi bancari)igremento pompe( favori a privati soci di colletti bianchi delle societa' petrolifere.)E ora di dire basta ogniuno di noi deve ribbellarsi dasoli senza aspettare i sindacati per indire lo sciopero,non ritirare piu' prodotto,tantose non lo facciamo noi ci costringeranno le banche prima o poi ci chiameranno a rientrare . Pensateci colleghi io ho iniziato gia' Forzza dobbiamo avere coraggio.