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Coordinamento Nazionale Faib Confesercenti Fegica Cisl 7 Febbraio 2012 Assemblea nazionale dei gestori

E’ stata convocata  per il 7 febbraio a Roma, presso il Capranichetta in Piazza. Montecitorio,  alle ore 10,30 l’Assemblea nazionale del coordinamento Faib Fegica, con la partecipazione della presidenza nazionale Faib e del direttivo della Fegica Cisl.

La convocazione si inquadra nell’ambito della manifestazione unitaria organizzata dal coordinamento Faib-Fegica che deciderà su forme e modalità di protesta verso le disposizioni contenute nel decreto liberalizzazioni varato dal governo Monti.

L’iniziativa è allargata ai membri delle presidenze provinciali e regionali  delle due Federazioni.

L' Assemblea discuterà delle misure contenute nel decreto legge appena approvato, delle liberalizzazioni del nostro settore e dell'impatto verso la categoria.

All'iniziativa parteciperanno parlamentari, rappresentanti dei consumatori , giornalisti e tutti i soggetti che hanno sottoscritto la nostra riforma di liberalizzazione.

Nel frattempo sono indette sul territorio riunioni e assemblee, coinvolgendo il più possibile la base associativa per informarla delle modifiche della normativa prevista nel decreto e condividerne le scelte anche di protesta che saranno assunte in occasione  dell’Assemblea nazionale.


Carburanti, i gestori: "non bloccheremo il Paese ora, sarà protesta democratica". Ma un liberalizzazione che precarizza ed espelle i gestori ci impone di intervenire

Lo sciopero è stato annunciato, e deve solo "essere calendarizzato. Ma siamo consapevoli del disagio avuto finora dai cittadini per altri scioperi, e non abbiamo nessuna intenzione di bloccare il Paese ora. Penseremo comunque a una forma di protesta democratica". Così il Presidente di Faib-Confesercenti Martino Landi, ospite di Agorà su Rai Tre. "L'attuale stato di sofferenza dei gestori di fronte a una crisi che morde e a una liberalizzazione che precarizza ed espelle i gestori e che non va nella direzione di maggiori risparmi per il consumatore", continua con noi Landi, "ci impone però di intervenire con tutti i mezzi necessari per sensibilizzare il Governo ad intervenitre sul decreto in discussione alle Camere. Siamo consapevoli del disagio che potremmo creare, e per questo ci auguriamo che le nostre richieste vengano recepite, per il bene del Paese e dei gestori, che garantiscono un servizio ai cittadini e il presidio per la sicurezza del territorio".


Carburanti: Vivoli, il Governo vada avanti con le liberalizzazioni e non si faccia condizionare dai poteri forti. Vertenza benzinai: il Governo ascolti i gestori

Vedi il video su faib.it

 

Liberalizzazioni: la "timidezza" del Governo premia solo i petrolieri. I gestori confermano agitazioni perchè il Parlamento apra il settore alla concorrenza per prezzi dei carburanti più giusti

I gestori confermano lo stato di agitazione degli impianti di distribuzione carburanti, sia sulla rete ordinaria che su quella autostradale, la cui articolazione sarà successivamente definita per evitare di aggravare l’attuale stato di forti tensioni e disagio sociale.
E’ la decisione assunta dal Coordinamento Nazionale Unitario dei gestori di Faib Confesercenti e di Fegica Cisl - si legge in una nota - per denunciare la mancata liberalizzazione della distribuzione carburanti da parte del Governo e sostenere il Parlamento a varare una vera riforma per liberare il settore dal controllo assoluto dei monopolisti petroliferi e consentire prezzi dei carburanti più bassi su tutta la rete distributiva.
Tutte le “buone intenzioni” che il Governo aveva esibito, pubblicamente e a più riprese, si sono malamente infrante di fronte alla potente lobby dei petrolieri a cui, nei fatti, viene persino concesso di regolare i conti con una intera categoria di lavoratori che ha “osato” mettere in pericolo privilegi e rendite di posizione.
Il decreto del Governo - su cui continuano correzioni e aggiustamenti, conseguenti a trattative imperscrutabili - non solo non liberalizza il settore dei carburanti e ne conferma i vincoli che ingessano forniture e prezzi, ma “autorizza” le compagnie petrolifere a saltare la mediazione della contrattazione collettiva nella fissazione del margine dei gestori e a cacciarli dai loro impianti per sostituirli con le macchinette self service, aperte per 24 ore al giorno.
Ma non sono solo i petrolieri a ringraziare questo Governo.
Nascosta nelle pieghe del decreto c’è anche la cancellazione della norma che imponeva alle banche, dal 1° gennaio di quest’anno, di eliminare costi e commissioni per gestori ed automobilisti, sui pagamenti dei rifornimenti di carburante con bancomat e carte di credito: una misura che - è bene ricordarlo - era stata assunta per ragioni di sicurezza e solo dopo l’altissimo tributo di sangue che i gestori hanno dovuto versare a difesa di incassi sui quali trattengono appena il 2%!
Ma la categoria - continua la nota del Coordinamento Unitario - pur manifestando il massimo rispetto per i motivi che spingono altri lavoratori ed altre categorie a scelte differenti, intende attuare la propria protesta con ragionevolezza, ricercando la possibilità concreta che, prima della conversione in legge del provvedimento, possano essere recepite le giuste modifiche e a beneficiarne siano prima di tutto i cittadini.
Per questo - conclude la nota - Faib e Fegica, confermando lo stato di agitazione, decidono di articolare la calendarizzazione delle iniziative anche in funzione delle modifiche che il Parlamento intenderà apportare durante l’iter di conversione in legge del decreto ancora non pubblicato, riservandosi di indire iniziative di sciopero.


Decreto liberalizzazioni, carburanti: come prima, peggio di prima. Il Governo, imbrigliato dai veti alla liberalizzazione, apre il processo d’espulsione dei gestori. Confermato lo stato di agitazione sulla rete e le iniziative annunciate

Il decreto liberalizzazioni varato dal Governo Monti nella giornata di ieri conferma le ultime indiscrezioni trapelate sulla stampa: tutto come prima, peggio di prima.
Dunque, rispetto alle prime bozze registriamo un netto passo indietro dell’esecutivo riferito alla possibilità di una riforma vera e concreta del settore, della serie “vorrei ma non posso”, “forti con i deboli e deboli con i forti”.
A rimetterci in primo luogo saranno i consumatori e a seguire i gestori.
Nessuna possibilità di superamento del vincolo d’esclusiva a favore dei gestori; tale possibilità rimane solo per i proprietari di impianti a favore dei quali peraltro viene prevista la facoltà di allargare gli spazi di mercato.
Rimane dubbia l’opzione a favore dei gestori, o di aggregazioni di gestori, che delinea la possibilità di riscattare gli impianti, enunciando una chiara scelta legislativa che prefigurerebbe un diritto di prelazione.
Il decreto ribadisce la nozione di dipendenza economica sancendone il divieto di pratiche che possano ostacolare le facoltà stabilite dal decreto e attribuite ai gestori. Resta da specificare meglio quali esse siano, perché al momento non se ne vedono.
Sul non oil si confermano le previsioni circolate nei giorni scorsi: nulla di nuovo ad eccezione dei tabacchi che però potranno essere venduti solo dall’elite della rete; solo nel caso di superfici almeno di 1500 mq., circoscivendo dunque la previsione e operando una selezione solo a favore dei grandi impianti.
Vengono nuovamente attaccate le potestà legislative rimesse alle regioni con la modificazione dell’articolo 83 bis della 133/08 laddove vieta vincoli all’apertura di impianti senza carburanti ecologici, se questo comporta eccessivi oneri. Un regalo alla GDO, tanto per non scontentare nessuno.
Ma la questione più spinosa al momento è rappresentata dalla previsione dell’art. 19 che prevede la possibilità di installare impianti ghost fuori dai centri urbani.
Eravamo partiti con la denuncia fatta dalla X commissione del Senato meno di un anno fa, sulla rete dominata dall’oligopolio verticalmente integrato, e siamo arrivati al gestore capro espiatorio, sul quale ricade la responsabilità del caro benzina- con il suo scarso 2% del prezzo finale. Dopo la clamorosa marcia indietro sul superamento del vincolo d’esclusiva auspicato da tanta parte della società civile, della politica e dell’associazionismo, il Governo ha pensato bene di spruzzare un po’ di self in più, ben sapendo che questo comporterà l’espulsione e la perdita di lavoro per migliaia e miglia di gestori e per decine di migliaia di addetti e collaboratori. E senza alcuna compensazione, come pure è previsto per altre categorie di lavoratori autonomi: una decisione inaccettabile e che rigettiamo, verso la quale confermiamo la dichiarazione di stato di agitazione e la messa in atto di tutti gli strumenti di contrasto.
Una previsione contraddittoria con i processi d’innovazione e ammodernamento della rete: la possibilità di riconvertire i vecchi impianti in ghost frenerà gli investimenti e metterà in difficoltà le stazioni più strutturate, togliendo servizi agli automobilisti. Altro che sviluppo del non oil. Chi investirà su impianti nuovi e costosi quando ci saranno piccoli impianti low cost? Questa decisione frenerà anche il processo di chiusura degli impianti marginali- che saranno trasformati in ghost- annullando venti anni di politiche di settore tese alla razionalizzazione della rete e ci consegnerà una distribuzione carburanti vecchia e arretrata, da terzo mondo.
Ancora, è particolarmente fastidiosa la previsione dell’indicazione del differenziale prezzo in crescita tra servito e self, come se il consumatore, che già oggi può verificare la differenza dei prezzi tra le due modalità, fosse un incapace, persino di leggere. L’obiettivo evidente è che si vuole far pesare in termini economici la presenza degli operatori sugli impianti e favorire la loro espulsione.
In conclusione un testo deludente, con la montagna che partorisce un topolino, e addirittura peggiorativo per la categoria che viene aggredita con la previsione di impianti ghost e messa nelle condizioni di pesare sul consumatore con l’indicazione del differenziale del prezzo in salita.
E si vorrebbe pure il consenso della categoria. Nessuno può chiederci di essere d’accordo con queste norme del decreto. E se altri ritengono che non vi sono motivi di lotta, contestazione e contrasto: ebbene lo vadano a spiegare ai gestori.
Stando così le cose non possiamo che confermare lo stato di agitazione, riservandoci di leggere il testo ufficiale in GU e insieme agli organismi statutari, e al coordinamento, confermare le azioni di lotta e mobilitazione.


Comunicato Faib Fegica: il Governo fa retromarcia e capitola davanti ai petrolieri. Tradite le attese dei consumatori condannati a pagare i prezzi dei carburanti più alti d'Europa

I gestori puniti per aver sostenuto la liberalizzazione e consegnati, mani legate, ai petrolieri.
Pronti allo sciopero nazionale.

Alla fine il Governo fa retromarcia su tutta la linea di fronte alla potente lobby dei petrolieri, i cui privilegi non vengono neanche scalfiti ma persino rafforzati dalle misure che sono in procinto di essere varate.
Nessun impianto “multimarca”, così come anche l’Antitrust aveva recentemente chiesto.
Nessuna libertà per i gestori di rifornirsi sul libero mercato alle condizioni più convenienti per poter dare agli automobilisti italiani prezzi più bassi dei carburanti.
Automobilisti che, insieme ai gestori, sono i veri gabbati dalla solita politica degli annunci.
Il Governo si limita a gettare fumo negli occhi dell’opinione pubblica “liberando” solo chi è già libero, cioè i proprietari gli impianti: alla fine il provvedimento non riguarda più di 500 impianti su 25.000.
Per il resto, il controllo dei petrolieri sull’intera filiera, “dalla culla alla tomba”, che consente loro di mantenere in Italia i prezzi più alti d’Europa, viene completato definitivamente con un regalo inaspettato: ogni compagnia potrà fissare le condizioni contrattuali che vuole, con ogni singolo benzinaio, senza nessuna tutela, nessuna contrattazione, nessuna mediazione collettiva.
Il risultato finale è che il Governo consegna al nostro Paese una distribuzione carburanti ancora più ingessata, difendendo e rafforzando gli interessi e le rendite di posizione dei monopolisti, ingannando gli automobilisti che sono condannati a pagare prezzi sempre più alti.
Emerge chiara, anche attraverso la possibilità data ai petrolieri di espellere i gestori e fare impianti completamente selfizzato, la volontà di punire una intera categoria di lavoratori, titolari di piccole impresa, per il semplice fatto di avere osato sostenere la vera liberalizzazione del settore, sfidando i poteri forti.
Il Governo che tante speranze ed attese aveva voluto autorizzare, si fa artefice di una operazione che, invece, straccia trent’anni di lotte tese a liberare il settore e la categoria dei gestori dal controllo dei petrolieri.
Alla luce di questo il Coordinamento Nazionale Unitario di Faib Confesercenti e Fegica Cisl dichiara l’immediato stato di agitazione e la chiusura per sciopero degli impianti stradali ed autostradali di 10 giorni.
Le date saranno indicate e rese note se e non appena le bozze di decreto circolate in queste ore dovessero trovare conferma ufficiale

 

Presidenza Faib: gestori carburanti in crisi, urgente riforma rete. Attenzione e interesse per le proposte di governo in campo. Varato programma di lavoro 2012

La Presidenza Nazionale della Faib riunita a Roma ha deliberato sugli importanti punti all’ordine del giorno.
La Presidenza ha approvato le linee guida del programma di lavoro 2012 incentrato sulle politiche istituzionali, le relazioni industriali e gli aspetti organizzativi.
Sulle politiche istituzionali la nuova priorità è data dall’evoluzione del pacchetto liberalizzazioni annunciato dal Governo Monti. Le linee annunciate dalla stampa sotto questo profilo riproducono parte delle istanze avanzate dal Coordinamento delle Associazioni dei gestori. Sul fronte della legislazione regionale bisogna continuare la corretta applicazione della Legge 133/2008 di modernizzazione della rete, sia in senso ambientale che strutturale, rilancio della questione sicurezza e pacchetto di proposte Faib ed esigibilità della gratuità della monetica.
Sul fronte delle relazioni industriali la Presidenza ha preso atto di dover riavviare le trattative con tutte le Compagnie per rinnovo accordi scaduti, ancorando la stagione a nuovi criteri di salvaguardia delle redditività e procedere allo stesso tempo alla reimpostazione del confronto con Unione Petrolifera .
Sugli aspetti organizzativi, la Presidenza ha salutato con soddisfazione il positivo e omogeneo andamento del tesseramento 2011 e l’avvio dell’organizzazione e svolgimento della prossima Assemblea elettiva Faib di fine anno. La Federazione rinnoverà la convenzione con Innova Energia per il risparmio energetico.
Sulle liberalizzazioni, la Presidenza ha valutato con interesse e attenzione le proposte in circolazione auspicando un positivo riscontro alle aspettative degli operatori della rete che più di altri stanno pagando la crisi di erogati. La Presidenza ha stigmatizzato l’ennesima presa di posizione di Figisc finalizzata a spaccare la categoria e a fornire assistenza alla controparte contrattuale rappresentata dalle Compagnie. La Faib giudica strumentale e destituita di ogni fondamenta politico-sindacale la proditoria dichiarazione di sciopero proclamata precipitosamente, genericamente e unilateralmente.
Al contrario, la Faib ritiene il testo di riforma governativa, attualmente in circolazione, una buona base di ragionamento sul futuro della rete, ritenendo che vengano colti alcuni nodi essenziali per lo sviluppo della competizione e per i processi di ammodernamento. Vanno in questa direzione le risposte a favore dei cittadini e dei gestori laddove si introducono misure atte sia a favorire la possibilità di rifornimento fuori dai vincoli di esclusiva che a consentire la possibilità di acquisire la titolarità degli impianti dietro riscatto. La Presidenza ritiene queste misure importanti risultati dell’azione politico-sindacale della Faib, obiettivi perseguiti da lungo tempo, con chiarezza e trasparenza da anni, e da ultimo dal documento congressuale Faib del 4 ottobre 2007. Alla luce di ciò rimane difficile comprendere come una Associazione di gestori possa opporsi a proposte che allargano in modo chiaro e inequivocabile la possibilità di vendita a prodotti a lungo inseguiti come i tabacchi e i generi di monopolio, chiuda ogni possibilità di realizzazione di impianto ghost e contempli misure capaci di favorire lo sviluppo dell’imprenditorialità dei gestori. Fermo restando che si attende la formulazione ufficiale del testo di Decreto Legge per esprimere un giudizio compiuto, Faib giudica l’azione di contrasto alle azioni proposte con severità, dettate come sono dall’esigenza esclusiva della difesa egoistica dello status quo e degli interessi premianti a scapito della filiera nel suo complesso e della collettività.
Sull’esame del nuovo quadro politico e associativo, la Presidenza Faib ha confermato la preoccupazione per il generale andamento dell’economia, alla base dell’insostenibile inasprimento fiscale che ha toccato innanzitutto il settore dei carburanti, con il prelievo straordinario sulle accise, alla base della contrazione degli erogati. A fronte di un esecutivo tecnico, resosi necessario per il fallimento politico del precedente Governo, Faib giudica le proposte in campo come una risposta alle esigenze di apertura dell’economia nazionale, dei consumatori, dei mercati e riconferma la validità del coordinamento unitario dei gestori Faib Fegica sottolineando con rammarico la deriva filo petrolifera della Figisc, che appare sempre più lontana dai problemi dei gestori.

Commenti (2)
  • Alex

    1 - I giornalisti fanno le migliori trasmissioni sul maltrattamento degli animali.
    2 - La chiesa fa le migliori trasmissioni sulle persone disagiate.
    3 - I politici fanno le migliori trasmissioni sugli extra comunitari.
    4 - Le associazioni dei consumatori fanno le migliori trasmissioni a non sappiamo chi ! Visto che noi gestori siamo i primi consumatori.
    5 - Lo stato fa le migliori trasmissioni sugli evasori.
    E noi, che siamo normali persone dignitose, e diamo da mangiare a tutta questa gente, che non ci degna un pizzico di attenzione, mentre ci stanno uccidento, cosa dobbiamo fare? Non vogliamo nulla, perchè non siete capaci, di dar niente, vogliamo solo poter vivere, non chiediamo altro ad una nazione di -----.

  • Giovanni

    Aumentate i prezzi di vendita altrimenti sarete carne da macello dello Stato e delle compagnie

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