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Figisc Anisa News 26 - 2012

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INCENDIO  DOLOSO  DEVASTA IMPIANTO A SABAUDIA: SOLIDARIETÀ  DELLA  FIGISC  A FRANCO  CERASOLI

Ancora episodi malavitosi che coinvolgo­no un gestore: nel male, almeno non dob­biamo oggi piangere un ennesimo lutto, ma questo ulteriore episodio richiama, se mai ce ne fosse ancora bisogno, lo stato di esposizione ad un rischio continuo che or­mai accompagna ogni giorno una cate­goria che vive e lavora onestamente, che si trova in difficoltà sempre più crescenti sul piano economico e per di più si trova in balìa di ogni sorta di aggressioni, dalle rapine, ai taglieggiamenti, ai vandalismi” così commenta Luca SQUERI, Presidente nazionale della FIGISC e Responsabile na­zionale della Commissione sicurezza e le­galità di Confcommercio, il fatto di Sabau-dia (di cui riferiamo più sotto) che ha toc­cato il Presidente provinciale della FIGISC di Latina e componente della Giunta Na­zionale  Franco CERASOLI.

Esprimiamo al Presidente Cerasoli, al quale ci lega una fraterna amicizia ed un continuo impegno gomito a gomito nel lavoro dellas­sociazione” prosegue Squeri “la solidarietà personale e collettiva di tutta la FIGISC per questo grave atto che colpisce ancora una volta un Gestore ed uno dei nostri più ap­prezzati  dirigenti”.

DA LATINA  OGGI”  DEL  23.05

Riportiamo dal quotidiano LATINA OGGI del 23 maggio alcuni stralci dell’articolo a firma M.S.G.

«SONO bastati quattro pneumatici ed una manichetta di benzina al massimo, per ap­piccare il fuoco al distributore Total Erg di via Biancamano. L’ennesimo attentato in­cendiario (si tratta del quarto episodio nella provincia dallinizio dellanno) , nella notte a Sabaudia. La chiamata ai Vigili del Fuoco di Terracina è arrivata intorno alle 3.45, il ge­store del distributore, il signor Franco Ce­rasoli era già lì. Proprio lui, impegnato in prima linea come presidente provinciale de­lla Figisc per difendere una categoria, quella dei benzinai, divenuta da tempo il “banco­mat” dei rapinatori in giro per la provincia. Furti, rapine, colonnine scassinate, l’ultima una settimana fa proprio a Sabaudia sulla Pontina, ed ora anche incendi. L’ultima ero­gazione del self service era delle 20.30 cir­ca, pochi euro forse per uno scooter. Quindi appare più verosimile che gli incendiari sia­no arrivati portandosi tutto dietro: quattro pneumatici e la benzina per dare fuoco.» °°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°° «Poi il particolare, forse solo un caso, forse un avvertimento, ovvero le pompe di ben­zina incrociate e poggiate sui pneumatici che  non  sono  andati a  fuoco.»

°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°° «I danni, nemmeno a dirlo, sono davvero ingenti. Ieri mattina i periti incaricati dalla Erg erano al lavoro per quantificare quello che va riparato e quello che invece va so­stituito. Comunque prima di una settimana il distributore non entrerà in funzione con 20mila     litri     di     carburante     fermo     nelle     cisterne. “Non ho mai ricevuto minacce” af­ferma il signor Cerasoli “ma certo questo episodio fa paura. Non so cosa aspettarmi e non capisco quali possano essere le mo­tivazioni dellincendio”. Buio completo sul­la matrice del rogo, quindi, il che rende l’episodio, ancora più inquietante». °°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°° «Un episodio gravissimo che colpisce un altro onesto lavoratore. Il minimo che i cittadini forse possono fare è non lasciare sole le persone che subiscono tali attentati che a Sabaudia stanno diventando un po’ troppe.»

ENI E PIANI  BASE  2012: SOLO  SOTTOSCRIZIONE PER  PRESA  VISIONE

I Gestori della rete ENI sottoscriveranno i Piani Base 2012 (l’impegnativa sugli o­biettivi quantitativi che, ove non raggiunti per un biennio successivo fanno scattare la clausola di recesso con indennizzo pre­vista dall’accordo 2009) solo per presa vi­sione  e  con  riserva.

È l’indicazione che FIGISC sta diramando ai Gestori del marchio, raccomandando di apporre, allatto della sottoscrizio­ne (che    l’Azienda    ha    cominciato    a    raccogliere     sui     singoli     impianti     del     territorio     in questi giorni)  la  seguente  clausola:

«In considerazione della ingentissima diminuzione delle vendite attestata dai dati del Ministero per lo sviluppo eco­nomico per il primo quadrimestre del 2012, valutati nell'ordine del 10 % di decremento medio nazionale, ed in considerazione di quanto già notificato da FIGISC Confcommercio ad ENI R&M, con le comunicazioni del 04.08.2010, prot. 201 del 06.04.2011 e prot. 237 del 23.05.2012, la sottoscrizione del Piano Base 2012 viene apposta per presa visione  e  con  riserva»

FIGISC ha scritto ieri all’Azienda, per noti­ficare questa decisione, ricordando anche che «non vi è stata nonostante lapposita procedura prevista ai sensi dellaccordo più sopra citato nessuna verifica congiunta sugli obiettivi di Piani Base tra Azienda ed Organizzazioni di categoria dei Gestori» e che la parte dell’accordo del 28.07.2009 ri­guardante gli obiettivi era già stata denun­ciata formalmente dai firmatari sin dal 4 a­gosto  2010  e  confermata  il  6  aprile  2011.

L’inapplicabilità della clausola di recesso era stata notificata ad ENI in relazione agli ina­ dempimenti formali e procedurali dei conte­ nuti dell’accordo, e soprattutto per motiva­ zioni legate alle «condotte di politica com­ merciale di ENI R&M (dalla questione dei “listini personalizzati” alliperself ordinario
ed ora
h24”)» che, come è riportato nella lettera inviata ieri, già «fondate allepoca della comunicazione originaria, erano allora e  sono  tuttora  persistenti  ed  aggravate».

FIGISC rileva che l’accordo del 2009 è sca­duto il 31 dicembre 2011 e che una richie­sta di incontro urgente con l’azienda è stata chiesta sin dal 10 maggio «per una verifica a tutto campo, inclusa la revisione e lag­giornamento degli accordi in essere, ovve­ro, come laccordo del 28 luglio 2009, già scaduti» (si veda FIGISC ANISA NEWS n. 24 dell’11 maggio), richiesta che l’Azienda non ha  ancora  evaso.

SANZIONI  UTF  INASPRITE, MASIÈEVITATO MOLTO DI PEGGIO

La irregolare tenuta della contabilità o dei registri prescritti, la omessa o tardiva pre­sentazione delle dichiarazioni e denunce relative agli obblighi UTF erano sanzionate dall’articolo 50 del decreto legislativo 504/ 1995 in via amministrativa mediante il pa­gamento di una somma tra un minimo di 258 ed un  massimo  di  1.549 euro.

Il decreto legge fiscale del Governo Monti 2 marzo 2012, n. 16, aveva previsto ini­zialmente un pesantissimo incremento di tali sanzioni, praticamente di quasi dodici volte limporto minimo e di quasi venti volte limporto massimo, come contenuto nel comma  5,  lettera  a),  dell’articolo  11:

Art. 11

Modifiche in  materia di sanzioni amministrative

«5. Al decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, sono apportate le seguenti modi­ficazioni:

a) all'articolo 50, comma 1, le parole: “da 258 euro a 1.549 euro.” sono sostituite dalle seguenti: “da 3.000 euro a 30.000 euro.”»

L’azione della FIGISC, unitamente a quelle degli altri operatori del settore, per il tra­mite di RETE IMPRESE ITALIA e CONFCOM-MERCIO,   e   delle   Organizzazioni   di   categoria è stata improntata ad abrogare tale norma di intollerabile inasprimento delle sanzioni, con l’obiettivo di lasciarle inalte­rate come previste dal decreto legislativo 504/1995.

Il decreto è stato emendato in sede di conversione parlamentare, ottenendo, se non purtroppo labrogazione richiesta, al­meno una significativa attenuazione degli spropositati importi previsti nella stesura originale.

Il testo della legge 26 aprile 2012, n. 44, che ha convertito il decreto legge 2 marzo 2012,  n.  16,  è,  quindi,  il seguente:

Art. 11

Modifiche in  materia di sanzioni amministrative

«5. Al decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, sono apportate le seguenti modifi­cazioni:

a) all'articolo 50, comma 1, le parole: “da 258 euro a 1.549 euro.” sono sostituite dal­le  seguenti:  “da  500  euro  a  3.000  euro.”».

AUTOSTRADA: DA ANNI CALANO I CONSUMI,  DAL  2012 ANCHE IL TRAFFICO

Mentre continua serrato  il tavolo di  con­fronto organizzato dal Ministero sulla situazione del comparto autostradale (le riu­nioni si susseguono con cadenza settima­nale: lunedì 21 c’è stata una riunione con i Concessionari, lunedì 28 vi sarà anche la presenza delle compagnie petrolifere), si delinea con maggiore precisione la portata della crisi che investe la rete viaria strate­gica del  Paese.

«Sulle aree di servizio autostradali stiamo assistendo da anni ad una progressiva perdita di vendite, che, se alcuni anni fa era uno stillicidio, è diventato poi una vera emorragia» denuncia Stefano CANTAREL­LI, Presidente Nazionale di ANISA Conf-commercio, che precisa: «Si tratta di una situazione che si registra da dieci anni, successivamente al 2003, anno in cui le vendite erano pari a 4,232 miliardi di litri, per precipitare nel 2011 a 3,035 miliardi di litri, con un crollo di 28 punti percen­tuali. Ma secondo le dinamiche del primo quadrimestre di questanno, calcolando u­na flessione più severa di quella della rete ordinaria, e cioè non del 10 ma del 15%, il 2012 rischia di marcare un ulteriore col­lasso  di  mezzo miliardo  di  litri.»

«A rendere palesemente palpabile questa situazione è la caduta dei volumi di traf­fico che ha caratterizzato linizio del 2012. Fino a febbraio 2011 ci sono sempre stati volumi in crescita» spiega Cantarelli «dal mese di marzo dellanno scorso si è de­lineata una contenuta flessione che però non ha mai superato fino ad ottobre uno scarso punto percentuale, andando di po­co oltre nel bimestre di novembre e di­cembre. Ma da gennaio in poi si sta an­dando a capofitto: le statistiche AISCAT riportano una perdita di oltre il 6 % a gennaio e di oltre il 10 % nel bimestre gennaio-febbraio.»

«Se in autostrada si è perso il 28 % delle vendite in anni in cui il traffico lievitava o si manteneva costante, non so immagina­re cosa potrà ancora succedere dal mo­mento che anche questa variabile è ora entrata pesantemente in gioco» dichiara il Presidente  ANISA.I dati AISCAT rilevano che è il traffico dei veicoli leggeri a marcare il risultato peggio­re: in lieve flessione sin dal dicembre 2010, nei mesi di gennaio e febbraio di quest’anno è crollato di 6 ed 11 punti percentuali (11 % sul bimestre intero), mentre il traffico dei veicoli pesanti, stazionario od in crescita dal marzo 2010 al novembre 2011, a gennaio è caduto di 7,5 punti percentuali e di 8 sul bi­mestre  intero  di gennaio-febbraio

diminuzione_traff_aut

«Amaggiorragione»concludeCantarelli«è indilazionabile intervenire sulla rete in ter­mini di razionalizzazione e ristrutturazione: non solo vi è da scongiurare lapertura di nuovi impianti (circostanza che generereb­be ulteriore frammentazione di mercato ed incremento di costi, e del tutto ingiustifi­cabile nel contesto che abbiamo davanti), ma vi sarebbe addirittura da metter mano a dismissioni  di  impianti  che  ormai  sono  di  una marginalità tale da non giustificarne la sussistenza. Così come vi è da affrontare una razionalizzazione degli impianti che, modulando insieme la diffusione del self service, la diversa articolazione di servizi e risorse a seconda delle fasce di traffico nell’arco della giornata, punti ad una ri­duzione  e  sostenibilità  dei  costi.»

Commenti (2)
  • ivan

    Speriamo abbia almeno avuto un impianto di videosorveglianza,una misera assicurazione,speriamo non sia un messaggio subliminale da parte di FIGISC su cosa fare degli impianti che gestiamo...

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