INCENDIO DOLOSO DEVASTA IMPIANTO A SABAUDIA: SOLIDARIETÀ DELLA FIGISC A FRANCO CERASOLI
“Ancora episodi malavitosi che coinvolgono un gestore: nel male, almeno non dobbiamo oggi piangere un ennesimo lutto, ma questo ulteriore episodio richiama, se mai ce ne fosse ancora bisogno, lo stato di esposizione ad un rischio continuo che ormai accompagna ogni giorno una categoria che vive e lavora onestamente, che si trova in difficoltà sempre più crescenti sul piano economico e per di più si trova in balìa di ogni sorta di aggressioni, dalle rapine, ai taglieggiamenti, ai vandalismi” così commenta Luca SQUERI, Presidente nazionale della FIGISC e Responsabile nazionale della Commissione sicurezza e legalità di Confcommercio, il fatto di Sabau-dia (di cui riferiamo più sotto) che ha toccato il Presidente provinciale della FIGISC di Latina e componente della Giunta Nazionale Franco CERASOLI.
“Esprimiamo al Presidente Cerasoli, al quale ci lega una fraterna amicizia ed un continuo impegno gomito a gomito nel lavoro dell’associazione” prosegue Squeri “la solidarietà personale e collettiva di tutta la FIGISC per questo grave atto che colpisce ancora una volta un Gestore ed uno dei nostri più apprezzati dirigenti”.
DA “LATINA OGGI” DEL 23.05
Riportiamo dal quotidiano LATINA OGGI del 23 maggio alcuni stralci dell’articolo a firma M.S.G.
«SONO bastati quattro pneumatici ed una manichetta di benzina al massimo, per appiccare il fuoco al distributore Total Erg di via Biancamano. L’ennesimo attentato incendiario (si tratta del quarto episodio nella provincia dall’inizio dell’anno) , nella notte a Sabaudia. La chiamata ai Vigili del Fuoco di Terracina è arrivata intorno alle 3.45, il gestore del distributore, il signor Franco Cerasoli era già lì. Proprio lui, impegnato in prima linea come presidente provinciale della Figisc per difendere una categoria, quella dei benzinai, divenuta da tempo il “bancomat” dei rapinatori in giro per la provincia. Furti, rapine, colonnine scassinate, l’ultima una settimana fa proprio a Sabaudia sulla Pontina, ed ora anche incendi. L’ultima erogazione del self service era delle 20.30 circa, pochi euro forse per uno scooter. Quindi appare più verosimile che gli incendiari siano arrivati portandosi tutto dietro: quattro pneumatici e la benzina per dare fuoco.» °°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°° «Poi il particolare, forse solo un caso, forse un avvertimento, ovvero le pompe di benzina incrociate e poggiate sui pneumatici che non sono andati a fuoco.»
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°° «I danni, nemmeno a dirlo, sono davvero ingenti. Ieri mattina i periti incaricati dalla Erg erano al lavoro per quantificare quello che va riparato e quello che invece va sostituito. Comunque prima di una settimana il distributore non entrerà in funzione con 20mila litri di carburante fermo nelle cisterne. “Non ho mai ricevuto minacce” afferma il signor Cerasoli “ma certo questo episodio fa paura. Non so cosa aspettarmi e non capisco quali possano essere le motivazioni dell’incendio”. Buio completo sulla matrice del rogo, quindi, il che rende l’episodio, ancora più inquietante». °°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°° «Un episodio gravissimo che colpisce un altro onesto lavoratore. Il minimo che i cittadini forse possono fare è non lasciare sole le persone che subiscono tali attentati che a Sabaudia stanno diventando un po’ troppe.»
ENI E PIANI BASE 2012: SOLO SOTTOSCRIZIONE PER PRESA VISIONE
I Gestori della rete ENI sottoscriveranno i Piani Base 2012 (l’impegnativa sugli obiettivi quantitativi che, ove non raggiunti per un biennio successivo fanno scattare la clausola di recesso con indennizzo prevista dall’accordo 2009) solo per presa visione e con riserva.
È l’indicazione che FIGISC sta diramando ai Gestori del marchio, raccomandando di apporre, all’atto della sottoscrizione (che l’Azienda ha cominciato a raccogliere sui singoli impianti del territorio in questi giorni) la seguente clausola:
«In considerazione della ingentissima diminuzione delle vendite attestata dai dati del Ministero per lo sviluppo economico per il primo quadrimestre del 2012, valutati nell'ordine del 10 % di decremento medio nazionale, ed in considerazione di quanto già notificato da FIGISC Confcommercio ad ENI R&M, con le comunicazioni del 04.08.2010, prot. 201 del 06.04.2011 e prot. 237 del 23.05.2012, la sottoscrizione del Piano Base 2012 viene apposta per presa visione e con riserva»
FIGISC ha scritto ieri all’Azienda, per notificare questa decisione, ricordando anche che «non vi è stata – nonostante l’apposita procedura prevista ai sensi dell’accordo più sopra citato – nessuna verifica congiunta sugli obiettivi di Piani Base tra Azienda ed Organizzazioni di categoria dei Gestori» e che la parte dell’accordo del 28.07.2009 riguardante gli obiettivi era già stata denunciata formalmente dai firmatari sin dal 4 agosto 2010 e confermata il 6 aprile 2011.
L’inapplicabilità della clausola di recesso era stata notificata ad ENI in relazione agli ina dempimenti formali e procedurali dei conte nuti dell’accordo, e soprattutto per motiva zioni legate alle «condotte di politica com merciale di ENI R&M (dalla questione dei “listini personalizzati” all’iperself ordinario
ed ora “h24”)» che, come è riportato nella lettera inviata ieri, già «fondate all’epoca della comunicazione originaria, erano allora e sono tuttora persistenti ed aggravate».
FIGISC rileva che l’accordo del 2009 è scaduto il 31 dicembre 2011 e che una richiesta di incontro urgente con l’azienda è stata chiesta sin dal 10 maggio «per una verifica a tutto campo, inclusa la revisione e l’aggiornamento degli accordi in essere, ovvero, come l’accordo del 28 luglio 2009, già scaduti» (si veda FIGISC ANISA NEWS n. 24 dell’11 maggio), richiesta che l’Azienda non ha ancora evaso.
SANZIONI UTF INASPRITE, MASIÈEVITATO MOLTO DI PEGGIO
La irregolare tenuta della contabilità o dei registri prescritti, la omessa o tardiva presentazione delle dichiarazioni e denunce relative agli obblighi UTF erano sanzionate dall’articolo 50 del decreto legislativo 504/ 1995 in via amministrativa mediante il pagamento di una somma tra un minimo di 258 ed un massimo di 1.549 euro.
Il decreto legge fiscale del Governo Monti 2 marzo 2012, n. 16, aveva previsto inizialmente un pesantissimo incremento di tali sanzioni, praticamente di quasi dodici volte l’importo minimo e di quasi venti volte l’importo massimo, come contenuto nel comma 5, lettera a), dell’articolo 11:
Art. 11
Modifiche in materia di sanzioni amministrative
«5. Al decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) all'articolo 50, comma 1, le parole: “da 258 euro a 1.549 euro.” sono sostituite dalle seguenti: “da 3.000 euro a 30.000 euro.”»
L’azione della FIGISC, unitamente a quelle degli altri operatori del settore, per il tramite di RETE IMPRESE ITALIA e CONFCOM-MERCIO, e delle Organizzazioni di categoria è stata improntata ad abrogare tale norma di intollerabile inasprimento delle sanzioni, con l’obiettivo di lasciarle inalterate come previste dal decreto legislativo 504/1995.
Il decreto è stato emendato in sede di conversione parlamentare, ottenendo, se non purtroppo l’abrogazione richiesta, almeno una significativa attenuazione degli spropositati importi previsti nella stesura originale.
Il testo della legge 26 aprile 2012, n. 44, che ha convertito il decreto legge 2 marzo 2012, n. 16, è, quindi, il seguente:
Art. 11
Modifiche in materia di sanzioni amministrative
«5. Al decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) all'articolo 50, comma 1, le parole: “da 258 euro a 1.549 euro.” sono sostituite dalle seguenti: “da 500 euro a 3.000 euro.”».
AUTOSTRADA: DA ANNI CALANO I CONSUMI, DAL 2012 ANCHE IL TRAFFICO
Mentre continua serrato il tavolo di confronto organizzato dal Ministero sulla situazione del comparto autostradale (le riunioni si susseguono con cadenza settimanale: lunedì 21 c’è stata una riunione con i Concessionari, lunedì 28 vi sarà anche la presenza delle compagnie petrolifere), si delinea con maggiore precisione la portata della crisi che investe la rete viaria strategica del Paese.
«Sulle aree di servizio autostradali stiamo assistendo da anni ad una progressiva perdita di vendite, che, se alcuni anni fa era uno stillicidio, è diventato poi una vera emorragia» denuncia Stefano CANTARELLI, Presidente Nazionale di ANISA Conf-commercio, che precisa: «Si tratta di una situazione che si registra da dieci anni, successivamente al 2003, anno in cui le vendite erano pari a 4,232 miliardi di litri, per precipitare nel 2011 a 3,035 miliardi di litri, con un crollo di 28 punti percentuali. Ma secondo le dinamiche del primo quadrimestre di quest’anno, calcolando una flessione più severa di quella della rete ordinaria, e cioè non del 10 ma del 15%, il 2012 rischia di marcare un ulteriore collasso di mezzo miliardo di litri.»
«A rendere palesemente palpabile questa situazione è la caduta dei volumi di traffico che ha caratterizzato l’inizio del 2012. Fino a febbraio 2011 ci sono sempre stati volumi in crescita» spiega Cantarelli «dal mese di marzo dell’anno scorso si è delineata una contenuta flessione che però non ha mai superato fino ad ottobre uno scarso punto percentuale, andando di poco oltre nel bimestre di novembre e dicembre. Ma da gennaio in poi si sta andando a capofitto: le statistiche AISCAT riportano una perdita di oltre il 6 % a gennaio e di oltre il 10 % nel bimestre gennaio-febbraio.»
«Se in autostrada si è perso il 28 % delle vendite in anni in cui il traffico lievitava o si manteneva costante, non so immaginare cosa potrà ancora succedere dal momento che anche questa variabile è ora entrata pesantemente in gioco» dichiara il Presidente ANISA.I dati AISCAT rilevano che è il traffico dei veicoli leggeri a marcare il risultato peggiore: in lieve flessione sin dal dicembre 2010, nei mesi di gennaio e febbraio di quest’anno è crollato di 6 ed 11 punti percentuali (11 % sul bimestre intero), mentre il traffico dei veicoli pesanti, stazionario od in crescita dal marzo 2010 al novembre 2011, a gennaio è caduto di 7,5 punti percentuali e di 8 sul bimestre intero di gennaio-febbraio

«Amaggiorragione»concludeCantarelli«è indilazionabile intervenire sulla rete in termini di razionalizzazione e ristrutturazione: non solo vi è da scongiurare l’apertura di nuovi impianti (circostanza che genererebbe ulteriore frammentazione di mercato ed incremento di costi, e del tutto ingiustificabile nel contesto che abbiamo davanti), ma vi sarebbe addirittura da metter mano a dismissioni di impianti che ormai sono di una marginalità tale da non giustificarne la sussistenza. Così come vi è da affrontare una razionalizzazione degli impianti che, modulando insieme la diffusione del self service, la diversa articolazione di servizi e risorse a seconda delle fasce di traffico nell’arco della giornata, punti ad una riduzione e sostenibilità dei costi.»
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Speriamo abbia almeno avuto un impianto di videosorveglianza,una misera assicurazione,speriamo non sia un messaggio subliminale da parte di FIGISC su cosa fare degli impianti che gestiamo...