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Controdistribuzione edizione FLASH n. 07 - 04 Giugno 2012

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TIMIDE APERTURE DI ENI MA SERVONO CAMBIAMENTI SOSTANZIALI

SU H24 RIMANE IL NO!

di Roberto Di Vincenzo
Non era certo fra il novero delle posizioni possibile che Eni avviasse la riunione aprendo alla possibilitá di riconsiderare la sua politica commerciale su Iperself h24
Com’era facile prevedere l’Azienda ha riconfermato la sua posizione, lasciando solo qualche spiraglio ad un’azione di “manutenzione” all’accordo sottoscritto dalla sola Figisc che ha tenuto a rivendicarne piena e unica paternitá.
Aggiustamenti, quindi, magari per definire le “fasce orarie”, gli oneri delle transazioni con carte aziendali in “h24” o i problemi degli impianti dove non é possibile realizzare Iperself h24 per motivi tecnici.
Una “manutenzione” da effettuarsi solo dopo (e in cambio) avere “sistemato” altre questioni che stanno a cuore all’Azienda: nuova campagna you&eni in testa.

Di fronte a ció, tralasciando i contenuti della discussione, la Fegica non poteva che riconfermare la netta e totale contrarietá ad Iperself h24
Modalitá che, a nostro avviso, rappresenta un arretramento complessivo sul piano dei diritti  non negoziabili  della Categoria e la negazione di ogni opportunitá per i Gestori, condannati ad un futuro da guardiano dell’impianto e ad osservare la migrazione di “litri” che si spostano sempre piú verso la parte “senza Gestore”.

D’altra parte i risultati che Eni sta conseguendo (ed anche il livello di adesione) non sono proprio quelli attesi e giá si parla   di  altri   “sconti”  (ufficialmente  negati)   dai   quali sarebbero esclusi i Gestori che non hanno aderito ad Iperself h24
Un vortice rovinoso visto che altre Aziende non rimarranno certo a guardare con l’unico risultato di continuare a erodere la marginalitá dell’intero settore.

In piú, se Iperself h24 fosse fatto davvero senza assistenza (e non con l’aiutino colpevole dei Gestori) i risultati sarebbe ancora peggiori: con il self service una vettura impiega, mediamente, 6 minuti per fare rifornimento.
Dieci rifornimenti all’ora! E sempreché tutto fili liscio.

C’é,   inoltre,   l’aggravante   della   sovrapposizione   delle politiche commerciali: vale a dire Iperself h24 che si somma alle discriminazione del prezzo “personalizzato” e al meccanismo “isocosto” introdotto dall’Eni per mantenere in equilibrio i suoi conti.
Eppure la Fegica aveva provato a rilanciare un terreno di dialogo comune, sostenendo che la necessitá di ripartire dall’accordo   del   25/11/2010   che,   ancorché   applicato unilateralmente  dall’Azienda  solo  per  le  parti  a  suo vantaggio, contiene criteri importanti dai quali sarebbe possibile azzerare le forzature successive.
Ció significherebbe tenere in vita l’Iperself “classico” a -5 (non l’h24) senza partecipazione economica ulteriore del Gestore; valutazione congiunta di eventuali situazioni di “criticitá” derivanti da condizioni di mercato caratterizzate da   presenza   di   operatori   particolarmente  aggressivi; riconsiderazione del “prezzo personalizzato” per evitare che, nello stesso bacino di utenza, si creino condizioni di concorrenza “impropria” e venga meno quel principio - introdotto dalla Legge 27/2012- che obbliga il fornitore a praticate condizioni  “eque e  non  discriminatorie” che integrerebbero la fattispecie -sempre secondo la Legge- di “abuso di dipendenza economica”.
Il perché non ha bisogno di spiegazioni, in quanto ciascuno é nelle condizioni di valutarlo.

Infine i famosi (o famigerati) “competitor”. L’Eni controlla piú del 30% di quota di mercato, ha la titolaritá di oltre il 60% del sistema di  raffinazione e controlla oltre il 70% dell’apparato logistico (questo uno dei motivi che motivano il sostanziale disimpegno delle altre compagnie su questi temi).

In questo contesto inventarsi il competitor e parlare di unmercato “globalizzato” che rifornisce i cosiddetti “no-logo”appare almeno fantasioso.
Nessun operatore (se non per volumi marginali) si approvvigiona sul mercato estero stoccando presso un proprio deposito: oltre il 96% del prodotto esitato in Italia é di provenienza dei “raffinatori”, cioé delle stesse compagnie petrolifere e di due soggetti di fatto non integrati con la rete.

Di quale globalizzazione e di quali competitor si parla? Come é facilmente desumibile, la posizione della Fegica é chiara e lineare: il Gestore -al di lá di tutte le affermazioni che continuano a dipingerlo come il centro-motore (in senso aristotelico) dell’universo della distribuzione- deve essere messo nella condizione di lavorare. E lavorare serenamente.

Il resto sono “belle parole” e nobili affermazioni di principio, ma non mutano la situazione di grave difficoltá economica nella quale i Gestori si dibattono. Difficoltá moltiplicata dall’ormai prossimo versamento della prima rata Irpef, sulla quale non potrá essere -per scempiaggine di chi lo ha voluto e scritto in questo modo punitivo per la Categoria-scontato quel “bonus fiscale” per il quale lo Stato, giá da gennaio, incassa un’accisa di due millesimi litro. Forse sarebbe responsabilitá di tutti interrogarsi su quale sará la reazione di una Categoria che, stretta nella morsa delle difficoltá economiche, per seguire una politica commerciale che la confina verso un margine di 1,5 /cent per litro, vedrá arrivare i nodi al pettine: l’Azienda (prima o poi) escuterá le fidejussioni anche per fare fronte al pesante “scaduto” esistente; la banca provvederá a rivalersi -magari sulla casa- e il Gestore, senza piú disponibilitá economica sará costretto a lasciare l’impianto. Dietro ogni politica commerciale, c’é un uomo e la sua famiglia: creare le precondizioni che portano all’espulsione dei Gestori che si vedranno sottrarre quanto faticosamente creato, é un’azione irresponsabile. Anche perché -Dio non voglia- si potrebbero determinare, a valle, rapporti familiari almeno “problematici”.

Ed   allora   cosa   accadrebbe?   Nessuno   oggi   é   nelle condizioni di saperlo anche se sarebbe utile cominciare a prefigurare scenari di questo tipo: magari predisponendo, per tempo, una convincente “exit strategy”. Queste sono le riflessioni che la delegazione FEGICA alla riunione ha rappresentato all’Azienda dalla quale, peró, non sono giunte risposte convincenti. A noi spetta il compito di insistere perché, per noi, il Gestore viene prima di qualsiasi altro soggetto. Poi, si possono trovare, come é sempre avvenuto in passato, intese e condivisioni che, peró, non passano dalla acritica accettazione delle politiche messe a punto, in completa solitudine, dall’Azienda. Su altri tavoli, invece, qualche spiraglio si intravede. La questione dei contratti -a livello Unione Petrolifera, Assopetroli e Consorzio Grandi Reti- é aperta e c’é da affrontare il nodo degli accordi aziendali scaduti sia inautostrada che in rete ordinaria.

Sul tema dei contratti é difficile trovare una sintesi tra chi vorrebbe lasciare tutto indefinito (aziende petrolifere) e chi, come noi, vorrebbe fissare regole di base comuni per impedire sistematiche violazioni di singoli operatori. In questo senso, va detto che Assopetroli e Consorzio Grandi Reti hanno fatto una apprezzabile apertura al confronto.
Su questi punti la FEGICA ha messo a punto una sua posizione originale che verrá sottoposta al vaglio ed alla discussione dei propri organi -il 13 giugno alla Segreteria Nazionale ed il 14 al Consiglio Generale- prima di essere portata all’attenzione del Coordinamento Unitario.

A  proposito   di   tematiche  autostradali,   infine,   c’é   da osservare che grazie alla paziente e sapiente mediazione del Sottosegretario De Vincenti é stato fatto un notevole passo   in   avanti   con   i   rappresentanti   delle   societá concessionarie.

Alcune soluzioni ai drammatici problemi contingenti e conseguenti alle convenzioni  esistenti  e l’apertura ad avviare un confronto per riformare i criteri di assegnazione delle nuove gare sono giá risultati notevoli.Ovviamente alle disponibilitá (ed alla pre-intesa raggiunta fra le tre organizzazioni dei Gestori e le concessionarie) ha fatto   riscontro   -manco   a   dirlo-   una   chiusura   delle compagnie che vorrebbero ripianare le perdite di volumi riscontrate a spese dei concessionari; come se fosseresponsabilitá di altri offrire un livello di royalty folli (e dire che la rappresentanza dei Gestori l’aveva detto in epoca non sospetta) per ottenere l’affidamento delle aree.

Nonostante le disponibilitá non banali dei concessionari ottenute -sia chiaro- dalla vertenza avviata dal Sindacato, le compagnie continuano solo a lamentarsi.
Quando c’é da prendere l’iniziativa o fare proposte per il futuro si perdono nella latitanza piú assoluta.
La FEGICA continua a fare “il suo mestiere” che é quello di esercitare la rappresentanza conferita dai Gestori al suo gruppo dirigente.
Le posizioni che il Sindacato assume, possono piacere o non piacere, cosí come possono essere riviste e modificate sulla base di nuovi elementi di giudizio.
Ció non vuol dire che la FEGICA immagini di modificare la sua analisi solo per renderla “adeguata” o compatibile con il “sentire” della controparte.
Nessun   soggetto   -a   cominciare   dalla   FEGICA-   puó immaginare di essere autosufficiente e risolvere da solo i problemi complessi che si parano davanti al settore.
Servono una grande consapevolezza, una buona dose tolleranza e un severo rispetto verso le posizioni altrui se si vuole raggiungere una sintesi che non penalizzi solo un segmento (dal nostro punto di vista, quello dei Gestori).
Ripartire   da   questo   sarebbe   una   grande   prova   di intelligenza. Di intelligenza e di semplicitá.
Sapendo fin da ora che, spesso, la semplicitá é “difficile a farsi”.

Commenti (11)
  • Anonimo

    ma esiste solo ENI? :?

  • ttr  - per Timpani

    Sintetici ma utili punti per capire verso dove stiamo navigando.
    Sono molti che devono valutare la "exit strategy" , e molti , compreso io , che sono prossimi a valutare la "preexit strategy".
    Ora , visto che l'Azienda pensa che come Gestori non andiamo al ristorante semplicemente perchè non prenotiamo , e i ristoranti sono tutti pieni , valutare a livello sindacale una "class exit strategy" sarebbe molto propedeutico per i Piani Alti di casa eni per capire quale E' la vera realtà.

    Due parole in più su questo punto sarebbero veramente necessarie.
    Qualche "dritta" il sindacato la potrebbe anche lanciare , visto che in molti la chiedono; e se molti devono/dovranno agire , agire organizzati è meglio.

    E non è detto che questo sia il bacio che risveglia il "principe azzurro eni" dal suo profondo sonno.
    Un saluto al sempre attento Timpani.

  • disagiato cronico

    ancke io sono messo male , e non so se fare il buco in banca o il buco con eni oprovare un altra strada. Posso tentare un azione legale per abuso di potere economico visto che i miei litri sono finiti su altri impianti visto il prezzo consigliato più alto rispetto agli altri agip?

  • Anonimo

    metti i gasolio a 2.50, la benz a 3.00 e aspetta striscia la notizia. Poi eni ti pagherà tutto basta che te ne vai. Almeno ti salvi casa!

  • Davide  - vi state scavando la fossa da soli

    Dal prezzo di cessione caricate come faccio io 15 cent e fregatevene delle compagnie e dei competitor.Non vi costringe nessuno ad aderire ad operazioni folli che impoveriscono i Gestori e rendono molto più ricche compagnie e governo

  • Anonimo

    evviva le pompe bianche che goduria

  • Gestore eni

    Indipendentemente dalla compagnia di appartenenza le gestioni sono in sofferenza,al limite del fallimento e questo dovuto principalmente alla questione prezzi,alla situazione economica critica in generale che porta giustamente la clientela a cercare i prezzi piu' vantaggiosi poi ci sono anche quei gran furboni dei Gestori che pur di fare litri lavorano quasi gratis (H 24 INSEGNA).alla fine comunque ritengo che la questione,il problema di fondo e' che siano le compagnie stesse a rifornire sia le pompe bianche che le gdo o a proporre sconti di 10- 15- 20 cent litro rispetto ai prezzi consigliati mettendoci di fatto fuori mercato. SINDACATI UNITI COMPATTI AGIRE SUBITO ADESSO O MAI PIU'.

  • ivan

    Stanno agendo,stanno agendo...COMPATTISSIMI!!!
    Non vedi i risultati!!??
    Non devi vederli...li devi SENTIRE!! :grin

  • Mirco

    incredibile ma vero ho incrementato le vendite maggio su aprile del 28% pur avendo over price e una pompa bianca a 3 km con 16 cent in meno al litro.......non ci capisco più niente....

  • Gestore ENI  - re:
    Mirco ha scritto:
    incredibile ma vero ho incrementato le vendite maggio su aprile del 28% pur avendo over price e una pompa bianca a 3 km con 16 cent in meno al litro.......non ci capisco più niente....


    stessi litri scorso anno senza h24 con 0.01 di over ,con gdo scontatissimo e esso che fa -9,-12 in self

  • Anonimo

    forse garantisci un servizio decisamente migliore di una macchinetta

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